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Vantaggi e svantaggi del tennis per i bambiniAgassi, Nadal, le sorelle Williams, Federer… a che età questi campioni del tennis hanno preso in mano per la prima volta una racchetta? È facile immaginarli correre sulla terra rossa già da bambini, dopo la scuola, con i compiti che si accumulano sulla scrivania e i giochi rimandati a quando la fatica degli allenamenti sarà conclusa.

È noto infatti che, se si vuole coltivare qualche speranza di avviare una carriera da professionisti nel tennis, l’età indicata per iniziare è tra i 4 e i 7 anni. Troppo presto? I pareri da questo punto di vista sono discordi: c’è chi dice che uno sport “asimmetrico” come il tennis non è adatto per bambini così piccoli, e rischia di condizionarne lo sviluppo dell’apparato scheletrico e muscolare.  Quindi il tennis per i bambini non è uno sport adeguato?

D’altro canto, molte voci escono dal coro e sostengono che, con le moderne tecniche di insegnamento, si può iniziare a prendere confidenza con racchette e palline già in età prescolare.

Chi ha ragione? Tennis per i bambini, ecco quando iniziare.

Tennis e bambini: mini-tennis per piccoli campioni

In Italia vige un pregiudizio duro a morire sul tennis, che viene dipinto come uno sport non adatto ai bambini troppo piccoli a causa della disparità di carico di lavoro tra le diverse parti del corpo. Chi sostiene questa tesi sottolinea come tutto lo sforzo sia incanalato verso un unico braccio, creando sproporzioni di sviluppo muscolare, e solleva il problema delle sollecitazioni articolari, specialmente alle ginocchia, che vengono sovrastimolate durante gli scatti.

I sostenitori di queste teorie però, si mostrano ciechi agli sviluppi dei metodi di insegnamento moderni, che hanno portato ad adattare il tennis alle esigenze dei più piccoli, rendendolo uno sport “a misura di bambino”. Grazie al mini-tennis, infatti,  è possibile avvicinarsi a questa disciplina in modo graduale e giocoso, così che lo sport per il bambino sia prima di tutto un divertimento, rimandando di qualche anno agonismo, competizione e regole ferree.

Nel mini tennis si gioca con racchette più piccole e palline depressurizzate, in un campo dalle misure ridotte. I primi approcci ai movimenti caratteristici della disciplina vengono insegnati sotto forma di gioco, si utilizzano spesso due racchette e si svolgono molti esercizi anche a corpo libero.

In quest’ottica, la teoria dello “sviluppo disarmonico” del corpo perde qualsiasi fondamento, e al bambino rimangono – oltre al piacere dello sport – solo gli importanti benefici che questo sport può donare: miglioramento di coordinazione, agilità ed equilibrio, aumento della fiducia in sé stessi, potenziamento muscolare e affinamento della capacità di concentrazione.

Oltre il mini-tennis

 

Tennis e sviluppo dei bambini

Quando i bambini diventano più grandicelli, il mini-tennis viene lasciato dietro le spalle per far posto all’allenamento vero e proprio. E’ qui che il rischio di asimmetrie diventa reale? Sì e no.

Se è vero che il potenziamento di un solo braccio rende squilibrata la distribuzione di massa muscolare, è anche vero che un piano di lavoro intelligente non comporta questo rischio. Una scuola seria, infatti, oltre all’allenamento con racchetta e pallina dovrebbe prevedere un programma parallelo – sul campo o in palestra – grazie al quale è possibile mantenere l’equilibrio della conformazione muscolare.

Il tennis per i bambini può essere un vero e proprio toccasana per la loro salute fisica e mentale: non farti scoraggiare dai pregiudizi, se li vuoi vedere al Grande Slam non c’è tempo da perdere!

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