fare-centroLa maggior parte della gente, anche quando è intellettualmente ben dotata, è spesso emotivamente disastrata ed insoddisfatta perché manca di praticità e di esperienza: non sa come uscire dal suo stato di insoddisfazione. E magari vorrebbe dare un’aggiustina al proprio cervello! E invece basta accettare la situazione per  eliminare l’insoddisfazione e sentirsi subito meglio!

Lo senti come tuona il predicatore dal pulpito e come strombazza il politico? Lo vedi com’è convincente lo psicologo e come è suadente lo psichiatra?

Sembrano persone tutte ammodo. Ma non è detto che sia proprio così!

Quando il prete fa il suo predicozzo non è lui che parla, ma la sua mente superiore! La mente superiore o archetipica o idealistica è sempre perfetta, ma chi se ne sta servendo può avere benissimo tanti problemi! Insomma, è molto probabile che il predicatore fa proprio quelle cose che dice ai propri fedeli di non fare.  D’altra parte, anche lui è un essere umano!

Quando l’uomo politico arringa la folla, non è lui che parla, ma la sua mente superiore archetipica. La sua mente superiore sa cosa vuole ascoltare la gente e lui si lascia trasportare dal fervore del suo discorso e fa tante promesse che poi non può mantenere. Anche il politico è un essere umano!

Quando lo psicologo elargisce i suoi saggi consigli, è la sua mente superiore che parla, ma anche lui potrebbe avere le stesse preoccupazioni del suo paziente, anche se questi non lo sa. Anche lo psicologo è un essere umano!

Quando lo strizzacervelli prescrive un farmaco miracoloso, è la sua mente superiore a suggerire la ricetta. Lui spesso ha le stesse preoccupazioni dei suoi clienti. Anche lo psichiatra è un essere umano!

Dunque, anche coloro che simbolizzano la perfezione nell’immaginario collettivo, vorrebbero dare una aggiustatina al proprio cervello! Tutti si dibattono tra problemi quotidiani, vanno soggetti a dispiaceri e frustrazioni e tutti commettono errori e fanno scelte sbagliate! Una persona espertissima in un campo, è spesso completamente imbranata in altri settori. Nessuno è completamente esperto della vita e perciò tutti prendono decisioni errate e spesso si trovano in difficoltà. Dunque, tu non sei sbagliato, sei esattamente come gli altri: e allora perché ti accanisci così tanto a voler essere diverso da come sei?

Una persona per sentirsi contenta deve accettare di sentirsi scontenta, anche perché è impossibile essere bravi in tutto. E soprattutto non si può diventare subito eccellenti. E non si può essere sempre in piena forma. Un individuo diventa pratico e disinvolto proprio dopo aver accettato di essere imbranato e rigido. Soltanto quando accetta di essere quello che è comincia il suo cambiamento.

Le qualità opposte dovrebbero sempre convivere in noi in modo equilibrato, ma spesso succede che coltiviamo una caratteristica e tralasciamo quella opposta. Noi diventiamo esperti nelle cose che ripetiamo ogni giorno e diventiamo carenti nelle cose che trascuriamo. Pertanto nessun essere umano è completo o perfetto: chi ci consiglia in un dato campo, ha bisogno dei nostri consigli in altri campi. E dunque, se anche chi predica dall’altare ha suoi difettucci, impariamo ad essere più indulgenti con noi stessi, anche se dobbiamo rimboccarci le maniche per migliorarci. E a proposito di propositi, ricordati che senza sacrifici, senza impegno, senza determinazione non si combina nulla di buono nella vita! Ma non è mai tardi per mettersi in gioco!

Purtroppo c’è quasi sempre un abisso tra la realtà e le nostre aspettative, tra ciò che realizziamo e ciò che vorremmo. Inoltre, spesso immaginiamo che gli altri siano più felici, più fortunati, più dotati di noi, e questo è il principale motivo che ci rende insoddisfatti, che ci fa stare male. Se non comprendiamo che la realtà è sempre diversa dalle apparenze, e lo è per tutti, non riusciremo mai ad accettarci completamente. E invece l’accettazione di sé è il perno di ogni miglioramento e di ogni realizzazione! Manda un bacio a quel tizio… che vedi ogni giorno nello specchio! Accetta tutte le tue imperfezioni presunte o reali che siano ed esse spariranno in un attimo… ovvero non ti daranno più fastidio, non saranno più un problema per il fatto semplicissimo che l’hai accettate!

La gente manca spesso di senso pratico della vita e vive di troppa immaginazione, di troppe aspettative, di troppi desideri e sogni irrealizzabili e quindi vive spesso fuori dalla realtà! Tutti noi abbiamo troppe identificazioni e ci ritroviamo un io ipertrofico, ossia esteso a tantissime cose materiali e a tante relazioni (soldi, casa, automobile, cane, gatto, moglie, amanti, ecc. ecc.). Quindi più sono le cose che possediamo e con le quali ci identifichiamo, più ci sentiamo minacciati, e abbiamo paura che ce le portino via. E non appena l’amigdala avverte una piccola minaccia, ci mette immediatamente in tensione e abbiamo paura di perdere le nostre cose e ci attacchiamo ad esse ancora di più.

Fino a quando ha troppi desideri e identificazioni nella propria testa, l’uomo sarà sempre insoddisfatto! Anche perché quando riesce ad ottenere, dopo tanti sacrifici, quello che bramava ardentemente, si accorge della sua vacuità e resta deluso. Non si sente più felice come aveva erroneamente sempre creduto. Purtroppo, la forza dei desideri supera di gran lunga la forza di volontà perché questa dipende dalla coscienza, mentre i desideri provengono dall’inconscio che è estremamente più potente. E infatti i desideri rappresentano il motore della vita, sono la forza trainante, e quindi senza desideri la vita sarebbe impossibile. Ed è questo il dilemma: senza desideri non si può vivere, ma la loro realizzazione non è mai facile e ciò ci fa soffrire!

In effetti, ogni cosa ha sempre due facce: una buona, per così dire, e una cattiva. Spesso noi cerchiamo soltanto la parte buona e ignoriamo che assieme alla parte buona dobbiamo prenderci anche quella cattiva.

Non solo, anche quando otteniamo tutto quello che desideriamo, e ci sentiamo felici e soddisfatti, dopo un po’ ritorna l’insoddisfazione. Anzi più abbiamo e peggio è per quanto detto a proposito delle identificazioni e dell’io ipertrofico. E tuttavia l’insoddisfazione ci aiuta a vivere anche se non ci piace perché ci spinge a cercare la soddisfazione e quindi ci costringe a migliorare, ad agire, a non vivere nell’ignavia! L’insoddisfazione fa da contrappeso e richiamo alla soddisfazione, proprio come il cattivo tempo serve a controbilanciare il bel tempo. Analogamente, l’infelicità fa da equilibrio alla felicità, proprio come il buio della notte si alterna e si compensa con la luce del giorno.

L’insoddisfazione è proprio come il fallimento: è il prezzo da pagare per raggiungere la soddisfazione, la gioia e il successo! Come dice Robin Sharma in La tua grande occasione: «Le cazzate sono le tappe verso la perfezione». L’insoddisfazione è come la fame che ci costringe a mangiare tutti i giorni; e ci costringe anche a procurarci da vivere! E quando mangiamo, oppure facciamo l’amore o riusciamo nei nostri intenti, ecco che l’insoddisfazione si trasforma in soddisfazione. Almeno temporaneamente….

In fondo, è proprio questa la felicità! E’ la scarica della tensione diventata troppo forte, tensione che ci siamo procurati noi stessi per effetto del nostro desiderare. L’orgasmo è sicuramente il migliore esempio! Quando scarichiamo la tensione noi siamo momentaneamente felici e soddisfatti. Se mancasse l’insoddisfazione, non ci sarebbe la tensione e quindi neanche la scarica che ci consente di sentirci felici.

Per esempio, tutti soffriamo per amore, eppure non ne sappiamo fare a meno, l’amore ci piace tanto anche se ci fa impazzire, anche se ci fa soffrire. E allora ammettiamolo: è proprio il soffrire la nostra vera essenza vitale: la sofferenza è il prezzo da pagare per ottenere la felicità!

