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Avvicinare i bambini all'atleticaNonostante acquisisca rilevanza mediatica solo in occasione di grandi manifestazioni come Olimpiadi o Mondiali, l’atletica è uno sport molto diffuso. I bambini, tuttavia, stentano a sceglierlo di propria iniziativa, abbagliati dai lustrini di altre attività più popolari come calcio o danza.

La situazione potrebbe però prendere una piega diversa se si iniziasse una vera e propria campagna informativa pro-atletica rivolta già ai bambini in età prescolare. I “giochi della gioventù” a cui partecipano molte scuole, infatti, arrivano spesso troppo tardi (scuole medie o, addirittura liceo) perché si riesca ad avvicinare i ragazzi a questo sport a a un’età utile per renderli veri e propri atleti.

Ed è un vero e proprio peccato: l’atletica è infatti un’attività sportiva completa, aggregante e in grado di regalare grandi soddisfazioni personali, ed è una delle attività ideali per i ragazzi.

L’atletica per i bambini: tutto inizia per gioco

Molti genitori pensano che le discipline dell’atletica leggera siano troppo “settoriali” e che non favoriscano uno sviluppo armonioso ed equilibrato del fisico del proprio bambino. Niente di più sbagliato. Gli allenamenti dei più piccoli infatti, sebbene svolti in strutture attrezzate, non hanno all’inizio nulla di tecnico, ma puntano a far divertire i bambini attraverso giochi, individuali e di gruppo, il cui obiettivo è sviluppare competenze generali come equilibrio, forza, e prontezza di riflessi.

Atletica e bambini: è uno sport adatto?Attraverso queste attività ludiche il bambino acquisisce senza nemmeno accorgersene gli schemi motori che stanno alla base della disciplina. Corsa, salti e lanci vengono proposti in modo da far svolgere ai piccoli delle attività propedeutiche al gesto tecnico, che verrà spiegato e insegnato loro a tempo debito.

Qualche esempio? Correre su un percorso disseminato di piccoli oggetti come funi, cerchi, o aste posizionate a qualche centimetro da terra avvia i bambini alla corsa ad ostacoli; saltare “a ranocchio” cercando di avanzare il più possibile è il primo passo (anzi, il primo balzo) in direzione del salto in lungo; prendere la rincorsa e saltare una pila di materassi sempre più alta è invece propedeutico al salto in alto.

Questi giochi da un lato divertono, e  dall’altro permettono ai bambini di acquisire delle competenze di base per ogni disciplina dell’atletica leggera, rivelando anche delle predisposizioni, spesso insospettabili.

L’unico pensiero dei bambini deve essere divertirsi, la competizione va lasciata fuori dall’ovale.

Avvicinare un bambino all’atletica leggera non vuol dire immaginarlo già sul gradino più alto del podio olimpico. Le pressioni dei genitori rischiano di rendere stressante un’esperienza che, al contrario, dovrebbe essere occasione di svago  e socializzazione.

Quindi niente agonismo, niente invidie per i compagni di allenamento e niente competizione. Durante l’infanzia l’approccio allo sport dev’essere vissuto come puro divertimento, unito all’apprendimento di schemi motori di base che, se la passione dei bambini prosegue, potranno essere gradualmente elaborati e perfezionati, fino a diventare i “gesti” tecnici caratteristici dell’atletica da utilizzare durante le gare.

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