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Quando il genitore affronta la scelta delle migliori attività sportive per i bambini, si devono considerare le peculiarità di ogni sport, oltre che le inclinazioni fisiche e caratteriali del piccolo.

La prima esigenza dei ragazzini moderni, secondo il parere degli esperti, è sicuramente combattere la tendenza al sovrappeso e all’obesità: il primo consiglio è proprio quello di individuare uno sport in cui il proprio figlio possa muoversi, ecco le attività sportive per i bambini da cui iniziare.

Quando cominciare le attività sportive per i bambini In questo modo si ottiene anche il duplice vantaggio di arginare un comportamento eccessivamente esuberante o addirittura sfogare atteggiamenti aggressivi latenti.

Uno studio dell’Istat in merito alle attività sportive per i bambini, ha rivelato che solo uno su dieci svolge una regolare attività fisica.

Solo un bimbo ogni cinque pratica uno sport (ma solo una volta a settimana) mentre ben quattro ragazzini su dieci passano almeno tre ore al giorno davanti a televisione o videogiochi.

Secondo il parere di Armando Calzolari, il Presidente della SIP (Società Italiana di Pediatria), è importante che il bambino cominci una attività sportiva il prima possibile, affinché il movimento possa diventare una divertente e gradita abitudine.

Già in età prescolare bisognerebbe indirizzare i giovanissimi ad attività sportive per i bambini, come ad esempio alla pratica del nuoto: oltre ad imparare il nuoto infatti, si stimolerebbe una corretta ed armoniosa crescita fisica. Altre attività sportive per i bambini indicate sono sicuramente il calcio, l’atletica, la pallavolo.

Un altro aspetto da considerare nella scelta di uno sport è il lato pratico: distanza e costi possono influenzare la vita di una famiglia, quindi meglio evitare il corso di basket che si tiene in un’altra città o le lezioni di equitazione da migliaia di euro all’anno.

Come scegliere lo sport per il proprio figlio

I pediatri, inoltre, consigliano ai genitori di assecondare le inclinazioni dei figli e fare in modo che il momento dello sport rimanga legato al divertimento e non allo stress.

 

Potrebbe ad esempio essere controproducente obbligare il bambino timido ad uno sport di squadra dove deve relazionarsi per forza con delle persone che non conosce, (a meno che non sia lui a chiederlo).

Durante i primi due o tre anni delle scuole elementari, i bambini dovrebbero affacciarsi alla pratica di almeno due o tre sport: in questo modo le famiglie possono comprendere quale è più piacevole e scoprire eventuali talenti.

Le attività sportive per i bambini più indicate, infatti, devono assecondare sia lo sviluppo del corpo che della mente.

Un’ultima osservazione riguarda degli sport particolarmente di moda che rischiano però di compromettere il fisico (danza classica, tennis, ginnastica artistica). La tendenza a sviluppare solo certe parti del fisico o a deviare lo sviluppo della colonna vertebrale, può essere adeguatamente eliminata con esercizi che bilancino i movimenti e i carichi di lavoro.

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