E’ utile per il nostro benessere e la nostra realizzazione personale essere consapevoli della nostra energia vitale.
Quella parte di noi che pulsa, vibra e cambia le sue frequenze in continuazione a seconda di ciò che sono i nostri pensieri, sentimenti e reazioni emotive riguardo a noi stessi.
Ci sentiamo bene quando lo stato dell’energia vitale è alto e quindi ci sentiamo carichi, energici, vitali, allegri, gioiosi, generosi, entusiasti, amati, desiderati, fiduciosi ecc…
Ci sentiamo male quando lo stato dell’energia vitale è basso e quindi sentiamo scarichi, delusi, esausti, pigri, tristi, soli, annoiati ecc…
E’ molto importante “connetterci” con la nostra energia vitale, percepire lo stato della nostra energia e capire quando è il momento di agire ed alzare lo stato vitale.
Siamo in grado di prendere delle buone decisioni per noi solo quando lo stato della nostra energia vitale è alto.
Per questo motivo spesso a molte persone risultano difficili i cambiamenti anche quando si tratta di migliorare la loro vita, con uno stato vitale basso, di delusione o di scoraggiamento è davvero molto difficile agire e migliorare.
E’ indispensabile creare una comunicazione con la nostra energia vitale. Le buone decisioni le prendiamo con molta più facilità quando lo stato vitale è alto e quindi ci sentiamo maggiormente energici e motivati.
L’energia vitale è come un termostato interiore, quando ci sentiamo stanchi o scarichi possiamo considerarlo come la spia luminosa che ci dice: “serbatoio scarico, occorre mettere carburante”.
Nel nostro caso il veicolo è il nostro corpo e il percorso è la nostra vita. Per quanto tempo vogliamo lasciare il veicolo in riserva impedendoci di proseguire sulla nostra strada?

Iniziamo a diventare consapevoli della nostra energia.
Prestiamo attenzione alla qualità dell’energia, come cambia, come si collega ad ogni sequenza di sensazione, pensiero, emozione.
Quando vengono percepite sensazioni come: preoccupazione, sensazione di non farcela, malinconia, frustrazione, la persona che le prova si è disentificato con la sua vera essenza o con la sua vera identità.
Spesso è molto più facile osservare l’ energia degli altri che la propria. Talvolta le persone sentono che c’è un problema nell’ aria, vedono e percepiscono nell’altro lo stress, la depressione, insomma… qualcosa che non va! Preoccupandosi cosi dell’ altro evitano di capire ciò che sta avvenendo in loro stessi, anzichè ascoltarsi e percepiri rivolgono la loro attenzione al comportamento dell’amico, del cogniuge, dei genitori, dei figli ecc… E’ la nostra stessa energia che ci manda quella percezione, l’ altro ci sta facendo solo da specchio. Talvolta lasciamo il luogo dove abbiamo avuto delle sensazioni poco gradevoli e quindi proviamo sollievo e stiamo meglio. E’ una difesa ma ci è utile solo al momento. Semplicemente manca lo specchio. L’ insofferenza rimane finchè non la comprendiamo e l’ affrontiamo.
Impariamo a leggere questi messaggi.
Cosa ci ha dato fastidio?
Cosa ci ha creato disagio?
Quel fastidio, quel disagio lo abbiamo provato noi quindi anziché preoccuparci di cosa poteva avere fatto o pensato l’altra persona inziamo a pensare perché ci siamo sentiti turbati.
Spesso siamo inconsapevoli della nostra stessa energia, la ragione è che guardiamo FUORI da noi attraverso le lenti dell’ aspetto condizionato di noi stessi.
Quell’ aspetto mediante il quale ci siamo identificati.
Da quella prospettiva la nostra energia ci appare appropriata.
Non possiamo immaginare che se un’altra persona si mette in sintonia con la nostra energia anche inconsapevolmente, percepirà immediatamente se siamo arrabbiati o preoccupati o tristi.

Tecnica per imparare a vedere e sentire la nostra energia vitale:

1) Osserva l’ energia nel tuo corpo oscillare fra espansione e contrazione.
2) Osserva i cambiamenti di energia a seconda che le emozioni siano positive o negative
3) Come senti la tua testa? Le tempie e i lobi frontali sono rilassati o tesi?
4) I tuoi pensieri sono del tipo: “c’è qualcosa che non va” oppure “questa può essere una buona possibilità per me”?
5) Puoi percepire se ti senti libero di essere nel presente, nel qui ed ora, o se ti senti prigioniero del condizionamento?
6) Cosa accade alla tua energia quando sei qui, ora, nel presente?
7) Come ti senti quando rivedi il passato?
8) Come ti senti quando fantastichi sul futuro?
9) Com’è la tua energia quando racconti la tua storia? Ti senti libero o ti senti intrappolato nella storia?