E dunque è l’eccesso di insoddisfazione, ovvero la totale assenza di soddisfazione che deve preoccuparci, non quella normale, comune a tutti gli esseri viventi quando si trovano in stato di disagio o di mancanza di omeostasi.

Come ho messo bene in chiaro ne “La felicità a portata di mano”, nel medio lungo periodo dal male nasce il bene e dal bene nasce il male, perché questi due vettori, ossia il bene ed il male, così importanti per l’umanità, camminano sempre a braccetto come le due facce della stessa medaglia e si alternano in continuazione come il giorno e la notte e le quattro stagioni. Credere che soddisfacendo tutti i nostri desideri saremmo come nelle favole, per sempre felici e contenti, è totalmente falso. E tuttavia noi dobbiamo sempre anelare alla felicità e darci da fare per procurarcela, proprio per compensare l’infelicità che altrimenti prenderebbe il sopravvento spezzando l’alternanza e la nostra stessa vita!

Purtroppo si nasce piangendo, e le coccole della mamma che ci fanno tornare il sorriso sono disponibili soltanto fino ad una certa età. Poi bisogna crescere, bisogna diventare adulti, bisogna diventare autonomi: non dobbiamo più dipendere dagli altri, né tanto meno dalle opinioni altrui. Il che non ci vieta di cercare aiuto in caso di bisogno.

E dunque, non è necessario dare una aggiustatina al tuo cervello per far sparire l’insoddisfazione. Siamo tutti nelle medesime condizioni. Quello che non c’è causa la nostra insoddisfazione e quello che c’è non ci basta mai! E allora ti conviene accettarla una volta per tutte questa benedetta insoddisfazione, senza stare eternamente a lamentarti e a recriminare sulla tua presunta sfortuna e sulle tue presunte inadeguatezze: solo così puoi mettere fine alle tue frenesie mentali e trovare la serenità!

L’insoddisfazione fa parte della vita correttamente vissuta, e non è un male ma un bene perché serve a spronarci! Se esistesse per assurdo anche una sola persona sempre soddisfatta, sarebbe la fine per il genere umano perché nessuno si darebbe più da fare per migliorare e progredire. Se mancasse del tutto l’insoddisfazione dopo un po’ ci annoieremmo mortalmente perché anche le cose più belle come il sesso, il cibo e il divertimento dopo un certo tempo ci stancano. Non esiste il bene assoluto, ma tutto è relativo! Ed è per questo che la vita, saggiamente, in un modo o nell’altro, ci porta sempre via le cose più belle…. per farcele desiderare di nuovo!

Per rendere normale, ossia non eccessiva, l’insoddisfazione e i suoi effetti perniciosi come il vittimismo, il rimuginamento e la tristezza, c’è una sola cosa da fare: accettarla! Accettando l’insoddisfazione come una condizione di vita normale, essa cessa di infastidirci e di farci sentire male. In fondo è esattamente come la morte. La morte è inevitabile, sappiamo bene che prima o poi dovremo morire, eppure stiamo benissimo, non ci preoccupiamo della morte! Non pensiamo alla morte per la maggior parte della nostra vita. E allora perché pensiamo così tanto all’insoddisfazione?

Quindi, quando tu mi dici che ti alzi sempre insoddisfatto e stanco la mattina, la risposta è questa: per sentirti soddisfatto devi assumerti le tue responsabilità e rimboccarti le maniche, ossia devi apportare i necessari cambiamenti alla tua vita e migliorare le tue relazioni. Devi renderti conto che sei tu stesso a metterti nei guai. Se ti senti insoddisfatto, vuol dire che la vita che conduci è sbagliata e quindi devi apportare dei cambiamenti.

E siccome ogni cosa ha sempre i pro e i contro, vuol dire che nel tuo caso i contro superano i pro e quindi devi rimboccarti le maniche! Per esempio, devi cambiare partner o cambiare residenza, anche se è doloroso. Se non vuoi perdere i pro, per esempio i pranzetti sfiziosi e le nottate d’amore incantevoli, ti devi tenere anche i contro, e nel tuo caso, sposare la tua amante che ti fa pressione in tal senso, anche se è già al terzo divorzio e ha due figli adolescenti che sono una peste!

All’inizio di ogni cammino si rischia sempre di smarrirsi o di cadere molte volte, ma se non si accetta di cadere, si resta al punto di partenza. E’ questa la differenza tra le persone pratiche e disinvolte e quelle impacciate e ridicole: le prime accettano di cadere e fanno esperienza, per cui diventano ben presto sicure, disinvolte e brillanti, mentre le seconde non vogliono uscire dalla propria zona di sicurezza perché hanno paura di farsi male e perciò non migliorano mai. Se non prendiamo mai la parola in pubblico, non diventiamo mai disinvolti, né tanto meno dei bravi oratori; se non ci abituiamo a ballare in mezzo alla gente, ci sentiremo sempre impacciati e insicuri anche se a scuola (di ballo) siamo abbastanza bravi!

Per sentirsi soddisfatti occorre affrontare l’insoddisfazione, ossia occorre accettare di sbagliare e di farsi male. Appare evidente che l’insoddisfazione infierisce soltanto su coloro che hanno difficoltà a passare all’azione essendo bloccati dai pensieri disfattisti, dalle credenze limitanti e dalle paure. Accetta la tua goffaggine iniziale ed obbligata, accetta le critiche, gli insuccessi e le umiliazioni, mettiti in gioco come fanno tutti i vincitori e le persone normali e vedrai che sparirà rapidamente la tua insoddisfzione, anzi spariranno tutte le tue paure e tutti i tuoi problemi. La peggiore sorte capita a chi rimugina troppo, a chi non passa all’azione perché la tensione ( lo stress) non si scarica mai!

Forse tu sei caduto così tante volte che ormai non hai più la forza di rialzarti. Hai provato tante volte ed è sempre andata male. Hai avuto troppe delusioni. E hai perso la fede in te stesso. E sei diventato masochista. E hai rinunciato per sempre. In realtà tu non hai provato abbastanza volte e probabilmente il tuo traguardo era dietro la curva. Probabilmente sei vicino alla vetta e non lo sai! Fa’ l’ultimo sforzo. Accetta di cadere per l’ultima volta. Accetta fino in fondo l’amaro e vedrai che presto diventerà dolce. Non aspettarti la manna dal cielo: impara a procuratela con il tuo impegno quotidiano.

Accettati, approvati, amati sempre, anche quando le cose vanno male: questo è il segreto per sentirti soddisfatto e realizzare molto nella vita. La più grande lezione della vita è proprio questa: accettarsi sempre e comunque, e quindi amarsi e approvarsi anche quando ci sono i fallimenti, perché l’accettazione e l’amore di sé sono la migliore medicina per il proprio sviluppo personale e la propria realizzazione. Chi si accetta crede in se stesso, e credendo in se stessi si supera qualunque ostacolo.

Una persona non si accetta quando ha standard troppo elevati e ciò danneggia la sua auto immagine e il modo in cui si percepisce, abbassa l’autostima e lo fa sentire insoddisfatto e inadeguato. D’altra parte, proprio perché ha obiettivi molto elevati, per raggiungerli è costretto a sottoporsi a sforzi notevoli, e sottoponendosi a tali sacrifici probabilmente è anche sulla via della realizzazione. In fondo ogni essere umano è fatto così: c’è chi raggiunge prima l’auto affermazione e chi invece ci mette più tempo, e purtroppo c’è anche chi non fa in tempo a realizzarsi in questa vita….

Ma c’è anche chi riesce ad accontentarsi dei traguardi già raggiunti e sa apprezzare e amare le cose che ha: ed è sicuramente una persona felice e soddisfatta perché accetta la sua condizione. Ci si può sentire felici, soddisfatti e realizzati anche con poco, e si può essere infelici, insoddisfatti e irrealizzati anche se si ha molto: la differenza la fa proprio l’accettazione di sé!

