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Il binomio perfetto: bambini e calcioQual è lo sport più amato in Italia, quello che genera le passioni più forti e il tifo più forsennato? La risposta è senza dubbio il calcio. E i bambini iniziano ad esserne affascinati sempre prima, già da piccolissimi, mentre guardano il papà emozionarsi davanti a una partita importante, oppure mentre osservano il fratello maggiore impegnato in infinite partite “virtuali” con la sua consolle.

Il legame tra calcio e bambini sembra davvero nascere e prestissimo, e sempre prima cresce quindi in loro il desiderio di iniziare a praticare questo sport in modo attivo. Imparano a tirare i primi calci al parco in compagnia di papà, e presto organizzano partite improvvisate nel cortile della scuola, utilizzando gli alberi come fossero porte e felpe o bastoni per delimitare i limiti del campo. Ma da cosa nasce questo amore precoce?

Sono in molti a pensare che il calcio sia lo sport più gettonato dai genitori per il loro figli, ma sono altrettanti coloro che credono sia il nuoto ad essere perfetto; ma il nuoto per i bambini non ha controindicazioni?

Bambini e calcio: una passione senza limiti

Cosa attira maggiormente i bambini verso questo sport? Senza dubbio, un ruolo importante lo gioca la grande coperture mediatica che televisioni, radio e giornali gli dedicano: partite nazionali o internazionali quasi ogni giorno, programmi di approfondimento, pagelle, figurine e calciatori osannati quasi fossero divinità circondano la vita dei bambini anche molto piccoli, offrendo loro l’immagine di un mondo dorato di cui chiunque sembra volere una parte.

Il bombardamento mediatico è però non solo causa, ma anche conseguenza dell’attrattiva che questo sport crea nei bambini. Se infatti non esistesse una passione così trasversalmente diffusa per tutto lo Stivale, i media non avrebbero motivo di parlarne. Quindi, oltre che dalle immagini televisive, i desideri dei bambini sono portati verso questo sport anche per una sorta di trasmissione ereditaria: guardare la partita con il papà o il fratello maggiore offre loro un momento di condivisione familiare che li spinge ad appassionarsi, anche solo per imitazione, a ciò che la tv sta trasmettendo.

Calcio: uno sport sociale

 

Bambini e calcio in ItaliaIl calcio però piace ai bambini soprattutto perché è divertente. Correre da un lato all’altro del prato, inseguire un pallone, scartare gli avversari, segnare un goal, sono tutti gesti che i bambini compiono quasi in modo spontaneo, spinti da una voglia atavica di gioco e divertimento. Inoltre, è uno sport che per essere giocato non necessita di grandi attrezzature: bastano un pallone e un gruppo di bambini scatenati per poter organizzare una partitella anche nel più improvvisato degli spazi.

Anche per questo motivo, il calcio facilita la creazione di nuove amicizie: unirsi a un gruppo di bimbi al parco è più semplice se c’è di mezzo un pallone. Anche nelle squadre più organizzate il fattore sociale è importantissimo: andare agli allenamenti permette al tuo piccolo di frequentare i suoi compagni di classe anche oltre il normale orario scolastico, e di allargare il suo giro di potenziali amicizie con coetanei che non frequentano la stessa scuola.

Il legame tra bambini e calcio ha quindi molti fattori che lo rendono indissolubile: spettacolarità, diffusione, condivisione, semplicità e socialità.

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