Accade sovente che le persone si sentono vittime di situazioni non gradite e conseguentemente spiacevoli. Ed accade che episodi analoghi a ciò che ha causato la sofferenza tendono a ripetersi anche a distanza di tempo. Talvolta le esperienze si verificano in un determinato settore dell’esistenza. Talvolta sembrano risolversi momentaneamente poi… tornano! Questo può accadere nel settore affettivo o lavorativo o economico, o nelle amicizie, o nella salute o nella forma fisica. Il nostro inconscio è strettamente collegato alla nostra anima o parte energetica ed attrae determinate situazioni quando nel nostro profondo sussistono dei problemi che non sono ancora stati risolti. La situazione, di qualsiasi genere sia, un disagio fisico, una situazione economica o un partner con il quale sussiste una difficoltà di comprensione per esempio, dobbiamo essere consapevoli del fatto che sono arrivati nella nostra vita perchè noi li abbiamo attratti ed avevamo bisogno di imparare la lezione:

  • • Per superare il problema definitivamente
  • • Per chiudere un cerchio e crescere
  • • Per diventare persone migliori dentro e fuori

Ma fino a quando la lezione non viene appresa la situazione tende a ripetersi. Per attrarre l’armonia e la gioia è necessario risolvere il problema, chiudere il cerchio, altrimenti continuerà a ripresentarsi nella propria vita quello stesso problema in quello stesso settore e magari anche dopo anni. E per risolvere il problema è necessario comprendere il messaggio che esso porta con sè.
Ci sono persone che tendono ad attrarre a sé esperienze simili in ambito affettivo, e quando le loro relazioni non sono soddisfacenti o se sono insofferenti tendono a dare la responsabilità agli uomini o alle donne. E fino a quando viene tirato in ballo tutto il genere maschile o tutto il genere femminile non si risolve davvero niente. Un po’ troppo generico e poco utile! Altre persone tendono a ripetere la stessa esperienza lavorativa poco soddisfacente dando la colpa alla sfortuna, alla crisi  o agli altri.

