il tempo non guarisce Spesso, quando ci accade qualcosa di doloroso, qualcuno ci consola dicendoci: “Non preoccuparti il tempo guarisce ogni cosa“.

Non esiste frase più sbagliata!!!

Il tempo non guarisce proprio nulla, si limita ad insabbiare, a coprire le ferite, ma, se sotto la coltre, la ferita non è guarita ci vuole poco per farla riaprire e sanguinare. Prova a tagliarti e a coprire la ferita con una manciata di terra, se essa non è già guarita prima di coprirla allora non appena la terra si muoverà la ferita riapparirà e magari si sarà pure infettata.

Quando il nostro cuore rimane ferito l’unico rimedio è … curarlo.

Ma come si cura una ferita del cuore?

Occorre affrontare il proprio dolore e rielaborarlo. Insomma occorre provare il dolore, sentirlo, palparlo, sopportarlo, … e poi lasciarlo andare. Se ti attacchi al dolore e lo fai tuo è perché la tua ferita è ancora aperta e tu stai cercando aiuto presentandoti come una vittima. Ma le vittime non piacciono a nessuno, neanche al carnefice.  Lo so che magari stai attirando l’attenzione perché pensi che non meritavi tale dolore, che nessuno sta male quanto te, che capitano proprio tutte a te. Ed è vero: non meritavi il dolore, nessuno può capire ciò che tu provi (perché ognuno vive i propri tormenti a modo suo) e non è forse il periodo migliore che ti sia capitato ma… nulla accade per caso.

Se non riesci a far guarire la tua ferita ed essa rimane suscettibile di riapertura allora devi chiederti chi non hai perdonato.

Libera le persone che ti hanno fatto del male, perdonale, lasciale andare. In questo modo libererai te stesso e poi, dopo che le hai perdonate, se non ti piacciono, puoi benissimo cancellare l’indirizzo dalla tua agenda. Il problema più grosso, però, sorge quando non riesci a perdonare te stesso e non ti sopporti. Come fai a cancellare il tuo indirizzo dalla tua agenda???

Beh, se non ti piaci come sei, puoi sempre cambiare!!!

E se impari ad amarti un pò di più magari riesci anche a trovare qualche lato positivo e sei in grado di perdonarti per ripartire libero da ogni dolore.

Non è facile, sarebbe semplicissimo ma noi esseri umani amiamo complicarci l’esistenza, per cui devi avere pazienza e non scoraggiarti mai.

Quando la tua ferita sarà via di guarigione, però, non dimenticare che… Nulla accade per caso e quindi dal tuo dolore puoi sicuramente trarre un insegnamento positivo o scoprire delle opportunità.

Buona giornata!

17 Commenti

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  • adriano

    Su questo hai ragione,devo trovare io la strada e, ti assicuro che ce la sto mettendo tutta.e’ duro e doloroso,ma va fatto.grazie.buona giornata.

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  • adriano

    cara stefania ti ringrazio ma sei fuori strada.La pappa pronta non l’ho mai avuta.Sono semplicemente una persona che e’ stata abbandonata dal padre quando aveva 5 anni ,mentre la madre per lavorare mi abbandonava dai parenti perche’ non in grado di seguirmi.A 11 anni ero 30 km da casa .partivo col mal di pancia ogni benedetto lunedi e tornavo il sabato.mentre gli altri genitori venivano a trovare i propri filgi io ero li da solo a giocare lontano da casa..Ero sempre solo.Nonostante questo mi sono sempre dovuto arrangiare in tutto.non mi sono mai pianto addosso,purtroppo tutti questi eventi mi fanno essre oggi una persona ansiosa preoccupata,poco felice .Forse dovevo spiegare meglio la mia storia.tutti hanno problemi anche peggio dei miei ,ma io non mi sono mai paragonato agli altri, ne tantomeno ho mai pensato che i single o i milionari non hanno problemi.Volevo solo un consiglio perche’ ho spesso dei blocchi che nonostante io tenti di reagire non mi fanno fare quello che vorrei cioe’ritornare a sorridere.Con questo ti ringrazio ciao