I problemi, gli errori, i fallimenti, le recriminazioni, le malattie, tutti i malesseri persistono soltanto perché noi non li accettiamo e perché ci ribelliamo: è proprio la nostra resistenza all’accettazione della realtà la causa dei nostri mali e non i mali in sé! Anche i nostri difetti fisici ci angosciano così tanto, sopratutto durante l’adolescenza, soltanto perché ce ne vergogniamo e ce ne facciamo un problema, ma il problema persiste proprio perché non ci accettiamo rifiutando di essere come siamo!

Occorre precisare che chi si accetta non è un fannullone o una persona di poche pretese. In realtà è spensieratamente impegnato e attivo, ossia non è troppo attaccato ma neanche troppo distaccato nelle cose che fa; si arrabbia raramente e proprio quando è necessario perché ha abbastanza pazienza; non prova invidia, ma si sente stimolato a impegnarsi di più dai successi altrui; e non è né troppo orgoglioso, né troppo umile, ma abbastanza dell’una e dell’altra cosa….

La virtù non è mai data dall’eccellenza che è valida soltanto in campo sportivo, rischiando tuttavia di rompersi l’osso del collo; ed è valida nel campo artistico – professionale, rischiando però l’incompetenza in altri settori ed il fallimento in campo sentimentale – familiare: ma in campo morale ed etico la virtù è sempre data dal giusto mezzo, dall’equilibrio degli opposti!

Chi si accetta così com’è, con tutti i suoi difetti, rende sempre al massimo senza sforzarsi più di tanto perché è sempre presente nel qui e ora, è sempre attento a ciò che succede intorno a lui ed è completamente assorbito da ciò che sta facendo in ogni momento della giornata, e pertanto non è disturbato o ossessionato da pensieri angosciosi legati alle proprie aspettative e ai propri attaccamenti: è contento e si gode la vita.  

Quando siamo totalmente assorbiti dal nostro lavoro – a me capita soprattutto quando mi dedico all’orto – ossia quando mettiamo la massima attenzione in ciò che stiamo facendo, ci rilassiamo in modo favoloso perché non pensiamo a niente, per cui la mente non si sforza e non fa assolutamente nulla: osserva soltanto, si riposa, si acquieta e noi smettiamo di sentirci scontenti.

E’ proprio l’auto accettazione che alimenta in modo pazzesco l’autostima! E dunque, chi non si accetta è un vero masochista! Chi si piange addosso (anziché darsi da fare) lo farà per tutta la vita!

 

47 Commenti

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  • Pazeros

    Caro Pasquale, mi sono trovata spesso negli ultimi 2 anni a cercare conforto leggendo articoli incoraggianti come il tuo. Mi sento decisamente insoddisfatta, ma comunque tento di farmi coraggio, dicendomi e ripetendomi molte dele cose di cui parli nel tuo articolo. Penso di essere maturata molto negli ultimi anni, imparando ad accettare i miei difetti e modificare modi di percepire me stessa che ero totalmente sbagliati e per questo mi facevano soffrire. Sono pero’ arrivata ad un punto in cui nemmeno questo mi basta piu’, cerco di affrontare la vita con serenita’, essendo felice delle piccole cose e apprezzando tutto cio’ che mi sta attorno ma all fine la sensazione di insoddisfazione e’ troppo forte. Spero sia solo una cosa temporanea e di trovare presto la mia stabilita’, probabilmente non ho ancora raggiunto il mio traguardo ma spero caldamente di essere vicina.

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  • maryluna

    Salve Pasquale, ottimo articolo mi è piaciuto tantissimo. Io lavoro tanto su me stessa, volgendo sempre i miei pensieri da negativi a positivi o addirittura partire con quelli positivi eliminando quelli negativi facendo finta che non esistono. Succede però che a volte ci si lascia guidare dalle abitudini sbagliate della nostra vita non riuscendo bene a capire cosa bisogna cambiare. Al momento la mia insoddisfazione viene dal fatto che non trovo lavoro. È da lì che viene la principale insoddisfazione.. Al momento non sono fidanzata, abito con i miei quindi il problema della sopravvivenza non è proprio imminente perché c pensa mio padre a lavorare per la famiglia, però è soprattutto per una realizzazione personale. Per potermi permettere di realizzare i miei bisogni come comprarmi qualcosa che mi piace senza che debba essere necessariamente qualcosa di cui ho bisogno per vivere tutti i giorni come comprarmi qualche vestito in più, che è pure importante non essendo per forza un pezzo di pane da mettere sotto i denti. E poi pensando a un domani, non posso stare sempre sulle spalle dei miei genitori! Un domani non molto lontano avrò bisogno del mio di lavoro per poter soddisfare almeno i bisogni primari per poter vivere. Questa è la mia principale preoccupazione. Vedo già ragazzi alla mia età che lavorano e mi sto dando da fare ma è difficile trovarlo. Comunque sia il suo articolo mi ha dato la giusta spinta. Mi ha aiutato a riaprire gli occhi su un aspetto che avevo involontariamente dimenticato. Vorrei sapere come si chiama il suo libro e su quale sito acquistarlo. Lo posso acquistare anche in una libreria qualsiasi?

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  • claudio

    Buongiorno Pasquale!
    Ci tengo a farle le mie più sincere congratulazioni per il suo articolo!
    Avendo trovato questo articolo altamente interessante, ci terrei molto ad acquistare il suo eventuale libro in cui amplifica e completa gli argomenti trattati in questo ottimo articolo.
    Potrebbe gentilmente indicarmi il titolo del libro ed il sito in cui lo possa acquistare?
    Complimenti ancora! Cordiali saluti, Claudio

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  • Laura

    L’articolo è molto bello, ma come si fa ad accettare degli aspetti di se che si detestano in maniera furiosa? Qualcosa che si ha bisogno di migliorare o ci farà sentire sempre assurdamente inadeguati ed inferiori? È davvero possibile?

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  • Erica

    Caro Pasquale,
    io sono la fidanzata di un eterno insoddisfatto.. ciclicamente nella sua vita rimette tutto in discussione e si aspetta che io lo supporti e lo sproni in tutte le sue follie.
    In questo periodo così difficile, lui ha comunque un buon lavoro, per il quale ha studiato, ha me, che senza falsa modestia penso di essere una brava compagna, conviviamo e abbiamo famiglia (non nostra) e amici… eppure c’è sempre qualcosa che non va, una volta è il lavoro, una volta è il fisico, ultimamente è la nostra nazione.
    lui sarebbe disposto ad andare all’estero al punto di andare a fare il lavapiatti, io non sono d’accordo, ho lottato e sudato per arrivare nella mia posizione (anch’io lavoro nel settore in cui ho studiato) e nn butterò tutto all’aria per il suo ennesimo capriccio.
    In altre occasioni, per esempio esperienze di lavoro, o di lunghi viaggi, l’ho sempre assecondato e spronato.. ma stavolta no. gli dico vai, poi al massimo vedrò se raggiungerti.. e lui mi dice che se va, va da solo. (Forse è una minaccia per convincermi?)
    Questa discussione ci sta allontanando sempre di più.
    Io lo amo, ma soffro terribilmente queste sue crisi… non so cosa fare, vorrei aiutarlo ad accettarsi ed ad apprezzare quello che ha, ma sembra impossibile..
    Infondo abbiamo 30 anni, io penso a costruire qualcosa avendo già buttato delle basi.. lui non ne vuole sapere.
    cosa posso fare?
    Grazie per la risposta..

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Cara Erica,
      se ho capito bene, il tuo fidanzato ha un elevato bisogno di importanza e per tale motivo incontra un sacco di problemi e non è mai soddisfatto.

      Basterebbe ridurre il suo senso di importanza interna ed esterna ed essere più autoironico (ridere di se stessi) per ritrovare la serenità e la soddisfazione,

      Se poi impara anche ad essere grato alla vita per tutte le cose belle che già ha, la sua vita cambia a 360°.

      Tanti auguri.
      pasqualefoglia

  • Emilia

    Grazie. Questo articolo mi è stato molto utile. Anche se nella mia vita faccio tante cose e non potrei lamentarmi trovo sempre qualcosa che non va. Mi paragono sempre con chi sta meglio di me o con chi fa quelle cose che io desidero fare ma non posso permettermi (es. viaggiare…). Dovrei accettare quello che la vita mi offre ogni giorno e lottare affinchè i sogni che ho possa realizzarli nel breve termine. Dovrei iniziare a pensare positivo e non paragonarmi sempre agli altri. Ma non ce la faccio.. Lo sento + forte di me..

