Vivere la vita del mondo è essere un lavoratore qualunque in mezzo a un campo. Vivere la vita del proprio cuore è essere un seminatore, qualcuno che trasforma qualcosa a beneficio di se stesso e delle altre persone coinvolte nella sua esistenza.

La principale missione dell’essere umano è seminare la propria essenza, coltivando il mondo come una divina fattoria della quale Dio erediterà il granaio. È Lui che ci ha lanciati con un suo soffio nell’Universo e che ci raccoglierà dalla terra. Servire ci rende partecipi dell’Universo e ce lo fa comprendere più a fondo“.

Bella vero?

Rileggi ancora una volta, con molta calma e attenzione, questa parte tratta dal libro “il giardiniere di Dio” dello scrittore brasiliano Cesar Romao, e poi riflettici sopra un paio di minuti…

Fatto? Bene, ora rispondi istintivamente a queste 3 domande:

  1. Anche tu sei un seminatore? (oppure  sei un lavoratore qualunque)
  2. Stai vivendo la tua vita come vorresti/come hai sempre desiderato? (oppure cerchi solo di sopravvivere)
  3. Credi fermamente che i frutti di ciò che hai seminato vedranno prima o poi la luce? (oppure speri che “un giorno” raccoglierai qualcosa)

Caro amico/cara amica di Piuchepuoi, se hai risposto NO ad almeno due di queste tre domande ti consiglio di leggere 10 volte l’estratto iniziale di questo articolo, prima di procedere… è solo un consiglio poi fai come vuoi, fai come hai sempre fatto, nessun obbligo, non devi certo farti condizionare ma temo che quest’articolo resterà solo uno dei tanti che avrai letto di sfuggita, magari neanche fino in fondo, magari vorrai commentarlo con un “bello, grazie Stefano” o cose simili… beh non farlo, a me non serve.

L’articolo deve servire a te e a nessun altro.

Oggi sono così, ancor più diretto del solito e senza troppi giri di parole ti confesso che se non metterai in pratica ciò che leggerai resterà solo aria fritta, avremo perso tempo sia io nello scrivere sia tu nello scorrere le righe frettolosamente sullo schermo. Non sprecare altri minuti perché è il tempo è prezioso e può elevare la nostra esistenza oppure renderla una tortura, una noia, con una quantità infinita di vere e proprie “perdite di tempo”!

Quindi interrompi pure qui l’articolo, poiché ciò che segue seminerà qualcosa solo in chi avrà VOGLIA DI SEMINARE e “quel giorno” potrà finalmente RACCOGLIERE.

Cosa seminare?

Se vogliamo raccogliere è necessario non tanto il seminare, quanto trovare il nostro buon campo in cui piantare il seme… e quando questo seme diventerà pianta, dovremo vegliare affinché  la zizzania non soffochi le tenere pianticelle.

Quindi la domanda iniziale è: cosa c’è dentro il tuo cuore? Amore, coraggio, divertimento, avventura, realizzazione, salute, ricchezza, qual è il più grande VALORE della tua esistenza, per cosa lotteresti con tutto/a te stesso/a?

Per cosa vale veramente (e pienamente) vivere?

Per prima cosa scopri cosa seminare, partendo dalle radici del tuo cuore, scavando dentro di te: attraverso la meditazione, la semplice riflessione, le arti marziali, le più disparate discipline olistiche, la PNL, tecniche o metodi sullo sviluppo personale, legge di attrazione, ipnosi e chi più ne ha più ne metta… cosa ti ispira di più?

Cosa ti permette di entrare in contatto con la parte più intima di te svelandoti il vero significato della (TUA) vita?

Dove seminare?

Io le ho provate tutte (o quasi), dalle tecniche di comunicazione a quelle di auto-ipnosi, dallo zen alla meditazione trascendentale, dalle arti marziali giapponesi a quelle cinesi, dalla legge di attrazione alla PNL, ma è stato il Reiki e nello specifico lo studio del ch’i, ki o prana (=forza o energia vitale) a farmi capire DOVE piantare il seme della mia vera natura, della mia essenza vitale. Quel campo che a lungo ho cercato (spesso senza un’idea ben precisa) e che poi ho finalmente trovato quando mi sono sposato, il 24 settembre di 6 anni fa.