E’ possibile essere sempre presenti, e comunque per la maggior parte delle persone essere presenti almeno per la metà del tempo della loro esistenza trasformerebbe la vita da frustrante e statica in gioiosa ed appagante.
Più siamo presenti e meglio ci sentiamo, meglio ci sentiamo e più desideriamo essere presenti, meglio ci sentiamo e più siamo presenti e più siamo in grado di agire nel modo migliore e di vivere una vita appagante.
Per questo motivo incoraggio sempre le persone che vengono da me ad ascoltarsi dentro, a guardarsi dentro.

Quando sembra che le circostanze della vita ci facciano sentire male provocando paura, stress o rabbia la nostra mente è programmata per entrare in uno stato di incoscienza col tentativo di anestetizzarci al dolore e agire secondo strategie di sopravvivenza.

Torniamo quindi al momento presente, alla consapevolezza, facciamo pratica fino a quando riusciamo ad essere sempre più presenti. Quando ci sentiamo atonici o un’ emozione negativa sta iniziando a prendere il sopravvento fermiamoci, respiriamo profondamente e ascoltiamo l’energia del nostro corpo.
Percepire la nostra energia, sentire il nostro interno senza preoccuparci dell’energia dell’altro di ciò che è fuori di noi, diventa non una seconda natura ma ciò che fa parte di noi, la nostra prima natura.
I bambini piccoli, gli animali, sono in stretto contatto con la loro energia, il loro sentire interno, è la loro prima natura.
E siamo nati affinché sia cosi anche per noi.
A questo punto diventa molto più FACILE per tutti noi lasciare andare i pensieri condizionati, la nostra storia, le trappole, le voci esterne. Ascoltiamo la nostra voce interna che è l’unica che sa cosa funziona per noi.

La nostra energia vitale diventa la nostra guida, il nostro termostato interiore.


Stiamo imparando a vedere le cose così come sono, e non come siamo stati condizionati a credere che siano.

23 Commenti

Lascia un commento
  • Marina La Rosa

    Salve…non riesco a gestire la mia energia quando sono arrabbiata o quando mi si fa del male, sembrerebbe assurdo ma se sento dolore la mia energia riesce ad accendere luci,allarmi e tempo fa in ospedale quando mi hanno tirato delle viti a carne viva si è accesa la macchina per tagliare il gesso e tutte le luci della sala.I dottori sono rimasti scioccati.Non ne parlerei adesso qui se non fossi sicura di questo. Guardando solo un vaso in una casa(ero arrabbiata )l’ho fatto in mille pezzi, come in mille pezzi si é fatto il vetro di un forno spento appena una signora mi ha rimproverato ingiustamente davanti a delle persone. ..mi sento una stupida a dirlo.ma succede, succede sempre. Ed io non so controllare tutto questo .Può aiutarmi in qualche modo?Non vorrei fare del male a qualcuno .Grazie

    Rispondi
  • Alexis

    come possiamo riuscire ad ascoltarci? a capire cosa è meglio per me… Hai ragione quando dici che la nostra mente ci anestetizza; ho vissuto anni spenta… anestetizzata. tanto che ho paura a uscire di casa da sola; ho paura delle persone… premetto che ho un passato molto difficile e triste in cui ho sofferto molto, e ho sempre dovuto lottare per difendermi per sopravvivere, a volte anche comportandomi istintivamente, ora che sto meglio devo solo riuscire a uscire dalle quattro mura e vivere ma, è come se non mi sentissi mai all altezza degli altri mi imbarazzo sono timida. è il momento di spiccare il volo, ma non so quale sia la mia via perchè non so cosa potrei fare, temo di fallire, ho vicino un ragazzo che mi ama e vorrei finalmente non essere più un peso… saper badare a me stessa e cavarmela. spesso mi capita di sentire rabbia verso me stessa perchè sono ferma. mi fa sentire triste e inutile. come trovare l’energia, cosa posso fare per sentire per capire cosa mi dice ora la mia voce interna? per sentirmi felice devo seguire ciò che sento… come si fa a sentire?