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    • pasqualefoglia

      Ciao Emilia,
      in effetti non sei sola con queste problematiche. Come ho scritto in questo stesso articolo: “Noi diventiamo esperti nelle cose che ripetiamo ogni giorno e diventiamo carenti nelle cose che trascuriamo”. Tutto sta a cominciare e a ripetere…. per acquisisre una nuova abitudine.

      Il tuo problema è questa tua credenza negativa: “E’ più forte di me, non ce la faccio”. Trasformala in positivo e scrivila tutti i giorni finché non ti torna in mente da sola: “Se voglio posso. Ce la faccio di sicuro!” Seguimi sul mio blog pasqualefoglia.com e grazie x il commento.

  • Valentina

    Buongiorno Pasquale, ho letto le risposte che hai dato ai tuoi lettori, vorrei sapere se è qui che posso esporre i miei problemi ed avere dei consigli da te. In attesa di una risposta ti auguro una buona giornata.

    Rispondi
  • Pasquale Foglia

    Cara Giorgia,
    complimenti: a 15 anni sei già molto matura! E questo è sicuramente merito dei tuoi genitori! Duqnue il primo consiglio che posso darti è proprio quelo di ascoltare di più i tuoi cari, anche quando ti sembra che ti vogliano costringere a fare cose che a te non vanno. Ti assicuro: loro ne sanno molto più di te e vogliono soltanto il tuo bene!

    I pensieri negativi che ti vengono sono del tutto naturali, ossia vengono a tutti, e vengono spontaneamente, e forse sono anche un bene perché ci fanno aprire gli occhi. Però noi li dobbiamo neutralizzare con pensieri positivi che sono volontari e collegati al nostro senso di responsabilità.

    Se vuoi essere più accettata dai tuoi coetanei e avere molte amiche e amici non devi fare altro che sorridere di più a loro, a te stessa e alla vita.

    Il consiglio migliore che posso darti è questo: stai sempre attenta agli eccessi, ossia non esagerare mai in nulla, ma cerca sempre di equilibrare i due opposti, ossia il troppo e il troppo poco: per esempio non essere né spericolata, né troppo prudente; e anche non mangiare né troppo, né poco, ma giusto.

    Ti assicuro che non è facile, ma se ti abitui un poco alla volta diventi molto saggia e molto sicura di te stessa. Abituarsi significa che se qualche volta eccedi, poi devi recuperare, altrimenti acquisisci cattive abitudini.

    Ricordati che le abitudini sono tutto nella vita, quindi è importante acquisire buone abitudini.

    Tanti auguri.
    Pasquale

    Rispondi
  • Giorgia

    Salve,
    sono un’adolescente di quasi 15 anni, e non vedo un futuro davanti a me, perchè, essendo la figlia più piccola, sono sempre stata coccolata da tutti ma, verso gli 8 anni, i miei mi hanno fatto capire che non sono al centro del mondo e mi hanno sgridata severamente per i miei sbagli anche insignificanti (commessi perchè sono sbadata)…così la mia autostima è scesa molto in basso: non riesco ad apprezzarmi per il mio carattere, figuriamoci per il mio aspetto fisico!
    I miei coetanei mi sembrano tutti esuberanti, invece io da qualche anno sono diventata timida e silenziosa.
    Quest’anno ho iniziato a frequentare il liceo linguistico e ho la media dell’8 ottenuta studiando un’ora o due al giorno…questo mi fa sentire in colpa e soprattutto mi fa convincere che i ragazzi del liceo classico e scientifico si stiano preparando all’università e al futuro lavorativo molto meglio di me. Vorrei tanto passare al liceo scientifico l’anno prossimo (ovviamente recuperando gli studi di matematica, latino, scienze e informatica d’estate) ma i miei non vogliono, perchè mi ritengono una persona che cambia sempre idea soltanto perchè in questi anni ho voluto sempre cambiare le mie attività scolastiche così da provare cose nuove e conoscere persone(il che di per sè mi riesce molto difficile).
    Ho amici veri ma tra i miei e i loro impegni è difficile vedersi più spesso di una volta al mese.
    Secondo lei cosa dovrei fare? Non inseguo il divertimento, solo la tranquillità, ma più ci penso e meno sono serena. E’ come se la mia mente galoppasse e pensasse a così tante cose da sconvolgermi per poi riportarmi bruscamente alla realtà che tende verso il pessimismo. E non posso neanche confidarmi con qualcuno, visto che la mia famiglia ha precisato che ha un ruolo ben preciso nella mia vita, e ovviamente il suo non è il ruolo degli amici.
    Grazie in anticipo per il consiglio,
    Giorgia.

    Rispondi
  • Pasquale Foglia

    Caro Antonio,
    tutto ciò che noi sperimentiamo nella vita non sparisce mai in un attimo, anche se lo vogliamo con tutte le nostre forze. E meno male che è così.

    Nel tuo caso poi, comunque hai dovuto lasciare qualcosa che ti piaceva, o comunque a cui ti eri abituato, per cui l’inconscio – sempre lui – per poter cancellare le vechie tracce deve copiarci sopra qualcosa di nuovo…

    Insomma prima ti metti con un altra e prima ti dimentichi della tua ex.
    Tanti auguri!
    Pasquale

    Rispondi
  • antonio

    ciaoPsquale,da circa due mesi ho lasciato una ragazza che ho conosciuto quest’estate.ma non
    riuscivo a stare bene con lei,perche’ aveva un comportamento ambiguo, e non mi trasmetteva fiducia. il mio problema e’, che nonostante sono stato io a lasciarla e non mi ci metterei piu’ insieme,ci sto’ male… e questa cosa mi sembre
    molto strana. cosa mi dici a riguardo? nell’attesa di una tua preziosa risposta,ti saluto e ti ringrazio anticipatamente…

    Rispondi
  • Pasquale Foglia

    Cara Manuela,
    ti confermo la mia comprensione e il mio sostegno. Ti consiglio di diventare più flessibile sia con te stessa che con gli altri e di concentrarti su ciò che desideri e non su ciò che vorresti evitare. Questo è un errore che fa la stragrande maggioranza delle persone.
    La nostra vita può cambiare in meglio da un giono all’altro soltanto se ci rimbocchiamo le maniche ascoltando i consigli disinteressati e soprattutto imparando a conoscerci. Purtroppo dentro di noi -tutti noi – c’è una parte saggia e una squilibrata: tutto dipende da quella che prevale….

    Ti consiglio spassionatamente di leggere il mio saggio: “Se vuoi sbloccarti lanciati!” sottotiolo: “Senza uno sforzo di volontà sei un fallito!”.
    Tanti auguri.
    Pasquale

    Rispondi
  • manuela

    Sarò,per molti la classica persona ottusa che non vede aldilà del suo naso,lo so ,ma mi reputo, prima di una persona paranoica e con atteggiamenti stereotipati (che sicuramente sarò ,ci mancherebbe! )una persona ferita che se vuole sa anche come essere aperta agli altri. è che sto passando un brutto periodo,vorrei uscirne ma non ho trovato i mezzi.Conosco il fenomeno delle profezie auto avveranti ma non credo che mi riguardi.Non ho mai detto dentro di me”non piacerò a nessuno perchè non sono ricca, bella o intelligente” ho detto solo che tutto ciò non era per me dopo una serie di valutazioni, osservazioni discorsi uditi con le mie orecchie su come si valutano gli altri… per anni!Non importa che mi si risponda,era per specificare, appunto perchè il mio è stato uno sfogo di rabbia che poteva essere interpretato in diversi modi,e per me specificare che dichiaro questo dopo anni di esperienza e non a priori in base profezie è importante!Poi ognuno giudichi come vuole e grazie dell’attenzione!

