L’ abitudine nasce da un bisogno fondamentale dell’essere umano di creare sicurezza nella propria vita. Il bisogno di sicurezza di per sé ha uno scopo utile. E’ uno dei bisogni primari dell’uomo, in molti casi ci facilita l’esistenza quando dobbiamo eseguire compiti che conosciamo ripetendone le gestualità, come per esempio guidare l’automobile. Ripercorrere gli stessi percorsi può essere utile nelle abilità. Il ritorno alla zona conosciuta nasce dall’ istinto di sopravvivenza. Appartiene a tutti gli esseri viventi, persone, animali ecc…

Accade molto più spesso di quanto si pensi: una persona che si trova ad affrontare una situazione nuova, con il timore di perdere la sicurezza consolidata nel vecchio schema prova una sensazione di non accettazione a livello mentale/emozionale che il corpo percepisce come allarme. In questo stato di tensione eccessiva nasce lo stress, che sappiamo così dannoso per la salute. Lo stress crea ruminazioni continue a livello psichico, tensioni e blocchi a livello fisico ed energetico, irrigidimento nel corpo e crea a sua volta ulteriore paura.

La “paura del cambiamento” è la paura di uscire dalla zona di comfort. La zona di comfort o area conosciuta comprende spazi, persone, aree, abitudini. Pensiamo sia più semplice compiere sempre le stesse azioni, vedere sempre le stesse persone. Affrontare situazioni nuove ci porta ad uscire dalla nostra zona di comfort.

Quando usciamo dalla zona comoda e famigliare, dall’area protetta e quindi dall’ abitudine impariamo, cresciamo e miglioriamo.

Una volta superata la zona comoda questa si allarga a sua volta e noi ci sentiamo bene ed ampliandola ci sentiamo sempre meglio. L’autostima cresce. Gli orizzonti si allargano.

Il primo passo verso il miglioramento ed il cambiamento consiste nel “rompere le abitudini”, quindi rompere i vecchi schemi. Cambiare sinapsi. Molte delle nostre abitudini quotidiane sono inconsapevoli fanno parte del nostro agire naturale, compiamo spesso gli stessi gesti, le stesse strade, ma non ce ne accorgiamo. E’ importante imparare a “notare” le nostre abitudini.

Test per esplorare e riconoscere le nostre abitudini.

  • 1) Fai dei respiri profondi, appoggia le mani sul plesso solare fra la pancia e lo stomaco, e rimani nel tuo centro, rilassandoti.
  • 2) Focalizza il pensiero alla tua attuale giornata, ai gesti che fai quotidianamente quando ti alzi alla mattina, ti lavi, fai colazione, esci di casa e ti rechi a lavorare. Vai con l’auto o coi mezzi pubblici? Che strade percorri per andare al lavoro? Quando sei sul luogo di lavoro prendi il solito caffè al solito orario, con la/lo stessa/o collega? Poi come procede la mattina? Con chi vai a pranzo? In quale luogo? A casa, al bar, al ristorante, o ti porti il pranzo in ufficio? Un panino? Uno snack? Una barretta? Un frutto? Un’insalata già pronta? E cosa fai dopo pranzo? Leggi un libro? Fai una passeggiata? Come continua la tua giornata? Quando termini di lavorare torni a casa? Vai in palestra? Vai a trovare qualcuno? Alla sera quando arrivi a casa cosa fai? Prepari la cena o guardi la TV? Dove ceni e con chi? E come continua la tua serata? Medita sulle tue attività quotidiane.  
  • 3) Continua la tua esplorazione sul tema dell’abitudine e la tua relazione con essa. Riguarda le piccole abitudini. Le abitudini di routine che sono spesso inconsapevoli. Quei piccoli gesti continuativi che fanno parte della tua zona di comfort.
  •  4) Scrivile su un foglio o su un quaderno, semplicemente. E’ importante prendere nota per aumentare la consapevolezza dei nostri gesti e dei nostri pensieri.
  • 5) Rileggi la lista e pensa a cosa potresti iniziare a cambiare. Focalizzati su quelle piccole abitudini che si possono iniziare a cambiare per spezzare un cerchio ripetitivo. Per uscire dalla zona di comfort. Per esplorare nuovi sentieri, nuove strade.
  • 6) Per esempio, se vado al lavoro e percorro sempre la stessa strada inizio a cambiare strada. Iniziando magari col ritorno a casa, dove magari ho meno fretta. Se prendo i mezzi pubblici posso provare a cambiarli e quindi seguire altri percorsi. A colazione anziché il caffè provo a bere il tea o una spremuta d’arancia. Cambio ristorante a pranzo. Ordino qualcosa di diverso dal solito per il pranzo. Vedo a pranzo con un collega col quale in genere parlo poco e quindi ho la possibilità di conoscerlo meglio. Cambio negozio o supermercato per fare la spesa. Tornando a casa anziché accendere la TV accendo lo stereo ascoltando della buona musica che mi incute sensazioni piacevoli.

