Ogni giorno ci troviamo a prendere delle decisioni sia piccole che maggiormente importanti. Spesso le persone sviluppano comportamenti non utili in un determinato momento della loro vita spinti dalla soddisfazione di un bisogno.

Con la ripetizione questi atteggiamenti si trasformano in abitudini.  Possiamo affrontare i comportamenti tossici sostituendo le abitudini dannose con abitudini nuove, utili, funzionali e costruttive in termini di crescita, serenità ed equilibrio interiore.
I comportamenti non utili possono essere per esempio: l’uso delle sigarette, l’abuso delle sostanze alcoliche, la sensazione di fame eccessiva e conseguente ricerca di soddisfazione della stessa, l’uso farmaci presi senza controllo, o dalla stessa paura di cambiare in meglio rimanendo nei soliti schemi.
Cerchiamo di essere presenti mentre la sensazione sorge. Il richiamo quindi. Anzichè agire automaticamente, per abitudine come in genere avviene, osserviamoci nell’atto di compiere l’azione non utile. Come uno spettatore che guarda un film, guardiamo noi stessi nell’atto di accendere una sigaretta e fumare, bere alcolici, mangiare troppo, prendere pillole pensando che possano essere utili a qualche malessere, o altri comportamenti non utili che desideriamo eliminare. 
Osserviamo semplicemente, senza giudizio.
Questa nuova consapevolezza ci chiede di uscire dalla nostra testa e andare al di là dei nostri condizionamenti. Cerchiamo di capire quale sensazione ha scatenato il comportamento, quale emozione, e qual è la funzione di questo comportamento, quale bisogno stiamo cercando di soddisfare. L’emozione potrebbe essere vuoto in una parte del corpo e desiderio di riempire il vuoto (gola, stomaco, petto ecc…), solitudine e quindi pensare di sentirsi meno soli, paura, ricerca di consolazione, senso di protezione, coccola, bisogno di affetto, sensazione di non essere compresi e rifugiarsi nel surrogato amico, fuggire da un evento doloroso, sentire la propria presenza, o altro…
Prima della sensazione di bisogno c’è il vuoto, dopo si manifesta l’emozione quindi il bisogno ed “automaticamente” viene soddisfatto, attraverso l’abitudine.
Nel momento in cui sentiamo sorgere il bisogno proviamo ad ascoltare o percepire la sensazione che nasce nel nostro nel nostro corpo. Qual è la sensazione? In quale punto del corpo si trova? Com’è il respiro? Com’è il battito cardiaco? La sensazione si muove? Se si, in quale direzione? C’è tensione o irrigidimento?
E’ utile prendere nota e segnare tutto su un quaderno.
E’ importante non giudicarsi, non trarre conclusioni.
Il giudizio si forma nella mente non nel corpo.

Proviamo a rifare l’esercizio di ascolto interiore ogni volta e trascrivere la sensazione fino a quando riusciamo a percepire con chiarezza la sensazione che ci appare molto acuta nel nostro corpo.
La sofferenza non è nella sensazione in sé ma nelle nostre credenze e cioè nel significato che attribuiamo alla sensazione.
La sofferenza non è nel corpo ma parte dalla mente quindi si manifesta nel corpo attraverso la sensazione per inviarci un segnale. La sofferenza deriva dai nostri condizionamenti.
E’ importante prendersi il tempo per imparare a riconoscere la sensazione. Il corpo non fa questioni né trae conclusioni, il giudizio esiste solo nella mente condizionata.
Prestando attenzione al corpo possiamo diventare consapevoli delle esperienze fisiche collegate agli schemi condizionati del comportamento.
L’esperienza che ci libera è il momento nel quale comprendiamo che la sensazione che nasce da una reazione condizionata assuma un altro significato.
Impariamo quindi a conoscerci in modo più profondo, per modificare ciò che non è utile con atteggiamenti funzionali.
Una tecnica che puoi fare per cambiare un comportamento dannoso è guardare un film nel quale vedi te stesso nell’atto di compiere lo stesso copione o atteggiamento dannoso, fumare, bere, mangiare troppo ecc… guarda lo schermo davanti a te, osservati nell’atto di compiere il comportamento non utile ed osserva senza giudizio.
Ora aumenta la luminosità, sempre di più fino a quando lo schermo diventa completamente bianco.
A questo punto sostituisci l’ immagine di te stesso nello schermo nell’atto di compiere un’azione diversa che abbia la funzione di darti soddisfazione. Ti senti libero e felice, ti vedi sollevato e sorridente. Ora nell’immagine davanti a te hai sostituito la vecchia abitudine con una nuova abitudine.
Ripeti i passaggi almeno 3 volte sempre più velocemente.
Ripeti questo esercizio in momenti diversi fino a quando non sei consapevole che il desiderio di ritornare alla vecchia abitudine sia diminuito, o addirittura scomparso.