    Rispondi
  • Pasquale Foglia

    Cara Manuela,
    confermo quanto ti dicevo nel primo nmessaggio: qualunque sia il tuo problema, se te ne assumi la responsabilità e lo accetti, ti rimbocchi le maniche e lo risolvi.
    Isolarsi non è mai un buon rimedio perché ingigantisce il dialogo interno…. e i pensieri negativi che non portano a niente di buono.
    La tua complessità può stemperarsi accrescendo la flessibilità, e cioè smettendo di essere rigida e stereotipata con te stessa e con gli altri.

    Pasquale

    Rispondi
  • manuela

    Poi vorrei concludere dicendo,visto che trovo interessante l’argomento,che accettandosi così come si è ,con tutti i pro e i contro,cosa che concordo assolutamente,si rischia di andare in contrasto con i membri di certi gruppi,se i loro usi e costumi non corrispondono coi tuoi,se ti adegui, non sei più te,se dai del tocco personale, puoi essere amato ma anche rifiutato, se l’ambiente è troppo ermetico.Per me e per chi vive il mio disadattamento,Qual’è la sua opinione,oltre l’accettarsi,che è sacrosanto;non dobbiamo voler essere diversi da ciò che siamo,ma appunto per questo non facciamo bene almeno a cercare di costruirci una vita di gruppo,una realtà, non velleitaria,ma semplicemnte più vicina al nostro modo di essere? O non accettare solo una determinata situazione significa già non accettare se stessi?Spero di essermi spiegata bene…

    Rispondi
  • manuela

    Non mi accetto perchè in quell’ambiente sono il frutto dei desideri parentali e non dei miei. I miei sono stati repressi, me lo sento. Ma Dovrò rassegnarmi.Degli altri me ne frego. Non è tanto il loro consenso che mi renderebbe soddisfatta,ma poter realizzare i miei desideri.Tendo poi semplicemente a isolarmi, non a dichiarare guerra.L’Altro se non capisce la mia complessità be… si diventa nemico in automatico…grazie

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  • Pasquale Foglia

    Cara Manuela,

    sei stata molto chiara nell’elencare i tuoi problemi relazionali, ma non sai la cosa più importante: tutto dipende soltanto da te stessa! Tu sei il classico esempio delle profezie autoavveranti!

    Non sono gli altri che non ti accettano, ma sei tu che non accetti te stessa e credi che gli altri non abbiano di te alcuna considerazione. Anzi, proprio perché non ti ami e ti accetti, ti comporti in modo tale che gli altri abbiano verso di te quell’ateggiamento di “ripulsa” in modo che tu possa vedere confermata la convinzione che “nessuno ti accetta”!

    Quindi, cara Manuela, hai scarsa stima di te stessa e costringi gli altri ad adeguarsi…. e a comportarsi verso di te in modo poco riguardoso.

    Sei tu che ti senti l’ultima ruota del carro! Se tu ti sentissi migliore, avresti un aspetto più solare e un comportamento più accattivante verso gli altri.

    Tu puoi risolvere tutti i tuoi problemi relazionali in un istante, sì dico bene, in un istante! Devi accettarti così come sei! Devi smetterla di desiderare di essere diversa da come sei.

    Ti devi approvare, accettare e amare per quella che sei. Devi guardarti allo specchio e farti l’occhiolino di compiacimento. Devi anche imparare ad amare il prossimo anziché vederlo come nemico o avversario. Devi imparare a sorridere quando ti avvicini alla gente.

    Se riesci a volerti bene nonostante tutto, la tua vita cambia all’istante! Invece se continui a lamentarti e a criticare il prossimo rischi di diventare… paranoica.

    Impara a sorriderti allo specchio…! Trasforma le tue credenze limitanti su te stessa nella convinzione di essere una persona importante e meritevole del rispetto degli altri! Ma per riuscirci devi essere tu per prima a rispettare e amare te stessa!

    Insomma, se non ti ami tu, come puoi pretendere che ti amino gli altri? Se non ti accetti tu stessa, come vuoi che ti accettino gli altri e siano più rispettosi verso di te?

    E comprati un bel vestito e va’ più spesso dal parrucchiere!

    Rispondi
  • manuela

    Forse risulterò antipatica o piena di me per il problema che vivo;io sto benissimo con me stessa,
    ma spesso mi capita di non sentirmi accettata dagli altri che giudicano superficialmente e soprattutto sul lavoro,c’è chi tutti i giorni cerca di farti sentire limitata, anche se non lo sei, per diversi motivi che non sto a specificare.
    A volte sembra che la gente mi tratti male perchè non la spavento abbastanza;ultima ruota del carro sul lavoro,giovane, non particolarmente appariscente e intelligente, non ricca…(sto elencando i canoni di giudizio degli altri non i miei complessi).Mi fanno tutti schifo,anche se poi,in fondo, io piaccio più agli altri più di quanto gli altri piacciano a me:io se non sono pericolosa,sono poi rassicurante alla fine dei conti,ma questo per me non è motivo di gioia,perchè tutti si permettono di trattarmi come la loro sorella o cugina che tormentavano da piccoli solo perchè sono disarmata e lavoro con scopa e paletta anzichè fare le dignosi.Poi, se ti lamenti, ti offendono e ti danno della paranoica.Capisco che bisogna accettare la propria vita,ma il diritto di vivere e lasciare vivere? Un sacco di volte ho chiesto di essere collocata altrove sul lavoro,ma mi hanno sempre boicottata,anche con modi arroganti e intimidatori.Il risultato è poi che ti maledici perchè capita a te e non ad un altro e se magari di base ti adori finisci con l’odiarti perchè l’essere te vuole dire tutte le cose che ho raccontato e che sicuramente non voglio accettare

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  • pasqualefoglia

    Ciao Barbara,
    se continui a piangerti addosso lo farai per molti anni ancora! Smetti di vedere sempre nero e decidi, ripeto decidi, di voler vedere tutto rosa. Tu parli di mantra, recita questo: tutto è bello, tuto è facile, tutto mi riesce! Ti assicuro che ha funzionato per tanta gente. Ma devi imparare a recitarlo a lungo. Lo devi gridare con tutta la tua rabbia. Devi tirare fuori la collera e la tua grinta. E devi sorridere e sentirti felice quando lo reciti ad alta voce o dentro di te! Devi imparare a sorridere. Devi imparare a sorridere e a ridere a crepapelle. E devi imparare anche fottertene di te stessa, ossia devi accettarti così come sei. Devi mandarti un bacio nello specchio tutte le mattine. Devi imparare ad amarti perché se non ti ami tu, nessuno ti amerà di certo! E devi anche muoverti, correre, fare ginnastica per produrre endorfine. E vedrai che le cose cambiano subito in meglio!
    Un abbraccio
    Pasquale Foglia
    Scrittore motivazionale

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  • barbara

    ciao, sono Barbara ed è la prima volta che scrivo… a parole penso che tutto quello che dici sia superlativo, ma se dalla nascita senti di essere uno sconfitto e non sai neanche il perchè e percepisci il mondo come un cumulo di paure come si può davvero uscire da tutto questo? con un mantra? non so…
    sono giovane, ma sento di aver fallito tutto, penso ogni giorno che ormai debba dimenticare i miei progetti, quelli che sognavo…
    spiegami come posso pensare positivo quando navigo in internet e mi imbatto in curricula lunghissimi, con tutto ciò che avrei voluto fare anche io ed invece sono ancora qua a piangere e disperare per tutto?
    aiutami grazie

    Rispondi
  • pasqualefoglia

    continua X Emanuela: ….magari votando le cinque stelline….. e leggendo il mio saggio “La felicità a portata di mano”: http://www.boopen.it/acquista/DettaglioOpera.aspx?Param=6676&NClick=9616

    Pasquale

    Rispondi
  • pasqualefoglia

    Cara Emanuela,
    grazie. Tu dici “Adoro chi scrive per aiutare!”
    E io ti rispondo che adoro le persone come te che manifestano la loro gratitudine.
    Pasquale

    Rispondi
  • pasqualefoglia

    Carissimo Antonio,
    tu pretendi troppo da te stesso! Amati così come sei; accettati così come sei. Sii felice delle tante cose che sei riuscito a fare. E ricordati che la felicità non è una cosa acquisita una volta per tutte, ma va riconquistata giorno per giorno, come fa la squadra di calcio capolista che ogni domenica deve difendere il suo primato!