Anno rivelatore il 2005, anno in cui ho frequentato il seminario Reiki di 1° livello e in cui ho trovato finalmente la mia strada, il mio campo… ma non parliamo ancora di me, parliamo della parola “SEMINARIO”. Questo vocabolo spesso associato alla casa ecclesiastica e che in senso spirituale può avere molto in comune: seminario deriva dal verbo latino “seminàrium” composto da “semen” (=seme) e dal suffisso “arium” (che indica il luogo dove si ripone il seme stesso).

Dalla mia sinora breve ma intensa esperienza, per capire dove seminare dopo aver scoperto quale seme piantare (=il valore principale della tua vita), devi trovare IL SEMINARIO che fa per te!

Indubbiamente sarà legato alle tue passioni, il tuo lavoro o le attività extra-lavorative, sarà affine al tuo stile di vita oppure potrà completamente rivoluzionarlo, anche se razionalmente è difficile capirlo, tutto verrà alla luce strada facendo…

Provare non costa nulla, anzi no scusa, di solito i seminari si pagano ;-) Il valore però sarà molto più elevato rispetto all’investimento che avrai fatto se il seminario sarà QUELLO GIUSTO per te!!!

Quando raccogliere?

Chi semina, prima o poi, raccoglie… ma anche no! Questo antico detto non sempre rispecchia la realtà, soprattutto se ciò che abbiamo seminato non corrisponde al nostro primario valore esistenziale e le possibilità si riducono ancor di più quando ci accorgiamo che il campo scelto non è quello giusto per noi…

Pazienza, perseveranza, spirito di sacrificio e sudore della fronte, queste le cose che ho imparato dopo aver seminato ciò che amo nutrire ogni giorno, obbendendo alle regole e soprattutto ai tempi della natura. Se semino pomodori in primavera in estate raccoglierò pomodori, se semino amore raccoglierò amore ma ci vuole sempre tempo, motivazione, entusiasmo, gioia di donare ancor prima di ricevere, senza alcuna fretta o scadenze particolari da rispettare. Quando il vero amore nascerà, ne raccoglieremo ancor più volentieri i meravigliosi frutti.

Le cose belle sono lente… come recita il titolo di un blog di Silvia, madre ricca di energia e moglie del mio maestro Max, una persona che mi ha donato un altro prezioso seme pochi mesi dopo il seminario Reiki del 2005. Arti marziali questa volta (e chi se ne intende dirà “che cavolo centra?!?”), ma con il Reiki centrano eccome!

Armonia, amore ed energia a piccole dosi che col tempo sono maturate dentro di me e quest’anno stanno iniziando a dare i primi meravigliosi frutti. Li ho assaporati, a piccoli bocconi, gustando ogni attimo di impagabile soddisfazione. Poi ne ho preso i semi, tre per l’esattezza, e ho scelto di donarli non al primo passante, ma alle persone che ultimamente sento più vicine al “mio” campo.

Ma non voglio anticipare troppo… il bello deve ancora venire e oggi posso solo ringraziare queste tre splendide persone a cui ho donato questi semi, tra Arti marziali e Cultura, tra Benessere e Spiritualità.

Proprio durante un  seminario di due giorni, condotto in mezzo alla natura, ho scoperto di essere un seminatore e ne sono felice. Ho aspettato 6 anni per arrivare a cotanta consapevolezza e gioia di coltivare qualcosa, come quella osservabile negli occhi di un bambino che scopre la bellezza della natura per la prima volta, sia nel meraviglioso rapporto con mia moglie Francesca, come nel Reiki e nelle arti marziali.

E tu? Hai tempo di aspettare o hai impazienza di raccogliere ciò che hai seminato? La fretta è una cattiva abitudine, credimi, dai tempo alle cose e vedrai che le cose belle verranno da sole (o quasi :)

buona semina,
Stefano

N.B.: anche se sanno già quanto gli sono grato per avermi concesso di donare loro i primi semi del… grazie di cuore SIMONE, SIMONA e FEDERICO!!!

