Autostima, ossia ,in estrema sintesi, la valutazione che diamo di noi stessi. I livelli di autostima bassi od alti sono determinati da quanto “gap” esiste tra la percezione che abbiamo di noi stessi e le nostre aspettative.

Fin qui teoria, a me interessa entrare all’interno delle dinamiche pratiche dell’autostima.

Consideriamo di avere un grande termometro che misura le temperature della nostra autostima durante il corso della nostra vita, ci renderemo conto che ha un andamento non omogeneo, quasi come le montagne russe. Passiamo dal febbrone a 40 ad un 36 scarso che ci permette a malapena di stare in piedi.

termometro

Cosa influenza realmente l’andamento della nostra autostima?

Partiamo dalla nostra infanzia, pensate che il livello di autostima dei nostri genitori possa avere influenza sul nostro?
Io rispondo di si in maniera assoluta.

Avere padre e madre con bassi livelli di autostima non  incoraggia una esplorazione della vita fondata sulla CONSAPEVOLEZZA E FIDUCIA della ricchezza delle proprie risorse interiori. Cosa comporta questo? Un atteggiamento timido, introverso, insicuro.

Quello che ricordo della mia esperienza: è una madre alla continua ricerca del proprio vero sé, ancora oggi purtroppo, ansiosa e decisamente insicura. Mentre mio padre aveva una consapevolezza delle sue risorse sicuramente superiore anche se accompagnata da un carattere mite e remissivo. Di conseguenza, avendo mia madre una grande influenza su di me, il mio livello di autostima da bambino e da ragazzino non era di sicuro elevato.
Cosa comportava questo? Insicurezza, timidezza estrema, incertezza sul da farsi, senso di frustrazione.

Nell’adolescenza  credo che questo conflitto si sia ancora di più accentuato essendo alla ricerca di una identità.

A partire dai 23 anni, tramite un percorso psicoterapeutico, ho cominciato ad avere la sensazione di poter dominare i miei livelli di autostima.
Cosa è successo nel caso specifico?
Ho attivato un processo di conoscenza di me, di sviluppo della consapevolezza delle mie emozioni. Ho cominciato a percepire il mio corpo, le mie sensazioni, ad aprire tutti i canali sensoriali.
Ricordo, cosa che per me era stupefacente, che andavo al cinema e mi commuovevo fino alle lacrime. Cosa per me incredibile fino ad allora.
Ricordo ancora di aver tirato fuori per la prima volta l’aggessività, una sana, istintiva, protettiva aggressività.

Da qui le prime deduzioni:

-I LIVELLI DI AUTOSTIMA SI DETERMINANO FIN DALLA PRIMA INFANZIA E SONO INFLUENZATI DALL’ATTEGGIAMENTO DEI NOSTRI GENITORI.

-L’AUTOSTIMA E’ UN PROCESSO FLUTTUANTE, SOGGETTO AD ALTI E BASSI COLLEGATO ALLE VARIE FASI DELLA VITA.

-IL PROCESSO DI RISALITA DEI VARI LIVELLI DI AUTOSTIMA E’ COLLEGATO  AD UN PERCORSO DI CONSAPEVOLEZZA.
Dai 26 anni in poi, conclusi gli studi universitari ed una storia sentimentale travagliatissima, ho cominciato a collezionare esperienze lavorative molte volte frustranti e deprimenti. Molte volte i colloqui ai quali tenevo particolarmente finivano nel nulla. A livello sentimentale dovevo ancora comprendere i miei reali desideri.
Era una fase di grande incertezza specchio di una autostima ancora bassa.

CI RISIAMO!

L’incontro con la mia futura moglie fu determinante. Mia moglie era ed è una ragazza molto stabile emotivamente, ben salda, sicura del fatto suo. Devo dire che il confronto con una persona con un buon livello di autostima, che mi incoraggiava, mi stimava a prescindere, ha dato il via ad una seconda fase della mia vita.
Uscendo di casa, abbandonata la convivenza con i miei, ho cominciato ad intraprendere un percorso di rinnovamento, lento e graduale, che mi ha portato a “crescere”.
Se mi volto indietro oggi vedo qualcuno che vagamente mi assomiglia!

NELLA MIA ESPERIENZA PERSONALE AFFIANCARMI AD UNA PERSONA DALLA ALTA AUTOSTIMA MI HA AIUTATO NELLA CRESCITA DELLA MIA.

Da questa fase in poi ho cominciato veramente a sperimentare la vita sia professionale che sentimentale.

