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Bambini e sport: cosa scegliere a 4 anni?Il piccolino di casa gira per le stanze incapace di separarsi dal suo pallone? La piccolina non riesce a tener ferme gambe e braccia appena sente un accenno di musica? Lo sport, per i bambini di 4 anni è prima di tutto un gioco da condividere con i coetanei ai giardini o alla scuola materna, ma se è presente una forte motivazione, si può pensare di iniziare a far praticare al proprio figlio un’attività sportiva in un centro organizzato.

Ma quale scegliere? Ecco tre attività sportive per i bambini.

I bambini di quattro anni sono in una fase delicata dello sviluppo fisico, ed è per questo importante optare per uno sport che non vada a influire negativamente sulla crescita, creando disarmonie e disequilibri.

Sport a 4 anni: piscina o campo da calcio?

La gamma di attività sportive in cui provare a cimentarsi è ampissima, ma per evitare il rischio di problemi fisici, è bene scegliere una disciplina adatta all’età del proprio figlio.

Tra tutte, il nuoto è senza dubbio quella più consigliata. Sviluppa il fisico in modo equilibrato rafforzando non solo l’apparato locomotore, ma anche cuore e polmoni, aiuta ad incrementare forza e resistenza, e incide in modo positivo sulla percezione del proprio corpo e sulla coordinazione dei movimenti.

Se tuttavia l’acqua non è l’elemento che più entusiasma il bambino, si possono scegliere altre vie.

La danza e la ginnastica, specialmente per le bambine, sono discipline praticabili anche da piccolissimi. Permettono in primo luogo di utilizzare tutti i muscoli del corpo in modo equilibrato e hanno degli effetti più che positivi sulla psicomotricità: aiutano ad ottenere una maggior consapevolezza dello spazio e del proprio corpo e, a livello psicologico, sono attività che temprano il carattere.

Gli sport adatti ai bambini di 4 anniSe invece il bambino è più attratto dagli sport di squadra, basket e pallavolo sono certamente le due opzioni migliori, ma solo se il piccolo è già in grado di giocare in gruppo con altri bambini e di gestire la delusione della sconfitta.

In questo ambito, i genitori giocano un ruolo di estrema importanza: come già sottolineato, lo sport a quest’età deve essere prima di tutto un gioco, un’occasione in più per divertirsi e passare delle ore in piena spensieratezza. Il genitore deve trasmettere questo atteggiamento al proprio figlio, incoraggiandolo, certo, ma senza esagerare: agonismo e competizione devono rimanere fuori dal campo da gioco per qualche anno ancora.

E il calcio?

Nonostante sia lo sport più amato dello stivale, per lo meno dai maschietti, pensare di iscrivere il proprio bimbo di quattro anni a una società calcistica è un po’ prematuro. Il calcio, così come il tennis o lo sci, è una disciplina che stimola uno sviluppo fisico concentrato in primo luogo sugli arti inferiori, e non è perciò consigliabile a quest’età.

Ma se il piccolo proprio non riesce a resistere alla tentazione del pallone, si può trovare un compromesso: affiancare al calcio un’attività di ginnastica generica, di modo da consentire un più equilibrato sviluppo della muscolatura.

Alla base della scelta di qualsiasi sport deve esserci però la preferenza dei bambini: obbligare un piccolino, a soli 4 anni, a frequentare un’attività a lui non congeniale è un’inutile sofferenza. Praticare uno sport può essere un’esperienza meravigliosa, ma sta a dei bravi genitori capire quando è il momento giusto.

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