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    • stefania finardi

      Caro Adriano, sono contenta che tu abbia raccontato la tua storia: se rileggi quello che mi hai scritto adesso sai dove partire. Chi devi perdonare? Chi ti sta bloccando? Devi trovare un attimo di tempo per te, chiudere gli occhi e farti quelle domande cercando di non avere paura delle risposte.
      Niente e nessuno ha il diritto di bloccarti ma sei tu che devi trovare la strada giusta per ritrovarti.
      Un abbraccio
      Stefania

  • adriano

    Anch’io come giuseppe cerco tutti i giorni di darmi forza per affrontare la quotidianita’,ma ansie e paura ,spesso mi impediscono di reagire.Sai con moglie 2 figli,lavoro che traballa,mutuo,come si fa? .percorsi,analisi,le ho provate tutte ma non hanno risolto il problema.ti dicono distaccati sii ottimista,pensa positivo,divertiti,come si fa??aiutatemi a capire.Io ero un bambino solare,estroverso,e dalle esperienze familiari passate da 15 anni devo lottare con me stesso tutti i giorni per uscire dal letto e affrontare la giornata.

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    • stefania finardi

      Non è che ti stai fasciando la testa prima di rompertela? Perché se è così finirai col cozzare sicuramente contro qualche muro. Nessun percorso, nessuna analisi, niente può aiutarti se tu non vuoi aiutarti. Eri un bimbo solare? Forse avevi sempre la pappa pronta? Cerca di recuperare quel bimbo perché è a lui che devi togliere le paure volendogli un gran bene e coccolandolo. La vita è fatta di sfide, non pensare che chi è single, multimilionario, … non abbia problemi, magari pensi che preferiresti i suoi di problemi ma … le scarpe degli altri sono sempre estremamente scomode. Sai io ho avuto la fortuna di avere un grande insegnante: mio nonno. Ai suoi tempi c’era la guerra e la fame (quella vera) ma lui non ha mai creato preoccupazioni alla sua famiglia, si alzava la mattino ed uscendo diceva: “supereremo anche questo momento, troverò una soluzione”. E lui le soluzioni le trovava (non andava a svaligiare le banche, lavorava con le braccia e con il suo carattere ottimista e la gran voglia di fare ha saputo mantenere la sua famiglia, costruire una casa e cancellare le paure). Quando mi trovo davanti ad una brutta situazione io mi dico:”passerà”, mi faccio una buona dormita e a mente fresca tutto è diverso ed affrontabile e, caro Adriano, la mia vita non è stata facile, non è facile (ma io preferisco semplificarla e riderci sopra). Hai una moglie e due figli, quindi una famiglia, e questo è il primo tesoro. Il lavoro traballa? Ormai il posto fisso non esiste più, a chi non traballa veramente il lavoro? Nessuno è più al sicuro, ma possiamo adeguarci e trovare soluzioni. Hai un mutuo? Se non hai fatto il passo più lungo della gamba allora non preoccuparti, altrimenti cosa potrebbe accadere? Pensa al peggio, vivi la situazione e trova la soluzione. Non attaccarti alle cose, le cose vanno e vengono ma tu hai una famiglia non sei solo e loro non sono un peso, sono una grande risorsa. Mi spiace ma devo fare come la mamma quando rimprovera il suo figliolo e dirti (non offenderti però perché è solo per darti una scrollatina e magari può farti bene): “vergognati a dover lottar al mattino per tirarti giù dal letto e dover affrontare la giornata!”. Lo sai che domani mattina potresti non svegliarti più? Lo sai per quante persone vedere sorgere il sole è un miracolo? Sai quanti disoccupati ci sono? Quanti malati ci sono? Forza, è ora di crescere!
      Un abbraccio
      Stefania

  • Giuseppe A

    Ciao. Ho letto tutto, articoli e commenti, ho letto libri scritti da coach, psicologi ecc. Ho tentato di esercitare il pensiero positivo e la meditazione… Facile dire tagliare i ponti, capisco anche cosa vuol dire ma non riesco a mettere in pratica i consigli (giustissimi) che leggo. Ancora, dopo sette mesi, vedo nero. Ho due figli ed ho paura per il futuro. Una sensazione mai avuta prima. Certo mi dico: “Affronta la situazione e vedrai che la risolverai” ma è difficile e la paura non passa.
    Sarò debole? non lo so, fino a sette mesi fa mai e poi mai avrei pensato di avere questi pensieri. Come si fa a decidere definitivamente di tagliare i ponti? come si fa a convincersi?
    Comunque grazie alla gente come te che aiuta le persone in difficoltà; vi stimo molto e sono un pochino invidioso di voi.
    A presto Giuseppe