Ho conosciuto i successi, parola fino ad allora sconosciuta… Prima di allora non sperimentavo successi ma espedienti per sopravvivere. Mi sentivo un fallito, un predestinato alla sfortuna permanente. Mia madre mi diceva sempre: “come sei sfortunato figlio mio..”. A forza di dirmelo mi ero convinto che ero destinato a questo nella vita, che un’entità superiore aveva in serbo questo per me! Era molto importante per me che riconoscessi risultati e progressi, era molto importante che io mi dessi delle attestazioni.

I SUCCESSI RINFORZANO LIVELLI ELEVATI DI AUTOSTIMA.
Ancora mancava qualcosa, avevo un senso di insoddisfazione latente e non capivo da dove provenisse.

Quello che mancava nella mia vita probabilemnte era una direzione, una bussola, dei punti fermi. Pensavo di poter trovare tutto questo al di fuori di me stesso.
Cercavo riferimenti esterni ed ingenuamente ritenevo che se solo avessi fatto quel qualcosa, o se avessi raggiunto quella posizione mi sarei sentito realmente in pace con me stesso.
Nel 2003 mi venne affidata la responsabilità di un’area commerciale per conto di un’azienda di software e tra le mille attività che svolgevo c’era anche la formazione dei venditori.
Questa esperienza, allora non ne avevo ancora la consapevolezza, avrebbe segnato in positivo la mia esistenza.
Da allora cominciai un percorso di conoscenza. Cominciai ad interessarmi di crescita personale, pnl, psicologia.
E decisi che avrei sperimentato tutto su di me!

COMINCIAI UN PERCORSO DI ESPLORAZIONE ALLA RICERCA DELLA MIA IDENTITA’ SOMMERSA.

Naturalmente la storia della mia autostima non termina qui e seguirà una seconda parte ancora più significativa ed avvincente.
Mi auguro che questa prima parte di racconto possa aver dato un’idea di cosa intendo per autostima e come qualsiasi esistenza non sia condannata a livelli di autostima bassi.

La crescita dell’autostima è un processo dinamico che non ha mai termine.

Con il cuore
Luigi

4 Commenti

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  • Luigi

    Giacomo non ho deciso di affiancarmi ad una persona con alta autostima, mi sono innamorato ed ho deciso di condividere la mia vita con questa persona.
    Il caso o non troppo ha voluto che questa persona avesse in quel momento della sua vita una autostima più alta della mia. Per svariati motivi che non sto qui ad elencare. Oggi le cose stanno in maniera differente: sono molte volte io il punto di riferimento per mia moglie. Anche se le riconosco di essere uno dei miei mentori.
    Se leggi bene l’articolo l’incontro con mia moglie costituisce un tassello verso la costruzione di una alta autostima. L’articolo non finisce qui e come ho avvisato si compone di due parti, nella seconda spiegherò il cammino ulteriormente intrapreso. Voglio che sia chiaro comunque a scanso di equivoci che l’autostima non si costruisce appoggiandosi agli altri.
    Oggi ho alti livelli di autostima fondati sul mio essere indipendentemente dagli altri e dalle circostanze. Altrimenti finiamo per costruire castelli di sabbia che alla prima mareggiata vengono giù.
    Come costruire alti livelli di autostima?
    Non c’è una sola ricetta, ci sono dei percorsi personalissimi. Io ho portato la mia esperienza senza voler far proseliti.
    Mi auguro di aver spiegato meglio.
    grazie
    Luigi

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  • Giacomo

    Luigi, ho una domanda. Da ciò che hai scritto sembra che il tuo lavoro sull’autostima sia nato dalla conoscenza di tua moglie e dal fatto di poter stare accanto a una persona con forte autostima. Sembra che se questo non fosse successo non avresti ottenuto gli altri risultati, il successo, ecc.
    Stai quindi dicendo che il modo di migliorare la propria autostima è affiancarsi a qualcuno che sia molto solido su quest’area?
    Se la tua risposta fosse sì, non credi che saresti un po’ dipendente dall’esterno?
    Se la tua risposta fosse no, quale credi che sia il percorso o la strategia più produttiva?

    Grazie in anticipo per la risposta,
    Giacomo

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  • Luigi Miano

    Caro Roberto è un immenso piacere come sempre.
    grazie a te che mi leggi.

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  • Roberto

    Caro Luigi, grazie per avermi arricchito con la tua esperienza.

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