Il segreto dell’equilibrio e della realizzazione

testa-nella-sabbia3L’infelicità trae origine dai nostri desideri insoddisfatti. Il nostro insaziabile ego, che è la nostra parte animale o istintuale, pretende questo e quello, del tutto incurante dei bisogni e dei desideri degli altri. L’io mette davanti a tutto la propria soddisfazione immediata, il proprio bene, i propri desideri e non si cura minimamente che anche gli altri desiderano il loro bene e hanno diritto ugualmente alla felicità

L’io pensa solo a se stesso, il che significa che è assolutamente irresponsabile, e proprio perché è irresponsabile ci procura un mare di guai quando lo assecondiamo troppo. Il contrario dell’irresponsabilità è ovviamente la responsabilità, il che ci dice subito che il cambiamento avviene assumendosi le proprie responsabilità e rimboccandosi le maniche! Senza cambiamento non c’è riuscita personale!

Le più grandi soddisfazioni si hanno mettendo a tacere l’ego: quando si smette di volere questo e quello, quando si smette di pretendere che le cose vadano in un certo modo, quando non ci si aspetta nulla dagli altri, quando non si dipende dagli altri. L’io o ego è la causa di tutti i nostri problemi. Ciò non significa, però, che il nostro ego sia il nemico da combattere. L’io è anche la nostra personalità e perciò non va combattuto ma equilibrato ed armonizzato con il suo opposto: gli altri! E quindi, per equilibrare l’io, per farlo crescere, maturare ed evolvere, occorre moderare le sue insaziabili pretese, il che è possibile  desiderando non soltanto il nostro bene, ma anche il bene degli altri, non soltanto la nostra felicità, ma anche la felicità degli altri. Ecco la scorciatoia sicura ed efficace per eliminare rapidamente i nostri difetti e correggere i nostri errori!

stretta-di-manoSoltanto quando desideriamo sia il nostro bene che quello degli altri possiamo considerarci persone equilibrate. In questo caso cessano le tensioni, siamo sereni e pazienti e abbiamo una buona soglia di sopportazione del dolore. Imparare a sopportare il dolore è una acquisizione molto importante perché ci consente di minimizzare i fatti spiacevoli della vita, che sono sempre all’ordine del giorno, altrimenti restiamo eternamente lamentosi, insoddisfatti e stressati, ossia infantili, eccessivamente emotivi e immaturi.

Purtroppo il grado di tolleranza del dolore dipende dal tipo di educazione ricevuta. Un bambino viziato sarà da adulto probabilmente creativo e intraprendente, ma si ritroverà una capacità di sopportazione della sofferenza o delle privazioni molto bassa e quindi, o avrà una forte tendenza al carpe diem incurante delle conseguenze delle proprie azioni, ritrovandosi perciò spesso nei guai, oppure diventerà rigido ed intollerante, in contrasto all’atteggiamento lassista dei genitori: in entrambi i casi sarà facile all’ira perché non sopporta di avere torto, ma vuole avere sempre ragione e averla sempre vinta come tutte le persone infantili e capricciose! Al contrario, un figlio castigato spesso diventerà quasi sicuramente timido, impacciato ed insicuro, e a volte ribelle ed insofferente al massimo.

Il modo più saggio di fare il mestiere di genitore è colloquiare con i propri figli instaurando il rispetto reciproco, ma anche usare la carota quando occorre la carota ed il bastone quando ci vuole il bastone, ma sempre senza esagerare. Se si viziano i bambini, essi non si affezionano neanche, e da grandi saranno il tormento dei genitori. Quando il padre si arrabbia o perde le staffe – il che dovrebbe accadere raramente altrimenti i figli perdono la fiducia in se stessi e prendono eesi stessi l’abitudine ad arrabbiarsi a ogni contrarietà – la madre deve accogliere e consolare il bambino in modo che l’effetto complessivo del loro atteggiamento risulti educativo e non devastante.

Amare i propri figli non significa coccolarli sempre e comunque, ma anche saper prendere decisioni difficili e imporre limiti e regole da rispettare; ma è chiaro che una madre non abbandonerà mai a se stessi i propri figli e farà sempre ogni tentativo per riportarli sulla retta via.

scampagnataSe ci preoccupiamo soltanto di noi stessi, ci votiamo all’insoddisfazione e alla sofferenza perenne perché le cose andranno sempre storte e staremo sempre a lamentarci, a recriminare e a lottare senza concludere niente di buono. La situazione più angosciante si ha quando tutti ci girano la faccia e ci sentiamo soli e abbandonati, mentre le maggiori gioie si hanno quando facciamo una scampagnata con gli amici, quando siamo a tavola in buona compagnia e quando possiamo condividere un momento bello con le persone care.