    Rispondi
  • monica giovine

    Caro Alexis,
    la nostra cultura ci ha insegnato ad andare “contro” l’ascolto della nostra energia interiore, purtroppo!
    Il bambino, quando nasce sa ascoltare perfettamente la sua energia, ma crescendo si sente di re spesso. “Non fare questo, non fare l’altro, la vita è sofferenza, bisogna imparare a fare ciò che non ci piace, rimboccati le maniche, bisogna sudare e meritarsi questo o quello” ed ecco che la stra-grandissima maggioranza delle persone su questo pianeta, convinti che la vita sia sofferenza, fanno un lavoro che detestano ma lo fanno perchè DEVONO, credono che sia giusto soffrire in quanto glielo hanno insegnato, e vivono infelici facendo cose che si sentono in dovere di fare e trascurando il piacere. “Prima il dovere e poi il piacere” ti ricorda qualcosa? Era il motto dei nostri nonni.
    Invece la vita è esattamente il contrario, la vita non è sofferenza ma è un piacere, è GIUSTO che lo sia. E ognuno di noi merita di essere felice.
    Per ascoltare le tue emozioni devi tornare come quando eri bambino e sicuramente ti sapevi ascoltare dentro, come tutti i bambini.
    Se stai male e se ti senti stanco è perchè fai una vita che non è la tua, hai ascoltato troppo le voci esterne a te invece di seguire i tuoi desideri. Non è colpa tua, ci sono passati tutti, questo è quello che ci ha insegnato la nostra cultura. Anche se ci si faceva del male. E’ arrivato il momento di cambiare le cose.
    Quando senti che ti assale un dubbio, che qualcosa di pesa, quando provi stanchezza (che è una perdita di energia) allora quella determinata “cosa” (evento o situazione personale) non fa per te. :-((
    Quando invece senti gioia, entusiasmo, felicità acquisisci energia, sei allineato e significa che quella “cosa” (evento o situazione personale) fa per te! :-))
    Forse all’inizio non è sempre facile,le sovrastrutture e i condizionamenti sono ancora tanti, ma con la pratica sono sicura che ce la fai. Prova, riprova, prima di prendere una decisione o compiere un’azione ascoltati dentro e chiediti cosa vuoi veramente, cosa ti farebbe veramente felice e intraprendi quella strada!

    Rispondi
  • Alexis

    Ciao, ho dovuto fermare le lacrime leggendo, ho una domanda, come si fa a sentire l energia? come si fa a non lasciarci schiacciare dalla paura ansia ecc? come si può reagire? come si può smettere di stare male… di sentirsi deboli e stanchi? come si fa a tornare ad essere felici e spensierati, sicuri..?

    Rispondi
  • monica giovine

    Gentile Patrizia,
    quando nasciamo da bambini piccoli siamo “perfetti”. Da piccoli siamo connessi alla nostra energia vitale e sappiamo ascoltarla e capirla anche se questo avviene inconsciamente. Il nostro termostato interiore è sempre “ON” e non è mai “OFF” come avviene invece all’adulto. Crescendo disimpariamo a sentire la nostra energia, non certamente per colpa nostra e non è la crescita fisica che fa questo, ma gli stili di vita della nostra società portano ad avere comportamenti ed abitudini che ci fanno disperdere l’energia anzichè rafforzarla.
    Soprattutto i vecchi sistemi educativi, le imposizioni tolgono energia all’altro. Per fare un esempio pratico. Il bambino sta giocando e si diverte, il genitore lo distoglie dal gioco in modo brusco dicendogli “basta” oppure “non è il momento” oppure “devi fare quest’altra cosa”. Se il bambino è piccolo per reazione piange perchè sente che sta perdendo energia in quella situazione. Il bambino un po’ più grandicello, suo malgrado accetta ma sente che sta perdendo energia. L’adulto è oramai “anestetizzato” alla sua dispersione di energia, tanto è abituato a fare cose che non gli piacciono ma che sente di dovere fare. A lungo andare perdendo energia vivendo in una modalità che non è la propria il rischio è quello di ammalarsi. Per questo motivo è importante imparare a sentire la propria energia. Quando fai qualcosa che ami, un’attività che ti piace, o ti diverti o sei con persone che ti fanno sentire bene ecco che ti carichi di energia. Quando sei in un luogo che non ti piace o hai vicino persone che magari si lamentano quindi non ti fanno sentire bene o che vorrebbero importi le loro idee tu provi fastidio. Questa sensazione di fastidio significa che stai perdendo energia. Dobbiamo fare in modo di evitare di perdere energia, l’energia vitale è vita :-) come dice la parola stessa. Quando non stai bene in un posto vieni via, fai una passeggiata, fai dei respiri profondi, pensa a qualcosa che ti piace ed ecco che ti sei ricaricata! :-)
    A prestissimo, un abbraccio!

    Rispondi
  • Patrizia

    Cara Monica,
    Ho letto di un fiato e con molto interesse il tuo articolo sull’energia vitale e come esplorarla. Ho una domanda circa il passagio : “… il veicolo è il nostro corpo e il percorso è la nostra vita. Per quanto tempo vogliamo lasciare il veicolo in riserva impedendoci di proseguire sulla nostra strada?”. Sono completamente entusiasta del tuo esempio, è proprio come mi sento, però vorrei sapere come fare a fare il pieno di carburante per proseguire, in cosa consiste, dove si trova ?…per ricaricarsi quando ci si sente svuotati, demotivati, privi di senso, come si fà ?
    Attendendo con impazienza una tua risposta, ti saluto cordialmente e ti ringrazio ! Patrizia

