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Lo sport per i bambini diversamente abiliLo sport e bambini dovrebbe essere un’attività accessibile a tutti. La gioia della competizione, l’impegno nell’allenamento, l’adrenalina della gara, sono esperienze che chiunque dovrebbe poter sperimentare in prima persona per essere un individuo completo e per avere la possibilità di mettersi alla prova.

Per questo moltissime discipline prevedono un’organizzazione parallela che permetta anche ai diversamente abili, bambini compresi, di allenarsi e competere con altri atleti. Quest’organizzazione con gli anni ha sviluppato una struttura di classi e campionati allargata a moltissime discipline e che prevede anche competizioni di rilievo internazionale, come i Giochi Paralimpici.

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Lo sport per i bambini diversamente abili

La pratica di un’attività sportiva è molto importante per chiunque e, soprattutto, per chi presenta delle disabilità, perché oltre a fortificare il corpo, favorisce la costruzione di un io più forte e permette di acquisire fiducia in sé stessi e nei propri mezzi. Senza dimenticare il lato ludico e il fattore socializzazione, aspetto fondamentale specialmente durante l’età della crescita.

Attualmente è possibile scegliere tra una grande varietà di discipline: tennis, sci, nuoto, ciclismo, pallavolo, rugby, scherma, atletica, judo e curling sono solo alcuni degli sport che anche i diversamente abili possono praticare, e trovare una società attrezzata ad ospitare questi piccoli atleti, non è più così difficile.

Sport per bambini diversamente abili: alcune norme

 

Gli atleti con disabilità vengono divisi in tre branche principali: sordi, disabili fisici (in cui vengono inclusi anche atleti non vedenti e ipovedenti) e disabili psico-mentali. Ogni disciplina ha poi al suo interno un’ulteriore divisioni in classi, al fine di rendere le competizioni equilibrate.

Nel nuoto per esempio le discipline in cui è possibile cimentarsi sono stile libero, dorso, rana e farfalla, e le distanze previste vanno dai 50 metri ai 5km in acque libere. La classificazione per gli agonisti, oltre alla tradizionale distinzione per sesso ed età, prevede diverse categorie a seconda che la patologia dell’atleta sia di tipo fisico, visivo, intellettivo e/o relazionale.

L’atletica leggera può essere invece praticata da atleti con disabilità fisica, sensoriale o intellettiva.
Le gare si suddividono in corse su pista e su strada e concorsi, con l’aggiunta del pentathlon e, a seconda della tipologia di disabilità, all’atleta è consentito gareggiare in cBambini e sport senza barrierearrozzina, in piedi (anche con l’ausilio di protesi sportive) o, insieme ad una guida (atleti non vedenti o ipovedenti).

Anche le altre discipline prevedono suddivisioni interne e normative speciali, a seconda della disabilità degli atleti e delle caratteristiche intrinseche dell’attività.

Praticare uno sport è un’esperienza di vita formativa e sociale importante per tutti i bambini, e una lingua universale che permette di abbattere le barriere (non sono fisiche) e favorire l’integrazione. Un’opportunità da non lasciarsi scappare.

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