Quando le cose vanno male, l’ego ci fa sentire paura e così pensiamo che stia per succedere la fine del mondo, e c’è chi si arrabbia andando in escandescenze, sfogandosi sui malcapitati parenti ed amici, e chi invece non si sfoga quasi mai e resta calmo, almeno apparentemente, ma va soggetto alla pressione alta e ad altre malattie. Chi è calmo all’esterno è sotto pressione all’interno, ossia soffre di ipertensione arteriosa.

Ma ci sono anche persone che restano autenticamente serene in ogni circostanza poiché hanno sviluppato la fiducia in se stesse e la convinzione che i problemi sono fatti per essere risolti e, comunque vada, sanno che non succederà la fine del mondo e che le cose si sistemeranno. Queste persone hanno raggiunto l’equilibrio interiore o saggezza e accettano gli immancabili dispiaceri della vita senza farne una tragedia. Le persone sagge sanno che più ci allarmiamo e peggio è: le paure crescono e si trasformano in panico; e quando ci preoccupiamo troppo, le preoccupazioni aumentano anziché diminuire.  Le persone sagge sanno essere elastiche e rigide con uguale intensità e rapidità, a seconda del contesto, e quindi sono in grado di tenere sotto controllo le emozioni e i propri istinti senza mai castigarli più di tanto.  Le persone sagge hanno un elevato senso di responsabilità, il che significa che le persone irresponsabili, evidentemente, non sono sagge e non sono equilibrate, ma l’esatto contrario.

L’accettazione della realtà, per quanto doloroso possa essere al momento, è l’unico modo per consentire il cambiamento della realtà stessa. Il cambiamento è un momento di caos, è preceduto sempre da una crisi più o meno forte perché si tratta di destrutturare e riorganizzare il proprio io, la propria personalità sulla base di nuove convinzioni. Prendere coscienza dei propri errori o dei propri difetti di carattere è la premessa per assumersi le proprie responsabilità e rimboccarsi le maniche. Quando si nega la realtà e non la si accetta, il cambiamento non avviene e la realtà si blocca nel grigiore, nel dolore e nella tristezza. La realtà si accetta soltanto quando diventiamo responsabili! Ciò significa che le persone irresponsabili e gaudenti aspirano a un mondo a loro uso e consumo e si ritrovano spesso nei guai.

L’accettazione è il più grande segreto per eliminare immediatamente la sofferenza che è causata proprio dalla lotta, dalla resistenza, dalle lamentele, dal vittimismo, appunto dalla non accettazione della realtà e quindi del cambiamento.

I principali problemi e conflitti interiori sono causati dalle convinzioni limitanti che sono il frutto delle nostre esperienze infantili. Ma quando a suo tempo abbiamo sbagliato per aver voluto fare di testa propria eravamo alla ricerca della nostra felicità. E’ stato proprio questo il nostro sbaglio: pensavamo soltanto alla nostra felicità e non anche a quella dei nostri genitori, dei nostri fratelli, dei nostri amici, del nostro partner e dei nostri figli. E sono inesorabilmente arrivate le batoste della vita: ora ci sentiamo frustrati e oppressi da mille problemi che non sappiamo risolvere.

mani-nei-capelli1E allora cosa dovremmo fare per uscire dai guai in cui ci troviamo? Chiedersi, per esempio, “come ha potuto farmi una cosa simile” pensando al partner, all’amico o a un genitore significa restare imprigionati nella rabbia e nel dolore. Prendersela con Dio, con la società ingiusta e corrotta, o con i propri genitori troppo duri e poco comprensivi non fa che acuire i problemi anziché risolverli. Appunto, non ci dobbiamo concentrare sugli errori commessi e su come eliminarli, altrimenti non facciamo altro che rinforzare i problemi attraverso l’abitudine alla lamentela e all’autocommiserazione. Il buio si può scacciare non combattendolo e recriminando contro di esso, ma attraverso la luce! La mente crea e moltiplica ciò di cui si nutre, sia nel bene che nel male.

Ciò che ci fa uscire dai dispiaceri è smettere di pensare ossessivamente a noi stessi, smettere di volere per forza questo e quello, smettere di recriminare sul passato che non può cambiare, e soprattutto smettere di addossare la colpa agli altri assumendoci una buona volta la nostra… responsabilità! Una personalità debole ha orrore del cambiamento, non vuole vedere la realtà, non vuole riconoscere i propri errori e i propri limiti, insomma rifiuta di assumersi le proprie responsabilità.

