Se è vero che stiamo diventando dai commerciali di alto profilo non possiamo non porre attenzione ad alcuni dettagli di grande importanza.

Ecco il ragionamento: possiamo senza dubbio eguagliare il ruolo del commerciale all’utilità della pubblicità. Se la pubblicità è fatta bene, sicuramente suscita propensione verso il prodotto; al contrario, se è fatta male, spesso sortisce effetti nulli sui destinatari se non addirittura il risultato di allontanarli dal prodotto pubblicizzato.

Immaginiamo di essere uno spot per la nostra società… se fossimo noi i pubblicitari potremmo senz’altro dire che il miglior risultato che desidereremmo ottenere è quello di suscitare simpatia verso ciò che proponiamo nel maggior numero di persone avvicinate. Pertanto dovremo essere il più possibile conformi allo standard del gusto delle persone che incontriamo.

Quando ci rechiamo dai Responsabili degli Acquisti si troveranno di fronte una brutta pubblicità, oppure potranno pensare immediatamente guardandoci di avere di fronte un professionista?

Il tempo medio per la formulazione di un primo giudizio alla vista di uno sconosciuto è inferiore ad 1 secondo. Facciamo finta, per un attimo, di entrare nella testa del nostro cliente appena ci vede; ecco cosa potrà pensare di noi:

– Da dove arriva questo, dalla spiaggia?

– Ce l’avrà il ferro da stiro a casa?

– Si sarà pettinato con i petardi?

– Qualche goccia di profumo nella boccetta sarà rimasta?

oppure:

– questo sembra una persona precisa.

– come avrà fatto a rimanere così perfettino ed in ordine sino a quest’ora del pomeriggio?

– Finalmente una persona alla quale si riesce a stare vicini senza perdere i sensi.

Avete capito a cosa mi riferisco… Puntualità, pulizia, ordine ed eleganza.

Esatto. A tutti noi, o quasi, piacerebbe recarsi al lavoro con i sandali ai piedi, bermuda e la camicia hawaiana (in realtà spero che questa affermazione sia sbagliata per la maggior parte). A tutti piacerebbe sfoggiare i dredd nei capelli ed una fila di piercing al labbro. Tuttavia, il risultato che otterremmo, presentandoci in questo modo dal cliente è una sostanziale distanza da noi, dal prodotto che dobbiamo vendere e dalla azienda che sponsorizziamo. Tranne in quell’unico caso nel quale incontreremo qualcuno che ha gli stessi gusti che abbiamo noi in fatto di “look”… allora lì concluderemo affari d’oro: l’unico della vita, probabilmente.

L’abito fa il monacoè il nostro biglietto da visita prima di poter dare il biglietto da visita. è meglio correre il rischio di risultare leggermente più elenganti ad un appuntamento che cannarli tutti completamente portando avanti l’ideologia del “casual ad ogni costo”. Piuttosto, se dovessimo trovarci in una situazione del tipo: noi in giacca e cravatta ed il contatto che visitiamo evidentemente molto casual, possiamo fare, come prima cosa, prima ancora di sederci, il gesto di toglierci la giacca e di appoggiarla allo schienale della sedia e, sedendoci, allentare il nodo della cravatta. Di sicuro non avremmo altrettanta possibilità di rimediare partendo piuttosto malridotti.

Inoltre: al giorno d’oggi, per la loro ottima capacità di ottimizzazione degli acquisti e la precisa organizzazione che tendenzialmente riescono a generare, la maggior parte dei buyer è donna. Statisticamente le donne sono molto attente a “dettagli” come la pulizia (unghie sporche, alito fetido, vestiti macchiati o  stropicciati). Meglio essere organizzati con mentine e salviettine umidificate e, soprattutto, non usare lo stesso abito da gennaio a dicembre. Renderemo l’esperienza della consulenza commerciale sicuramente più positiva e piacevole, evitandoci l’imbarazzo di riconoscere espressioni di disgusto sul volto di chi abbiamo davanti.

Anche la puntualità fa parte dell’eleganza della persona, come l’avvertire telefonicamente in caso di imprevisto.

Bisogna essera molto attenti anche a non esagerare al contrario. Presentarci in abito da cerimonia ad un incontro commerciale potrebbe generare la stessa distanza dalla persona che incontriamo. Come sempre la giusta via sta nel mezzo.

Se non fossimo in grado, da soli, di sceglierci gli abiti migliori, affidiamoci a qualche amico che sia universamente riconosciuto come un fashion victim… investiremo qualche centinaio di euro per un obbiettivo ottimo.

Buon lavoro.

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento