La salute: altro argomento gettonato da chi continua a lamentarsi.

Mi fa male questo e quest’altro“, “oddio non avrò mica un brutto male!“, “non mi starò di nuovo ammalando…” Ti capita mai di sentire frasi del genere?

Io spesso perdo letteralmente la voglia di ascoltare queste persone, solo che è più forte di me, non riesco a restare indifferente e quindi chiedo loro: cosa continui a lamentarti? Pensa a quelli che stanno peggio di te, quelli gravemente malati, che soffrono in un letto d’ospedale, quelli che sono a un passo d’aldilà!

Ma non è sufficiente, poiché ognuno guarda nel proprio guscio: ha paura delle malattie, ha paura di soffrire o di veder soffrire persone care, resta in ansia notti intere in attesa del risultato di un normale esame del sangue.

Ripenso a mia madre che poco più di due anni fa ha scoperto qualcosa che non andava al petto (preferisco non entrare nei particolari) e da lì a pensare al peggio il passo è stato breve… visite, controlli, interventi, preoccupazioni ma anche tanta, tanta voglia di farcela da parte sua, che alla notizia di diventare nuovamente nonna (annunciandole l’arrivo di mia figlia Anna) sembrò rinascere. “Voglio vivere!” è stato il suo mantra quotidiano e da lì a una seppur lunga guarigione il percorso è stato in discesa…

Ma dopo questo spavento cos’è successo? A volte ha ancora qualche acciacco, si preoccupa per qualche strano sintomo, ma raramente, con meno voglia di lamentarsi perché il peggio l’ha già assaporato e, facendo tesoro di quell’esperienza, è consapevole che la salute è fatta di alti e bassi, soprattutto quando l’età avanza.

Anche nel mio vissuto ho avuto qualcosa che non andava: dalle ernie al disco al virus intestinale che mi ha colpito dopo il viaggio in India del 2007, dalle comuni influenze alle allergie stagionali, nulla di grave per mia fortuna, ma mai, dico mai, rivolgo un pensiero negativo a un esame o alla possibilità di ammalarmi, oppure di vedere soffrire qualche mio vicino parente (come già successo in passato, con conseguenze assai più gravi).

Ma questo sono io, non sono mia madre, e di certo non sei tu! Non siamo tutti uguali, non la pensiamo e non ci comportiamo tutti alla stessa maniera; esistono molte persone che si lamentano ogni giorno (e ne conosco parecchie), ma a tutto c’è un limite!

Umilmente possiamo tutti imparare a “smettere di lamentarci” o quanto meno limitare il più possibile una convinzione e modo di fare che non porta da nessuna parte, anzi peggiora il nostro stato d’animo e di chi ci sta vicino.

Per stare bene (= ben-essere) con noi stessi e con gli altri bisogna cominciare a smettere di lamentarsi in continuazione, o perlomeno imparare a controllarsi… tanto cosa cambia?

A livello emotivo l’evitare di piangersi addosso o preoccuparsi in continuazione ci permette di vivere con più gioia e allegria le giornate, di cercare soluzioni ai nostri o altrui problemi con più serenità. Insomma, ci rende tutti molto più felici di vivere la vita e non solo di sopravvivere!!!

Potrei farti mille esempi di persone, anche famose, che non si sono fermate di fronte alle avversità, che hanno lottato con i denti per rimanere su questa Terra e hanno superato ostacoli a prima vista insormontabili, semplicemente dandosi da fare!

La salute è un tassello importante della vita, ma non è l’unica chiave per essere felici, l’unico passo per vivere intensamente e ottenere grandi soddisfazioni.

Prova a fare due parole con Kosta, ad esempio, fondatore del blog iohounsogno.it e autore esperto di questo portale: scopri come la vita è meravigliosa nonostante la malattia, anzi spesso (come nel suo caso) è un’amica, un grande dono!

Oppure puoi leggere la storia dell’ex-pilota Alex Zanardi, vittima di un incidente quasi mortale che nel 1994 lo portò a vivere privo degli arti inferiori, come milioni di altre persone disabili sulla Terra.

Come ho riportato nel manuale del corso multimediale “il Siero della Felicità”, a volte ripenso alla maratona di Roma del 21 Marzo 2010 in cui il celebre Alex Zanardi ha vinto la gara riservata ai disabili. Quel giorno mi annotai subito su un foglietto quello che Alex disse con palpabile emozione: «[…] ogni attimo della vita non va sprecato, perché il tempo non torna […]».