Quando ci assalgono i pensieri tristi e ossessivi, che sono generati quasi sempre dall’autocommiserazione, dall’invidia per i successi altrui e dal nostro attaccamento, non dobbiamo reagire contro di essi e non dobbiamo negarli, ma li dobbiamo lasciare andare senza dare loro troppo peso, e questo è possibile soltanto se ci facciamo guidare dal desiderio del bene per gli altri. Questo è l’atteggiamento sano e responsabile, questo è il modo per uscire dal pantano: augurare la felicità proprio alle persone che ci sembrano felici e anche a coloro che ci fanno tribolare! Maledire i propri figli drogati o perversi è il massimo dell’errore che possiamo fare! Non dovremmo mai dimenticare che la realtà è lo specchio delle nostre azioni.

La realtà ce la siamo costruiti noi stessi con i nostri pensieri abituali e le nostre azioni e per cambiarla c’è un rimedio universale: accettarla e smettere di recriminare! Più combattiamo contro qualcosa e più quella cosa ci perseguita. Più ci lamentiamo dei nostri debiti e più i debiti aumentano. Più una ragazza teme di essere abbandonata dal fidanzato e più la situazione si ripete. In PNL si dice che ogni profezia tende ad avverarsi, sia nel bene che nel male. Ribadisco: per eliminare una cosa che ci fa soffrire bisogna accettarla e d integrarla, non combatterla! Anzi, nel momento in cui ci accettiamo così come siamo, smettiamo di lamentarci e di soffrire e scompaiono tutti i conflitti. Ma ciò è possibile soltanto quando siamo così maturi e saggi da rimboccarci subito le maniche di fronte a una circostanza sfavorevole.

Il rimedio nasce sempre dal riconoscimento e dall’accettazione dei propri errori perché grazie all’accettazione smettiamo di rimuginare ossessivamente sulla situazione e arriva senso-di-paceil cambiamento perché proprio allora cominciamo a credere in noi stessi e nelle nostre possibilità. Negare i propri errori concentrandosi sulla propria sfortuna o sulla presunta cattiveria della persona che ci farebbe stare male, blocca ogni metamorfosi perpetuando l’infelicità e la disperazione; non riconoscere e accettare i propri errori  significa che non siamo pronti per il cambiamento: significa che non crediamo ancora in noi stessi. Quando si continua a dare la colpa agli altri si perpetua il senso di irresponsabilità e di squilibrio della propria vita e la situazione non cambia.

Ammettere i propri errori significa dunque assumersi le proprie responsabilità e fare pace con se stessi, fare pace con gli altri, fare pace con il proprio ambiente e rimboccarsi le maniche; e significa anche volere il bene di tutti perché si comincia ad avere fiducia in se stessi e ad usare parole e pensieri a impatto positivo e potenziante.

Assumersi le proprie responsabilità significa cambiare il proprio atteggiamento, signfica modificare la nostra motivazione da egoistica in altruistica e ciò muta rapidamente in meglio la nostra vita! I nostri errori sono stati causati innanzitutto dal nostro egoismo e smettendo di pensare soltanto a noi stessi, desiderando genuinamente anche il bene degli altri, attiriamo senza sforzo la serenità e la gioia. Dobbiamo desiderare la felicità di tutti, compresi i nostri nemici se ne abbiamo, perché essi sono la proiezione e non la causa dei nostri errori e dei nostri guai. I nemici in realtà sono i nostri migliori amici perché sono lo specchio fedele dei nostri difetti rivelandoci i nostri punti deboli, ossia ciò che dobbiamo migliorare per non stare male.

Più desideriamo cambiare gli altri e più siamo infelici! Più giudichiamo gli altri e più siamo insoddisfatti di noi stessi. Più ci aspettiamo qualcosa da qualcuno e più c’è il rischio di restare delusi. Se cerchiamo di abbindolare o manipolare gli altri o cerchiamo di arricchirci a spese del prossimo, non ci sentiremo mai soddisfatti e in pace con noi stessi. La soddisfazione nasce sempre da dentro di sé, mai dagli altri o dall’esterno, e neanche dal successo e dalle ricchezze. Anzi, la più grande allucinazione è credere che la felicità dipenda dal soddisfare tutti i nostri desideri. 

I desideri sono il motore della nostra esistenza, la forza trainante più importante e vitale, il che significa che senza desideri sarebbe impossibile vivere. Quindi, realizzato un desiderio, ne compare subito un altro ancora più importante e più impegnativo, e quindi non è la loro realizzazi0ne che ci può rendere felici, anzi essere troppo attaccati ai nostri desideri ci rende schiavi e infelici.   

La cosa più difficile è proprio rendersi conto che le cose sono più semplici di quanto si potesse immaginare. Gli esseri umani preferiscono le situazioni complicate e incerte altrimenti non si appassionano. La conoscenza e la comprensione precedono l’accettazione e la soluzione dei problemi.  Le convinzioni sbagliate che sono il frutto dell’ignoranza, dell’inesperienza e della motivazione egoistica sono la causa di tutti i problemi che affliggono l’umanità. L’ignoranza esalta l’egoismo e soprattutto la ricerca della soddisfazione immediata! Ma qualunque genere di soddisfazione immediata diventa nel medio e lungo periodo la propria rovina: questo è il motivo per cui i giovani si trovano spesso nei guai.