Questo esercizio serve a rompere consapevolmente il cerchio dell’abitudine, in modo conscio ed inconscio e ci porta ad esplorare nuove strade. Attraverso questi piccoli passi si impara ad uscire dalla zona di comfort, che è una zona di protezione ma che spesso ci limita. La protezione può diventare una catena e talvolta rallentare o impedire un vero e proprio cambiamento e quindi la crescita e la realizzazione personale.

Rompere le abitudini è il primo passo importante nel quale vengono spezzate le catene, un’azione utile che porta verso il cambiamento, il rinnovamento. L’abitudine al cambiamento quindi porta ad una maggiore ampiezza del nostro focus rispetto alla visuale della nostra vita. L’utilità di questi semplici esercizi è imparare a “creare situazioni nuove” nelle quali trovarsi a proprio agio ed allargare la nostra zona di comfort.

Questo atteggiamento porta ad espanderci ed ad impapare ad affrontare facilmente anche i cambiamenti più consistenti, anzichè procrestinare per pigrizia o per paura, rendendoli il cambiamento utile più semplice da attuare e maggiormente piacevole.

Inoltre questo esercizio porta a prestare maggiore attenzione durante le azioni che vengono compiute durante la giornata. Ad osservare e ad essere “qui e ora”, con consapevolezza, con decisione, con gioia, con amore per se stessi in ogni istante della giornata.

30 Commenti

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  • Jack

    Salve,ho iniziato da soli 3 giorni un nuovo lavoro. E sono già in crisi! Sveglia alle 5,e quasi 1 ora di auto per arrivare al bar e lavorare. L ambiente è abbastanza sereno,la paga anche…ma ciò non mi basta!sono sempre triste,stanco,ho abbandonato di punto in bianco le mie abitudini,amici e hobby.di questo ci sto molto male,la notte non dormo,faccio incubi legati al lavoro…eppure sono bravo nel mestiere.cosa posso avere? Parte di me dice credici e vai e l altra parte dice lascia stare,trova qualcosa di meglio e più vicino. A volte arrivo a casa e non ho voglia di fare niente,prima mi allenavo in palestra,uscivo per prendere un caffè,ora niente,ho solo voglia di tornare a casa e mettermi sotto le coperte,come se fosse uno scudo magico. Sto impaZzendo!vorrei sentirmi dare due consigli da una persona esterna,perché la ragazza e gli amici dicono solo che ne vale per un futuro migliore…ma se è per un futuro migliore perché sto tanto male?mangio molto meno,non rido più…
    Vorrei sapere la sua in merito.grazie

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  • maria

    salve, vedo che da un po di tempo qui non si scrive, volevo sapere se lei e’ di bologna e se puo’ aiutarmi con i miei disturbi ripetitivi,la ringrazio