Anzichè continuare a relegare le responsabilità all’esterno è molto più utile guardarsi dentro per comprendere per quale motivo gli eventi della vita si sintonizzano con quella determinata situazione indesiderata.
La situazione stessa ci porta dunque un messaggio. In ogni “apparente problema”, in ogni sofferenza si trova un messaggio da comprendere. E’ innanzitutto qualcosa che noi dobbiamo per prima cosa  riconoscere in noi stessi per poi risolvere. Fa parte di noi noi, gli orientali direbbero che è i nostro “karma”. I fisici quantici dicono: è la nostra energia. Sono le vibrazioni che vengono emesse dal mondo interno al mondo esterno.
L’apparente “problema” va risolto, va “guarito” altrimenti continuerà a ripresentarsi come una ruota del criceto che gira. Sono i nostri “copioni” che tendiamo a ripetere. Rappresentazioni interne associate a reazioni. Se la reazione emotiva è negativa abbassiamo la nostra energia e ci allontaniamo alla risoluzione del problema. Per vedere chiaro dobbiamo salire sempre più in alto nella scala emotiva anziché lasciarsi travolgere dal problema. La situazione arriva per darci un insegnamento, per fortificarci e non per distruggerci. Dobbiamo capire il DONO che si trova nell’esperienza. Fino a quando non è stato compreso la situazione si ripete e si ripete fino a quando non viene risolta. Quindi è importante avere un’ ampia comprensione degli eventi che sono rimasti aperti e irrisolti. Questo è il modo di elevarsi, migliorare la nostra vita presente e migliorare il nostro futuro.
Per risolvere i problemi del passato dobbiamo rimanere “neutri” distaccati, dissociati dagli aventi senza entrare nel personale, ma guardarli da una prospettiva diversa, dall’ esterno, come se stessimo guardando un film, senza giudizio, con amore e compassione.
Questo è l’atteggiamento ideale per guarire le antiche ferite che continuano a portare situazioni non desiderate dalla nostra mente conscia, ma attratte dall’inconscio. Nella nostra vita niente avviene per caso. Ogni evento anche se ci appare negativo in effetti lo abbiamo attratto noi alla nostra vita, perchè in effetti esisteva già nel nostro profondo ed ora riappare di nuovo per essere risolto. Dobbiamo essere abbastanza aperti per capire il messaggio. Un’ esperienza apparentemente non gradevole o dolorosa vuole essere un dono, una lezione da apprendere per pulirci e per migliorare. Non arriva per farci del male, arriva alla nostra vita per guarirci, per disintossicarci, per capirci, per esplorarci, per perdonare gli altri e soprattutto per perdonare noi stessi e quindi per risolvere il problema. La sofferenza provata non è male di per se, è l’uso che se ne fa che determina il suo peso. Non va usata per lasciarsi travolgere emotivamente ma al contrario va guardata, compresa e trasformata in liberazione dal problema. Per chiudere definitivamente il cerchio. Ed è questo il modo per essere “liberi” di scegliere ciò che realmente desideriamo, liberi di essere felici nel modo in cui lo desideriamo. Talvolta certamente non sembrerebbe facile. Accettiamo gli eventi sfavorevoli comprendendoli ed affrontandoli uscendo dalla nostra zona comoda e ringraziamoli per averci dato la possibilità di cambiare in meglio, di essere persone migliori. Risolviamo il problema affrontando l’evento o la situazione e ringraziamo l’energia universale che ce lo ha mandato perchè la nostra anima o la nostra parte energetica lo ha richiamato per risolverlo e quindi per crescere e per guarire.
E’ indispensabile risolvere i conflitti e quindi ringraziarli per averci trasmesso un messaggio che ci è stato utile per diventare più forti e per essere liberi. Anche nella situazione apparentemente più dolorosa cè un messaggio da capire, un dono! Solo quando comprendiamo il messaggio, riusciamo a cogliere il dono quindi  possiamo risolvere la situazione ed essere liberi.
Le pietre preziose, i diamanti vengono trovati nelle miniere, in profondità, nelle viscere della terra. In genere non si riconoscono subito perchè sono ricoperti di materie calcaree, sabbia cristallizzata, terra e metalli ossidati. Apparentemente appaiono come sassi o detriti. Occorre innanzitutto riconoscerli e solo con l’ esperienza questo è possibile. Poi vanno puliti con acidi, levigati e dopo un’accurata lavorazione possono emanare tutta la loro bellezza, la loro lucentezza, riflettere meravigliosi arcobaleni. Eppure se ne stavano là, sotto terra, ma al loro interno era celata una incredibile luce e bellezza.
Questa metafora ci può far comprendere il valore profondo di un’ esperienza che appare dolorosa. Comprendiamola, superiamola e ringraziamola. In realtà quel dolore nasconde un dono che deve uscire allo scoperto. Nell’ esperienza apparentemente buia c’è la prova della nostra luce e della nostra forza che utilizziamo per superarla. Solo comprendendo completamente perché è arrivata a noi quella situazione, capendo che l’abbiamo attratta perchè era parte di noi, e compreso che va riconosciuta per ciò che è realmente, per conoscerci meglio, per lasciarla andare e  risolverla. Senza rimanerne attaccati. Solo con la comprensione ed il perdono verso le altre persone che ne erano coinvolte noi possiamo essere liberi di realizzarci come desideriamo e far brillare la nostra anima come una pietra preziosa. Con la comprensione verso gli altri, verso noi stessi e verso il messaggio che la situazione portava con se, noi siamo liberi, puliti, disintossicati e quindi possiamo essere o fare qualsiasi cosa desideriamo in allineamento con la fonte primaria dell’ energia creativa dell’ Universo.

21 Commenti

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  • Giovanni

    É cosí affascinante sapere che esiste un mondo che prova dolore come me, nei momenti come questi non sono mai molto entusiasta ma nelle tue parole vedo la soluzione a molte cose. Quando ci si immerge dentro il proprio dolore purtroppo tutto questo appare una goccina piccina colorata in un fiume in piena, la vedi passare con il suo colore ma sei in piena. Maledico spesso la mia fragilità se mi ha portato in queste situazioni un motivo ci sarà.