    Rispondi
  • monica giovine

    Ciao Mario,
    ho letto attentamente la tua storia. E’ ammirevole da parte tua il tuo deisderio e la tua volontà di liberarti da alcuni vincoli del passato per poter rendere libera la tua vita. Quindi mi complimento con te per questo. La PNL e l’autoipnosi sono dei grandissimi aiuti in questi senso. E’ ovvio che insieme ad una persona che ti da la giusta spinta puoi ottenere risultati definitivi con maggiore facilità. Non c’è niente di male ad essere un autodidatta, molte persone ce la fanno da sole, ma per molte altre può essere più difficile.
    Da ciò che leggo, penso che all’origine ci sia stato un imprinting piuttosto faticoso, forzature famigliari ecc… che ti portano a desiderare di essere libero da tutto questo. Il contesto vacanziero ti offre una sensazione di libertà e ti fa dimenticare i conflitti passati. Ma dentro di noi esistono antiche dipendenze emotive causati dai nostri imprinting che si manifestano nel corpo come reazioni chimiche e rallentano il nostro lecito desiderio di vivere come vogliamo. Continua con l’autoipnosi. E’ utile anche diventare consapevoli di ciò che sono i tuoi freni inconsci interiori per poterli sciogliere, altrimenti continuano a stare li a sabotare tutti i fantastici tentativi di libertà interiore ed esteriore. Puoi consultare un personal coach per questo che ti può dare una mano. E’ la mia attività ed io ricevo molte persone che desiderano lasciare andare il passato e rinnovare la loro vita. Utile anche l’EFT o l’ascolto delle induzioni. Cordiali saluti.

    Rispondi
  • Mario

    Salve,
    complimenti innanzitutto per la possibilità che offre di aiutare le persone. Le scrivo per sapere quali secondo lei potrebbero essere per me gli strumenti più adatti per liberarmi dei miei limiti indotti. Ho 32 anni ed ho un passato molto “ricco” di esperienze soprattutto negative. Sono state però estremamente formative. Fondamentale l’abbattimento di diverse dipendenze da sostanze avvenuto da circa stte anni, il quale mi ha dato modo di capire che ero tutt’altro. Determinato, sensibile, paziente e intelligente. L’opposto di prima. Da un anno mi sto dedicando alla recitazione. I segnali che ricevo sono buoni, e mi sento molto determinato in ciò che faccio, ma per quanto io abbia subito un recupero modello, sento di dover lavorare ancora su diverse resistenze, che come saprà, nel mestiere dell’attore non sono ammesse, come tra l’altro nell’arte in genere. Pratico PNL, ma sento di aver bisogno di qualcosa che mi renda meno passivo (soprattutto in scena dove l’assertività e la libertà sono essenziali). Ho praticato autoipnosi per circa quattro mesi la scorsa estate e mi è capitato in vacanza di trarne dei benefici impressionanti, sembrava avessi raggiunto la pace dei sensi, l’armonia che riuscivo a vivere era quasi surreale. Devo però dire che il contesto vacanziero ed estremamente libero da impegni e stress non era di certo uguale alla realtà di Roma dove io vivo. Vecchi ma forti conflitti paterni e moduli familiari altri punti da scardinare. Come anche sottili e subdole convinzioni e autosabotaggi che non mi fanno sentire in diritto di prendere ciò che mi spetta. Quale prodotto si sente di consigliarmi? Suggerimenti? La ringrazio molto per l’aiuto che mi saprà dare. Cordiali saluti.

    Rispondi
  • monica giovine

    Cara Alba,
    la vita va per i fatti suoi se siamo noi a permetterglielo. Certo, non abbiamo colpe se ciò avviene ma abbiamo responsabilità. I famigliari che ti ricordano sempre cosa devi fare e cosa non devi fare, cosa è giusto e cosa è sbagliato, per poter essere una brava figlia, sorella, madre, moglie ecc… sono una situazione classica che si ripete più o meno in tutte le famiglie. Anche loro hanno delle credenze dovute ai loro condizionamenti. Non hanno colpe. Hanno imparato delle cose e cercano di trasmetterle a te. Anzichè dire agli altri cosa è giusto fare bisognerebbe chiedere: “tu cosa vuoi fare? Cosa ti rende felice? Quali sono i tuoi sogni? Come vorresti vivere?” Queste sarebbero le domande ideali, l’amore incondizionato. Invece siamo immersi in un sistema dove ci hanno insegnato ad adeguarci e se non lo facciamo veniamo emarginati. Superiamo il sistema, superiamo soprattutto il loro giudizio oltre che il nostro e perdoniamo coloro che in fondo non hanno nessuna colpa ma pensano semplicemente di fare il loro meglio con gli strumenti che hanno a loro diposizione. Quando perdoniamo e lasciamo andare siamo liberi. A questo punto inizia a pensare col tuo cuore anzichè con la tua mente. Anzichè dirti cosa è giusto e cosa è sbagliato chiedi al tuo cuore, cosa vuoi per te e per la tua vita? Cosa ti fa stare bene? Cosa ti fa gioia? Se lo fai la vita inizia ad andare nella direzione che vuoi tu, e allora ti senti bene e sulla tua strada!
    Un caro saluto