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  • monica giovine

    Gentile Maryhellen,
    penso che l’importante sia iniziare a provare.
    Il messaggio dell’articolo è provare ad uscire dai vecchi schemi nelle piccole cose, come cambiare strada per recarsi a lavoro o cambiare menù al ristorante.
    Anche un percorso di 100 chilometri inizia col primo passo.
    In fase di cambiamento è importante provare a fare inizialmente dei piccoli passi per rompere i vecchi schemi e cercare di percepire, vedere e sentire cosa si prova quando si cerca di cambiare.
    Il messaggio di tutti i miei articoli è quello di iniziare a stabilire un dialogo interiore con noi stessi, imparare a percepirci. Certo, la mente può escogitare tante trappole per non cambiare come scuse o alibi. Impariamo a capire perchè torniamo sui nostri passi se e quando questo avviene, qual’è il messaggio? Forse le barriere sono più spesse? L’importante è iniziare a provare. E quindi ascoltare le proprie sensazioni. Conoscere noi stessi attraverso cosa hanno da dirci le nostre emozioni attraverso una determinata azione di cambiamento.

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  • Maryhellen

    Gentile (e garbata) Monica, in risposta al tuo commento a Giulio, voglio solo aggiungere che, anche se dare esercizi semplici è un ottimo modo per attrarre i “non addetti al settore”, darli avvisando che se non c’è una reale intenzione di cambiamento subentrereranno meccanismi di auto-boicottaggio, non mi sembra un “entrare troppo nello specifico”. Credo, anzi, che questo semino con le “avvertenze” possa avere molte più possibilità di germogliare. In questo modo, se gli esercizi e/o le tecniche non funzionano o non si riescono a praticare (come succede spesso), le persone sanno già che c’è dell’altro da approfondire.
    Maryhellen, webmaster e copywriter del sito di Giulio

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  • monica giovine

    Gentilissimo Davy,
    mi fa molto piacere leggere la tua buona volontà a stare bene e i tuoi progressi continui.
    Anziche dirti: “non voglio mollare” (ottima cosa).
    Prova a dirti: “Io Davy ce la faccio, io Davy sono forte, io Davy ho già vinto”.
    Meglio incoraggiarsi con frasi al positivo! :-))
    Cosa altro dire?
    BRAVO! BRAVO! BRAVO!

    Ciao Davy, a presto

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  • monica giovine

    Gentile Giulio,
    certamente il coaching personalizzato svolto a contatto col cliente è una soluzione più approfondita ed efficace per risolvere le situazioni personali.
    E questo si svolge attraverso esercizi, rilassamenti, analisi sulle convizioni del cliente, ricerca col cliente delle “sue” soluzioni ecc…
    Quando cerchiamo di far conoscere un argomento nuovo a molte persone, come avviene su internet lo scopo è di arrivare soprattutto anche ai “non addetti al settore” dobbiamo proporre esercizi semplici e generici che possano essere comprensibili e validi per tutti.
    Non è possibile in questa sede entrare nello specifico se non attraverso i commenti dei lettori.
    Quello che conta inizialmente è mettere il seme, poi i lettori se desiderano possono curare il seme, annaffiarlo e se desiderano farlo germogliare e fiorire. L’esempio mi ricorda molto un film di un po’ di anni fa che ho amato moltissimo: “Oltre il giardino” con Peter Sellers, un grande!
    Un caro saluto ed un abbraccio!

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  • davy

    Ciao Monica,
    Ormai e una più di una settimana che nn dormo nella nuova casa, anche se ieri nn ero stato molto bene ieri sera ci sono ornato lo stesso NN voglio mollare
    ciao a presto

