“Per l’uomo tribale, lo spazio era il mistero incontrollabile. Per l’uomo tecnologico, è il tempo a
occupare lo stesso ruolo”

Marshall McLuhan

Al giorno d’oggi il modo migliore per nascondere un’informazione è quello di mostrare apertamente e ripetutamente la stessa informazione, con una piccola, impercettibile, e sottilissima differenza. E’ la differenza tra il vero ed il verosimile. Utilizzo spesso questa frase e mi piace perchè è applicabile a diversi contesti della nostra vita, è un concetto di comunicazione sempre valido.

Ma ho esordito nella prefazione con questa frase perchè è la stessa che ho esclamato quando ho preso consapevolezza di quello che accade ogni giorno nei mercati finanziari. Esiste quella sottile “differenza” che fa la differenza. Infatti il fattore tempo è una variabile fondamentale per calcolare la nostra ricchezza e ancora meglio per vedere se il nostro potere d’acquisto è rimasto invariato nel tempo.

E’ un concetto ben noto agli studiosi di economia, anche gli operatori professionisti dei mercati finanziari lo conoscono e si può perfino dire che è un principio assunto anche dalla c.d. “saggezza popolare”. Ormai lo sanno veramente tutti che intercorre un abisso tra il potere d’acquisto degli attuali cento euro con quello delle vecchie duecento mila lire.

Eppure anche se tutti lo sanno, anche se ce ne accorgiamo dall’aumento dei prezzi di tutti i giorni, anche se l’opinione pubblica lo porta alla ribalta continuamente, in borsa ancora oggi viene perpetrata la mistificazione della realtà.

Se il tempo ha un valore così importante per le scelte economiche di ogni operatore, perché non considerarlo all’interno di ogni indicatore che ci viene proposto? I cosidetti ‘Indici di Borsa’ quegli indicatori che rappresentano sinteticamente l’andamento dell’economia di una nazione, in Italia il FTSE/MIB per esempio.

Non ti preoccupare, adesso arrivo subito al nocciolo duro della questione, lasciami soltanto fare una considerazione che mi servirà per chiudere il discorso alla fine di questo testo. Si sente spesso dire che i mercati finanziari nel lungo termine salgono sempre, che attuando una strategia con un ampio orizzonte temporale è possibile ottenere risultati importanti. A tal proposito rispondo che le affermazioni appena fatte sono vere ad una sola condizione: “che si utilizzi una strategia”.

Occorre che siano prese delle scelte di entrata e di uscita dai mercati finanziari in maniera strategica (il c.d. “timing”) e che i titoli scelti abbiamo determinate caratteristiche fondamentali. Per parlare in maniera semplice bisogna dunque “azzeccare il tempo” e scegliere “le uova migliori all’interno della cesta”.

Per continuare il discorso sul tempo e sul potere d’acquisto bisogna porsi le seguenti domande: “Perché gli indici di Borsa non scontano il fattore tempo? Per quale motivo viene esclusa questa informazione in un indicatore sintetico che ha una diffusione così capillare? La risposta può essere duplice.

  1. In prima battuta si può affermare che è ormai una prassi acquisita quella di pubblicare sui giornali (trasmettere in televisione o su internet) gli indici senza questa informazione. Si può obiettare a questa visione semplicemente affermando che non è giustificabile commettere lo stesso errore solo perché lo si è commesso da sempre.
  2. In seconda battuta si può constatare che privare l’indice di borsa da questa informazione è molto utile alla percezione che si ha dei mercati. Nel mondo della comunicazione tutti sanno che la percezione della realtà equivale alla realtà stessa. Non importa se la realtà è diversa da quella che viene percepita, il messaggio viene filtrato dai nostri sensi e quindi basta modificare le sensazioni per modificare la realtà stessa.

Non è un gioco di parole ma il concetto fondamentale che sta alla base di tutti i processi informativi. Questo avviene anche in economia e in Borsa. Avere un indice di borsa (e quindi un indicatore sintetico di un economia) che sale sempre è più rassicurante di uno che sale e che scende, magari anche bruscamente. Pensare che nel bene o nel male la borsa sale sempre è un’informazione rassicurante che ci toglie da qualsiasi responsabilità e da qualsiasi pensiero critico al riguardo.

Questo meccanismo vale per qualsiasi mercato, per quello delle azioni, per quello delle obbligazioni, per quello delle materie prime (oro, petrolio, derrate alimentari, argento, rame, ecc.), per quello delle valute, per quello immobiliare. Nessuno può prendere decisioni strategiche senza considerare il fattore tempo.

Adesso per dare un carattere pratico a quanto sin qui detto, guarda la differenza tra questi due indici, si tratta sempre dello Dow Jones Industrial Average della Borsa americana però il primo grafico è l’indice ufficiale che viene trasmesso tutti i giorni (TV, Internet, giornali) il secondo invece è lo stesso indice tenendo conto del fattore tempo (inflazione e moneta):

dow-jones

Indice Dow Jones Industrial Average dall’ottobre 1928 al settembre 2008
Scala Logaritmica

dow-jones-deflazionato

Indice Dow Jones Industrial Average dall’ottobre 1928 al settembre 2008 deflazionato
Scala Logaritmica

Caspita! C’è proprio una bella differenza. Nel prossimo grafico te la faccio vedere meglio:

dow-jones-confronto

Indice Dow Jones Industrial Average “standard” e “deflazionato” dall’ottobre 1928 al settembre 2008
Scala Logaritmica

Insomma come in tutte le cose della vita bisogna sempre capire, indagare e valutare con la propria testa.

1 Commento

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  • Emanuele

    Davvero un “grazie” per questo articolo… “il fattore tempo è una variabile fondamentale per calcolare la nostra ricchezza e ancora meglio per vedere se il nostro potere d’acquisto è rimasto invariato nel tempo.”

    Sto seguendo anche il tuo sito con molta attenzione!

    A presto!

    Emanuele

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