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In questi ultimi tempi mi è capitato spesso di riflettere su un concetto piuttosto profondo, ma prima di arrivare al punto in questione è necessario fare almeno una premessa.

Come probabilmente già sai, è che tutti i fatti che ci succedono, secondo molte teorie, non sono: belli o brutti, positivi o negativi e via discorrendo, ma sono solo fatti.

Quello che li rende tali è sempre è comunque il nostro modo di percepirli, in base allo stato d’animo nel quale ci troviamo in quel momento.

Forse lo si comprende meglio con un esempio:

Immagina di uscire di casa (in ritardo) per andare al lavoro e trovare la macchina con la gomma a terra, magari dopo aver avuto una notte difficile per un qualsiasi motivo, e pensa a quale reazione avresti davanti alla gomma bucata. Io sinceramente non reagirei bene, anzi mi inc@77erei proprio.

Ora immagina la stessa scena: esci di casa in ritardo, gomma a terra, ecc. ecc. ma stavolta immagina di aver trascorso una magnifica serata, magari per aver vinto al Superenalotto, beh magari non vai al lavoro in quel caso (ma è solo un esempio), e di ritrovarti davanti alla stessa gomma di prima, quali sarebbero le tue reazioni ora, le mie sarebbero certamente diverse, e credo anche le tue.

Quindi, a questo punto sarai d’accordo con me che il fatto in se è sempre lo stesso, ma la tua reazione molto probabilmente sarebbe completamente diversa, vero?

No, non ti voglio parlare di quanto è importante imparare a gestite il tuo stato d’animo davanti alle situazioni complicate che possono accadere, magari lo farò in un prossimo articolo.

Quello di cui ti voglio parlare riguarda un concetto, un pochino più profondo.

Oggi ti voglio parlare di perdono, e di quelle che sono le mie riflessioni su questo argomento.

Come spesso succede, quando comincio a riflettere su qualcosa (sarà per via della legge di attrazione), mi ritrovo che nelle letture che faccio in quel periodo, si tocchi quel determinato argomento, e ciò mi aiuta a sistemare alcuni tasselli mancanti alle mie riflessioni, e anche stavolta così è stato.

Prima di arrivare alle mie conclusioni, ti riporto alcune cose che ho letto e ho trovato veramente interessanti riguardo all’argomento perdono.

La prima è tratta dal libro: “PNL è Libertà” (che ti consiglio vivamente di leggere se ancora non lo hai fatto), ti riporto qui di seguito la domanda di Owen Fitzpatrick e la conseguente risposta che Richard Bandler, co-creatore della PNL ha dato:

Owen: “Beh, che ne pensi del perdono allora?”

Richard: “Non mi occupo del concetto di perdono. Non devo perdonare le persone per ciò che fanno: o me ne dimentico perché hanno smesso e ora si comportano diversamente, o me ne ricordo, così da non rimanere fregato un’altra volta. Dire che devo perdonare qualcuno è come dire che devo fare qualcosa.
Se sei tu a combinare il casino, perché dovrei essere io a fare qualcosa? Se combini un casino, sei tu che dovrai fare qualcosa. Non sono io che devo perdonare te. Se ti metti a fare delle cose migliori di quelle che stavi facendo, allora mi dimenticherò di ciò che hai fatto. Non intendo prendere parte a un atto di perdono e penso che questa faccenda del perdono spunti fuori da qualche assurdità cristiana.
Che le persone si debbano perdonare senza che cambino davvero. Che si vada da un prete e lui possa dire: “Va bene, i tuoi peccati sono stati perdonati”. Beh, Dio potrà anche perdonarti, ma mica dimentica, devi comunque fare qualcosa di meglio in seguito, e io funziono allo stesso modo. Per me se cambi comportamento e inizi a fare qualcosa di buono, dimenticherò qualsiasi comportamento precedente”.

Ho trovato davvero interessante questo modo di pensare applicato al concetto di perdono da parte di Bandler.

Anche perché in cuor mio, oltre a quello dichiarato da Bandler, mi rendo conto che sarebbe davvero presuntuoso arrogarmi il diritto di dover perdonare qualcuno, per delle azioni o fatti commessi, al posto di Dio.

Ma c’è un ma, c’era qualcosa che comunque tra le mie riflessioni ancora non tornava completamente su questo fatto del perdono.

Anche perché se diamo per buona la premessa che ho fatto all’inizio, cioè che i fatti, e quindi di conseguenza anche le azioni degli altri, sono solo fatti a azioni e non sono buone o cattive, positive o negative, ecc ecc. ma è solo la mia reazione a renderli tali, perché dovrei perdonare qualcuno per una MIA reazione?

E poi ecco che su un altro libro leggo questa  frase:

“Risulta molto evidente a questo punto che l’atteggiamento mentale più produttivo sia scegliere di perdonare me stesso per tutto quello che considero un problema.”

