In questo primo passo voglio condividere con te alcune tecniche, strategie e soprattutto esperienze dirette di un argomento che mi è sempre stato molto a cuore: l’AMORE!

L’amore, il primo valore della mia esistenza che mi permette di vivere (da parecchio tempo) sereno, felice, appagato, che dà un senso di stabilità e tranquillità alle mie giornate, superpositive o difficili che siano.

L’amore inteso come unione con me stesso e con il prossimo, nel mio caso la prossima (mia moglie Francesca) alla quale dedico con crescente emozione questo articolo e che me ne ha ispirato la realizzazione senza alcuna fatica.

Proprio così, non ho fatto altro che analizzare, ripensare e definire esattamente quali “metodi” ho utilizzato dall’anno in cui, nel 1998, ho conosciuto questa meravigliosa persona che ha contribuito non poco alla maturità del sottoscritto, un baldo giovane che dopo il servizio di leva iniziò un profondo cammino interiore quando incontrò la sua anima gemella, che dolcemente lo sta accompagnando sin da allora.

L’anima gemella esiste davvero, sai? Forse io sarò stato fortunato, potrà essere stato il caso, il destino, chiamalo come ti pare ma io preferisco chiamarlo “incontro divino”.

Al di sopra di qualsiasi credenza religiosa o filosofica, la divinità che iniziava a prendere spazio dentro di me ha conosciuto un giorno la divinità che è in Francesca; sono cresciute insieme, si sono tenute saldamente per mano in ogni piccola o grande scelta delle loro vite, talvolta hanno discusso in toni accesi (e a chi non è mai capitato?) e strada facendo, dopo alcuni anni di matrimonio, hanno messo alla luce il frutto più puro e dolce della loro unione: Anna, l’acqua che scorre impetuosa e fluida sotto il ponte che abbiamo costruito insieme.

Amo l’oriente, sono incantato dalle culture e filosofie asiatiche, studio il buddhismo e pratico lo zen, amo meditare in qualsiasi forma, ma dopo molti anni di incertezze, prove, esperimenti, sono fermamente convinto di essere cristiano. Ho iniziato a praticarlo seriamente da poco tempo, leggendo, pregando ma soprattutto partecipando attivamente a serate di condivisione su temi cari a ogni famiglia (non solo cristiana).

Solo di recente ho avuto la conferma di questa mia credenza religiosa, indiscutibilmente legata a ciò che ho creato, o meglio che abbiamo creato io e Francesca, nell’arco degli ultimi due anni: una famiglia.

Il concetto di famiglia rappresenta in occidente uno dei concetti fondamentali per vivere felicemente e serenamente, e per me è più di un semplice valore, è l’aria che mi fa respirare, è l’acqua che mi disseta ogni giorno, è il fuoco ardente che mi scalda il cuore ogni istante che trascorro tra le mura domestiche.

Anna ha unito quel ponte che, non privo di difficoltà e sudore, ho costruito insieme a mia moglie, ma un figlio è anche un fiume d’acqua dolce, a tratti quieta, a tratti agitata, che scorre sotto le nostre vite e che un giorno scorrerà libera verso un nuovo “nucleo”, una nuova famiglia. Per contribuire alla crescita dell’umanità!

Per iniziare a smettere di lamentarsi bisogna cercare nell’amore la risposta alle nostre lamentele, al vittimismo, all’egoismo, pensando di più agli altri: partner, figli, amici, parenti o semplici conoscenti. Interessarsi alle loro vite e ascoltando di più gli altri, le loro gioie e i loro problemi (e chi non ne ha?), cercando di aiutarli.

Donare un pezzetto del proprio tempo col cuore in mano credo sia un dei gesti più belli che un essere umano possa fare.

L’amore puro e incondizionato è ciò che da luce alle mie giornate buie, è ciò che unisce due persone all’idea di una nuova vita: il tema dell’amore è ciò che mi ha dato conferma la sera in cui – l’11 gennaio 2011 – coppie di amici frequentati da tempo (in realtà solo negli incontri mensili) hanno riempito la nostra casa per trascorrere una serata come un’altra, sotto la sapiente guida di Don Domenico.

Un grand’uomo che ha saputo imprimere nella mia vita maggior convinzione ed elasticità riguardo alle religioni, al sottile confine tra spiritualità e filosofie, tra rispetto di altrui principi religiosi e concreta messa in pratica.

In quella serata un brano tratto dalla prima lettera di San Giovanni Apostolo, già letto altre volte, ha dato luce a una nuova consapevolezza, legata al bisogno di unione che sto argomentando in questo articolo.

Non aggiungo altro, se non l’invito a rileggere più volte questo passaggio, per comprendere che Dio, di qualunque parte del mondo esso sia, ha in sé il potere di unire le persone in un unico piccolo-grande universo.

Dio, in qualunque forma tu voglia rappresentarlo, c’è sia fuori sia dentro ognuno di noi.

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri,Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi.

[1 Gv 4,7-12]

ESERCIZIO:

Prova, insieme al tuo/tua partner oppure confrontandoti con te stesso/a, a vedere la tua vita (come singolo o come coppia) con la lente dell’amore di Dio, rispondendo a queste 3 semplici ma riflessive domande:

  1. ci sono stati dei momenti dove hai sentito la presenza di Dio?
  2. sei capace ad amare il tuo/tua partner (o te stesso/a)  non solo perché ti viene facile e spontaneo, ma perché ami Dio in lui/lei/ te stesso e allora “l’amore di Dio è perfetto“?
  3. quando ospiti Dio nell’unione con te stesso/a o con il/la partner? E quali sono le tracce di questa ospitalità?

