Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
[…]

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio, un cartello di 6 metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente

un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi e una musica che pompa sangue nelle vene e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo […]

Ieri, giorno di pasquetta (e celebrazione del 25 Aprile), mi sono svegliato con questa poesia nella mente, canticchiandola anche nel pomeriggio mentre mia moglie stirava e nostra figlia schiacciava un pisolino… che meraviglia!

Nella quotidianità risiede la mia gioia più grande, la gioia di condividere attimi fugaci di realtà con le persone care, così normali ma al tempo stesso così speciali. E tutto torna come prima, meglio di prima!

Hai letto attentamente il testo di questa canzone? Bene, allora da oggi inizia a SMETTERE DI LAMENTARTI come dice Lorenzo Cherubini (in arte Jovanotti) in questa straordinaria “Fango”. Straordinaria perché fuori dal comune, nonostante nella saggezza delle parole riecheggi una semplicità e normalità inaudita, che troppo spesso non ci fermiamo ad osservare.

Osservare: ecco quello che ho fatto per risollevarmi da una settimana triste, sottotono, demotivante, il cui tema principale era la morte… anche se nessun evento in particolare mi ha colpito da vicino.

Non so perché questo pensiero malinconico e deprimente ha iniziato a picchiare nella mia testa come un martello. Un chiodo fisso che ho avuto sin dal momento in cui ho subito decisioni lavorative che mi hanno allontanato dalla mia natura allegra, positiva e solare, colta impreparata da una realtà obbligata.

Ho poi pensato: è così che deve andare, per il mio bene, solo che ora non lo capisco ma di certo lo capirò strada facendo… e per non perdermi altre gioie del presente, semplicemente ho scelto di smettere di lamentarmi!

Ma non voglio parlare ancora di me, anche perché oggi riparto più forte e motivato di prima: parliamo di chi, abitualmente, si lamenta della vita, quelli che si sentono spesso vittime delle società, quelli che si interrogano se qualcuno, da lassù, si sia dimenticato di loro, punendoli ingiustamente. Ti è mai capitato?

Forse queste persone hanno solo bisogno di un pizzico di fiducia in più, in se stessi ma soprattutto nel loro Dio; forse queste persone hanno bisogno di credere che esiste un disegno di vita, un piano più grande della triste quotidianità di cui sono protagonisti.

Forse entrambe le cose, non sta a me saperlo ma nel mio piccolo, tramite esperienze dirette e studi in materia, posso aiutarli nell’imparare questo potentissimo mantradevo smettere di lamentarmi!”

Oggi ti presento questo speciale percorso in 3 (semplici?) passi riportandoti, in sintesi, un racconto di Martin Buber (tratto da “I racconti dei Hassidim“), che ho trovato sul blog di Antonio Cavagnini (gamzuletova-taliesin.blogspot.com), una persona che ho l’onore di conoscere grazie al Reiki e al potere della parola, qualità che in lui ammiro molto:

In un piccolo stato, un energico sovrano era consigliato da un ebreo molto saggio, che in ogni occasione era solito ripetere “Gam Zu Le Tovà” (anche questo è per il bene), se il Signore ha voluto che accadesse.  Un giorno una banda di briganti attaccò il corteo reale e il re rimase gravemente ferito a una gamba. Mentre veniva curato, il consigliere ripeté la frase: “Gam Zu Le Tovà”.

Il sovrano, poco propenso in quel momento a pensieri filosofici per il dolore, si irritò molto e fece imprigionare il consigliere. Mesi dopo, per il solstizio di primavera, il re, nuovamente in forma, uscì per una partita di caccia. Una tribù pagana lo catturò per sacrificarlo alla dea Madre per la festa di primavera, ma quando lo spogliò per prepararlo al sacrificio, vide le brutte cicatrici dovute all’attacco dei briganti e non potendo sacrificare alla dea un uomo meno che perfetto, lo lasciò libero.

Tornato alla reggia, il re fece subito liberare il consigliere, avendo capito che nel suo caso Gam Zu Le Tovà era la verità. Quando però vide il consigliere, stremato dai mesi di prigione, non mancò di fargli osservare come per lui questa frase non avesse avuto valore, dato che aveva dovuto sottostare a una pena ingiusta. Il consigliere, sorridendo, replicò: se non fossi stato in galera, ieri sarei stato al vostro fianco, catturato con voi, e sarei stato sacrificato al posto vostro, quindi “Gam Zu Le Tovà”!

Ogni cosa che succede nella tua vita è per il bene, a volte non lo percepiamo immediatamente, a volte come il re non capiamo il messaggio favorevole celato dietro un’avversità, un evento negativo, una fase della nostra vita che non riusciamo a digerire.

Tutto sembra crollarci addosso, ma non è meglio spostarsi?!?

Dopo questa introduzione, che mi auguro abbia iniziato a farti pensare che “smettere di lamentarsi” è possibile, seguiranno articoli sui 3 principali temi in cui la gente si lamenta il più delle volte:

  1. amore (se stessi, famiglia, universale)
  2. salute (ben-essere in corpo, mente e spirito)
  3. denaro (legato al lavoro, beni materiali, ecc).

Gam Zu Le Tovà!
Stefano

4 Commenti

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  • Veronica

    Davvero un bell’articolo..è triste sentire la gente lamentarsi di ciò che la circonda e dare la colpa a un “dio” distratto..il segreto, almeno quello che apre la porta su nuove strade, è osservare, ascoltare, percepire..ogni tanto fa bene fermarsi e “sentire” come siamo parte di un grande progetto divino, parte di quell’energia universale che dà vita alla sincronicità degli eventi che troppo spesso non siamo in grado di cogliere. Niente accade per caso. Ed ogni cosa è perché deve accadere..basta saperla leggere!

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    • stefano bresciani

      Grazie Veronica, davvero bello il tuo commento… sacrosante le tue parole che sposano il mio pensiero, anche se ormai la mia tristezza di vedere gente lamentarsi si è trasformata in maggiore gioia di apprezzare la vita e, credimi, con molte persone è contagiosa :-) Un carissimo saluto e buon “gam zù le tovà!!”

  • stefano88

    magnifico! grazie!

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    • stefano bresciani

      Figurati, prego!
      Spero non ti sia piaciuta solo l’introduzione… quale articolo in particolare ti ha colpito da vicino?
      ciao Stefano

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