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  • Maria

    Gentilissima Monica,
    condivido pienamente le tue parole e proprio in questi giorni emotivamente instabili sto cercando di capire il messaggio e dato che non ci riesco volevo chiederti un suggerimento.
    La situazione che sto vivendo adesso mi è accaduta altre due volte: corso di studio, collega a cui interesso impegnato ed io che lo ignoro finché non mi accorgo di essermi infatuata o peggio, lotto con me stessa per respingerlo e difatti resta un rapporto platonico e dall’altro spero che lui scelga me ma lui vuole qualcosa di più ed io non ci sto, quindi chiudo e soffro finché non mi passa.
    La prima volta ero fidanzata anch io e il collega mi ha in volontariamente aiutato a chiudere il mio fidanzamento che era ormai dannoso per me.
    La seconda volta che mi è ricapitato credevo fosse arrivato finalmente il mio turno di avere un compagno al mio fianco. Ma si è rivelato peggiore del primo, voleva solo rapporti fisici ed io ho rifiutato, è stato doloroso perché in quel periodo avevo altre difficoltà ma ho tirato fuori le risorse che avevo,mi sono aperta a nuove conoscenze e ho iniziato a frequentare una persona, ho affrontato lui chiudendo la cosa con diplomazia nonostante lui continuasse a cercarmi.Da allora ho fatto un percorso di miglioramento che mi ha portato ad avere nuovi amici, piu sicurezza in me e a gioire per le piccole cose. E soprattutto ho capito che al mio fianco desideravo e desidero una persona diversa, con dei valori.
    Per cui credevo di aver fatto tutto ciò che dovevo per rompere quella situazione. Invece si è ripresentata e allora non capisco più perché devo star male gratuitamente. Stavolta poi l’ho ignorato per quasi un anno finché lui, sposato, mi ha messo con le spalle al muro, gli ho detto di no (ma lui dice di volermi vedere anche se parliamo e basta) ma sono costretta a rivederlo ogni settimana e sto male perché sto facendo di tutto per distrarmi e non pensarci, ma ci penso.
    Sto cercando di accettare questo fatto e di esser grata ma faccio fatica…perché se è ricapitato dopo la seconda volta allora mi ricapiterà di nuovo…come si fa a chiudere il cerchio, a spezzarlo?Perché mi è ricapitato?
    Che messaggio mi doveva mandare?
    E poi se sono io ad aver attirato questa situazione, vale la stessa cosa anche per l’altra persona, no?
    Scusa la lunghezza,
    grazie
    Maria

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  • monica giovine

    Ciao cara Claudia,
    fantastico! Non farsi più condizionare dai giudizi altrui è un ottimo passo per ricominciare a prendere la vita nelle tue mani.
    Invece di essere arrabbiata col mondo puoi iniziare a fare pace col mondo :-) sempre continuando a non preoccuparti più di coloro che non la pensano come te. Non siamo tutti uguali e non possiamo cambiare gli altri (non è nemmeno giusto) inizia a pensare a stare bene tu, se poi gli altri vogliono stare bene, meglio per loro, se vogliono continuare a giudicare o ad avercela su col mndo è un LORO problema, non è nè tuo e nè mio, visto che noi vogliamo essere in pace col mondo non ci lasciamo intaccare da queste energie negative.
    Dici che è difficile… non penso, credo invece che sia FACILE, è tutto nella nostra mente, se pensi che sia difficile sarà difficile, se pensi che sia facile sarà facile, la situazione la crei tu, anzi, la crea la tua mente, che poi è la parte più ampia di te, la tua energia.
    Un grande abbraccio!

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  • claudia

    Ciao Monica!. . dal messaggio che tu dai a tutti noi e’ quello di lasciarci trasportare dall’onda sia in positivo che in negativo. . se e’ positivo, di godere di tutta la felicita’ e serenita’, se in negativo accettarlo guardarlo e pensare che quell’evento ci porta a crescere e maturare e affinare la nostra anima.. . sai Monica anche io tanti anni fa ho comperato dei libri che abbracciavano queste teorie-verità, poi non non so perché con la vita di tutti i giorni, gli eventi le situazioni, mi hanno portato ad abbandonare questa pratica. . .ora sono due giorni che qua e la riprendo a leggere e cercare me stessa. . pero’ che difficile e’ quando si ha un problema e restare ad osservare
    senza porre resistenza e lasciarlo andare. . .quando saresti arrabbiata con il mondo intero, pero’ siccome voglio stare bene non mi faro’ piu’ prendere dalle situazioni e nemmeno dai giudizi altrui
    grazie per le tue indicazioni

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  • monica giovine

    Grazie a te caro Alessio,
    un abbraccio di LUCE, gioia ed amore!