    Decidi di essere contento di te stesso e smetti di lottare! Decidi di essere felice in un istante. Decidi di essere felice mentre mi leggi! Ri-las-sati! Fai tre respiri profondi. Fottetene di tutto! Ridi di te stesso! Sfottiti un po’ tu stesso!

    Tu hai preso la vita troppo sul serio, ma la vita ti mette, ci mette, ogni giorno alla prova, ogni giorno ci sfida… e se stiamo al suo gioco siamo fottuti! Ascolta la musica ad alto volume, canta a squarciagola, fatti grandi corse, e sfogati, liberati dalla tua rabbia. Dipende solo da te.

    Ricordati che “la felicità è a portata di mano e tutto dipende dai tuoi pensieri”. E’ normale avere pensieri tristi, pensieri negativi, ma ogni volta vanno sotituiti con pensieri postivi.

    ma ciò che più di tutto ti fotte, caro Antonio è questo: “SOLO CON I PENSIERI NEGATIVI CHE MI FACCIO, RIESCO A ROVINARE TUTTO PRIMA DEL TEMPO”.

    Appunto, con i pensieri negativi rovini ogni tua buona azione prima del tempo perchè diventano una profezia autoavverante. Se tu vedi negativo, la tua visione negativa trionfa sempre e ti fa perdere! hai chiesto tu al tuo inconscio di perdere e lui ti accontenta….! Ma se tu decidi di vedere positivo, se tu da oggi in poi trasformi tutto ciò che è negativo nella tua mente in positivo, diventi l’uomo più felice del mondo!
    Auguri!
    Pasquale

    Rispondi
  • ANTONIO

    CARO PASQUALE, IO NELLA VITA, HO SEMPRE LOTTATO PER DIMOSTRARE AI MIEI E A TUTTI CHE SONO UN GRANDE,HO GIRATO IL MONDO LAVORANDO, PER PIU’ DI 16 ANNI, CREDENDO DI TROVARE LA FELICITA’ MA NON E’ SERVITO A NIENTE. SONO MOLTO INSICURO, HO TANTE PAURE E FOBIE, SONO ARRABIATO CON IL MONDO INTERO E NON HO NESSUN AMICO, IL MIO UNICO SFOGO E’ LO SPORT. MA HO TANTA FORZA DI VOLONTA’ ED ENERGIA DA REGALARE, MOLTE PERSONE SI AVVICINANO PER AMARMI, MA IO METTO SEMPRE LE MANI AVANTI E PER PAURA DI ESSERE TRADITO ALLONTANO TUTTI. ORMAI STAR SOLO PER ME E’ NORMALE. SOLO CON I PENSIERI NEGATIVI CHE MI FACCIO, RIESCO A ROVINARE TUTTO PRIMA DEL TEMPO. HO LETTO MOLTI LIBRI, MA MOLTI, SONO UN PO’ MIGLIORATO MA NON RIESCO A LIBERARMI. ORMAI NON MI EMOZIONA PIU’ NIENTE. DAMMI QUALCHE CONSIGLIO GRAZIE.

    Rispondi
  • emanuela

    Carissimo esperto,
    io mi sto affacciando ora alla psicologia e Lei è riuscito a semplificarmi il percorso. Adoro chi scrive per aiutare!
    La ringrazio tanto

    Rispondi
  • pasqualefoglia

    Caro Angelo,
    credi davvero che soltanto la rabbia e la paura generino dolore? Io penso che siano tanti i fattori e le occasioni che lo producono; e dico anche: meno male che c’è anche il dolore.

    E sì perché dolore significa mancanza di gioia o di piacere.

    Possiamo essere, secondo te, sempre allegri e gioiosi? E come se ti domandassi: ti piacerebbe che il sole estivo non tramontasse mai?

    Beh, forse ti piacerebbe per qualche tempo, ma poi imploreresti il Signore che si porti via sia il sole e anche il piacere che esso dava!

    Ti ricordi il va e vieni del mio precedente articolo pubblicato sulla vecchia rubrica: “Il dolore: inquilino scomodo della mente”! Una espressione bellissima e molto significativa, e che va molto a pennello….

    Insomma, caro Angelo, il concetto per me è chiarissimo: il dolore si alterna con la gioia, o col buono o con la forza!

    Quando una 40ina di anni fa cominciai a leggere libri di psicologia credevo che gli psicologi fossero persone felici e lo volevo diventare anch’io. …

    Ho continuato a leggere e mi sono accorto che la gioia va e viene, anche se non soffro più come soffrivo da ragazzo, oggi posso dire per autentiche stupidaggini, ma allora non erano tali.

    E allora qual è la funzione del dolore? Il dolore serve a farci desiderare e apprezzare la gioia. Se non ci fosse il dolore, non sapremmo neanche cos’è la gioia. Tutto “nasce” con il va e vieni….! E continua sempre così per tutta la vita!

    Ma dove sta il problema? Il problema del dolore sorge quando non si alterna con la gioia, quando diventa stagnante, quando si impossessa della nostra persona e la distrugge! Ma è questa la situazione anomala, non il dolore in sé.

    Il dolore serve perché la gioia si esaurisce, e purtroppo si esaurisce più presto del dolore perché noi non siamo abbastanza evoluti e saggi. Siamo troppo attaccati alle nostre cose e l’eccessivo attaccamento procura sempre dispiaceri a non finire.

    Quindi noi dobbiamo evolverci non per eliminare il dolore, perché questo è impossibile, ma per imparare a sopportarlo meglio in modo da neutralizzarlo e promuovere il ritorno della gioia in tempi più rapidi.

    Pasquale

    Rispondi
  • Angelo

    Carissimo, ho passato nel pomeriggio un po di tempo a leggere Topolino, si è proprio così, spesso lo adotto come via di fuga da una realtà come la mia che mi pone davanti sempre e costantemente cose nuove impegnandomi con passione ma nello stesso tempo a consumare una
    grande quantità di risorse energetiche:
    La ricerca!!

    Eccomi pronto per una serie di nuovi quesiti.
    Certamente in seguito all’evento delle festività Natalizie potrai meditare con calma sull’argomento e ritornare per tornare poi con risposte cariche di significati, come è tuo solito fare.

    Il tema centrale è sempre la mente e la componente
    oggettiva in questo caso è il dolore. Bene!
    Noi esseri umani siamo “drogati” naturalmente e
    tanto più dipendenti e assuefatti da questa chimica naturale.
    Questo causa un concatenamento alternato di stati
    tra “piacere e dolore” e il bello della storia è che pochi lo sanno! Liberarsi da questa schiavitù è possibile secondo il tuo punto di vista, caro Pasquale?

    Un po per autoinduzione inconscia dei nostri pensieri automatici ed un po per ciò che ci arriva filtrato dai sensi, assumiamo spesso comportamenti che poi, in fondo ci portano verso il dolore; nei tuoi articoli hai già trattato questo argomento anche se in maniera indiretta ma sei stato chiarissimo ed esauriente; intendo accentuare questo concetto di “dolore” che rappresenta la “nostra vera gabbia”: è il più grande e reale
    dolore che l’uomo possa sopportare senza, talvolta, esserne consapevole ed addirittura è altrettanto dannoso per il sistema immunitario.

    Tu, caro Pasquale intravvedi una possibile via di fuga?
    E’ forse la Spiritualità, l’antidoto per eccellenza che per millenni le religioni
    hanno portato avanti in contesti storici sempre in evoluzione al fine di far capire all’uomo che c’è sempre un modo migliore per vivere?

    In base ai luoghi, alle culture, alle abitudini, ancora prima i miti che hanno dato poi origine alle religioni si sono ingegnate sempre cercando di anestetizzare all’uomo dalla grande sofferenza esistenziale dando poi significati più concreti al senso della vita: ma il dolore c’è tuttora, esste ancora!!