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    • stefania finardi

      Grazie per il commento Giuseppe.
      La debolezza in fondo non esiste è solo un sintomo della paura. Nessuno è sempre forte o sempre debole, ci sono momenti e momenti. Tagliare i ponti non significa sparire, evitare una persona o una situazione, significa distaccarsi, essere in grado di guardare in faccia quella persona o quella situazione senza sentirsi come un pulcino appena uscito dall’uovo. Accetta che in quell’orizzonte è esistito un certo panorama, non ti piace e quindi muovi il tuo sguardo altrove per avanzare nel futuro ma soprattutto per vivere il presente. Non temere per i tuoi figli tu non devi preoccuparti per il loro futuro (che sarà loro) ma prenderti cura di loro, il resto viene da sè. Ogni domanda che poni prova a rivolgerla a te perché tu hai già moltissime risposte, prova ad ascoltarti.
      Un abbraccio
      Stefania

  • Stefania

    Concordo al 100%! anche se c’è voluto del tempo!il primo passo è stato quello di perdonare me stessa e dopo qualche mese ho perdonato anche lui! C’ho messo più di 2 anni, Dio solo sa cos’ho passato… non lo auguro a nessuno, ho toccato il fondo più basso. ma ora finalmente sto meglio. Come dici tu “tutto succede per una ragione”.. beh, questo ancora non l’ho scoperto!!!!
    e tra poco più di un mese la prova del 9…. ho un pò paura, ma spero di essere forte abbastanza!
    Grazie per i suggerimenti e complimenti!

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    • stefania finardi

      Grazie per il commento, in bocca al lupo per la prova del nove.
      Buona giornata
      Stefania

  • Tiziana

    Ciao, come fai a cancellare dalla tua agenda il tuo ex marito???
    27 anni di matrimonio, il padre dei tuoi figli,la figlia è sposata, ma i due ragazzi sono ancora dipendenti da noi e hanno ancora bisogno della nostra presenza. Mi sembra di averlo perdonato di avermi lasciata, mi sembra di averlo perdonato di risposarsi, ma non so se mi piace, anzi direi che non mi piace. E’ una situazione da risolvere!

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    • stefania finardi

      Quando i figli crescono occorre staccare il cordone ombelicale e lasciarli andare per la loro strada, pur tenendoli d’occhio ed essendo pronti ad aprirgli porta e braccia non appena ne hanno bisogno. Anche nel caso di un ex marito occorre tagliare il cordone ombelicale. In fondo non penso che tu l’abbia perdonato totalmente per averti lasciata ed essersi risposato (o forse ti rimproveri di averlo lasciato scappare), è ora che smetti di pensare alla sua vita e che inizi a pensare seriamente alla tua vita. Non vivere nella sua ombra, tu sei una persona speciale. Avete dei figli in comune e quindi è meglio avere dei rapporti cordiali ma poi … ognuno per la sua strada (è questo che intendo per cancellare l’indirizzo dall’agenda) con gioia. Non è facile dopo 27 anni cambiare abitudini, stile di vita ma … prova a prendere un pezzo di carta e a citare i lati negativi del tuo matrimonio ed i lati positivi della nuova situazione. Cerca le tue nuove opportunità.
      Un abbraccio
      Stefania

  • elena

    anche accettando il dolore, facendolo mio, soffrendolo ogni giorno, con alti e bassi, con qualche spiraglio di luce epoi nuovamente ritorno alle tenebre, non guarisco, non ci riesco a stare bene, nonostante gli amici, meravigliosi libri, sport, meditazione, distrazioni varie…tutto ha l’effetto temporaneo.