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  • Alessio

    Complimenti per il tuo lavoro Monica. Un abbraccio di luce e amore … Ciao

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  • monica giovine

    Carissima Francesca,
    capisco cosa intendi dire e capisco i tuoi malesseri interiori.
    Si, in giro c’è sempre di peggio ma noi non dobbiamo confrontarci con nessuno in quanto la vita di ognuno è una storia a sè ed un percorso del tutto personale.
    Dici che sei stata viziata e che ti senti fiacca e debole. Ovviamente c’è una congruenza in tutto questo. Non leggo particolari ma cerco in qualche modo di capire la tua situazione. Le persone che vengono viziate e coccolate, e soprattutto protette, o iper-protette se lasciano fare e se si fidano ciecamente di chi da loro tanto amore e protezione iniziano a perdere autonomia ed autostima, tanto c’è qualcun’altro sempre pronto ad occuparsi di loro. Apparentemente sembra che non soffrano ma la loro anima soffre ed ecco che perdono energia. Col tempo, perdendo energia perdono gli stimoli, la voglia di fare (a cosa serve se c’è chi pensa per lei?), la voglia di mettersi in gioco, ed ecco che subentra l’insoddisfazione che fa perdere ancora energia. Allora si prova stanchezza, debolezza, poche forze.
    Qualche volta questa è l’anticamera della depressione. NON lo è per te :-)) fortunatamente che ora hai deciso di metterti in gioco e di cambiare. NON è colpa tua, ma chi ti ha amato nutriva il suo ego attraverso una protezione superiore a quella che necessitavi e ad un certo punto tu ti sei staccata ed hai smesso di pensare a te stessa. NON è nemmeno colpa degli altri in quanto vanno perdonati e nessuno fa apposta qualcosa.
    AMARE SIGNIFICA: “LASCIARE ANDARE”. Soprattutto i figli, i genitori, o un partner che si è allontanato. AMARE NON E’ TRATtENERE. E non è nemmeno proteggere o viziare in modo eccessivo in quanto in questo comportamento c’è u tentativo inconscio di indebolire l’altra persona per renderla dipendente. Spesso lo fanno le madri (specie italiane) con alcuni figli già adulti. In questo modo il figlio o la figlia non riesce ad avere una vita propria sia per i sensi di colpa che ne scaturiscono, sia perchè non trova la motivazione necessaria e la giusta energia.
    Tutto quello che devi fare è RIPRENDERTI IN MANO LA TUA VITA!
    Cosa desideri fare? Come vorresti vivere? Dove vorresti essere? Quali sono le tue aspirazioni?
    Devi tornare ad ASCOLTARE IL TUO CUORE e NON le voci esterne a te in quanto SOLO tu sai cosa è giusto per te, SOLO la tua Anima sa cosa è giusto per te!
    Lavora per amarti di più, per alzare la tua autostima, che è stata un po’ calpestata, riprendila e lasciala emergere!
    Dai che ce la fai! :-))
    Grazie a te!

    Rispondi
  • Francesca

    Ciao Monica, non sono capitata qui per caso… ovvio.
    Le tue parole mi sono di grande aiuto. Sto attraversando una fase di dolore decisamente inferiore a episodi ben più “duri” che entrano a far parte della vita di altre persone, me ne rendo conto. Il problema è che io non ho mai veramente sofferto tanto, per cui sono un po’ “fiacca”, “viziata”, “deboluccia”. Se mi guardo intorno, mi rendo conto che c’è di molto peggio. Ciononostante il mio ego mi fa vivere il mio problema come se fosse enorme… Per favore, dammi qualche “dritta” per capire cosa devo capire dall’esperienza, non ci arrivo da sola. Puoi aiutarmi anche senza che io ti racconti esattamente cosa mi è successo? Ho voglia di migliorare… Sento che la vita mi sta chiedendo questo.
    Grazie.

    Rispondi
  • monica giovine

    Ciao Sole, complimenti per il nome importante che esprime luce e gioia :-))
    Sono molto felice che tu abbia avuto del sollievo leggendo l’articolo.
    Non è un discorso semplice per i nostri condizionamenti sociali. Quando una persona soffre a causa di un abbandono, o di una malattia che le è stata diagnosticata o della perdita di un posto di lavoro (per fare degli esempi) il nostro reale compito è comprendere il messaggio, perchè quello che ci accade significa sempre qualcosa. Non è farsi travolgere dallo sconforto, cosi si retrocede e non si impara niente. Noi invece vogliamo andare avanti. L’esperienza ha “sempre” a che fare con la nostra crescita. Non esistono colpe ma prese di consapevolezza che qualcosa sta cambiando o deve cambiare e che è giusto cosi. La vita va avanti e noi dobbiamo seguire il flusso della vita con gioia, amore e curiosità e voglia di stare sempre meglio o di fare sempre meglio. Per questo dobbiamo ringraziare, l’esperienza non ci deve indurire, al contrario ci deve migliorare e liberare da qualche zavorra che non ci serve più! :-))
    Un abbraccio!

    Rispondi
  • sole

    parole bellisime.
    Sono capitata qui alla ricerca di un sostegno per un forte evento emotivo riguardante l’amore che mi sta portando molta ansia- insicurezza e rabbia..oltre che tristezza.
    Le tue parole sono riuscite a farmi fermare un attimo a pensare…certo non è semplice riuscire a distaccarsi da queste emozioni..ma già capire che è giusto farlo penso sia un buon passo..