    Sono stati attribuiti al dolore significati religiosi che in fondo si accomunano tutti; come ho citato in precedenza in base alle varie culture umane, località e pensieri dominanti ciò che comunque accomuna tutte queste religioni, che dal canto mio sono tutte da rispettare, sono proprio attributi come il “SACRIFICIO” e il “DOLORE” il centro cardinale dell’Umanità.
    Questi due termini così scomodi, sono di per se la centralità per ottenere un sano senso all’esistenza, e come tu dici è l’opposto
    della medaglia DOLORE\FELICITA’!
    A questo punto comunque siamo di nuovo a capo, è l’alternanza continua, il ciclo perpetuo, il divenire e se ne siamo volenti o nolenti coinvolti in questo gioco, accentandolo cambia tutto!

    Suppongo che accettandolo ci disinquiniamo
    dalla doppatura delle sostanze chimiche che il nostro corpo ci manda in circolo nel sangue per resistere artificialmente a questo incubo e possiamo raggiungere il “SANO EQUILIBRIO”, una sorta di pace dei sensi e cmunque queste sostanze sono neurotrasmettitori, trasportatori di informazione e sono anche essenziali! Abbiamo dal canto nostro la ” LIBERTA'” di scegliere e decidere sulla nostra sorte ed ecco che arriva propizia la “CONSAPEVOLEZZA” in aiuto se la cerchiamo e molto spesso nascosta dalle
    nebbie dei nostri sensi e dall modulazione dei nostri pensieri, addormentata dalle miriadi di manipolazioni\ipnosi non volute che riceviamo a miliardi di bit al secondo, giorno dopo giorno.
    E allora un “RISVEGLIO” è proprio necessario per tutti quanti affinché si possa trasformare il “DOLORE” in ottimo strumento per ottenere risultati per ottenere uno scopo di vita di “ALTA QUALITA'”!
    Il dolore lo si può concepire e spiegare in termini medici, fisici, psicologici, religiosi,
    matematici, filosofici… insomma scientifici, e in particolar modo i GIGANTI, lo hanno spolpato e rigirato in tutte le maniere possibili cercando di annientarlo o renderlo sordo MA E’ SEMPRE VIVO E VEGETO e allora perché esiste ancora?
    Fin che noi continueremo a sopperire ai bisogni del dolore, lui sarà sempre al centro delle nostre attenzioni senza tardare a farsi sentire con forti pulsioni! Il dolore è essenziale, capisco bene ma lo si può anche far fruttare dando più importanza ai risultati che attraverso esso raggiungeremo!
    Una cosa è certa che tutti lo assaggiamo, purtroppo, chi intenso chi meno intenso ma tutti passiamo per di li!!
    Spostare l’attenzione dal sintomo alla causa e dalla causa alla conseguenza, per chi riesce a comprenderne il concetto è già un bel passo in avanti verso miglior autocontrollo sul proprio livello di dipendenza alla chimica del proprio organismo.
    Facile a dirsi e difficile da realizzare ma come in tutto, l’allenamento è la strada per raggiungere l’ECCELLENZA e in religione è chiamata
    “REDENZIONE”!
    Tutto torna molto chiaro per chi vuole capire, ma la grande “MACCHINA DELL’ IGNORANZA” è un’ostacolo eterno e chi la conduce è consapevole di POSSEDERE POTERE!

    (RABBIA + PAURA) = DOLORE
    (PACE + SAGGEZZA) = GIUSTIZIA & LIBERAZIONE

    Detto questo, in maniera un po veloce spero chiara, caro Pasquale, mi rimetto alla tua cortese attenzione affinché, con le tue abilità riordini queste mie riflessioni per renderle più appetibili e precise, è la tua arte di Competente Poliedrico, è la tua passione e ancor più missione di seminare conoscenza affinché coloro che sono assetati, possano dissetarsi alla fonte delle tue parole significative e ben articolate di un Italiano che ancora comprende l’importanza della propria lingua!

    Cari saluti ad una Persona veramente Speciale, Pasquale Foglia!

    Angelo Durante

    Rispondi
  • Pasquale Foglia

    Ciao Francesca,
    c’è sempre una prima volta. Ti consiglio di leggere anche altri articoli su piuchepuoi. Ci sono primizie favolose….

    Ti sono grato per il commento.

    Pasquale

    Rispondi
  • francesca

    Buonasera Pasquale..è la prima volta che mi capita di trovarmi su questo sito e sono rimasta veramente felice..aver letto queste sue parole mi ha reso il proseguimento della giornata più serena..mi sento più sollevata..e mi creda lo dice una persona che è perennemente e costantemente molto severa con se stessa..
    La stimo molto..sarebbe bello essere circondati da persone come lei..sarebbe più semplice e genuino anche un semplice sorriso!
    Buona serata

    Rispondi
  • giulia

    ciao ho cercato il tuo libro in libreria e mi dicono che non possono ordinarmelo… per favore fammi sapere come posso averlo, voglio tutto quello che hai scritto sei un grande! ciao giulia

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Cara Giulia,
      il libro si trova facilmente in Campania nelle librerie Guida e numerose altre. Fuori regione non ci sono ancora arrivato con le mie sole forze. Purtroppo, le librerie, a parte Unilibro, non possono ordinarlo perché l’editore Boopen non consente il conto deposito, ossia vuole essere pagato prima….! Per avere subito il libro basta però ordinarlo all’editore stesso, cliccando a questo indirizzo: http://www.boopen.it/acquista/ Nella pagina che ti esce trovi il mio libro e ci clicchi sopra, quindi fai l’ordinazione con carta di credito. Ovviamente devi registrarti come cliente. Te lo mandano subito. Se poi ti risulta difficile, scrivimi a questo indirizzo pasquale.foglia.44l@alice.it e provvedo io stesso.
      Un abbraccio da parte mia.

  • susanna

    Caro Pasquale,

    tuo articolo è pieno di positività!
    Mi è piaciuto molto il messaggio “ama e accetta te stesso!” che hai voluto lanciare.
    Volevo però portare una riflessione sul concetto di felicità da te esposto. La tua visione della felicità è come scarica di tensione, quindi preceduta da uno stato di infelicità/insoddisfazione; come una continua molla di alti e bassi.Quando tu dici che una persona per trovare la soddisfazione dovrebbe solo accettarsi e buttare le aspettative troppo alte, non stai forse dicendo che la sua felicità è dentro di lui,alla sua portata? In questo caso, accettando la propria insoddisfazione,una persona non diventa automaticamente soddisfatta?E le cose che desiderava non diventano illusioni di felicità, cose dalle quali pensava dipendesse la sua felicità?Inoltre il concetto di felicità ha molteplici aspetti; i buddisti credo non sarebbero d’accordo nel definire la felicità come una scarica, ma anzi come condizione di pace e tranquillità.Loro, infatti, cercano di spezzare il continuo altalenarsi di felicità e tristezza.
    Spero di aver proposto un’utile riflessione.
    Cari saluti
    Susanna

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Cara Susanna,
      le tue riflessioni mi mettono un tantino in difficoltà e quindi ti… sono grato. L’insoddisfazione scompare nel momento in cui ci si ama e ci si accetta, perché è causata sempre dal rifiutare la realtà del momento, dalla ribellione, dalla resistenza al cambiamento. Purtroppo, siccome i desideri in attesa di realizzaizone sono tanti, non è sempre facile accettarsi: bisogna crescere parecchio per accettarsi anche quando le cose vanno male. Ma questo è l’unico modo per uscire dal problema.

      La felicità è sempre a portata di mano…, ma purtroppo le aspettative elevate, le troppe identificazioni del nostro io e i relativi attaccamenti ci rendono la vita difficile. Coloro che si accontentano e apprezzano ciò che hanno sono le persone più felici, ma la maggioranza di noi non si accontenta. Noi cerchiamo il successo, la prosperità e la fama. E siccome non è mai facile raggiungerli subito, è ovvio che si “soffra” un pochino… strada facendo.

      Accettando l’insoddisfazione essa cessa di essere un problema, non ci fa stare più male, e quindi è come se scomparisse; ma per accettare l’insoddisfazione bisogna essere cresciuti di parecchio, anche perché i casi della vita a volte sono devastanti e distruttivi.

      La felicità perpetua non esiste. Non è vero che realizzando tutti i propri sogni si vive per sempre felici e contenti come nelle favole. Soddisfatto un desiderio, ne compare subito un altro più impegnativo e defatigante….

