Il mercato del controllo del peso offre innumerevoli prodotti fra questi i diffusi rimedi togli-fame o integratori per togliere o diminuire il senso della fame. Ma eliminare la fame è davvero utile? L’appetito è un segnale del corpo utile alla nostra sopravvivenza. E’ come la spia sul cruscotto della nostra automobile che ci indica che dobbiamo aggiungere benzina se desideriamo che il mezzo possa proseguire il suo percorso. Lo stesso vale per la “fame”. I bambini piccoli, gli animali selvatici, nel momento in cui sentono il bisogno di nutrire il loro corpo provano il senso dell’ appetito, si nutrono e non appena sentono di essersi nutriti a sufficienza smettono di mangiare.
Gli esseri umani sono un po’ più complicati, o meglio, nascono perfetti, in realtà il corpo umano funziona perfettamente. Poi crescendo… fra divieti e concessioni per premiare i divieti, condizionamenti, negazioni, paure ecco che il nostro termostato interiore inizia a non funzionare più cosi bene come quando siamo nati. Ed allora abbiamo bisogno di pesare il nostro corpo sulla bilancia, di pesare il cibo nella bilancina da cucina, di contare le calorie, di vietarci questo e quello con atteggiamento di allerta e di colpa. Ed ecco che si staccano le connessioni con la nostra naturalità interiore, non riusciamo più ad ascoltare quella macchina perfetta che è il nostro corpo.
Certo, qualcuno potrebbe dire: la fame è utile, è la fame eccessiva che non è utile. La fame eccessiva non ha niente a che vedere col senso naturale della fame. Il desiderio di cibo che va oltre la fame riguarda la mente, le emozioni, il desiderio e la paura, la colpa e la compensazione. NON con la fame vera e propria. Ecco quindi che cercare di farsi aiutare da un prodotto anti-fame con lo scopo di mangiare di meno con la “speranza” di dimagrire offre come risultato l’allontanamento dal proprio ascolto interiore e dalle esigenze naturali e reali del nostro corpo, e non porta al risultato sperato. Le emozioni, il senso di vuoto allo stomaco o alla gola, associati a vuoti di tipo affettivo, hanno originato il desiderio di cibo. L’emozione continua ad esistere e persiste anche quando si cerca di evitare il senso dell’appetito creando quindi ulteriore frustrazione. Evitando la fame è come agire sul sintomo e non sulla causa.
A questo punto è meglio fermarsi, respirare profondamente, sentire dove si trova l’emozione, in quale punto del corpo è localizzato il bisogno, e quindi porsi le seguenti domande: 

• Qual è la ragione che ti fa desiderare il cibo anche quando pensi di non averne realmente bisogno?
• Perché lo stai facendo? Cosa stai provando?
• Per quale motivo mangi con sensi di colpa anziché rilassarti?
• Sei sicuro di avere realmente fame?
• Per quale motivo mentre ti nutri provi paura anziché provare gioia e goderti il pasto con tranquillità?

E’ utile una rieducazione nel rapporto col cibo, occorre ripristinare l’amore per se stessi e per il proprio corpo.

Il proprio corpo non va combattuto, va amato, il cibo non deve fare male o fare soffrire, il cibo è gioia, è nutrimento, è vita.

Solo con l’atteggiamento giusto nei confronti del cibo e del proprio corpo è possibile tornare a ripristinare il peso ideale.
Talvolta non è nemmeno una questione di cibo vera e propria ma di  ATTEGGIAMENTO MENTALE che si ha nei confronti del cibo.
 
Basta guardare le persone “magre” che mangiano di tutto senza stress, senza paure, senza privazioni, senza sensi di colpa senza la “preoccupazione” di ingrassare.
Quanti danni fanno le preoccupazioni!!!
OCCORRE RIPRISTINARE UN CONTATTO CON SE’ STESSI E COI SEGNALI NATURALI DEL PROPRIO CORPO.
Ogni aiuto esterno, ogni sostanza e cibo che tolga l’appetito è un nemico ed un seduttore che vuole privarci dell’unico strumento che esprime il nostro rapporto con le forze del peso.
La fame di per sé non fa ingrassare.
La fame è una forza che noi possiamo imparare a coltivare per usarla nel modo consono ai nostri compiti. Come la spia di un termostato che ci sta dicendo quando nutrirci e quando fermarci.
Occorre un risveglio da questo distacco dalla nostra reale natura, una presa di coscienza che parte dalla nostra interiorità. E’ importante recuperare consapevolezza con la nostra forma.
E’ importante recuperare il rapporto con il nostro corpo, con la nostra forza di gravità e questo lo possiamo fare solo dall’interno e non dall’esterno.
Possiamo osservarci, massaggiare la nostra pancia con le nostre mani, percepirci, invece di posizionarci sopra una bilancia e lasciare che sia un numero a giudicarci! Deleghiamo a questo strumento una misurazione ed  espropriamo da noi stessi la capacità individuale di percepire la nostra “forza di gravità interiore”.
Impariamo ad amarci di più, ad ascoltare la perfezione del nostro corpo, a percepirlo, a seguirlo, ad amarlo, a ristabilire una comunicazione naturale di armonia e di amore.

