Imparare a sviluppare l’atteggiamento mentale positivo è fondamentale.

Questa forma di atteggiamento è la benzina della vostra mente.

Chi non riesce a svilupparlo nel tempo accuserà i primi cedimenti, come è accaduto a me anni fa.

Solitudine, insoddisfazione totale, introversione verso gli altri, una serie di malattie psicosomatiche (ulcera, gastrite, colite ed una rara forma di patologia dermatologica e non solo) sono state mie compagne per anni.

Voglio raccontarvi un fatto.

Durante l’ultimo anno delle Scuole Medie poichè ero bravissima in Italiano e Lingue Straniere (materia che adoravo) mi fu consigliato di proseguire gli Studi in uno di quei campi. Quando però ne parlai a casa mio padre fu irremovibile: aveva deciso che dovevo frequentare Ragioneria. A nulla valse che la mia Insegnante di Lingue Straniere gli parlasse, così mi ritrovai iscritta ad una Scuola con indirizzo tecnico, intanto (diceva mio padre) anche lì puoi studiare Lingue Straniere. Frequentai con risultati buoni, ma non eccellenti, e alla fine dei 5 anni presi il Diploma. Ero talmente stanca e sconfitta che non pensai assolutamente ad iscrivermi all’Università per realizzare il mio sogno…così iniziai a cercare un lavoro. Fui assunta (parolona perchè come si usava negli anni ’80 appena usciti da scuola si trovavano posti da schiavi senza assunzione) in un’Agenzia Immobiliare. Il Titolare era una persona viscida ed infida. Quel posto non mi piaceva ed ogni mattina arrivata davanti al portone del condominio sentivo l’ansia che mi faceva esplodere la testa,  lo stomaco a pezzi, avevo la nausea, tremavo come una foglia e sudavo. Ma…tant’è: dovevo entrare e mi facevo coraggio. Avevo attacchi di tachicardia e quando entrava il mio Titolare mi tremava la voce e balbettavo. Mi sentivo un’idiota, ma pensavo che questo personaggio mi “onorasse” ad insegnarmi un lavoro dal momento che quasi tutti i miei compagni erano finiti in Banca perchè avevano voti più alti dei miei. Dopo qualche giorno iniziai a non dormire di notte. Una sera ne parlai con mio padre che, sbeffeggiandomi disse (lo ricordo ancora oggi): “eh, già per la signorina devono inventare un lavoro fatto proprio per lei….ma chi ti credi di essere?”. Quella frase mi ferì profondamente e decisi di non parlarne più con nessuno. Una sera andai a letto ed al mattino mi accadde una cosa incredibile: quando cercai di alzarmi dal letto il piede destro era completamente girato all’interno. In pratica per camminare dovevo appoggiarmi sull’osso esterno della caviglia…(credete, ci ho riprovato tante volte, ma è impossibile!!!!!!). Chiamai mia madre che cercò subito il medico di famiglia. Quando il dottore arrivò era completamente disarmato…disse che non aveva mai visto una cosa simile e consigliò di farmi vedere da un Neurologo.  Il Neurologo mi chiese se qualcosa mi avesse turbata, ma decisi di tacere. Mi diede dei tranquillanti ed io il giorno dopo tornai al lavoro sostenendomi con un ombrello!!! Quando entrai in ufficio il mio Titolare mi rise in faccia e chiamò gli altri collaboratori che mi guardavano allibiti. Per fortuna mia madre (senza che io lo sapessi) parlò a mio padre e lo convinse che non potevo più lavorare lì. Ma era una decisione che avrei dovuto prendere io. Il giorno in cui comunicai che me ne andavo il mio Titolare mi disse che non perdeva nulla e me ne andai mortificata.Ma il giorno dopo le mie dimissioni al mattino mi alzai ed il mio piede era tornato a posto. Ripresi a camminare con fatica e mio padre mi tenne il muso per un’infinità di tempo guardandomi storto ogni volta che rientrava a casa, così evitavo di guardarlo e rimuginavo sul mio fallimento, senza considerare che il mio fallimento fu di non avere il coraggio di dire “BASTA”, errore che ho commesso purtroppo altre volte!

SE DAVVERO VOGLIAMO VIVERE, SARA’ MEGLIO CHE INCOMINCIAMO SUBITO A DARCI DA FARE

W.H. Auden

2 Commenti

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  • carmela

    sono carmela ho bisogno di consigli che mi aiutano nel mio lavoro COME COMUNICARE CIO CHE VENDO faccio la parrucchiera

    Rispondi
    • perino nicoletta

      Cara Carmela,
      non conoscendo la località in cui svolgi la tua attività non è facilissimo aiutarti…,
      ma ci provo.
      In linea generale devi innanzitutto individuare il target delle tue clienti per fidelizzarle.
      Fai un elenco con i loro nomi, l’età e cosa chiedono solitamente.
      Poi decidi cosa vuoi ottenere dalla tua attività..
      secondo me i cardini sono: la fidelizzazione e la ricerca di nuovi potenziali clienti.
      A questo punto (ovviamente in base alle tue risorse) puoi:
      -prepare una tessera con ogni X pieghe X in omagio
      -fare uno “spot” con le vecchie clienti del tipo:
      il giorno X della settimana, porta un’amica, avrai uno sconto di X
      3-c’è una via un pò più onerosa:
      puoi proporre un quiz ad una radio locale (per esempio) ed ai vincitori far ritirare il premio nel tuo negozio, premi che sarà accompagnato da un buono omaggio per una piega, ad esempio.
      Il ritiro del premio presso il tuo negozio è per avvicinare i potenziali clienti lontani (come quartiere). Sai che le persone si muovono sulla spinta e non sull’ascoltare il nome di un’attività che non sia “comodamente” raggiungibile.
      Spero di esserti stata utile.
      Se vuoi mandarmi più notizie potrò essere più esaustiva.

      TI AUGURO TANTO SUCCESSO!
      E ricorda che gli unici limiti sono quelli che ci poniamo!

      Un abbraccio.

      Nicoletta Perino

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