Risponde Libero Giulietti, avvocato ed esperto dell’aduc (associazione degli
utenti e consumatori): “se guardiamo al suo valore assoluto, un aumento
dello 0,25% non è in sè pesantissimo.

Qualunque aumento può essere oneroso
per famiglie e imprese in difficoltà economiche, ma, se le banche si
limitassero ad applicare il solo rincaro in questione l’aggravio non sarebbe,
nella gran parte dei casi, insostenibile”
“detto questo, aggiungiamo, però, che, secondo noi, le banche non si
limiteranno a scaricare sulle spalle dei mutuatari il solo e (tutto sommato)
modesto 0,25%”
“ci attendiamo, infatti, che gli intermediari utilizzeranno il provvedimento
del massimo regolatore europeo come alibi per aumenti ben maggiori
trincerandosi dietro strutture di tassi complesse ed opache che legittimano i
più ampi margini di manovra (non certo a beneficio del cliente).
Consigliamo, pertanto, che i clienti controllino le future variazioni del
tasso del loro mutuo e ciò anche con riferimento alla loro decorrenza
perchè non ci stupiremmo di dover constatare aumenti addirittura
retrodatati”

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