Ed ecco che tutto mi si reincornicia, e prende un aspetto diverso.

Già forse il punto sta proprio qui, perdonare se stessi per ciò che ci ferisce nella vita è il passaggio necessario, si per perdonare gli altri, ma soprattutto per tornare a vivere serenamente con se stessi.

E tu cosa ne pensi?

Ciao, a presto

Claudio Gilberti

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8 commenti /

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  • Si è vero…hai ragione. Perdonare noi stessi per quel pensiero che abbiamo percepito dannoso è il primo passo da fare.

    Però ad esser sinceri, magari per chi è ai primi passi della crescita personale, è faticoso fare ciò.
    Si tende ad arrabbiarci con chi ci ha fatto del male…..ma ho anche visto e provato dentro di me che arrabbiandoci, attrarremo ancora quell’evento o altri eventi simili con altri, che vibra alla stessa frequenza…quindi cosi ci si ripresenterà quel fatto dannoso e che ci disturba,ci innervosisce!
    Ad esempio io quando subisco un torto, preferisco perdonare me stesso ma per un periodo di tempo preferisco anche non avere piu a che fare con quella persona,finchè non ho ripulito e perdonato i miei pensieri.

    Ciao e grazie mille per l articolo!:)

    • Ciao Alberto, grazie per il commento.
      In effetti è difficile non solo per chi è alle prime armi nella sua crescita comportarsi come tu dici, ma anche chi di crescita personale ne ha già fatta un po’!
      Ottimo il tuo suggerimento di allontanarsi da chi, in apparenza, ci ha fatto il torto per perdonare noi stessi…Dalle tue parole si evince che la tua crescita personale proceda verso una direzione precisa.
      Complimenti! :)

  • Credo che Bandler abbia un’idea abbastanza caricaturale del concetto cristiano di perdono. Il perdono presuppone il pentimento della persona e l’impegno a non ripetere gli stessi comportamenti.
    Gesù dice: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, ma poi dice anche all’adultera: “vai e non peccare più”.
    Possiamo anche tradurlo in questo modo: “io sono oltre il giudizio, e non ti condanno perché non ho bisogno di un cattivo esempio che mi faccia sentire buono. Ma tu ricordati che ciò che stai facendo ti fa male”.
    Se chi ha subito un torto riesce a pensare in questo modo, allora perdonare diventa un po’ più facile. Certo, bisogna saper andare oltre il giudizio. O avere un modello molto alto :-).
    Un saluto da Marcello

    • Ciao Marcello!
      Io non so se Bandler abbia o meno un concetto caricaturale del perdono cristiano, il suo approccio a me sembra molto pratico, e come tutte le cose pratiche di facile applicazione.
      Ti ringrazio della tua considerazione e di questo commento dal contenuto di grande ricchezza spirituale…Hai ragione, il perdono inteso come da te descritto, è un modello veramente molto alto. :-)

      Claudio

  • Grazie a te. Giusto un paio di precisazioni: a proposito del mio impiego del termine “caricaturale”, è bene prestare attenzione al linguaggio, come ci insegna la Pnl. Ma nel caso specifico, è Bandler a parlare di “assurdità”, quindi diciamo che come modello, o Modello :-), qui è lui a lasciare un po’ a desiderare.
    Quello a cui faccio riferimento io nel commento, per quanto alto, è comunque imitabile. Uno dei classici del Cristianesimo si chiama proprio “L’imitazione di Cristo”. scritto qualche secolo prima che la Pnl ci invitasse a riprodurre i comportamenti dei comunicatori migliori :-). Una lettura interessante anche per chi non ha fede.
    Ancora un saluto da Marcello

    • Ciao Marcello,
      grazie per le tue precisazioni e per la lettura consigliata.

      Claudio

  • buongiorno, intanto a tutti voi! è proprio vero che nella vita c’è sempre da imparare e penso sinceramente che questo metodo ha molto da dire! intanto se si analizza i risultati finali delle situazioni negative , ci accorgiamo che sono gli stessi , prendersela o non prendersela , non cambia , quello che cambia è il ns stato d’animo , che cambia accidenti se cambia!!!!!! ci rovina il fegato!!! è il solo risultato che si ottiene arrabiandoci per le cose negative! è vero che è difficile essere contenti quando arrivano bollette da pagare e i soldi non ci sono ! lì la filosofia del non prendersela non è valida perchè le bollette non le paga , forse però affrontandole diversamente è vero non le paga , ma almeno il fegato resta sano. comunque, è un’argomento complesso , lo ammetto! mando a tutti un salutone. ida

    • Ciao Ida, grazie per il tuo commento!
      Porta di vcerto valore aggiunto a tutto quanto scritto in questo articolo…

      A presto
      Claudio

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