    Rispondi
  • alba

    Sì, sto cercando di lasciarmi un po’ andare, ma non è facile, soprattutto nei periodi di feste, quando hai a che fare continuamente coi familiari che ti dicono: ma che stai facendo? come vivi? E che ovviamente reclamano la tua presenza, mentre tu vorresti fare altro. Insomma, il dubbio di star sbagliando tutto, di star perdendo tempo, c’è, e viene alimentato alla grande. Perchè abbandonare il giudizio su quello che si fa, sulle persone di cui siamo circondati, dà un senso di libertà, ma anche la sensazione di non controllare la propria vita, non credi? Ma tanto non è possibile controllarla lo stesso, va per i fatti suoi…

    Rispondi
  • monica giovine

    Cara Alba,
    sono felice che tu ora ti senta meglio.
    Spesso i 40 anni si rivelano una tappa importante in cui emerge il desiderio di prendere delle decisioni personali per fare “pulizia” e rinnovare la propria vita lasciando andare quello che non va. Lasciarsi andare, smettere di controllare situazioni o persone, smettere di guidicare, non creare più attriti, significa riprendersi il proprio centro e quindi la propria identità e la propria energia. Alzi il tuo stato vitale, sei più serena, apri il tuo cuore, stai meglio. Non perdi te stessa ma ti ritrovi. Certamente il corpo, essendo il tempio della nostra anima si sente magnificamente bene dello stato naturale ritrovato.
    Un caro saluto!

    Rispondi
  • alba

    Grazie, grazie, molto bello, in effetti per affrontare l’ultimo tratto del mio quarantesimo anno mi sino fatta questo regalo: visto che svenivo nel tentativo di opporre resistenza, mi sono lasciata un po’ andare, cioè portare, smettendo di giudicare. All’inizio l’ho percepita come una rinuncia a me stessa, mi sembrava il famoso “compromesso”, invece smettere di giudicare e di lottare si è rivelata una ricchezza, tutto è sembrato magicamente andare a posto. Non so se davvero è così, ma almeno il mio corpo ringrazia, perchè ora riesce a respirare…

    Rispondi
  • monica giovine

    Cara Alba,
    il “compromesso” purtroppo finisce col non dare gioia e soddisfazione a nessuno delle due parti, c’è sempre qualcuno che rinuncia ad un pezzo di se stesso e prima o poi questa rinucia emerge sottoforma di sofferenza, come una pentola a pressione. Purtroppo ci hanno insegnato fin da bambini ad accontentare gli altri anzichè ascoltarci dentro, togliendoci la gioia e la spontaneità che avevamo quando siamo nati, ci hanno detto nella vita bisogna scendere a “compromessi” e altre convinzioni dannose che in effetti non danno gioia a nessuno.
    La base dei problemi è che non ascoltiamo abbastanza la nostra parte interiore, la nostra Anima, chi siamo veramente, e spesso non riusciamo a capire cosa vogliamo davvero nella nostra vita. E allora ecco che scendiamo ai “compromessi” pensando che ci convenga ed invece stiamo più male di prima.
    La chiave è che anzichè preoccuparsi di pensare a come sono fatti gli altri, a cosa dicono, a cosa fanno, ai disagi che “loro” (gli altri) ci provocano (???) iniziamo ad occuparci di noi stessi. Impariamo a sentire le nostre esigenze, cosa ci da gioia, cosa ci carica di energia. Spesso nelle coppie ci sono rpblemi perchè sia lui che lei vivono buttando sull’altro le loro aspettative, le loro convinzioni e tutte quelle cose che hanno imparato dai loro genitori o peggio ancora aspettandosi che sia l’altro a cambiare. Iniziamo a cambiare noi per primi. Iniziamo noi per primi a dare all’atro/a ciò che vorremmo che ci venga dato dall’altra persona.
    Quando inizi a comprenderti, a stare bene con te stessa ti accorgi che NON DEVI FARE PIU’ NIENTE per fare in modo di circondarti di persone più simili a te, più in armonia con te.
    Non devi combattere con le persone diverse da te. Non devi cercare affannosamente le persone simili a te. Non devi sforzarti a fare tutto questo. L’unica cosa che devi a te stessa è “stare bene con te stessa”. Quando stai bene con te stessa, spontaneamente, naturalmente, senza che te ne accorgi le persone ti vengono incontro. Chi non ti comprende si allontana, e magari inizi a conoscere persone nuove in pace con se stesse come lo sei tu ora! :-)) Lo stesso vale per i rapporti affettivi. vogliamo sempre giudicare, cambiare le cose, forzare gli eventi e in questo modo ci procuriamo guai o perpetuamo all’infinito una situazione di insoddisfazione. Lasciamoci andare senza giudicare, accettiamo gli altri con le loro differenze. E soprattutto iniziamo a prenderci cura di noi, ad ascoltarci, ad amare ciò che abbiamo, a non cercare di cambiare sempre tutto e tutti. Ed ecco che magicamente le cose migliorano. E’ proprio l’insoddisfazione a bloccarci, ed è l’accettazione e la serenità a sbloccare ogni situazione. Inizia a fare le cose che ami di più e ad amare le cose che fai. E’ l’atteggiamento che conta e che deve essere spontaneo, morbido e naturale come quello dei bambini e mai rigido come quello degli adulti. Il mondo che desideri ti si può aprire davanti!