      La felicità è per lo più un attimo fuggente. Hai mai visto scherzi a parte? Quando, dopo che hai perso le staffe e sei fortemente teso (arrabbiato), ti dicono che è soltanto uno scherzo, cosa succede? Scompare la tensione e ti senti benone. Quando hai fame, come ti senti dopo aver mangiato? E quando non bevi da molte ore, come ti senti quando bevi? Quando hai litigato col partner, come ti senti quando lui ti porta un bel regalo? Insomma, ci si sente bene soltanto dopo uno scarico di tensione, come nell’orgasmo. Anche nel motore a scoppio ciò che fa funzionare il motore è proprio lo scoppio della miscela. L’acqua scorre da monte a valle in conseguenza del dislivello, che è appunto una tensione o differenza di potenziale tra due punti a livello diverso. Se manca il dislivello come in pianura, l’acqua ristagna e diventa putrida, a parte i laghi dove però c’è il ricambio. Dunque se manca la tensione tra come ci sentiamo ( a causa delle circostanze) e come vorremmo sentirci, anche noi ristagniamo, ossia siamo tremendamente annoiati!

      La pace e la tranquillità sono più o meno sinonimi della felicità, e comunque come questa non sono permanenti. E meno male che è così, altrimenti che noia e che barba!

      Spezzare l’alternarsi continuo tra gioia e tristezza? Come dire eliminare l’estate e l’inverno e portare a sei mesi la primavera e l’autunno…. Spezzare l’alternanza tra gioia e tristezza può essere molto pericoloso se succede qualcosa di molto grave (come per esempio l’invasione del Tibet da parte dei cinesi): chi cade in depressione non ne esce più perché manca l’alternanza!

      Noi dovremmo invece cercare di uscire il più rapidamente possibile dai momenti no della vita, e questo è possibile proprio attraverso l’accettazione di ciò che ci sta accadendo; ma non possiamo eliminare subito, né tanto meno per sempre, l’alternanza tra gioia e tristezza perchè tutto dipende dalla vita di relazione che, anche quando si vive in un convento, non manca mai di sorprese più o meno brutte. Un abbraccio

  • aldo

    Grazie per l’articolo, semplice ed efficiente, ti stimo molto, buon lavoro.Aldo

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Grazie Aldo, ricambio la stima.

  • Omar Tringali

    Grandissime parole Pasquale, questo è un mini-manuale preziosissimo da consultare spesso, quando siamo in un bivio o durante un momento critico dell’esistenza e vogliamo dare una svolta alla nostra vita, per brillare di luce propria e dirigerci verso la realizzazione nella nostra vita, con i piedi piantati per terra e il cervello, nonchè tutti i sensi, ben funzionanti, svegli e in cooperazione con noi stessi. Grazie mille e Buon Fine Settimana!!

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Grazie Omar, grazie per il tuo apprezzamento sincero. Auguri per il tuo blog.

  • graziella

    Ciao Pasquale,e’sempre un grande piacere ritrovarti(dopo la lunga pausa estiva).E come sempre le tue parole arrivano dritte al bersaglio;trovi sempre il modo per spronarci,incoraggiarci,sostenerci,sei l’AMICO che ci prende la mano e ci aiuta a risollevarci…quando i nostri desideri s’infrangono e la vita diventa frustrante.E pensare che basterebbe desiderare(amare)quello che abbiamo,godere del presente senza proiettarsi nel futuro e tanto meno nel passato.AMARE davvero ogni cosa che la vita ci propone,stare nel qui ed ora con sentita gratitudine.Spesso ci dimentichiamo che la nostra vita e tutto quello che ne consegue e’ un dono.Diamo tutto per scontato ed il nostro EGO pretende e piu’ pretende piu’ ci sentiamo infelici.Quando impareremo(come tu ci esorti)a” lasciare andare” solo allora verremo ripagati da una potente forza interiore che ci rendera’ liberi dalla schiavitu’ delle aspettative.Il carnefice che si chiama paura e che collassa le nostre povere vite svanira’come un sogno al risveglio.E se x un nuovo giorno perdo un po’piu’ di giovinezza,mi renderebbe felice sapere che in cambio ho acquisito un po’ piu’ di saggezza(x me e’ l’essenza dell’equilibrio).
    Ti abbraccio con affetto Graziella

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Ciao Graziella,
      mi fa piacere risentirti; e mi ha dato una grande gioia la lettura delle tue sagge e profonde parole. Dunque, per vivere una vita piena e appagante dobbiamo mettere attenzione nelle cose che facciamo, anziché farle automaticamente, in modo da essere, come tu giustamente dici, sempre nel qui e ora, ossia nella realtà e tenere lontani da noi i mostri della nostra mente. Ricambio con gioia l’abbraccio.

  • daniela

    Te l’ha mai detto nessuno (a parte tua moglie che rispetto…e saluto) che sei un “grande professionista”!? Scommetto tanti amici….
    Scusa l’ironia, ma sto cercando di emularti nelle battute scherzose tipo “Se non vuoi perdere i pro, per esempio i pranzetti sfiziosi e le nottate d’amore incantevoli, ti devi tenere anche i contro, e nel tuo caso, sposare la tua amante che ti fa pressione in tal senso, anche se è già al terzo divorzio e ha due figli adolescenti che sono una peste!”. a presto on line naturalmente….

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Cara Daniela,ultimamente sto facendo le letture giuste….perché nessuno nasce imparato! E ho trovato la mia strada della felicità…. Il mio prossimo saggio avrà questo titolo: “Essere felice dipende solo da te”. Sottotitolo: “Come acquisire serenità, prosperità e salute con il metodo del 50%”. Spero che almeno questo lo comprerai visto che non hai comprato “La felicità a portata di mano” (che forse si può già ritenere un best seller -quasi 400 copie vendute- per la maggior parte in Campania). Ti ringrazio per l’amichevole ironia che “accetto” con vera gioia.

  • Cinzia

    Ciao Paquale
    il tuo messaggio delle 7:42 mi fa pensare che stavi parlando con me…questo ha stuzzicato la mia curiosità e dunque ho letto subito il tuo articolo. Interessante come al solito e sembra proprio ispirato dalla mia natura “insoddisfatta” come dico io, senza motivo di esserla, aggiungo.
    Invece un motivo personalissimo c’è, non posso ovviamente pubblicarlo qui, ma spero che altri lettori trovino il “coraggio” di soddisfare i propri desideri senza mai perdere di vista la loro natura di esseri pensanti.
    Buona Giornata a tutti…un bacio a te

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Cara Cinzia,oggi è la giornata delle Cinzie e quindi è una magnifica giornata. Forse pensavo anche a te quando ho risposto all’altra gentilissima Cinzia. Dici bene quando scrivi: “sembra proprio ispirato dalla mia natura “insoddisfatta” come dico io, senza motivo di esserla”. Appunto, se ci pensi bene, la tua insoddisfazione nasce dal fatto che non hai mai scaricato quella particolare tensione…. ovvero non sei mai passata all’azione… e ci pensi continuamente rinforzando l’insoddisfazione. Bene, accettati e amati anche se sei un po’ fifona, anche se sei velleitaria: quando ti accetterai così come sei, con le tue paure e le tue incertezze, quando ti vorrai bene nonostante ti manchi quella particolarissima “esperienza”, solo allora ti sentirai bene e avrai abbastanza energie per fare il grande passo, o più probabilmente, per non averne più bisogno!

  • cinzia

    Caro Pasquale, iniziare la giornata leggendo un tuo articolo è come acere una iniezione di positività e fiducia, e questo è molto bello. Seguo da circa un mese i tuoi articoli e ciò che trovo veramente
    bello è la semplificazione a volte quasi disarmante di quelli che considero miei problemi, la risoluzione semplice a portata di mano…Grazie per accompagnarmi così bene e facilmente in un percorso di vero cambiamento. Cinzia

    Rispondi
    • pasqualefoglia

      Cara Cinzia,
      innanzitutto complimenti per il tuo bellissimo nome! E grazie di cuore per avermi illuminata la giornata!

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