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Avvicinare i bambini alle attività sportivePeri bambini “2.0”, nati in un’era in cui non solo tv e radio sono ampiamente diffusi, ma in cui anche internet è ormai a portata di mano, risulta più difficile avvicinarsi alle attività sportive. È molto più allettante passare due ore in compagnia della play-station che occupare lo stesso tempo in un campo da basket o in una piscina.

Tuttavia, scegliere e praticare con costanza una tra le numerose attività sportive esistenti è diventato fondamentale, specialmente per i bambini, specialmente nella nostra epoca. Perché un bimbo che si avvicina a uno sport già dalla tenera età avrà più possibilità di educarsi ad una vita più sana, mantenendosi attivo e scongiurando il rischio di malattie dovute ad abitudini sedentarie, come obesità o problemi cardiaci.

Ricordiamo che uno degli sport che presentano notevoli vantaggi senza effetti collaterali è il nuoto per i bambini.

Attività sportive e bambini: come, quando, perché

Esistono mille motivi per cui un bambino dovrebbe scegliere uno sport già da piccolo. Prima di tutto, i vantaggi sul corpo sono ben evidenti a chiunque: praticare un’attività fisica regolare irrobustisce il fisico, sviluppa l’apparato osseo e muscolare, aiuta a controllare il peso corporeo e riduce stress, ansia e depressione.

Lo sport è inoltre un ottimo alleato per la scuola: bastano tre settimane di esercizio regolare per migliorare le proprie performance scolastiche!

Per non parlare degi effetti “secondari”, che influiscono in maniera positiva sulla personalità del bambino.

Lo sport insegna valori come amicizia, solidarietà, onestà, autodisciplina; stimola il senso di condivisione e collaborazione; aumenta l’autostima, la fiducia in sé stessi e la capacità di affrontare i problemi. È inoltre un ottimo modo per socializzare, con i propri compagni di squadra, nel caso di sport come pallavolo o calcio, ma anche con i compagni di corso negli sport “individuali” come nuoto, tennis o danza.

Atletica, basket o pallavolo? Danza classica o ginnastica artistica? Oppure un’arte marziale come il judo o il karate?

I bambini e le attività sportive: come scegliereSapersi orientare nell’intricata giungla delle offerte di attività sportive può scoraggiare, ma tenendo a mente qualche piccolo accorgimento, tutto diventa più facile.

Prima di tutto bisogna ascoltare i desideri del bambino: iscriverlo a nuoto quando lui invece non riesce a separarsi dal pallone, non è una buona idea. Certo, i genitori possono consigliare, motivare, spronare, ma costringere il bambino a praticare uno sport per cui non prova il minimo entusiasmo può trasformare un’esperienza piacevole in un vero e proprio incubo.

Il “fattore età” potrebbe poi restringere il campo: per i bambini in età prescolare sarebbe meglio optare per uno sport come il nuoto, che insegna una competenza “base” e favorisce uno sviluppo armonioso del fisico, mentre i più grandicelli potrebbero già prendere in considerazione sport con degli “attrezzi” come palloni e racchette.

Inoltre, è fondamentale essere realisti e considerare il “fattore-comodità”: inutile iscrivere il proprio figlio a un corso di pattinaggio sul ghiaccio, se il palazzetto dista 20 km da casa. Meglio scegliere uno sport che sia più facilmente raggiungibile, ancora meglio se autonomamente, di modo da poterlo praticare con regolarità.

Infine, mai dimenticare che le attività sportive per i bambini devono essere un gioco, in particolare per i più piccoli: per agonismo e pressioni dei genitori non c’è spazio sul campo, almeno nei primi anni. Perché se lo sport viene vissuto in maniera sana già da bambini, diventerà un compagno inseparabile per tutta la vita.

1 Commento

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  • Phil Q. George

    Le corrette abitudini alimentari apportano in genere tutti i nutrienti necessari per praticare adeguatamente qualsiasi attività fisica, e per coprire interamente il fabbisogno nutrizionale ed energetico dell’atleta o dello sportivo. Nel 90% dei casi, se la persona segue una adeguata alimentazione per il tipo e la frequenza di attività che realizza, non ha bisogno di utilizzare integratori, soprattutto per non rischiare inutilmente di compromettere lo stato di salute con prodotti poco indicati o dannosi.

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