Il godimento immediato si rivela quasi sempre un disastro – pensiamo alla droga e all’alcool, al fumo e al gioco d’azzardo, allo sballo e alle abbuffate, al tradimento e all’inganno – poiché non tiene in alcun conto le conseguenze delle proprie azioni, ignora ciò che è meglio per noi e gli ammonimenti dei genitori, degli amici e di chi ha più esperienza di noi; anche le improvvise passioni amorose portano a cocenti delusioni. Il bisogno impellente di soddisfazione immediata è indice di ignoranza, immaturità e irresponsabilità, ovvero è una dimostrazione di infantilismo: i bambini fanno i capricci perché non sanno aspettare!

Noi desideriamo tante cose spesso più per capriccio che per una reale necessità, amori compresi; desideriamo più a causa dell’invidia che proviamo per il nostro vicino o conoscente, che per un bisogno di crescita reale: basta rendersi conto di questi infantilismi per smettere di desiderare tante cose assurde e quindi smettere anche soffrire o di lamentarsi! E forse proprio perché la maggior parte dei nostri desideri sono soltanto capricci, la loro realizzazione ci lascia delusi e insoddisfatti! E così buttiamo via i nostri “giocattoli” tanto desiderati proprio come fanno i bambini.

Il segreto della riuscita personale, compresa la conquista della gioia di vivere, sta nel superamento dei propri egoismi e della dualità in senso generale, e questo è possibile desiderando non solo la nostra felicità ma anche quella degli altri. Il vero amore è appunto desiderare la felicità degli altri. Quando il fidanzato dice: non posso vivere senza di te, non rivela il suo grande amore, ma il suo attaccamento! La serenità è il frutto dell’equilibrio tra le opposte tendenze dell’animo umano.

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Il segreto della serenità sta nell’equilibrare i due emisferi cerebrali, ovvero nella sintonia tra conscio e inconscio. E per equilibrare coscienza ed inconscio basta desiderare genuinamente il bene di tutti, cercando di non cedere mai all’eccessivo egoismo e neanche all’eccessivo  altruismo. Il segreto di ogni realizzazione sta nello stare il minor tempo possibile lontano dal centro e fare come il pendolo che oscilla regolarmente tra i due punti estremi. L’eccesso, da un lato o dall’altro, è sempre indice di conflitti causati da convinzioni errate e squilibranti, ed è perciò la causa dell’infelicità. (Vedi anche “Come allontanare la sofferenza”). 

Conservare il proprio sano egoismo è importante per difendersi dai profittatori, dai disturbatori e dai malintenzionati. A volte è assolutamente necessario essere duri per non assecondare i capricci degli altri e viziarli. Un genitore che non sa farsi ubbidire dai suoi bambini li rovina. Se il genitore è troppo debole, i figli non si affezionano neanche e diventeranno la loro croce durante l’adolescenza e anche dopo. L’equilibrio tra i poli opposti è la conquista delle persone sagge.

Una persona saggia sa essere dolce e altruista quando occorre essere dolci e altruisti, ma sa essere anche duro ed egoista quando è necessario essere duri ed egoisti. Sa quando accogliere ed aiutare e quando aumentare le distanze. Invece le persone scompensate verso l’egoismo sono rigide nelle proprie difese e reagiscono sempre allo stesso modo, anche quando sarebbe il caso di fare una buona azione.

Quando c’è un eccesso di egoismo, oppure un eccesso di altruismo, viene meno l’elasticità mentale, manca la flessibilità e meditazioneci si relaziona sempre allo stesso modo: l’egoista mantiene le distanze ed è aggressivo, l’altruista invece è debole e si fa invadere dagli altri. Un “eccesso” di bontà è dannoso a chi lo pratica quanto lo può essere un eccesso di cattiveria. Persino quando amiamo troppo siamo in errore perché l’essere troppo attaccati ci fa dipendere dai capricci del partner, per cui la nostra vita diventa un inferno.

Per non allontanarci per troppo tempo dal centro, e quindi restare equilibrati e centrati per il maggior tempo possibile, bisogna essere flessibili. E la flessibilità nasce dal tener presente non solo il nostro bene, ma anche quello degli altri. Abituandoci a desiderare anche il bene degli altri, senza però mai sconfinare più di tanto nell’eccesso, l’equilibrio arriva da solo e senza sforzi. Beh, ci vorrà un po’ di tempo, ma arriva! Dobbiamo condizionarci ogni giorno a desiderare il bene degli altri in modo da tenere sotto controllo la nostra naturale tendenza all’eccesso di egoismo. L’egoismo in sé non è un male, è l’istinto di sopravvivenza, ma siccome viviamo in un mondo civile e non nella giungla, non deve superare il 50%: l’altro 50%  spetta all’altruismo!