    Rispondi
  • alba

    Ma quando anche riusciamo a percepire la nostra energia, che sa cosa funziona per noi, come si fa a conciliarla con quella degli altri? Parlo di quelle situazioni di convivenza, coppia lavoro, ma anche in famiglia, dove quello “che funziona per noi” sembra scontrarsi con le esigenze dell’altro. O non è gradito. In questo caso bisogna solo alzare i tacchi e ricominciare a cercare “energie” simili alle nostre, che vogliono quello che vogliamo anche noi nel profondo? Mi sembra di farlo da una vita, inizio a essere stanca di cercare… Ti faccio un esempio concreto: se al tuo compagno piace frequentare persone che a te tolgono energia vitale, e lui dice lo stesso dei tuoi amici, come si fa a trovare un compromesso? Alla fine, nel tentetivo di conciliazione di opposte esigenze, qualcuno ci perde, cioè si deve adattare all’altro, e finisce per soffocare. So che la risposta sarebbe: trova un compagno con le tue affinità elettive. Sono 40 anni che ci provo…

    Rispondi
  • monica giovine

    Carissima Alba,
    credo che questi svenimenti che hai siano dovuti ad una carenza di energia provocata dal tuo sentirti risucchiata dalle esigenze di tuo padre sul fatto che tu “dovresti” secondo lui, prenderti cura di lui. Quindi temi (giustamente) che la tua vita personale e privata possa avere delle restrizioni e questo ti toglie le energie perchè non lo accetti.
    Queste sono situazioni “classiche” purtroppo quando qualcuno “pretende” qualcosa da qualcun’altro.
    Perdona tuo padre per le sue convinzioni che sono diverse dalle tue, e accettalo cosi com’è.
    Importante: non sentirti MAI in colpa se ti occupi della tua vita personale e privata anzichè accorrere alle richieste altrui. Spesso sono anche e soprattutto i sensi di colpa a togliere energia e a causare spossatezza ecc… fai quello che è giusto per te ma dentro non sei felice. Liberati dal senso di colpa, fallo scivolare. E’ giusto che tu pensi alla tua vita. E’ giusto che tu sia felice, lo meriti, è un tuo diritto sacrosanto. Non fartelo rubare da nessuno.
    Per ciò che riguarda le relazioni purtroppo credo che a livello inconsapevole pensi di non meritare di essere amata e di essere felice con un tuo compagno al tuo fianco. E’ importante lavorare su questo aspetto, sul tuo meritare di amare e di essere amata. Sul tuo meritare di stare col tuo compagno e di essere felice.
    Per ricaricarti di energia pensa meno ai problemi e più alle soluzioni, bevi molta acqua fresca durante il giorno e fai delle passeggiate, e soprattutto mandati amore.
    Lo meriti! :-))
    Un caro saluto.

    Rispondi
  • alba

    …Grazie Monica. In effetti mio padre essendo già in là con gli anni mi ha sempre detto che avrei dovuto occuparmi di lui, e non voleva che mi facessi una famiglia, io mi sono ribellata a questo destino, ma sono solo entrata e uscita da una storia più distruttiva dell’altra, come se non meritassi un uomo che mi ami davvero con rispetto. Anche ora sono impantanate in una situazione affettiva(?) del genere, e questo dibattermi tra mio padre che vorrebbe stessi con lui a fargli da dama di compagnia (è perfettamente autonomo, guida ancora) e questo amore che inseguo senza prospettive, mi sta sfinendo, ho continui svenimenti, e soprattutto, nessuna energia per occuparmi di me, della mia casa, dei miei interessi

