Dimmi come cammini e ti dirò chi sei.

Non parrebbe vero, ma è così. Non è una battuta ad effetto: è una strategia che potrebbe portarti lontano.

Mi ricordo la battuta in un film di alcuni anni fa in cui il protagonista spiegava a chi non aveva probabilmente molta famigliarità con gli esseri umani qualcosa degli incredibilmente originale. La battuta è questa:  “Ogni piede, una scarpa; ogni scarpa, una diversa camminata e ogni camminata una diversa concezione del mondo”.

Quando la sentii per la prima volta mi portò a ridere naturalmente perché il senso è quello di portare le persone a collegare una realtà apparentemente banale come un  paio di scarpe con la concezione del mondo. Un passaggio dalla  semplicità quotidiana a una questione quasi metafisica.

Sì, è così e se ridere si vuole, non sarebbe male farci anche due riflessioni.

Ho capito quanto è vero. L’ho capito guardando le persone: ero fuori a passeggio e per una banale coincidenza (un signore che passava assomigliava molto al protagonista di quel film) mi sono seduto sulla panchina e mi sono soffermato guardare la gente che sfilava davanti a me.

Diamine quant’era vero! Ho osservato una quantità di scarpe diverse, da uomo, donna, bambino. Ma quanti tipi di scarpe ci sono! Infradito, scarponcini, stivali e mocassini, scarpe da ginnastica  e da passeggio. Una quantità sterminata: alcune originali all’inverosimile, altre  color oro, altre che sembravano dei dopo sci. La curiosità per le scarpe mi ha portato a osservare come le persone camminano.

Ogni scarpa una camminata diversa. Si è proprio così.

Ma quel che più sorprendente è che è vero che dietro ogni camminata puoi intuire una diversa concezione del mondo. Noti subito il passo frettoloso, ma non ti può sfuggire il passo lento, quello trascinato  e poi quello nervoso,  inquieto, insoddisfatto. Vedi anche una camminata arzilla e attenta, quella posata e quella di chi sta cazzeggiando. Chi corre e chi non ha voglia di arrivare, chi è in ritardo e chi non gliene fraga niente, chi ha un dispiacere grosso e chi pensa ad un incontro piacevole. Chi sta andando dal commercialista, chi in farmacia, chi in chiesa e chi al cimitero. Chi va allo stadio, chi va verso il divano, chi va in bagno e chi va a farsi benedire.  Infinite camminate diverse.

Diversa concezione del mondo. Un proprio modo di concepire la vita. Un modo personale di stare questo mondo. Di sentire il contatto con la terra. Di gustarsi il percorso o di sopportarlo. Pensare solo da arrivare o gustare i passi per arrivarci.

Ho deciso allora di porre attenzione a come cammino. Mi insegnerà qualcosa della mia visione del mondo.

Fai attenzione anche tu.  Osserva la tua camminata e imparerai tantissimo su di te.

Scoprirai presto se ti interessa la meta o chi stai diventando oggi  mentre la stai raggiungendo.

Un abbraccio.

2 Commenti

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  • Andrea

    Interessante questo articolo!
    E’ vero,per osservare gli altri mentre camminano occorre guardare alcuni particolari, fra cui anche visivi… Anche se sono cieco dalla nascita posso rendermi conto che osservare gli altri mentre camminano possa essere molto piu’ facile che meditare sulla propria camminata, e questo perché nel momento che si osserva un’altra persona si e’ dissociati. Per quanto mi riguarda, quando cerco di osservarmi (di meditare) quando cammino (o faccio altro) tendo a cambiare il ritmo delle mie attivita’ o il modo di portarle avanti, in altre parole sapresti suggerirmi in che modo rimanere focalizzato sulla propria camminata (o su cio’ che si sta facendo in generale) in modo dissociato?
    Per rendere meglio l’idea di come mi sento nel momento in cui medito mentre svolgo una qualsiasi attivita’, per chi scrive velocemente al computer, provate a meditare mentre premete i tasti. Cambia il vostro ritmo di battitura o rimane invariato?
    Grazie,
    Andrea

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    • mauro turrini

      Ciao, Andrea. Grazie infinite per il tuo commento. Interessante quello che scrivi.
      Tu hai sicuramente sviluppato una sensibilità che solo un non “vedente” può avere
      nella sua esperienza del mondo. Tu vedi le cose in un modo unico, perché tu senti come
      nessun normodotato sente.
      Bisogna in ogni caso andare all’essenzialità delle cose e tutto deve convergere nella sola
      focalizzazione che conta davvero, ossia verso la sola sapienza.
      E, diceva Eraclito già 2500 anni fa, “esiste una sola sapienza: riconoscere l’intelligenza che governa
      tutte le cose attraverso tutte le cose”. Focalizzati su questo e ti assicuro che basterà.
      Un abbraccio grande, Andrea. Di cuore.

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