Insomma, ogni cosa o situazione ha sempre qualità positive e negative e perciò bisogna fare in modo che le qualità positive eguaglino quelle negative in modo da tenere queste ultime, che sono ineliminabili, sotto controllo. Ogni cosa ha qualità positive e negative e ciò che trasforma le qualità da positive in negative sono gli eccessi sia in un senso che in quello opposto. Per esempio, un automobilista è pericoloso sia quando corre veloce come un bolide, sia quando procede lento come una lumaca!

Rimuovere uno dei due poli o qualità è quindi un errore. Noi dobbiamo poter disporre in ogni circostanza di tutti e due poli e questo è possibile soltanto se sono entrambi al 50% circa. Se un polo è troppo forte, per esempio la rigidità, diciamo che è l’8O%, ciò significa che il polo opposto, ossia la flessibilità, è a 20% e quindi è troppo debole, per cui la persona si comporterà sempre in maniera rigida.

L’essere umano realizzato è elastico come una molla: resiste alla tensione e all’allungamento senza spezzarsi, superando ogni volta i propri limiti come fanno i campioni, e sa ritornare alla normalità e alla distensione rapidamente. La flessibilità consiste nell’essere equilibrati, nell’avere più scelte, ossia comportarsi in maniera appropriata, coerente e inappuntabile in ogni circostanza. Essere flessibili significa avere una personalità poliedrica e completa e perciò significa anche avere il serbatoio dell’autostima sempre pieno. Ma anche essere troppo flessibili è sbagliato perché significherebbe essere sempre accomodanti anche quando le circostanze richiedono rigidità, durezza e irremovibilità!

Più siamo immaturi, a prescindere dal maggiore o minore grado di istruzione, e più siamo mossi da istinti egoistici e andiamo soggetti ad emozioni e comportamenti negativi, soprattutto quando i risultati non arrivano. I valori etici sono una questione di responsabilità, di maturità, di pazienza, di consapevolezza, di nobiltà d’animo, ma attenzione a non diventare bigotti o fanatici.

Conclusioni

Alla base del cambiamento c’è sempre l’assunzione di responsabilità, il che ci obbliga a rimboccarci le maniche e a fare tesoro delle esperienze negative. Il primo passo per cambiare velocemente e riuscire nella vita sta nell’assumersi le proprie responsabilità, il che ci mette automaticamente in sintonia con gli altri eliminando la causa principale dei conflitti: l’eccesso di egoismo e la mancanza di fiducia in se stessi e negli altri! Chi non riconosce i propri errori, oppure non è disposto ad ammettere le proprie colpe, non è pronto per il cambiamento e continua a vagare nel buio e nella perdizione perché non crede in se stesso!

31 Commenti

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  • Vito

    Illuminante… complimenti.. continuerò a leggere e consigliare i vostri articoli

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  • Lucia

    Mi piace leggere articoli di psicologia online. Ne ho lette svariate centinaia, ma questo è uno dei pochi che mi ha colpito per l autenticità e la sincerità, non è il solito copia/incolla preso da qualche libro. Complimenti per la sensibilità e la profondità Pasquale. Se tutti provassimo a concentrare un po più l attenzione su questo nelle nostre vite certo il mondo sarebbe migliore. Io ci provo da donna e da mamma :-)

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  • Ciro Infante

    Davvero interessante. Lo rileggerò più volte. Grazie veramente!

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  • Athena

    Decisamente interessante, molto importante per risolvere alcuni problemi famigliari, grazie.

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  • Alessandro

    Molto interessante ed illuminante ! Spero di farne tesoro. Grazie

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  • simona

    Meraviglioso..proprio quello che cercavo per riflettere bene sulla mia attuale condizione..riprendendo e reinterpretando alcuni episodi della mia vita che hanno condizionato il contesto attuale..concordo su tutto

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  • giampiero

    Secondo me viene tutto per gradi e per fare un esempio e’ come uno sportivo che prima di gareggiare deve fare preriscaldamento. Prima conoscere se stessi e guardarsi allo specchio, poi rendersi conto del proprio stato d’animo e cosa volere effettivamente, scartando quello che non serve. Attraverso queste fasi puoi conoscerti abbastanza, non del tutto ma è sufficiente. In ultima fase raccoglierai i frutti meritati e saprai leggere nella mente e nel cuore altrui. Questo è importante soprattutto per la donna perché è una manifestazione d’affetto e di fiducia si sente meno sola. Provare per credere, io sono già a questo livello e vivo meglio. Ciao