    Davy

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  • Giulio Ardenghi

    Trovo molto interessante gli spunti di riflessione dell’articolo e gli esercizi pratici in esso riportati.
    Come professionista di business coaching efficace ho a che fare con imprenditori, manager e professionisti estremamente interessati al cambiamento di abitudini.
    L’ostacolo che mi fanno presente sovente è che tutti hanno partecipato a corsi e fatto esercizi per facilitare il cambiamentoi di attyeggiamento, ma, dichiarano, i risultati non sono duraturi.
    Dopo il “doping” si ottengono effettivamente dei piccoli cambiamenti, ma essi non sono risolutivi nel tempo del problema presentato dal cliente.
    Dalla mia espeienza è importante agire a monte. Cioè partire dalla verifica della vera intenzione e volontà profonda del dsoggetto a cambiare. Ma che significa?
    Prima di tutto, con tecniche sperimentate negli anni e in continuo miglioramento verifico con incontri vis à vis l’effettiva volontà a cambiare, la lettura del body language, che non mente mai, è fondamentale in questa fase.Quindi , insieme al cliente, si elicitano le conseguenze a livello personale, famigliare, professionale , di relazione dovute al cambiamento auspicato e se ne delineano le responsabilità. Perchè un cambiamneto per essere duraturo porta a modificvhe di tratti di personalità. E questo non sempre viene detto dagli esperti. Ecco perchè è difficile ottenere cambiamenti una volta per sempre. Occorre agire a monte. Esercizi pratici di consapevolezza sono utili in una fase successiva per fare il fine tuning operativo del lavoro di fondamenta fatto all’inizio e ripeto, sovente trascurato o non detto. Cero i miei clienti sono molto esigenti, giustamente, e chiedono risultati misurabili, veloci e duraturi.
    Alibi, false convinzioni, auto sabotaggi non spariscono se non si interviene in fase preliminare sull’analisi dell’effettiva volontà conscia e inconscia a cambiare, se non se ne conoscono le conseguenze e le responsabilità connesse, ruolo etico di chi accompagna in questo percorso.
    Le formulette facili lasciano il tempo che trovano e dopo i primi exploit i clienti esigenti sono delusi nel non constatare la durata dei cambiamenti.
    Per approfondire questi temi in modo specifico, chiaro e pratico ho scritto il seguente articolo ricco di testimonianze di successo, dove viene anche svelato ciò che non viene di solito detto.

    Giulio

    http://www.businesscoachingefficace.com/articoli/cambiare-abitudini-atteggiamenti.html

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  • monica giovine

    Ciao Davy,
    sono molto felice nel leggere i tuoi progressi.
    Davy, ce la stai facendo, hai vinto le tue paure ed ora stai progredendo! Sono sicura che averci provato ti ha fatto sentire bene e ti ha dato maggiore forza, coraggio e fiducia in te stesso!
    Hai detto giusto, ce l’hai fatta e questo è l’inizio della tua rinascita
    Puoi essere orgoglioso di te
    Evviva!
    A presto

    Rispondi
  • davy

    Ciao Monica ieri ho dormito fuori casa per la prima volta solo all’inizio avevo un po paura mi mancava l’aria poi il nodo alla gola e faceva caldo
    insomma un po di tutto, poi sono uscito a prendere un gelato e dopo un po quando sono tornato a casa
    stavo gia meglio ho guardato un po la tv e poi a letto, stamattina mi sono svegliato e sono andato a
    cercare lavoro li vicino adesso mi serve per andare avanti, ci sono riuscito era molto che ci pensavo e alla fine ce’ l’ho fatta questo e solo l’inizio della rinascita
    a presto

    Ciao Davy

    Rispondi
  • monica giovine

    Ciao Dany, il modo migliore per affrontare questo genere di situazioni è di iniziare provando a fare dei piccoli passi in avanti, un po’ alla volta.
    Quando ti accorgi che non era poi cosi grave e vedi e senti che avere affrontato la tua paura col desiderio di vincerla questo ti porta a stare meglio, successivamente puoi ampliare la tua zona di comfort e rendere sempre più vasti gli spazi dove muoverti.
    Inizia per gradi, in questo modo ti è molto più facile, ma fallo e vinciti.
    Prova iniziando a superare i tuoi attuali confini, come la soglia di casa, anche di poco all’inizio. Piano piano i confini si allargano come una macchia d’olio. Continua ogni giorno e rendili sempre più ampi. Prova a centrarti, a tenere una postura eretta e a respirare profondamente, sentiti rilassato sapendo che tutto sta andando bene.
    L’atto di centrarti, respirare e rilassarti ti da forza.
    Ripeti a te stesso che ce la puoi fare, che vuoi farcela, che vuoi vivere bene, che vuoi essere libero.
    Vivilo con semplicità, non con gravità, come se fosse un gioco.
    Abbi fiducia in te stesso, sono sicura che ce la puoi fare!
    Fammi sapere come va se lo desideri.
    A presto!