Gam Zu le Tovà!
Stefano

8 Commenti

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  • gianni

    ho apprezzato il suo articolo in merito all’amore e dispiace come alcuni sono delusi dall’amore di Dio, quando capitano delle disgrazie pensando che sia Dio l’autore, nulla di inverosimile, se pensiamo quante persone si mettono nei guai… oppure ancora non sappiamo la causa delle sofferenze… eppure semplicemente soffriamo per una causa primaria dataci dai nostri primogenitori che seguendo un percorso indipendente da Dio ci ritroviamo in queste condizioni, eppure leggendo alcuni brani della Bibbia, ho avuto modo di apprendere che presto Dio vuole eliminare per sempre la causa del male grazie a un intervento diretto nei affari umani, un modo di cui la dimostrato e la morte del Suo caro Figlio, perchè la fatto?… potete trovare risposte soddisfacenti, nel libro meraviglioso sebbene il più diffuso ma poco letto, mi riferisco alla Bibbia, un libro che apre un sapere che non ha eguali, arricchisce la nostra VITA, e ci da un senso vero della vita, risondendo in modo semplice a grandi interrogativi della vita stessa, provateci con mente aperta e indagatrice, a voi buona lettura.

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    • stefano bresciani

      Grazie Gianni per la condivisione che hai regalato ai lettori di piuchepuoi. La mente aperta e indagatrice ritengo stia alla base di qualsiasi apprendimento e forma di crescita umana.

  • annamaria

    La citazione “carissimi, amiamoci….” non è dal vangelo ma dalla lettera di Giovanni. Poi desideravo sapere come può essere conciliabile il “reiki” con la dottrina cristiana.

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    • stefano bresciani

      Grazie della precisazione Annamaria, perdona l’errore di trascrizione (ora risolto).

      Voglio fare anch’io una precisazione, per quanti vogliano sapere se è possibile conciliare discipline orientali come il Reiki, con il cristianesimo o altre religioni occidentali. Il Reiki non sposa alcun tipo di filosofia o fede religiosa, non parla di Dio o altre divinità, parla il linguaggio universale dell’amore, attraverso l’energia irradiata dalle persone e verso il prossimo. Posso tranquillamente aggiungere che tra le numorose discipline orientali che seguo da tempo è quella che più si lega al messaggio d’amore cristiano, attorno al quale ruota questo articolo.

  • Andrea

    Ho letto il tuo articolo e devo dire che non condivido molto le tue parole….che dipendono da uno stato di vita in cui tutto si è incastrato alla perfezione.
    Io so di essere una persona che ama il prossimo, che sa ascoltare il prossimo e che dopo 10 anni di vita in cui mi sono dedicato a costruire qualcosa di duraturo con la mia compagna si ritrova solo, perchè l’amore non era più ricambiato….ra mi chiedo, perchè DIO ha fatto accadere ciò? perchè a distanza di un anno ormai tutte le persone che conosco vedono in me un amico e perchè l’interesse che ho verso determinate persone non è mai ricambiato??? Troppo facile scrivere certe cose se non si vive dentro di se la sofferenza di un lutto amoroso.

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    • stefano bresciani

      Andrea apprezzo il tuo commento e cerco di capirlo per quanto possibile, non mi ritrovo nella tua situazione ma credimi, lo scrivere pensieri ed esperienze personali non è così facile come sembra… anche quando tutto “si è” incastrato alla perfezione (che per me non esiste). Non scrivo per dare soluzioni, lo faccio per il puro gusto di scrivere e condividere pezzi della mia vita, lasciare un segno dell’amore che ho per il prossimo e che spesso non si fa nemmeno sentire, non ricambia, a volte mi critica, ma non mi importa. Non scrivo per ricevere commenti positivi, soldi o medaglie, scrivo perché amo farlo per me stesso e dare libero sfogo all’amore universale che nutro per le persone, a cominciare dalla mia famiglia.

      Ritengo sia giusto porsi domande, come interrogarsi sul perché Dio “abbia fatto accadere qualcosa” o sul perché gli amici non ricambiano il nostro interesse nei loro confronti, ritengo altresì che cercare a tutti i costi le risposte sia una sorta di auto-lamentela che ci può ledere a tal punto da farci scoppiare, con conseguenze ben più gravi. Il caso di mio zio, che ha perso la fidanzata pochi giorni prima di sposarsi, tanti anni fa, io ero molto piccolo ma ricordo benissimo il suo volto spento, depresso… rimasto tale per tutti gli anni a seguire.

      Se mi permetti un consiglio “non da amico” ma da semplice osservatore, se mi trovassi in una situazione simile alla tua ti giuro che mi crollerebbe il mondo addosso, ma prima che mi possa schiacciare cercherei in tutti i modi di spostarmi, percorrendo nuove strade per ritrovare quella felicità e quell’amore che a volte (purtroppo) sembra perduto per sempre.

  • Jessica

    Sinceramente, credo sia uno dei migliori articoli che tu abbia mai scritto. Trasmette serenità fin dalle prime righe, una serenità che spero di raggiungere con il passare del tempo :)
    Sono un po’ di fretta, comunque… meritatissimo il quarto posto! A presto.

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    • stefano bresciani

      Grazie Jessica, grazie per i complimenti, oggi sono al 3° :-)
      In bocca al lupo e tanta, tanta serenità per questo ultimo periodo di tour-de-force scolastico.

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