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  • Lorena

    Ho capito che dopo due matrimoni andati male mi devo dare delle responsabilità mi sono sempre annullata come persona per adeguarmi uomini e ho scelto uomini sbagliati che però volevo cambiare cosa più sbagliata

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    • Daria

      È evidente che non hai compreso per niente il significato di questo bellissimo testo

  • Michelangelo

    il suo articolo è davvero illuminante, calza a pennello …in questo periodo molto difficile per me invece di cambiare mi sono concentrato troppo su me stesso: risultato , ho lasciato in preda a euforia la mia compagna che mi voleva veramente bene. ecco cosa fa l’ego: mette un velo sulla realtà delle cose creandoci una realtà distorta. concordo anche con il problema degli adulti non ancora cresciuti interiormente, io soffro di questa limitazione e nonostante ne sia consapevole osservo come a volte è tutto automatico!!!! come fare?

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  • Anita

    salve, complimenti per l’articolo. Ho letto l’articolo non per me che mi ritendo una persona serena ed equilibrata quindi ‘felice’ , ma per mi marito che al contrario rispecchia pienamente le descrizioni che lei a fatto nell’articolo. Ha tutte le caratteristiche che ha decrittto, è egoista e cerca soddisfazioni facili nell’immediato. E’ sempre infelice insoddisfatto nervoso. Mi ha tradito piu’ di una volta, ne ha combinate tante … abbaimo due figli e non posso permettermi di cacciarlo perchè non voglio che soffrano loro. Alla fine penso che lui sia una brava persona ma e’ un irresponsabile , forse per la sua infanzia difficile. Dal mio punto di vista cosa posso fare per aiutarlo a cambiare? devo essere rigida e intransigente , non so piu’ cosa fare… lui rovina la sua vita e di riflesso anche quella della sua famiglia …

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  • MdV

    In balìa di una sofferenza mostruosa, oggi, ho abbandonato tutte le mie difese, facendomi riconoscere, finalmente i miei piu’ grandi difetti che sempre, in tutta la mia vita hanno creato equivoci, disagi…soprattutto in me. Li ho guardati in faccia ed ho ammesso: sono io. Le mie presunzioni, la mia arroganza celata da finto buonismo. So di poter essere migliore, ma come esprime chiaramente il Suo articolo, bisogna assumersi la RESPONSABILITÀ! OK, FATTO….mi sento più leggera. Devo e voglio cambiare e ricominciare proprio da qui. Dalla mia consapevole sofferenza e dal desiderio profondo di essere migliore per me stessa e per gli altri. Grazie.

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  • Gery

    Sig. Foglia, la volevo ringraziare perché è stato in grado di farmi capire cosa veramente mi fa stare male e ossessionato del mio partner, non facendomi avere la mia responsabilità sulle cose sbagliate. Ora devo solo cominciare a essere meno ossessionato, impaurito di cosa possa combinare la mia ragazza. La ringrazio di cuore , vorrei potere parlare con lei personalmente anche su web. Cordiali saluti

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  • pasqualefoglia

    Caro Dario,
    ti consiglio di rileggere l’articolo e in particolare questo periodo:
    “L’accettazione è il più grande segreto per eliminare immediatamente la sofferenza che è causata proprio dalla lotta, dalla resistenza, dalle lamentele, dal vittimismo, appunto dalla non accettazione della realtà e quindi del cambiamento”.

    Dunque perché non ti accetti così come sei? Io credo che tu sia normalissimo! Sentirsi carichi e soddisfatti all’inizio e scarichi alla fine è una realtà universale, succede a tutti: l’andata è sempre più bella e attraente del ritorno, in tutte le cose, a cominciare dall’amore!

    Ti auguro buon viaggio!

    Rispondi
  • Dario

    Carissimo Pasquale… la mia è una vita che non fa altro che ripetersi costantemente, aggiungendo nuove esperienze ed eliminandone di vecchie, aggiungendo nuove emozioni ed eliminandone di vecchie, aggiungendo nuove persone ed eliminandone di vecchie. Quanto ci si sente carichi e soddisfatti all’inizio e quanto scarichi alla f8ne. Ogni volta si volta pagina senza conoscere il titolo del libro. Viziato vuol dire egoista…lo so eccome…ma tutte le volte è un meccanismo che si ripete, all’inizio non lo vedi perché accecato dal nuovo, alla fine lo riconosci, eccome!!!