Semplici ma toccanti parole espresse tra lacrime di gioia per l‟ennesimo successo della sua vita, un sogno che si è di nuovo avverato e quindi diventato l‟ennesimo obiettivo raggiunto.

Se non conosci la sua storia ti invito a leggerla ora, per riflettere su come è riuscito a dare un significato, un senso alla sua vita, nonostante la sua salute sia stata fortemente compromessa.

La sua carriera in monoposto finisce il 15 settembre 2001 a Dresda. Stava dominando la gara ma, al rientro da un pit-stop, perde il controllo della vettura e viene centrato in pieno dal pilota italo canadese Tagliani. Gli verranno amputate tutte e due le gambe.

Alex, però, è un uomo dotato di un carattere di ferro, non senza fatica si è ripreso, si è adattato a quelle brutte (ma per lui salvifiche) protesi e il suo sorriso è tornato a splendere sulle piste, con grande gioia degli appassionati e di chi lo ha sempre amato.

Il ritorno di Alex Zanardi ha commosso l’intero mondo sportivo ancor più del dramma vissuto per l’incidente.

Da sempre nobile e gentile nell’animo, Alex non solo ha dimostrato tenacia e determinazione, ma una grande umiltà, voglia di vivere e un immenso amore per il suo sport. Per tutte le sfortunate vittime di incidenti analoghi al suo, per i loro amici e familiari, e per chiunque ami lo spirito sportivo, Alex Zanardi è un eroe e un punto di riferimento.

E tu, quali lamentele quotidiane ti annagliano in corpo, mente o spirito? Scrivile nei commenti liberando il tuo sfogo, senza peli sulla lingua… Cosa c’è che non va?

Forse non potrò materialmente aiutarti (non sono un medico, un coach o un magnate che fa beneficienza) ma sarò comunque lieto di ascoltarti e risponderti come farebbe un amico sincero.

Gam zu le tovà!
Stefano

11 Commenti

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  • alessia

    Io mi lamento sempre perche sono insoddisfatta della mia vita. sono sempre stata circondata da persone piuttosto ingenue e credulone e questo mi fa venire la gastrite! Amo il mio compagno ma con lui non sono felice…mi rende la vita un vero inferno,troppo immaturo e buono con gli altri,e questi se ne approfittano! Dovrei forse cambiare vita ma il cambiamento mi spaventa! Vivo bene nella mia solitudine anche se a volte adoro la compagnia.

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  • Maria

    Io mi lamento in continuazione, il motivo principale attuale è che non riesco a realizzarmi e brucio tutte le occasioni di riscatto nelle quali mi cimento. Un’altro motivo che mi fa lamentare è l invidia, il paragone con gli altri è una costante della mia vita

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  • carla

    ciao, bellissimo articolo il vostro, e ammirevole riuscire a sconfiggere tanti problemi, io soffro di ansia e prendo psicofarmaci e anche se pochi e x questo mi posso ritenere fortunata. Cmq non sto tanto bene spesso mi lamento e mi arrabbio con la mia famiglia con il mio ragazzo o con la sua famiglia, insomma sono circondata male forse!!!! comq il mio ragazzo non mi sopporta QUASI PIU E STUFO CHE MI ARRABBI SEMPRE E IO CI SOFFRO MOLTO PERCHE NON MI SENTO VOLUTA BENE COME PRIMA IL NOSTRO RAPPORTO E CAMBIATO PERCHE CON LA SUA FAMIGLIA HO AVUTO DEI PROBLEMI E ANCHE CON LA MIA. VORREI RITROVARE LA SERENITA DI PRIMA DA RAGAZZA ERO SEMPRE SORRIDENTE E QUESTO MI SEMBRA UNA MALEDIZIONE…FACCIO SPORT E CERCO DI FARE DEL MIO MEGLIO PER STAR BENE ….VORREI IMPARARE A LASCIARMI SCIVOLARE LE COSE ADDOSSO E NON FAR PESARE I MIEI PROBLEMI AGLI ALTRI PERCHE POI PESANO PIU A ME!!!! E STO MALE IO!!!! CIAO UN ABBRACCIO SPERO POTRETE AIUTARMI

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  • piero chiarelli

    tutto molto bello visto che sono uno che si lamenta sempre e si fissa sulla sua salute.Sto lavorando tanto su di me ma avolte faccio passi indietro sopratutto quando ho qualche dolore fisico,cia Piero.