    Rispondi
  • monica giovine

    Cara Alba,
    le dinamiche famigliari affettive sono spesso molto complesse. In molti casi (più di quanto si pensi) possono essere delle trappole che impediscono di far decollare la propria vita. Doveri, sensi di colpa, aspettative, compromessi (orrore), spesso sono un classico!
    Dici di essere figlia unica e senza partenti. Quindi hai vissuto la tua vita a stretto contatto coi tuoi genitori, è normale che ti senti sola senza tua mamma o che tuo padre, che è di un’altra generazione si aspetti delle cose date, cure, compagnia ecc… Capisco anche la tua sensazione di rifiuto interiore. Forse la situazione ti ha risucchiato e senti tanto il bisogno di essere libera da queste antiche catene invisibili.
    Inizia a predonare te stessa per queste sensazioni, perdona tua madre per essersene andata, perdona anche tuo padre (importante) per essere com’è. Sappi che non è colpa sua, quello che dice è semplicemente quello che crede e cioè quello che a sua volta ha imparato. Col perdono ti rendi libera. Poi puoi lavorare su te stessa e su una tua nuova indipendenza sia economica che di vita. Appena ti senti meglio e più sicura di te stessa magari scopri che le parole di tuo padre ti danno meno fastidio e non ci fai più caso :-)) e lo accetti così com’è! Hai bisogno di alzare la tua autostima e la tua energia che credo ti sia stata risucchiata dalla famiglia. Spesso accade nelle persone figlie uniche, o figli unici. Ma non è detto che avvenga, non è tasativo, però accade spesso spesso coi genitori che hanno delle aspettative. Vanno perdonati, per lasciare andare le catene che tengono i figli adulti emotivamente intrappolati.
    Un grandissimo abbraccio!

    Rispondi
  • alba

    Bellissimo articolo e bellissime le cose dette ad Alessio, ma per le situazioni familiari come si fa? Cioè la stanchezza è dovuta anche ai sensi di colpa, come capita a me: da quando è finita mia mamma (e ormai sono già due anni) mi sento mortalmente stanca, una spossatezza che mi impedisce di cercare lavoro, le gambe si fanno deboli e vengo meno quando vado ai colloqui (non a casa, nell’ultimo periodo di malattia di mia madre ho perso anche il lavoro, perchè non ce la facevo a stare dietro alle due cose), e so anche perchè non riesco a trovare il lavoro che fa per me e perchè non l’ho realizzato fin ora: perchè sin dal conseguimento della laurea, sentivo una vocina interiore che mi ripete le stesse cose che mio padre mi ripete con voce stentorea: è inutile che ci provi, tanto prima o poi qua devi tornare, a occuparti di me. sono figlia unica, senza parenti, e ora che mia mamma non c’è più, mio padre è vecchio e solo…provo a fare delle cose, ma dentro di me è come se sentissi che tutto è inutile perchè dovrei essere lì a occuparmi di lui. Alla fine non sto con lui (ogni volta che ci provo, svengo perchè mi sento in gabbia) ma, come lui profetizzava, non sono riuscita a realizzarmi nè in famiglia nè nel lavoro…sono a un impasse: non voglio occuparmi di lui, ma non riesco a occuparmi di me, perchè i sensi di colpa mi divorano giorno e notte…

    Rispondi
  • alessio

    Sei bravissima Monica.
    Grazie.
    Alessio

    Rispondi
  • monica giovine

    Caro Alessio,
    grazie per le tue parole. Da ciò che leggo noto che hai comunque moltissime risorse e questo ti facilita molto. Il fatto che tu abbia deciso di frequentare corsi di crescita personale che ti stimolano e che tu legga libri analoghi che ti piacciono molto è un grandissimo aiuto al tuo giovamento sia per gli argomenti trattati ma soprattutto perchè tu stai facendo qualcosa che ti piace, che hai scelto tu e che fai per te stesso. E questa è la cosa più importante.
    Però leggo anche frasi come: “l’energia viene risucchiata dal mio lavoro, a 47 non è facile cambiare lavoro, c’è la crisi ecc…” Queste frasi sono debilitanti e derivano dal tuo dialogo interno, ahimè. Tu stesso hai ammesso di essere fortunato ad avere un lavoro quando alcuni tuoi amici sono in cassa integrazione. Il fatto che ci sia la crisi viene ripetuto nei telegiornali oramai da anni seminando cosi nelle persone paura e preoccupazioni ovviamente inutili se non dannose. Eppure in questo perido cosidetto di crisi c’è invece moltissima gente che ha ingrandito la propria attività e che ha avuto successo, quindi la “crisi” non vale per tutti a quanto pare! :-) Evitiamo di continuare a ripeterci le cose negative che sentiamo dire da altri. Quando dici che il tuo lavoro ti risucchia energia perchè non ti piace più mandi un messaggio negativo al tuo inconscio. Accogli invece il nessaggio positivo di questa situazione: stai crescendo nel senso che stai cambiando, vuoi di più nel senso che vuoi qualcosa di meglio per la tua vita. Sei più esigente quindi diventa più difficile fare un lavoro magari monotono ma questo ti dimostra che inizi ad amarti di più e vorresti padroneggiare la tua esistenza maggiormente di quanto tu non abbia fatto in passato. E questo è molto positivo per te. Interiormente ti stai evolvendo e stai ricevendo questo messaggio attraverso le tue emozioni. Perchè all’uscita dall’ufficio non provi ad andare a fare una passeggiata o in palestra o fare un’attività dinamica che ti ricarica e che ti piace? Dici che a 47 anni non si può cambiare lavoro, è chi lo ha detto? Guarda il lato positivo del tuo lavoro e non è detto che naturalmente la tua passione si possa trasformare nell’attività principale, cogli il lato positivo che c’è. Se ti senti felice la tua energia non si disperde. Hai il potere di cambiare le cose e per quelle cose che invece pensi di non poter cambiare non preoccupartene, eviti cosi di disperdere le tue energie.
    A presto!