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  • denny

    ho letto queste parole e le ho trovate molto belle..a volte ultimamente a me è capitato un periodo dove nn credo piu in me stesso nei miei sogni e in ciò che vorrei raggiungere…putroppo questi momenti a volte sono difficile da superare si rimanda sempre al domani il provare a superarli..domani..domani..ed invece il problema rimane sempre e nn si fà nulla per superarlo..vorrei invece essere positivo e credere che quello che inseguo sia possibile..cioè la felicità e il raggiungimento di alcuni sogni nel mio piccolo..putroppo il periodo o magari io stesso a volte vado contro quello che invece vorrei fare o essere..quando invece si dovrebbe reagire con determinazione..esatto proprio quella che forse mi manca

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    • pasqualefoglia

      Ciao Denny
      credere in se stessi è la cosa più importante per riuscire nella vita ed essere felici. Ma è anche difficile… Credere in se stessi infatti significa avere fiducia in se stessi, e per avere fiducia in se stessi e sicurezza, bisogna imparare a vincere le paure. E per vincere le paure occorre osare, occorre uscire dalla propria zona di sicurezza o di “comfort”. In altre parole per acquisire fiducia e sicurezza in se stessi è necessario fare esperienza, e per fare esperienza è necessario pagare un prezzo e fare errori.

      Guai a chi non agisce per paura di sbagliare perché non agendo non imparar mai le lezioni della vita ed è sempre ai primi passi e i primi passi sono sempre difficili e dolorosi.

      Il mio consiglio è: “Se vuoi sbloccarti, lanciati!”, che è anche il titolo di un buon libro…

      Tanti auguri!

  • andrea

    Innanzitutto vorrei complimentarmi per l’articolo, davvero bello! ora vorrei chiederle una cosa… secondo lei avrebbe senso estraniarsi dal mondo reale e non (facebook ecc…) per stare da solo con se stesso e capire i propri sbagli,le proprie insicurezze, e molte altre cose che ci “affliggono” e che non ci fanno essere felici? cioè sarebbe giusto stare “da solo” per un breve periodo e ragionare su queste cose?

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Andrea,
      è giusto “ogni tanto” isolarsi per riflettere sulla propria situazione esistenziale, anzi te lo consiglio caldamente se ne senti il bisogno.

  • Andrea

    Salve bellissimo articolo, solo di recente mi sono messo a volare basso e ad accettare i miei errori. Per moltissimo tempo ho fatto la vittima, pensando che fosse solo colpa degli altri delle mie sconfitte e il mio disadattamento sociale. Credo che se in passato sono stato preso malamente in mezzo la colpa è stata bilaterale, ovvero ho avuto a che fare con degli infami, ma è stato il mio atteggiamento sbagliato che me li ha messi contro. Altrimenti troppo comoda non le pare? Ho anche realizzato che quando si chiede scusa e ci si assume la responsabilità dei propri errori, non lo dobbiamo fare per sentirci apprezzati dagli altri, in quanto questi ultimi possono anche essere disinteressati ad una riconciliazione. Questi sono fatti loro comunque, noi ci scusiamo prima di tutto con noi stessi e con i nostri limiti, ma nella realtà un nemico può rimanere comunque tale, anche se le nostre scuse e ammissioni sono sincere, ma noi persone non abbiamo il potere di cambiare il mondo non siamo degli dei. Possiamo invece cambiare quella piccola parte di mondo che ci riguarda, non voglio che il mio nemico mi risponda “grazie, sono contento che hai capito”, la vita non è una fiaba, ma mi accontento di averlo capito io il mio errore, in quanto, l’ammissione mi rende più sereno e forte. Se dovesse poi esserci anche una riconciliazione, tanto meglio, ma a me non è mai capitato e comunque, io provo la stessa antipatia per loro come prima, ma in compenso mi sento più forte e sereno. SCUSARSI non è da deboli, ma è da persone sveglie, in quanto solo i forti ammettono e correggono i loro difetti, i fessi invece sbagliano ad oltranza.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Andrew, tutti commettiamo sbagli, e però non si tratta di errori, ma di utili esperienze. Anzi si potrebbe dire che più errori commettiamo, ossia più facciamo esperienza, più ci mettiamo in gioco e più diventiamo intraprendenti e saggi, e a un certo punto sbagliamo sempre meno. Penso che sei sulla buona strada!

  • AHIMED

    Prima nobile verità del buddha:”la vita è sofferenza”.
    La vita è sofferenza, artefazione e essenzialmente illusione. Qualunque esperienza umana porta sempre allo stesso punto di partenza, per quanto possa affascinare e sembrare bella: la sofferenza.
    Bisogna imparare a concentrare tutte le energie dentro noi stessi e toglierle il più possibile dal mondo esterno, facendo solo ciò che è necessario per la vita ordinaria. Niente potrà essere realizzato nel mondo esterno se non sofferenza, futilità e illusione. Prendiamoci in giro quanto vogliamo, ma è così.