    Rispondi
  • davy

    Ciao Monica ho letto il tuo articolo e penso che quello che dici sia vero io ho paura di stare solo di allontanarmi da casa ecc per il panico e ansia
    pero sto pensando che vorrei uscire da tutto questo uscendo dalla mia zona di confort anche se ho molta paura intendo farlo affrontare questo nn riesco piu a vivere cosi, tu cosa ne pensi? grazie

    Davy

    Rispondi
  • monica giovine

    Cara Ginevra,
    per ciò che riguarda le questioni sentimentali è importante lavorare su se stessi e sulle proprie credenze.
    Penso che il desiderio e la visualizzazione da soli talvolta non bastano.
    Prova a porti alcune domande utili.
    * Ti senti pronta per avere una relazione felice?
    * Pensi di meritare l’amore?
    * Come ti vedi all’interno della relazione?
    * Il tuo inconscio è davvero pronto?
    Oppure pensi che ci possono essere delle paure o magari dei pensieri limitanti, come pensare di non meritare di essere amata, o altro?
    A livello consapevole VUOI sicuramente avere una bella relazione soddisfacente col compagno giusto, ma a livello inconsapevole, cosa frena la realizzazione di questo tuo legittimo desiderio?
    Principalmente sarebbe utile cercare di capire cosa ripulire nel profondo riguardo le tue aspettative, i tuoi pensieri, le tue emozioni, ed eliminare i condizionamenti inconsci che potrebbero bloccare questa situazione.
    Incrociamo le dita, e in bocca al lupo!

    Rispondi
  • Ginevra

    Cara Monica,
    come si fa ad attrarre il partner giusto??Nonostante gli sforzi e la visualizzazione sembra non arrivare..

    Grazie
    Ginevra

    Rispondi
  • monica giovine

    Gentile Cristina,
    ti ringrazio per il tuo apprezzamento.
    Semplicemente ognuno di noi può vedere attraverso una diversa prospettiva ed una diversa angolazione quindi un esperienza non ha un unico significato ma più significati a seconda di quante persone la vivono.
    Concordo che dovremmo proprio iniziare a sentirci maggiormente responsabili del nostro stato ma talvolta occorre conoscere gli strumenti.
    Non tutti sono sempre pronti ad accoglierli per questo l’aiuto deve essere sempre richiesto dalla persona interessata, ed è fondamentale rispettare i tempi di ogni persona.
    Ed i tempi sono sempre individuali.
    Un abbraccio.

    Rispondi
  • cristina

    Scusate ma perchè tutto questo accanimento?
    La signora Monica sta facendo il suo lavoro e ha ragione perchè io ci sono passata e il panico forse è stato lo stato d’animo più “dolce”.I farmaci servono ma siamo noi che dobbiamo tirarcene fuori,è dura da accettare perchè viene sempre comodo dare la colpa agli altri.No!
    La signora Monica ha tutta la mia stima

    Rispondi
  • monica giovine

    Gentile Simonluca,
    ovviamente ogni persona ha la sua vita, la sua storia, la sua preparazione ed il suo stato emotivo.
    Nel momento in cui ricevo un cliente nel mio studio cerchiamo insieme di capire la situazione personale e scegliamo le tecniche adatte a quella persona.
    Non abbiamo parlato di patologie, ma di atteggiamenti.
    Sono tante le persone hanno paura dei cambiamenti, che vorrebbero cambiare una situazione personale ma non hanno la forza o il coraggio di farlo.
    Questo articolo riguarda la pratica di semplici esercizi per iniziare a provare percorsi nuovi e spezzare la routine. Gli esempi sono generici ma efficaci per molti. Non sono regole, sono degli esercizi facili ed anche divertenti che possiamo sempre cambiare e personalizzare a nostro piacimento.
    Imparare a portare l’attenzione sul plesso solare aiuta a centrarsi, infonde energia, sicurezza, tranquillità e lucidità, può essere molto utile.