    Rispondi
  • alessio

    Cara Monica,
    grazie di cuore della tua risposta.
    Tu dici di inserire nella mia vita quello che mi piace, quello che amo: e infatti sono appassionato di crescita personale e leggo, faccio stage di ogni tipo, vado a seminari…..è proprio la mia grande passione. Quello che sento io è che l’energia viene risucchiata da un lavoro che mi fa stare fermo davanti al pc tutto il giorno. Ma non è così facile a 47 anni cambiare lavoro, in questo periodo di crisi…..Vorrei un lavoro a contatto con la gente, “mosso”…e invece faccio un lavoro di data entry sul pc. Cambiamenti interni nn ne fanno, ho già provato. E mi considero anche fortunato ad averlo questo lavoro, tanti amici sono in cassa integrazione. Quindi sono d’accordo con te di fare nella vita quello che amiamo, e questo alza lo stato vitale. Non c’è dubbio. Ma a volte la realtà è diversa. Io sono certo che il mio calo di energia deriva da un lavoro che mi spegne, infatti quando esco dal lavoro corro a casa a buttarmi sul divano o sul letto in quanto esausto. Però non credo che nella vita si possa cambiare proprio tutto, occorre essere aderenti alla realtà qui e ora e accettare anche un lavoro che mi spegne. Ma con l’energia come faccio? Continuare a lavorare tutto il giorno e poi andare a riposarmi sul divano? No…questo è vegetare. Questo è già morire adesso. Io vorrei sentirmi forte, energico e pieno di vita, accettando il lavoro attuale.
    grazie, un sorriso
    alessio

    Rispondi
  • monica giovine

    Caro Alessio,
    l’energia vitale è spesso collegata ai nostri pensieri e alle nostre emozioni. Mentre ti dici che sei debole, stanco e hai perdita di forza, a livello inconscio ti immagini all’essere debole e stanco e quindi mandi alla tua mente delle immagini negative!
    Dissociati da questa identità che non ti giova e ripeti a te stesso queste frasi:
    “Io Alessio posso recuperare tutte le mie energie, sento che sto già iniziando a sentirmi meglio, la vita sta tornando a sorridermi”.
    Prova ad uscire e a fare una passeggiata, a bere molta acqua.
    Questa stanchezza potrebbe essere motivata dal fatto di cercare di accontentare le esigenze altrui anzichè le tue e relativi sensi di colpa. Prova ad ascoltarti dentro e fai quello che senti che ti da piacere, trova un’attività che ti piace e che ti stimola, non un riempitivo a caso(si rivelerebbe inutile), trova invece un tuo reale interesse, qualcosa che ti piace e che ti da gioia, di qualsiasi tipo, purchè piaccia a te!
    Trovi dei libri sul mio sito. Per il libro specifico per te, non posso fare pubblicità qui sopra e poi dipende dall’origine del problema da risolvere, bisogna vedere se hai ascoltato troppo voci esterne e hai perso di interesse per la tua vita, e da qui la perdita di energia. Ricorda che puoi recuperare facilmente l’energia insaporendo la tua esistenza facendo le cose che ami. Fai quello che trovi giusto per te e non quello che gli altri pensano sia giusto per te, solo tu puoi sapere qualìè la direzione giusta da prendere per te stesso e per la tua vita.
    Non pensare alla stanchezza ma pensa alla gioia, alla vitalità che puoi ritrovare facilmente, dipende da te!
    Un abbraccio!

    Rispondi
  • alessio

    ciao…questo articolo mi ha emozionato tanto. grazie. puoi consigliarmi qualche libro su come alzare lo stato vitale/energia? è un periodo che sono sempre debole, stanco…ho perdita di forze…il medico mi sta facendo fare 1000 analisi ma io credo che la soluzione è dentro di me, ma per oraa non riesco a vederlo. un libro su come tenere alta energia sarebbe il massimo. grazie!! alessio

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Lascia un commento