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Spiacente, Ciccio, la sofferenza non può esistere senza la gioia di vivere: ogni cosa può esistere soltanto se c’è il suo opposto. Se togli la notte scompare anche il giorno; se togli l’inverno scompare anche l’estate.
      La sofferenza è collegata a pensieri stressanti e non veri ai quali crediamo ciecamente costruendo storie orribili: basta indagare sui propri pensieri, rendersi conto che essi sono falsi, pur accettandoli con comprensione ed amore, per far sparire la sofferenza attuale, ovviamente fino alla prossima storia….

      Il mondo esterno è la proiezione del nostro mondo interno: se dentro di noi c’è confusione, e per es. crediamo che esista solo sofferenza, è ovvio che non ce ne liberiamo mai e non usciamo più dal tunnel!

  • pasqualefoglia

    Ciao Angelo,

    i condizionamenti che subiamo sono utili da una parte e dannosi dall’altra, come tutte le cose della vita. Dobbiamo però essere sempre grati ai nostri educatori perché senza di essi saremmo delle bestie.

    Continua a leggere su piuchepuoi perché c’è tanto materiale utile!
    A presto
    Pasquale

    Rispondi
  • Angelo

    BUON POMERIGGIO DOT.SSA PERINO NICOLETTA!
    Carissimo Pasquale,
    zappentando quà e la, sono arrivato a questo tuo Articolone per il quale ringrazio nuovamente colui che lo ha redatto con estremo impegno e conoscenza!
    Continui attraverso il tuo operato a dar conferma alla mia personale coscienza di quanto è importante continuare ad imparare con il pieno delle proprie facoltà intellettuali.
    Voglio citarti una frase. appena letta sull’articolo di una top Esperta di Piuchepuoi:

    -i condizionamenti della famiglia, l’ambiente in cui viviamo e gli schemi mentali che ci vengono trasmessi ci portano a vivere la vita di altri-

    questa realtà purtroppo impedisce di allargare la propria visione, è un limite, è un paraocchi sulla visione delle proprie prospettive di miglioramento. Quanta gente vive invosapevolmente questo dramma? Eppure è così fintanto che non ci si sveglia.
    Caro Pasquale, personalmente metto in evidenza questo “QUESTO STATUS QUO” che è deleterio quanto limitante sia per chi lo subisce che per chi ne effettua il potere e talvolta senza neppure rendersi conto dei danni che può arrecare all’integrità della o delle persone sotto la sua attenzione! Siamo tutti utili e questo è certamente vero ma non indispensabili!!

    Carissimo Pasquale sei un trasmettitore di EQUILIBRI!!
    Sempre attento ai tuoi suggerimenti con approvazione e stima.
    Cordialità!!

    Angelo D.

    Anche questa tuo Articolo è di importanza estrema,PERCHE’ LA SCUOLA DELL’OBBLIGO NON IMPONE LA MATERIA IN CAMPO DIDATTICO????

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  • Pasquale Foglia

    Ciao Stefania,
    la prima cosa è capire perché ci succedono certe cose. Quindi sei sulla buona strada. Grazie a te per il commento ed il voto.
    Pasquale

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  • stefania

    Pasquale,
    mi ritrovo sempre molto nelle tue parole… ma ritrovarcisi e poi riuscire a metterle in pratica è un passaggio grande, importante ma a volte fondamentale, soprattutto.
    Ecco io mi trovo a questo preciso punto, ne ho ancora molta di strada da fare lo so, un pò per volta, non ho fretta.
    Grazie davvero per quello che fai in generale e in me nel particolare.
    Buona giornata!

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  • graziella

    Caro Pasquale,
    quando ti leggo il mio cuore trabocca d’emozione indescrivibile.
    Mi spiego:ogni volta,tu vai in fondo alla mia anima ,in una sorta di pesca miracolosa porti a galla verita’ nascoste;ogni volta mi regali inestimabili tesori sepolti,ed e’per questo che te ne sono profondamente grata e amica.
    Graziella

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    • pasqualefoglia

      Ciao Graziella,
      sei di una squisitezza impareggiabile, anzi sublime. Un commento come il tuo mi gratifica tantissimo e mi spinge a fare sempre meglio e a dare ancora di più. Un abbraccio
      Pasquale

  • Pasquale Foglia

    Ciao Gianluca,
    complimenti e grazie!

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  • Gianluca

    Oggi ho preso una decisione importante, voglio cambiare, cambiare prima di tutto il mio modo di pensare, uscire dalla mia zona di comodità e prendermi le responsabilità che mi spettano, sono il frutto dei miei pensieri e delle mie azioni, per cambiare la mia vita, dunque, non resta che fare qualcosa di diverso da quello che ho sempre fatto. Un grazie speciale a te e a tutto il team di Piùchepuoi

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