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    • stefano bresciani

      Complimenti Piero, continua a lavorare su te stesso, è la strada migliore (secondo il mio umile parere). ciao!

  • donatella

    Ciao Stefano, bellissimo articolo, io sono una che si lamenta ma perchè non sto mai bene, sopratutto ho una gran paura della morte e di conseguenza delle malattie. Sono tre anni che sto lavorando su di me, ti confesso che alcune volte riesco a essere positiva, a non lamentarmi ma altre volte è una cosa più forte di me. Hai scritto sull’articolo di Kosta è una persona fantastica è da un pò che non mi manda più mail non so il perchè.
    Ti ringrazio ancora e scusa se l’articolo non è scritto a meraviglia, vorrei scrivere tante cose ma annoierei.Un’abbraccio di luce Donatella

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    • stefano bresciani

      Ciao Donatella, grazie.
      So che non è sempre facile essere positivi ed evitare di lamentarci, ma possiamo continuamente a migliorarci.. e come? Lavorando su se stessi, come stai facendo tu! Di certo avrai notato (e avrà notato chi ti sta accanto) che rispetto a tre anni fa oggi sei meno “lamentina” e l’aver paura di qualcosa (tipo morte e malattie) non è detto che sia una cosa negativa. Io almeno la vedo così: è giusto preoccuparsene, è giusto temere la morte o le malattie (di solito temiamo ciò che non conosciamo) l’importante è non essere schiavi di questa paura, pensandoci e/o lamentandoci continuamente.

      un abbraccio a te, Stefano
      P.S.: nei commenti puoi scrivere quanto vuoi, liberamente, di certo non mi annoieresti :-)

  • cristian o

    ciao sono belle parole le tue
    prova a vivere con dei piedi puzzolentie non poter andare a prendere nemmeno un gelato senza sentire risate e commenti
    la mia situazione e’ proprio buffa e un eccezione sai
    saluti

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    • stefano bresciani

      Ciao Cristian grazie dei complimenti!
      Che posso dirti, il tuo problema non è dei più gravi anche se ovviamente per te è un peso. Cerca di ripetere la frase (mentalmente altrimenti riderebbero sul serio!) “le tue parole (o risa) scivolano dolcemente sul piano inclinato della mia totale indifferenza”. Con me ha sempre funzionato, ai tempi in cui mi sentivo impacciato, timido, fuori luogo e (sembrava) che tutti quelli attorno mi schernissero…

  • Umberto

    Stupendo articolo anche questo Stefano, lo scrivo ogni volta a costo di sembrare ripetitivo, ma è la verità.
    Lamentarsi secondo me a volte è soltanto un modo come un altro per chiedere aiuto, per attirare attenzione e per sentirsi ascoltati da altre persone.
    La salute probabilmente è il bene più prezioso che abbiamo assieme al tempo e, proprio come succede con il tempo, spesso tendiamo a dare per scontato che esista; facciamo le stesse cose tutti i giorni senza badare al fatto che il nostro cuore batte e che prima o poi cesserà di battere.
    Io credo che alcune persone non cambieranno mai, continueranno a lamentarsi, a stare male, a vivere infelicemente, e anche se vogliamo loro molto bene, la cosa peggiore che possiamo fare è dire frasi del tipo “smettila di lamentarti sempre” oppure “pensa a chi davvero sta peggio di te” e via dicendo.
    Credo che frasi del genere hanno su queste persone il solo effetto di rafforzare ulteriormente le loro debolezze e la convinzione che non cambieranno mai.
    Credo che bisogna semplicemente amarle per quello che sono, lasciando che trovino da sole la loro strada, come noi dobbiamo trovare la nostra.

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    • stefano bresciani

      Grazie mille Umberto, apprezzo le tue parole e condivido il fattore tempo, appena ne avrò (ma in settimana conto di ricavarmelo :-) vorrei scrivere un articolo proprio su chi si lamenta di non averne mai abbastanza, chi vorrebbe le giornate di 40 ore e le settimane di 10 giorni… hai presente? Ne scriverò delle belle, anche perché anch’io a volte mi ritrovo in questa situazione!

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