6 Commenti

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  • monica giovine

    Cara Alba,
    hai bisogno di ritrovare fiducia in te stessa e nella vita ed alzare la tua autostima.
    Fino a quando le persone vedono tutto nero è difficile che le cose possano cambiare. So che può essere difficile all’inizio ma la cosa più importante e assoluta per fare andare tutto meglio di come sta andando ora è ALZARE IL PROPRIO STATO VITALE. Da una situazione di isolamento, scoraggiamento, delusione o peggio depressione non possiamo trovare le amicizie giuste, il compagno giusto, il lavoro giusto. Prima è necessario amare te stessa, poi credere in te stessa e nel fatto che la vita possa essere molto più generosa con te di quanto lo sia stata finora. Dipende solo da te e come ti poni tu con la tua vita.
    A tutte le età si possono trovare compagnie ed amici divertenti, a tutte le età si può trovare l’amore o l’attività che ti stimola, che ti piaccia e che ti rende economicamente. Se però pensi che non sia possibile, allora non lo è. E’ importante comprendere che è tutto dentro di noi. Siamo noi a dare un’opportunità alla nostra vita e non viceversa. E’ sempre come ci poniamo noi di fronte alle cose.
    Leggo scoraggiamento nelle tue parole, ti occorre più fiducia, indipendentemente da tutto, per far cambiare le cose.
    A presto!

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  • alba

    Ciao Monica,
    grazie per i tuoi articoli sempre esaustivi, ma avrei bisogno di entrare un po’ più nello specifico: mi ritrovo in tutto quello che hai descritto, a proposito della lotta con la bilancia, e quando mi viene quella fame compulsiva che, guarda “caso” è solo di dolciumi, sono consapevole che sto cercando compensazione per il mio vuoto poco interiore ma molto esteriore (vivo sola, ho faticosamente lasciato un convivente che mi amava letteralmente alla follia nel senso che mi mandava all’ospedale, e recentemente ho perso mia madre). Ho provato a compensare questo vuoto affettivo e familiare con le amicizie, ma ad una certa età non è più come a venti, quando gli amici sono una tribù: ora chi vive all’estero, chi è in vacanza, chi ha figli, chi è più depresso e deprimente di me, e, comunque, la vita sociale costa, e se hai perso anche il lavoro è proprio difficile, non ti puoi permettere manco più gli amici della palestra o del corso di ballo… Insomma il vuoto lo puoi sostituire una sera a settimana in parrocchia o facendo volontariato, ma poi torni nella casa vuota e nelle notti solitarie l’unica compagnia sicura è quella guantiera di dolci, piacere più duraturo di amori che puntualmente svaniscono all’alba… Suggerimenti…?

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  • monica giovine

    Gentile Kokoro,
    certamente come dici il conformismo, i mass media ecc… non aiutano, ignoriamoli. Essi trovano spesso soluzioni “fittizie” che impediscono il reale ascolto della propria naturalità.
    L’inganno dilaga e soprattutto su questo argomento.
    E’ importante sia ripristinare la propria naturalità sia imparare ad accettarsi. L’ascolto interiore del proprio corpo e l’accettazione sono amiche del proprio benessere psico-fisico ed è difficile pensare di risolvere i propri problemi in modo meccanico senza comprendere il messaggio che essi portano con sè, o al contrario rifiutandolo, come purtroppo avviene abbastanza spesso. Risolvere questa problematica con la matematica è risultato estremamente fallimentare, ed il problema continua a persistere o a ripresentarsi.
    E’ quindi fondamentale cambiare dentro, lasciare andare il passato, amare il proprio corpo e la propria vita e penso che non bisogna nemmeno focalizzarsi troppo sul cibo (è giusto, è sbagliato, è troppo, è poco ecc…) o peggio ancora sui numeri, ma dimenticarsene, lasciare andare, lasciare che sia il corpo a pensarci. Il nostro corpo sa sempre cosa è giusto per noi, lasciamo i pensieri alla pancia e non alla testa che ci confonde e ci allontana dalla nostra natura. Così come fanno i neonati o gli animali che ascoltano la pancia e non la testa.
    Se vuoi scrivermi in privato trovi la mail sul mio sito, un abbraccio!

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  • kokoro

    in un mondo tendente al conformismo e all’ideologia persino scientifica, fa molto piacere leggere delle sane e semplici verità, sembra assurdo ma la realtà è semplice eppure l’inganno dilaga ovunque…
    idem come per Carmen, anche se io sono ancora in progress… :-)

    Monica, vorrei maggiori info sulle tue attività, in particolare le tecniche di rilassamento profondo e non solo…

    un saluto
    kokoro
    ps: puoi scrivermi alla mail, thx

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  • monica giovine

    Grazie cara Carmen.
    Quando si cerca di risolvere il problema del sovrappeso credo sia importante iniziare dal dare amore a se stessi, risolvere i propri confilitti interiori, pensare di “meritare” realmente ciò che si desidera con la mente razionale e quindi essere realmente pronti al cambiamento positivo e alla nuova immagine.
    Può sembrare strano ma molte persone non lo sono completamente. Imparare il rispetto per se stessi, per il proprio corpo e darsi amore è il primo passo.
    Fame, cibo, o metabolismo basso, o nei casi “più” entrambe le situazioni… sono solo dei mezzi e non la causa.
    Lo vediamo frequentemente nelle persone che risolvono il problema temporaneamente e che se non sono cambiati dentro, se non hanno imparato ad AMARSI il problema purtroppo ritorna.
    E come dici tu diventa una lotta.
    Il messaggio del sovrappeso è relativo ad uno scudo di protezione che il corpo crea fra il proprio interno ed il mondo esterno. Le motivazioni cambiano a seconda delle persone cosi come le loro storie, anche se in genere riguardano il lato affettivo, le incomprensioni e la famiglia di origine. Imparare a mandarsi amore, sentire di meritarlo, sentirsi adeguati ed a caricarsi è un modo per lavorare sulla causa anzichè sul mezzo, quindi molto più utile!
    Un abbraccio!

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  • Carmen

    Bellissimo questo post, conferma tutto quello che ho imparato a mie spese sulla lotta al sovrappeso.

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