    Rispondi
  • Simonluca

    Quello che tu hai scritto è molto positivo, ma devi entrare nel carattere vero di una persona… La routine ti fortifica e ti da un pò di coraggio; ci sono persone che nenche escono da casa per la paura, l’ansia, il PANICO. Ed è difficile dire loro queste cose, le parole sono belle e significanti ma nella realtà tutto cambia, il fenomeno della “dissociazione” della persona è sempre li a farti compagnia. Quando stai male veramente non riesci neppure a regolare il tuo plesso solare o altri punti. E’ molto difficile, ma utile… Questo va bene per tutte quelle persone che non soffrono veramente…Credo che la Medicina (…i farmaci) siano più adeguati. Allora puoi cominciare un vero percorso di autostima e di cambiamento delle tue regole e della tua Routine partendo dalle piccole cose come tu hai spiegato. Classifica le persone, la patologia ed il tipo di sofferenza che hanno!!! Grazie,
    Simonluca.

    Rispondi
  • monica giovine

    Caro Antonino,
    il cambiamento deve essere finalizzato ad un miglioramento attraverso azioni utili e produttive.
    Il concetto di cambiare abitudini nasce dal fatto che molte persone si lamentano della loro vita ma non fanno niente (o fanno poco) per migliorarla. Quindi soffrono.
    Nasce da “vincere le paure” per potersi realizzare nel lavoro, nella vita sociale, nella vita sentimentale, per sentirsi più sereni ed anche per guadagnarci in salute.
    Ovviamente cambiare partner tutti i giorni non mi sembra affatto una buona scelta ma non ha niente a che vedere col cambiamento di cui stiamo parlando e quindi con lasciarsi alle spalle schemi mentali vecchi in quanto logori, mancanza di fiducia in se stessi, paura ecc…
    Se una persona vive una relazione insofferente, se c’è ancora amore è possibile tentare di trovare un equilibrio fra i due, trovare nuovi stimoli insieme come durante i primi tempi, rinnovarsi e variegare la vita di coppia all’interno della coppia. Se la relazione è significativamente sofferente e difficile da gestire può essere utile dare un taglio. Quello che noi cerchiamo di fare è trovare la realizzazione individuale e la serenità interiore, sempre nell’equilibrio individuale.

    Rispondi
  • antonino

    carissima Monica,
    troppo semplice per un cambiamento radicale per coloro che intimamente sono “abitudinarie” per paure inconsce.
    Ma i cambiamenti non sono poi tanto fruttuosi per esempio per chi vive di azzardo-gioco-finanza, opure chi vive come gli zingari ( più cambiamento di così) insomma, in poche parole il concetto di cambiamento deve instaurarsi intimamente per capire i limiti di intervento tra cambiamento e abitudine.
    Per esempio ( ma non offenderti) tu cambieresti tutti i giorni partner ?
    Comunque, a parte ciò, è sempre meglio iniziare dal minimo per uscire dalla tana della morte spirituale!
    Grazie lo stesso.

    Rispondi
  • Lucia

    TUTTE COSE VERE E SAGGIE DICE MONICA!!!