3 Commenti

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  • monica giovine

    Gentile rac,
    Certamente, il nostro inconscio è pieno di programmi che arrivano dal momento esterno, quindi non nostri, su cosa “dobbiamo o non dobbiamo fare” su cosa “è giusto o è sbagliato” su chi “dobbiamo essere o non dobbiamo essere” e potremmo continuare all’infinito. Tutto questo ci distoglie da ciò che siamo veramente e dalla nostra vera essenza. Tutto questo è nella nostra mente critica. Il nostro Maestro interiore parla con la voce del nostro cuore. Tengo dei corsi per imparare ad ascoltare il cuore anzichè la mente. La mente… mente, con i suoi condizionamenti e le sue interferenze esterne. Il cuore è sempre sincero, puro, vero, nostro e genuino. Il nostro cuore è collegato alla nostra Anima e sa sempre cosa è giusto per noi, conosce i nostri talenti, la nostra missione di vita, sa chi siamo e cosa ci può rendere felici. Quando impariamo a staccare la mente critica entriamo nel cuore. Nella fisica quantistica è stato dimostrato che dal cuore esce un campo energetico ampio e luminosissimo che ci connette alla nostra identità, la nostra Anima. Possiamo sicuramente considerare la voce del cuore la voce del nostro maestro interiore, o maestro superiore, come preferisci.
    Un’altro modo è ascoltare le nostre sensazioni. Sembra banale ma non lo è affatto. Durante la nostra vita la cultura educativa e sociale ha cercato da distoglierci dall’ascolto delle nostre sensazioni ed imporci strade “da fare” perchè era giusto cosi (giusto per chi?). Quindi prima di fare una scelta spesso non ci si ascolta. Senti se qualle scelta ti fa stare veramente bene, ti rende felice, ti da energia, allora il tuo cuore ti sta dicendo che va bene per te. Se quella scelta ti perplime, ti fa sentire qualche incertezza, qualche dubbio, probabilmente solo l’idea ti sta togliendo energia e quindi non è la strada per te, o forse è necessario qualche “aggiustamento” di tiro! Prima di decidere qualcosa fermati, rilassati, respira profondamente e chiediti: “cosa provo? Sento che è giusto per me? Mi da gioia?”
    Fammi sapere rac,
    un caro saluto!

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  • rac

    cioè alla fin dei conti il maestro interiore è più coscente di quanto creda?

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  • rac

    gentilissima..
    non so se ha pubblicato qualcosa sull’argomento…tuttavia le volevo chiedere…..il nostro inconscio comunica con noi(conscio)mediante metafore,simboli ecc.infatti le mlattie di origine psicosomatica è un modo simbolico dell’inconscio per dirci che qualcosa non va….giusto?quindi per comunicare noi(parte conscia)con l’inconscio potremmo utilizzare noi gli stessi strumenti?cioè usare simboli,immagini ecc per parlare con l’inconscio…..?ebbene..che significa parlare con l’inconscio con simboli o per metafore…potrebbe farmi un pò di chiarezza?
    inoltre…se la parte conscia è su per giù il 10% e la parte inconscia il restante 90% di noi…..se consciamente vogliamo qualcosa..ma l’inconscio ci tiene radicati a vecchi schemi….quale parte bisogna ascoltare?in altri termini…..s abbiamo una guida interiore…il nostro maestro..insomma noi sappiamo cosa sia meglio per noi stessi…quel maestro è cosciente ma è dissimulato dall’inconscio?…se ad es.voglio (in maniera cosciente).se ,ad esempio,voglio fare l’artiste…ma l’inconscio mi dice di rispondere al mio senso del dovere(per tutte le credenze che ho introitato)…tutto ciò mi crea un conflitto…tra la parte artistica e razionale…….la parte inconscia in questo caso rema contro….giusto?quindi per risolvere il conflitto potrei allineare i due aspetti di me stesso…farli camminare insieme.quindi una volte che una credenza o un conflitto è diventato cosciente si potrebbe rimuovere?potrebbe farmi un pò d chiarezza?
    saluti e un forte abraccio

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