la malattia è un dono

 

Malattia uguale dono?

Penserai che sia pazza a proporti una simile equazione!

La malattia, come ho già detto, è, nella mentalità comune, qualcosa di brutto da allontanare al più presto e dimenticare.
Per questo per ogni malattia siamo disposti a prendere tutti i farmaci che possiamo pur di liberarci velocemente di lei. E questo pur sapendo che ci saranno effetti collaterali a volte importanti.

Ora penserai che io voglia dissuaderti dal curarti quando sei malato: assolutamente no!
La medicina, allopatica od omeopatica, è fantastica e ci aiuta nel nostro cammino verso la salute e il benessere.
Quello che ti vorrei suggerire è un diverso atteggiamento nei confronti della malattia, atteggiamento che unito alle giuste cure può davvero risolvere molto più di un semplice sintomo.

Ti faccio un esempio semplice, ma efficace.
Pensa a una persona che soffre di gastrite. Ha forti bruciori allo stomaco e fatica e deglutire e a digerire.
Il medico le suggerisce di prendere dei farmaci che allevino i suoi disturbi e di eliminare alcuni alimenti dalla sua dieta così da aiutare l’apparato digerente a guarire più in fretta.
L’evoluzione potrebbe prendere due strade: la guarigione o la cronicizzazione.
Da cosa dipende questa differenza?

Ora ti propongo un nuovo punto di vista.
Spesso affrontiamo situazioni che non ci piacciono e che accettiamo a fatica. Molte volte ci ripetiamo frasi del tipo “questo proprio non lo digerisco”, oppure “non riesco proprio a mandarlo giù”, o ancora “è un boccone amaro da digerire”.
E’ capitato anche a te? Probabilmente sì.
Per il nostro cervello non fa differenza se quello che non digeriamo è un alimento, una persona o una situazione.
Comunque ci impedirà di digerirlo davvero.
A questo punto compariranno i disturbi accusati dal nostro amico dell’esempio.

E’ qui che interviene il medico e che le medicine lo aiutano.

Per guarire definitivamente, però, deve fare un passettino in più: deve cercare le vere cause della gastrite e risolverle.

Ma come può fare?
Basta che ripercorra gli avvenimenti, gli incontri e i pensieri degli ultimi giorni e rintracciare quelli che lo hanno disturbato e che potrebbero essere stati mal digeriti.
Una volta riconosciuti ha a disposizione due strade: se il problema è concreto e risolvibile con il suo impegno, può dedicarvisi e sciogliere il nodo che gli stringe la gola.
Se invece è più un malessere derivante da una sua personale interpretazione delle circostanze deve lavorare su di sè e comprendere che dipende solo dai suoi pensieri e che può modificarli a suo piacere e ritrovare l’armonia.

Se questi processi hanno successo la guarigione è assicurata.
Diversamente il percorso sarà più lungo e più passa il tempo più dovrà scavare a fondo per capire.

Ecco che si chiarisce l’idea di malattia come dono.
L’insorgenza di un disturbo ti dà l’occasione di rivedere alcune tue posizioni e di prendere coscienza di pensieri e convinzioni che ti danneggiano. Affrontarli, risolverli e sostituirli con altri potenzianti è un grosso passo avanti per il tuo benessere e la tua evoluzione.

Riassumendo: attraverso la malattia il corpo ti parla e ti stimola ad andare a fondo per capire cosa devi cambiare nei tuoi pensieri e nelle tue convinzioni per aumentare la tua energia e il tuo benessere fisico e spirituale.

Approfondirò ulteriormente questo punto, per ora ti invito alla riflessione su quanto hai appena letto.

A presto!
Un abbraccio di luce,
Danila

3 Commenti

Lascia un commento
  • roberta

    Accettare anche la malattia nel percorso della vita è una cosa;considerarla come un dono,un’altra;già tanto è non percepirla come un ‘castigo’,ma quando si ammala un proprio caro,è davvero una cosa tragica,specialmente un bambino o un giovane nel fiore degli anni.Penso che il dono sia quello di riuscire ad essere gli uni per gli altri vicini nella malattia,con il sostegno materiale,morale,spirituale.Il dono per me,è riuscire ad essere solidali a non considerare la malattia come un pretesto per allontanare,ma una situazione per avvicinare e comprendere le difficoltà,il dolore,le lacrime,la fatica di chi è ammalato.Chi arriva a considerare dono la propria malattia è forse supportato in modo forte interiormente e vede in sè un cambiamento che forse lo ha reso più aperto e meno indifferente al male degli altri…oppure sa offrire la propria malattia(ma allora è un discorso legato alla fede cattolica) per ottenere benefici spirituali dal Signore per le anime da Lui lontane o per la guarigione di altri..poichè Lui stesso ha dato la Vita ed è Risorto per la Salvezza dell’umanità.A me è successo quando si ammalò mio figlio,un cambiamento;mentre prima ero lontana dalle situazioni di altri genitori che vivevano il dolore,ho affinato la mia sensibilità verso la sofferenza del prossimo e questo mi ha resa più sensibile,certamente meno egoista..ma non lo sento come dono,bensì come una presa di coscienza maggiore.Vorrei tanto ricevere il dono,invece, della guarigione di mio figlio e di amici ammalati,per i quali prego sempre il Signore,certa che Lui vuole sempre il nostro bene,il bene della nostra anima,nella salute e nella malattia e mi affido alla Sua Volontà.

    Rispondi
  • sergio

    Che tipo di dono è e quale messaggio dovrebbe dare una grave malattia che colpisce un neonato che non è certo in grado di “interpretare”proprio un bel niente?

    Rispondi
  • cecilia

    Ho un lungo cammino di sommatizzazioni, ho lavorato tanto per capire e guarire, ancora ci credo a guarire!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Lascia un commento