8 Commenti

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  • Luisa

    Che meraviglia scoprirmi agricoltrice di me stessa! Nel mio orticello della vita sto seminando semi di Apprendimento, semi di Salute e semi di Impegno contornati da un bel po’di semi di Amore… e le pianticelle stanno venendo sù molto bene e di alcuno ho già raccolto i primi frutti. Qualche volta esce qualche erbaccia, ma con la mia tagliaerba Costanza tutto si rimette a posto!

    Grazie per questo bellissimo post!
    Luisa

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  • Anna

    Ciao Stefano e grazie per il bellissimo articolo. Ho risposto due si e un no alle 3 domande. Il mio no alla terza è dettato dal mio attuale stato emozionale. Qualche tempo fa ho conosciuto una persona favolosa, insomma proprio la persona alla quale donare i propri semi. La storia è lunga ma posso riassumerla così: per paura questa persona, che inizialmente condivideva con me, adesso sfugge e non accetta più questi miei semi Stefano. Allora ho scelto il campo sbagliato? Ho troppa fretta di raccogliere? Fatto sta che questa situazione mi logora e non so più come gestirla. Da ormai 2 anni sto facendo un cammino di crescita personale (PNL, legge di attrazione…) ma non riesco ancora a rassegnarmi a questa situazione.

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    • stefano bresciani

      Grazie a te Anna per il commento. Come posso rispondere ai tuoi interrogativi? Probabilmente il cammino è ancora all’inizio, occorre pazienza e determinazione, l’importante è non mollare mai! ciao e un grosso in bocca al lupo per la tua prossima semina.

  • lena

    ho sempre seminato…raccolto del bene e del male.. ma ora sono un contadino stanco (però ho solo 50anni!!)e non so più che fare

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  • carmela

    Ciao Stefano, mi è molto piaciuto il tuo articolo che è pieno di energia e trasmette forza. Condivido pienamente con te l’importanza dell’attesa nella vita di ognuno di noi, attesa che non è assolutamente perdita di tempo, ma somma di attimi che conducono alla conclusione di un’opera: se i vari attimi sono stati conditi da gioia, amore, partecipazione, il risultato della somma non può che essere positivo! Bravo.

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  • Francesco benesserefisicoementale.com

    Grazie per l’articolo Stefano.

    Il reiki è una delle poche cose che ancora non ho fatto ma leggendo il tuo post mi hai fatto venire voglia di approfondirlo…

    Un abbraccio Francesco

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  • Sabrina

    Non ti scrivo “bello, grazie…”
    Rileggendo la seconda volta l’articolo ho automaticamente pensato che il campo in cui seminare sono io!!
    Se semino in me consapevolezza, amore, rispetto, per me stessa, poi sono in grado di servire anche gli altri (inteso le persone che mi sono care) ma anche gli estranei (sono volontario CRI).
    Il problema è riuscire a rimanere saldamente attaccati alla consapevolezza di essere sulla strada giusta, quando dentro di me ho paura del giudizio altrui.

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    • stefano bresciani

      @Sabrina
      Interessante punto di vista il tuo, grazie per averlo condiviso. La consapevolezza è uno degli aspetti ai quali cerco sempre di rimanere attaccato anch’io ;-) Alla prossima!

      @Francesco
      Grazie a te per il commento, il Reiki va approfondito te l’assicuro l’importante è trovare il maestro giusto… buon lavoro e in bocca al lupo per il tuo bellissimo blog!

      @Carmela
      Mi fa piacere, io scrivo animato dall’energia ed è bello sapere che riesco anche a trasmetterla tramite semplici parole.. Condivido in pieno ciò che dici, ciao!

      @Lena
      Hai detto bene, hai solo 50 anni e non è mai troppo tardi per riprendere a seminare (conosco contadini di 70 anni che lo fanno ogni anno!)

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