    Rispondi
  • cristina

    Grazie mille!Un abbraccio anche a Lei e grazie per aver risposto cosi tempestivamente

    Rispondi
  • monica giovine

    Gentile Cristina,
    effettivamente il cambiamento dovrebbe essere naturale ma purtroppo talvolta non è cosi poichè ci sono persone che faticano molto a staccarsi da una relazione che fa solo soffrire, o ad affrontare un divorzio, o a lasciare un lavoro che non piace, o ad uscire da una situazione difficile, o persino a rinnovarsi come affrontare un dimagrimento per esempio, sembra strano ma è cosi.
    Durante la nascita, dopo che il bambino è stato per 9 mesi comodamente nella pancia della mamma, al caldo, protetto, amato e nutrito, al 9° mese si sente scuotere, girare, stringere, tirare e ribaltare fuori da questo ambiente protetto che fino a quel momento sembrava un luogo sicuro.
    Le luci sono improvvisamente forti, i suoni sono improvvisamente forti e nella mente del neonato si istalla un nuovo “programma”: “i cambiamenti sono pericolosi”.
    L’educazione stessa porta all’abitudine statica, ed anche se il mondo sta cambiando proprio per questo ha bisogno di un maggiore dinamismo ed apertura. Ci sono persone più propense ai cambiamenti, ed altre che fanno fatica ad attuare i cambiamenti anche se sanno che questi sono giusti per la loro vita. La paura di lasciare il certo per l’incerto li tiene bloccati al “poco ma sicuro” e non permette loro d emergere.
    Apriamoci al nuovo ed osiamo se vogliamo vedere risplendere la nostra esistenza.
    Un abbraccio e complimenti per il tuo rinnovamento.
    Un saluto!

    Rispondi
  • monica giovine

    Grazie Antonio, Bledi e Sara.
    Rinnoviamo la nostra esistenza, abbandoniamo la pigrizia e diventiamo creativi, apriamo i nostri orizzonti, e poi comprendiamo quanto ne valese davvero la pena.

    Rispondi
  • monica giovine

    Grazie cara Ivana,
    ti ringrazio per le belle parole.
    Anch’io seguo sempre i tuoi bellissimi post sul benessere che condivido. Complimenti anche a te per il tuo lavoro.
    Per ciò che riguarda le abitudini, imparare a staccarsi dal vecchio ed andare verso il nuovo lasciando andare timori, false sicurezza e pigrizia credo sia fondamentale quando si desidera migliorare la propria esistenza.
    Un caro saluto!

    Rispondi
  • Sara

    Carissima Monica,

    è incredibile quanto tu riesca a rendere di semplice lettura e comprensione temi che hanno un impatto così importante nel nostro essere.
    Saro’ripetitiva ma mi trovo nuovamente a ringraziarti di cuore per aver condiviso con noi queste tue riflessioni sulle catene delle abitudini. io sto provando da tempo a modificare le mie, e la cosa si riveli meno semplice di quanto ci si aspetterebbe.. non vedo l’ora di allargare i miei orizzonti:)
    Spero di leggerti presto!
    un carissimo saluto
    sara

    Rispondi
  • bledi

    prima ho letto un libro che parlava di questa cosa,cioè cambiare abbitudini.per un periodo di tempo l’ho provato questo metodo,e dire la verita mi è piacuto.complimenti per il vostro lavoro.

    Rispondi
  • cristina

    Sto attraversando il mio processo di cambiamento e in effetti,soprattutto all’inizio sembra di stare peggio anche se è meraviglioso perchè ti si apre un mondo intero.
    Mi chiedo:perchè per cambiare dobbiamo subire uno stress?Nel senso cambiare non segue una legge naturale?
    sarebbe gentilissima se mi rispondesse se può
    Grazie e complimenti
    Cristina

    Rispondi
  • antonio

    Un articolo veramente attuale e prezioso per smuovere le nostre consolidate abitudini.
    Grazie.
    Antonio.

    Rispondi
  • ivana balesova

    Credo, che riuscìre a cambiare le proprie abitudini è il primo passo verso apertura mentale. Che poi ci apre le porte verso crescita pesonale e quindi veso miglioramento. MI piace molto quello, che scrìvi sopratutto gli esempi pratici, che utilizzi. Buon lavoro e complimenti per quello, che fai. Ivana

    Rispondi

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