Chi non ha sentito parlare di metamorfosi durante i propri studi alle prese con la letteratura o con la biologia o la chimica. La metamorfosi è una trasformazione profonda che può avvenire in genere anche in maniera abbastanza rapida. La ghianda dentro di sè possiede le potenzialità per divenire una quercia e quando si trova nell’ambiente cline a rispondere a queste sue caratteristiche, la metamorfosi avviene nel momento in cui esce la piantina. Così la ghianda ha già aderito alla sua metamorfosi e non gli resta che crescere. Ognuno di noi sa benissimo che dentro di sè possiede delle potenzialità e capacità e sente il bisogno di coltivarle. Tu puoi creare il tuo ambiente favorevole a questa coltivazione delle tue capacità: “A mio avviso è giusto che nessuna teoria psicologica sarà mai completa se non incorporerà, nel suo nucleo centrale, il concetto che l’uomo ha il proprio futuro dentro di lui, attivo dinamicamente nel momento presente.” (A. H. Maslow, Verso una psicologia dell’essere, pag. 27).

Come costruire il proprio ambiente per coltivere queste potenzialità? La domanda serve solo a mettere in evidenza che la prima cosa da fare è chiedersi quale può essere il nostro ambiente da utilizzare per la nostra formazione. Questo dipende dalle proprie risorse a disposizione e dal tempo che si utilizza. Io ho iniziato a sperimentare altri luoghi, altre persone, altri interessi. La lettura mi ha portato alla meditazione, ho iniziato a conoscere maestri di tale disciplina e frequentare vari gruppi di meditazione. Ho iniziato a studiare ed affrontare le paure e soprattutto ho iniziato a relazionarmi con gli altri e sentire che la relazione con l’altro è fondamentale. Nel riuscire a schiudermi di fronte a gli altri ho scoperto di lasciare alla spalle la nevrosi esistenzaile. Il consiglio che posso dare a chi vuole sperimntare la propria metamorfosi è continuare a cercare e sperimentare attraverso il proprio cuore ed il proprio corpo. Per concludere voglio solo darti alcuni consigli fondamentali su cui lavorare:

1- trova uno spazio durante la giornata da dedicare a te stesso, siediti chiudi gli occhi ed inzia ad ascoltare il respiro e seguilo.

2-mentre ascolti il respiro inizia ad osservare i tuoi pensieri e immagina che siano parte di un grande schermo del cinema, dove tu sei seduto a guardarti lo spettacolo, sapendo che tutto ciò che vedi è un film

3- se vuoi integrare con il tempo tale esperienza, quando esci la mattina per compiere le tue cose, iniza a ascoltare ed osservare cosa c’è attorno senza giudicare o criticare e inzia a sentire le tue emozioni a riguardo.

Questi sono solo esercizi preliminari che poi ognuno a suo modo risponde secondo la propria attitudine, e se incontri un buddha per strada, non ucciderlo subito, ma cerca di osservare come si muove e cosa fà o dice, poi dopo puoi decidere. Viva la Vita che vivi. Ciao

3 Commenti

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  • Gennaro Ponzo

    Infatti condivido pienamente, ho scritto proprio l’articolo su questo argomento.

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  • patrizia

    mi sento in continua trasformazione, ma ogni volta qualcosa (qualcuno?) mi ferma e mi sembra di precipitare indietro..a volte mi sembra di sapere chi sono ed in quale direzione devo andare..poi mi assale il dubbio..non lo so più..inverto il senso di marcia e mi perdo un’altra volta..mi scoraggio..mi avvilisco..e sempre riparto..eppure non riesco ancora a scorgere la meta e mi sembra di sprecare del gran tempo..di perdere le opportunità della vita che, guarda caso, mi sembrano tali solo dopo che sono sfumate..ho affrontato molte difficoltà nella vita e le ho superate,ma non sono ancora riuscita a dar voce al mio sentire..cosa mi manca?

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    • gennaro ponzo

      Ciao Patrizia e grazie per il tuo commento, il quale sembra essere molto chiaro nella descrizione del tuo vissuto. Io credo che non ti manchi nulla, anche perchè l’essere umano ha una natura completa, non ha bisogno di qualcosa, ma sicuramente sente il bisogno di desiderare. Credo che fondamentalmente il nostro cervello, insieme al sistema nervoso è un apparato completo che funzina meglio dei computer più attuali. Se ti poni delle domande con il tempo riceverai delle risposte. Inoltre credo che nella nostra cultura siamo stati abituati a cercare sempre cosa ci manca, questo significa che i dati che noi immettiamo nel nostro cervello hanno a che fare con la mancaza, cosi dai nostri pensieri di mancanza si vengono a creare delle emozioni di privazione come appunto lo sconforto, il dubbio ecc. Sicuramente capovolgere la domanda sarebbe un input molto costruttivo per se stessi. Prova a chiederti cosa ho che mi può essere utile? Che cosa desidero? Cioè la domanda deve innescare il desiderio e di conseguenza con il tempo, quando ti chiarisci che cosa desideri e che cosa hai allora inizierai a scorgere la tua meta, la visione inizia a schiarirsi. Questo è solo un piccolo consiglio che ti offro con il cuore. Pensaci e coltiva i tuoi sogni. Ciao

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