Qualche giorno fa, assistendo ad una serie di dialoghi tra persone che non conoscevo, mi sono soffermato ad osservare i loro comportamenti e l’immagine che mi è venuta alla mente è quella di un pendolo.

Queste persone oscillavano costantemente tra il comportamento passivo ed il comportamento aggressivo.

Quello che maggiormente mi ha colpito è che in nessuno dei due comportamenti mostravano di essere in uno stato di benessere. Non è una gran scoperta ovviamente. Un soggetto passivo, e che quindi subisce, non può evidentemente stare bene, non solo psicologicamente, ma nemmeno fiscamente. Il soggetto passivo deve “ingoiare rospi”  o deve accettare situazioni o persone che “non digerisce”. Povero stomaco. Non è un caso se il Maalox è uno tra i farmaci più venduti. Oppure nonostante senta il desiderio di “esplodere” si trattiene, e qui povera pressione che sale.

Non si può dire che le cose per chi invece è aggressivo vadano molto meglio. Chi aggredisce si deve attrezzare fisicamente per l’attacco; ciò significa che deve avere un afflusso di sangue importante agli arti inferiori e superiori, proprio come se dovesse aggredire fisicamente qualcuno. Siccome il sangue non si moltiplica a seconda delle situazioni, per affluire in misura maggiore agli arti si deve spostare da altre zone del corpo, più precisamente si sposta dall’apparato digerente. Risultato: meno sangue all’apparato digerente, maggiori difficoltà digestive, mal di stomaco. In buona sostanza si ritrova in farmacia a comprare Maalox in compagnia del “passivo”. Per non parlare della pressione. Quando si è aggressivi il sangue “va alla testa”, la pressione sale e si sta male.

Oltre a questi danni alla salute, sia il comportamento aggressivo che quello passivo sono dannosi alle relazioni interpersonali, sia in campo lavorativo che in campo familare.

E’ ora di smetterla di rovinarsi la salute,di arricchire le case farmaceutiche, gli psicologi e gli avvocati divorzisti!

La cura giusta si chiama assertività. Un modo di comportarsi che mantiene aperta la comunicazione con gli altri, che aiuta la crescita dell’autostima, che rispetta gli altri ed i loro bisogni ma senza sopprimere e negare i propri.

E tu, pensi di essere passivo, aggressivo o assertivo?

Luigi Predebon

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