Pensi all’anniversario di matrimonio o di fidanzamento?

Pensi che non sai bene cosa regalare a qualcuno?

Pensi che te ne dimenticherai?

E’ possibile dimenticare la data di qualcosa di bello, in fondo è normale che sia stato bello.

E’ ben diverso se l’anniversario è relativo a qualcosa di negativo, allora la nostra memoria si allunga, permane addirittura per generazioni.

In psicogenealogia ed in psicoineuroimmunologia si parla di “sindrome da anniversario” quando qualcuno si ammala, o vede accadere qualcosa di altamente negativo, proprio alla stessa età, o alla stessa data, o nello stesso periodo in cui più o meno la stessa cosa accadde ad un suo avo. Ci sono molte dimostrazioni cliniche di accadimenti di questo genere. Forse l’emozione negativa si è infiltrata nel nostro DNA sino ad arrivare alle future generazioni, così come si è infiltrata nel DNA dei nostri avi e ci ha raggiunto.

Poi c’è la sindrome da anniversario di una malattia a cui l’emozione della conoscenza della medesima o della terapia effettuata permane in noi incrollabile.

Così la stessa malattia può essere ricorrente e ripresentarsi proprio nello stesso periodo in cui ….

Siamo così bravi ad ingabbiarci in schemi mentali restrittivi. Perché? L’essere umano tende sempre verso la felicità eppure gli è così difficile raggiungerla. Forse perché crediamo di non meritarla o che sia come una farfalla che vola di fiore in fiore e quindi una condizione effimera.

Il mio periodo di ricorrenza è proprio quello natalizio. Ho trascorso vari Natali con la spada di damocle sulla testa e ancora ne vedo spuntare un pezzettino.

Il Natale è una festa meravigliosa, se ci si dimentica del suo aspetto venale e lo si vive con i bambini o come i bambini. Anche i bimbi desiderano i regali ma per loro è bellissimo: fare l’albero di Natale, preparare il presepe, cantare, ballare, festeggiare tutti insieme,… perché il Natale, al di là del significato religioso, è la festa di tutti in quanto racchiude l’essenza dell’unico ingrediante di cui non possiamo fare a meno per sopravvivere: l’AMORE.

E’ forse, l’amore è proprio anche la miglior cura per qualsiasi malattia. L’Amore degli altri, l’Amore per gli altri e l’Amore per noi stessi.

Proviamo ad uscire dalla sindrome dell’anniversario, anche se la paura fa novanta e, a volte, da soli, per quanto si conosca, per quanto si studi, per quanto si svolga un lavoro che aiuta moltissimo gli altri, ci si arena e si ha bisogno di una spinta. Perché siamo esseri umani: unici, forti, meravigliosi ma come diamanti a volte ci basta una piccola bottarella nella posizione sbagliata e ci troviamo in frantumi. Raccogliamoli pure con il cucchiaino e rimettiamoli insieme perché siamo anche plasmabili come la creta e possiamo, possiamo, possiamo,….

Possiamo uscire dallo schema della sindrome dell’anniversario con un forte saldo desiderio positivo di … festeggiare il nostro 150° compleanno ( e perché no?).

Proviamo a rompere lo schema e, se la spada di damocle si ripresenta? Mandiamola al diavolo e continuiamo a vivere perseguendo i NOSTRI obiettivi cercando di abbattere gli obiettivi di quello schema negativo.

Forza e coraggio: all’arrembaggio.

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