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    • stefania finardi

      Cara Elena, tu non devi accettare il dolore, devi viverlo e poi lasciarlo andare. Niente e nessuno può esserti di aiuto se tu non riesci a risolvere la questione con te stessa. Persone, libri, corsi possono essere di supporto ed un validissimo strumento ma … puoi imbandire la tavola più splendida ma se non si ha appetito non si mangia. Non so per cosa stai soffrendo ma è ora che pensi veramente a te stessa, basta dolore, apri il tuo cuore alla gioia ed ogni nuvola non potrà che lasciare spazio al sole (perchè il sole dietro alle nuvole c’è sempre anche se ora magarinon lo scorgi). Naturalmente ognuno ha i suoi tempi ma prima decidi di tagliare i ponti con il dolore meglio è.
      Buona giornata
      Stefania

  • egidio

    Complimenti Stefania, bellissimo ” pezzo “, è vero quello che tu dici perché qualsiasi cosa o persona che, durante il nostro percorso, veniamo in contatto, faranno sempre parte della nostra esistenza e conoscenza, volente o dolente, prima o poi riaffioreranno. Sono d’accordo che il tempo non guarisce niente e che il nostro “dolore” dobbiamo elaborarlo e guarirlo noi stessi e che, la strada della vendetta è lastricata, mentre quella del perdono è veramente difficile da percorrere, e spesse volte scegliamo la prima, ma come disse qualcuno 2000 e rotti anni fa ” chi è senza peccato scagli al prima pietra “. Il problema è che tendiamo sempre a considerarci “vittime” ma se riusciamo a vincere questo vittimismo latente che è sito in noi stessi forse sapremo vivere meglio il nostro “dolore”. Chi scrive è appena uscito da questa situazione e dopo aver elaborato la perdita che è stata dolorosa e con l’aiuto di carissimi e fidati amici, sono riuscito a rivedere la fine del tunnel e ora dopo 7 mesi, il ricordo non è cancellato e a volte riappare , ma ogni giorno sempre meno intenso e forte, di Lei porterò sempre un bel ricordo dei tempi passati e da questa storia ne trarrò un utile esperienza che mi servirà nel proseguo di questa vita. La saluto cordialmente e ancora un lode per il suo bellissimo pezzo E.Crippa

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    • stefania finardi

      Grazie mille Egidio per il tuo commento.
      La vita è fatta di gioia e dolori e se non ci fossero i dolori non potremmo sapere quanto bella è la gioia.D’altro canto il dolore ci spiazza, ci disorienta e occorre trovare un modo per affrontarlo perché, come dici tu, ci si trova in un tunnel ,buio e chiuso, aggiungerei io. Ma fuori dal tunnel c’è sempre la luce. Sono felice che tu abbia avuto accanto dei veri amici perché un’atmosfera amorevole aiuta tantissimo. Come accade agli sportivi: la gara si fa da soli ma se i tuoi fans ti sostengono è tutta un’altra cosa.
      Buona giornata!
      Stefania

  • Umberto

    Splendido articolo Stefania.
    Il tempo nella maggior parte dei casi (qualche volta si secondo me) non guarisce, hai ragione.
    Se c’è un problema e non lo si risolve, ci sono due possibilità: ignorarlo o insabbiarlo.
    In entrambi casi però il problema rimane ed è quasi certo che presto o tardi riafforerà più forte di prima.
    Affrontare un problema o una paura alla radice può essere doloroso, ma lasciarlo lì com è negli anni lo sarà sicuramente di più.
    La citazione dentistica “via il dente via il dolore” calza proprio a pennello, non ci potrebbe essere paragone migliore per spiegare questo concetto.
    Dico sempre che per ogni problema esiste una soluzione; allo stesso modo si potrebbe dire che per ogni ferita esiste una cura, basta solo trovarla!

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    • stefania finardi

      Grazie Umberto per il commento.
      E’ vero occorre la cura, la soluzione, e deve essere quella relativa al problema reale e non ad uno o più sintomi dello stesso. Inoltre la maggior parte delle ferite riguardano lo spirito, il cuore, e poi si ribaltano sul nostro fisico, il nostro lavoro, la nostra quotidianità. Occorre trovare l’origine della nostra ferita spirituale, psicologica, … e sradicare.
      Buona giornata!

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