Ma che fai? Ti avevo detto di non leggere questo post, lascia perdere su……….

Ma sei testardo/a, và bene se proprio ci tieni.

Riguardo al titolo, era una suggestione, uno stimolo paradossale verso la curiosità

Oggi parlerò di ciò che ci attira di piu’ nel nostro partner.

Cosa hai cercato sempre nel tuo partner?

 
Ti sei mai posto questa domanda?
Cosa ti ha affascinato sempre di lui/lei?
Qual’era l’aspetto più importante e determinante che ti ha attratto come una calamita verso lui/lei?
Le risposte possono essere tante, vediamone qualcuna, di solito gli elementi che attirano di più verso il partner sono:
1- La sicurezza
2- La bellezza fisica
3- Un sostegno interiore
4- La soddisfazione sessuale
5- Una compagnia per non sentirsi soli
6- La dolcezza
7- L’appagamento fisico e psicologico
8- La protezione
9- Il calore
10- Una persona da dominare
In realtà tutte queste risposte racchiudono un solo bisogno:

IL BISOGNO DI ESSERE AMATI E DI ESSERE FELICI

Per raggiungere questo obiettivo: “L’ESSERE AMATI”, ogni persona  cerca di realizzarlo in modi diversi, a seconda della propria personalità, degli ideali in cui crede, dei suoi bisogni profondi, dei suoi desideri, ma ricordate anche che ogni persona ama in modo diverso, ecco perché a volte alcune persone non sono in sintonia, non sentono l’amore di chi gli stà vicino, perché il modo di esprimere l’amore da parte del proprio partner può essere diverso da quello di cui loro hanno bisogno.

Ricordati che consciamente, ma molto spesso inconsciamente, la vera attrazione fatale è data quando una persona trova nel proprio partner la compensazione di un proprio vuoto interiore.

   Quando una persona trova il partner che ha in sè l’elemento che compensa il proprio vuoto interiore, o il proprio “bisogno non appagato” , verrà attratto come una calamita da questa persona, e diventerà il suo amore idealizzato, e potrà continuare ad amarlo e a cercarlo anche se verrà rifiutato da lui/lei, sarà quindi l’amore irraggiungibile, l’amore che stava cercando da sempre, che gli ha toccato le corde dell’anima.
   Quindi la cosiddetta attrazione fatale verso una persona può dipendere dai bisogni profondi dell’individuo, e in modo particolare da quei bisogni che non sono stati appagati in passato (per esempio da piccoli, di solito da parte di uno o da entrambe i genitori) ad esempio:
– il Bisogno di Amore
– il Bisogno di Calore
– il Bisogno di Attenzione
– il Bisogno di Essere Ascoltato
– il Bisogno di Carezze
– il Bisogno di Contatto
– il Bisogno di Ammirazione
– il Bisogno di Essere Accettato
– il Bisogno di Essere Liberi
– il Bisogno di Tenerezza

Coloro che non hanno soddisfatto totalmente o in parte uno o più di questi bisogni profondi cercheranno di appagarlo attraverso il proprio partner, e se avranno trovato un partner che non soddisfa questi bisogni frustrati, probabilmente il rapporto potrà essere insoddisfacente o avere delle difficoltà.
   Ricordiamoci infatti che tutte quelle coppie in cui uno dei due ha scelto il partner per cose futili come ad esempio solo l’aspetto fisico o per il suo conto in banca, o per spinte da parte dei genitori,  per un ripiego, per andare via al più presto da casa (dove viveva coi genitori), per dimenticare una storia bella precedente, o per altri motivi assurdi o incredibili, in questo caso la storia non potrà durare a lungo, non potrà andare a buon fine e soprattutto non li farà felici.

   Possiamo quindi affermare che in realtà sono proprio questi Bisogni Profondi che ci attirano verso una determinata persona e ci avvicinano consciamente o inconsciamente verso lei o lui per soddisfare questi bisogni frustrati che vi sono dentro di noi.

Se è vero che i bisogni più profondi sono le cause che determinano le nostre scelte nella vita, in ogni aspetto come ad esempio nel lavoro che decidiamo di fare, negli amici che scegliamo, nelle attività che ci piacciono, nei nostri hobbies, nei paesi che vogliamo visitare ed altro, sicuramente sono i nostri bisogni più profondi a determinare anche le nostre scelte “sentimentali” cioè i partner di cui ci innamoriamo, con cui vogliamo dividere la nostra vita, che sposiamo, che desideriamo, probabilmente è il partner “idealizzato”, che cerchiamo da sempre.
   

Facciamo un esempio pratico:  una donna può scegliere come marito un uomo che gli dia la sicurezza, perché questo è l’aspetto che più sente carente dentro di sé, così lei si sentirà appagata soprattutto dalla soddisfazione di questo bisogno non soddisfatto, così la mancanza di sicurezza sarà il bisogno dominante che determinerà le sue scelte riguardo al partner di cui si innamorerà.
Un uomo che non ha mai conosciuto la madre, tenderà a scegliere una donna che gli faccia anche  da mamma, che gli dia l’affetto, la dolcezza, le carezze che ha sempre desiderato ma che non ha mai avuto, in questo caso il bisogno di una madre sarà quello che lo condurrà a scegliere la sua futura donna.
La stessa cosa dicasi di una donna che non ha conosciuto il padre da piccola, in questo caso sarà questo il bisogno che la spingerà consciamente o inconsciamente a scegliere un uomo maturo, che gli potrà dare l’affetto di un papà che non ha mai conosciuto, in questo caso la sua scelta sarà guidata dal bisogno di un padre.
A volte capita che un uomo o una donna siano vissuti da piccoli con una madre o con un padre che non gli hanno dato affetto, che sono stati freddi, distaccati, che non gli hanno fatto sentire il calore e l’affetto di cui avevano bisogno, in questo caso l’uomo o la donna cercheranno nel partner colui che riuscirà a soddisfare il loro bisogno di affetto e di calore che non hanno ricevuto da piccoli.
In altri casi è possibile che una donna o un uomo non siano stati  voluti,  non siano stati accettati quando erano piccoli dai propri genitori, in questo caso possiamo vedere che il loro più grande bisogno consista nel bisogno di essere accettati, in questo caso tali persone cercheranno nel partner una persona che li accolga per quello che sono, con i loro pregi ed i loro difetti, e sarà quindi questo bisogno che li spingerà alla ricerca di un partner ideale che possa riempire il loro vuoto interiore ed il loro bisogno insoddisfatto.
Alcune persone invece hanno un carattere molto forte, deciso, un carattere che tende a dominare gli altri, queste persone non potranno scegliere certo un partner che gli dia del filo da torcere, o che abbia un carattere altrettanto forte, ma tenderanno a scegliere una persona che potranno sottomettere a piacimento, con cui potranno sfogarsi, e prevalere in ogni circostanza, in questo caso sarà il bisogno di potere a dominare ed indirizzare la loro vita relazionale.          continua………

dott. Rolando Tavolieri

1 Commento

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  • Carmelo Celauro

    Il “Benessere” proposto in questo approfondimento non fa riferimento all’economia di mercato, ma al “Bene dell’essere” umano cioè della singola Persona. A quel “benessere” tanto importante per l’ “essere” umano da essere diventato un comune prodotto di mercato promosso e promesso da una miriade di “centri” ad ogni angolo di strada. Quel “benessere” che tutti pensano di potere “acquistare” al fine di percorrere la loro esistenza in una condizione stabile di piena “giovinezza” biologica, fisiologica e mentale. Demenza di massa conseguente l’attuale decadimento culturale generalizzato in cui si ritiene che tutto sia disponibile in questo “mercato” globale.
    Quel “Benessere” che proprio per il suo rigido legame al singolo “essere” umano non può che essere individuale e quindi indefinibile e non standardizzabile nella sua “forma” e sempre diverso proprio per la grande diversità che caratterizza le singole persone.
    Fatte queste premesse è facilmente deducibile che non può esserci “Benessere” – quale condizione individuale stabile – se non attraverso il “Saperessere” della singola Persona. In altri termini ogni Persona ha in se tutte le qualità mentali per sviluppare e mantenere il proprio “Benessere”. Deve solo attivarle attraverso il suo “Saperessere”.
    Le qualità mentali coinvolte in questo “processo” sono: desiderio e determinatezza.
    La via da seguire: assumere “consapevolezza” e “controllo” del personale processo continuo e spontaneo di “formazione umana e sociale”. Processo sconosciuto nella generalità dei casi in cui si afferma di essere in “formazione” soltanto ed esclusivamente quando si partecipa ad una attività formativa che, tra l’altro, nella generalità dei casi formativa non è in quanto al massimo è “informativa”!
    La formazione in quanto “processo” deve modificare la “forma” della Persona.
    Ed ogni Persona, in quanto materia e spirito dispone di due forme (quella materiale: il corpo e quella spirituale: il pensiero).
    Realtà scientifica che conduce alla affermazione di apertura:
    Senza “Saperessere” non può esserci “Benessere”.
    In conclusione senza il riordino a monte della mente non può si può tentare di riordinare il corpo.

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