    Rispondi
  • monica giovine

    Grazie a te cara Ilaria.
    In genere un evento che ci appare come negativo nasconde un messaggio. Quell’evento è stato attratto da noi ed è stato in invitato nella nostra esperienza di vita. Quello che conta NON è il suo contenuto, NON è la storia, NON sono i dettagli, e non sono nemmeno i comportamenti altrui ma è LA NOSTRA REAZIONE emotiva all’evento stesso. Come ci sentiamo? Come vogliamo reagire all’evento? Giudicandolo? Incolpando gli altri? Lasciandoci travolgere dall’emotività? Oppure scegliamo di comprendere noi stessi, perdoniamo noi stessi e gli altri, trasformiamo la situazione sapendo che era parte di noi, la lasciamo andare e la risolviamo una volta per tutte per poi stare meglio e sentirci più leggeri, liberi dal passato? E’ questa la differenza!
    La nostra storia non conta, siamo qui apposta per superarla e per migliorare sempre di più.
    GRAZIE a te, a presto!
    Grazie

    Rispondi
  • Ilaria

    Dico solo una cosa…GRAZIE di queste bellissime parole!

    Rispondi
  • monica giovine

    Ciao Mark,
    ti ringrazio per la tua domanda perchè la trovo molto interessante.
    Con i tuoi esempi apri il classico quesito su come comportarsi in presenza delle persone care e come reagire ai comportamenti altrui. Purtroppo l’educazione classica e tradizionale ha confuso l’amore con la dipendenza affettiva e spesso non assecondare la dipendenza emotiva di un famigliare appare come egoismo o distacco ecc… in effetti non è cosi, gli altri sono nostri maestri ma anche noi siamo maestri per gli altri. Se un figlio adulto asseconda tutti i desideri emotivi della madre va a cementificare una dipendenza affettiva che non è solo dannosa per il ragazzo che si trova energeticamente risucchiato dagli oneri e doveri richiesti ma non può essere un maestro per la madre. Quando un figlio continua ad assecondare la “madre dipendente” come fa la madre a comprendere il distacco dal suo ruolo di madre, a capire che il figlio è adulto, a prendersi cura di se stessa, ad imparare il rispetto, ad imparare l’indipendenza? E si, perchè non sempre sono i genitori ad essere maestri per i figli, molto spesso sono i figli ad essere maestri per i genitori. I bambini sono un dono che riporta i genitori alla naturalità e alla spontaneità, ed è importante comprenderlo.
    Se provi un’emozione negativa nei confronti di qualcuno, per esempio un famigliare, non è sempre detto che la soluzione sia scappare. La prima cosa da fare è riuscire ad essere immune alla eventuale pressione e quindi riuscire a non provare un emozione negativa e reagire responsabilmente. In genere non possiamo cambiare gli altri e quindi l’unico modo per “difendersi” da queste pressioni emotive è cambiare noi per primi. Nel momento in cui non provi più rabbia, nè ansia, nè dolore, nè il bisogno di giustificare all’altro le tue azioni loro inconsciamente lo percepiscono e finiscono col rispettarti di più. Prima di andarsene, il primo passo è smettere di “zerbinizzarsi”. Questo non significa rispondere con rabbia o impeto, ma riuscire a rimanere centrato in te stesso, in ciò che sei e in ciò che desideri fare senza lasciarti condizionare emotivamente dall’ambiente esterno. Quando tu sei tranquillo e responsabile nessuno ti può intaccare. Allontanarsi dalla famiglia di origine è comunque sempre utile per crescere e per liberarsi da eventuali condizionamenti o dipendenze affettive. A volte i genitori inconsapevolmente impediscono ai figli di crescere e continuano a considerarli bambini da educare, o sentono di avere lezioni da impartire loro e possono essere un’impedimento allo sviluppo personale, non sempre ma spesso purtroppo. La cosa migliore per te è perdonare e poi decidere per la tua vita. Per tua cugina, tu non hai il dovere di svolgere le sue mansioni e se lei te lo chiede tu puoi essere un maestro cercando di mostrarle che deve avere maggiore indipendenza e responsabilità e questo lo puoio fare se non ti lasci commuovere nè comuncare ansia. Ci hanno insegnato a preoccuparci, invece molti problemi derivano proprio dal preoccuparsi. Un caro saluto!

    Rispondi
    • Massimo

      Gentilissima Monica, Il tuo post, e in particolare questo commento mi e’ piaciuto cosi’ tanto che me lo sono copiato per rileggerlo di tanto in tanto… Bellissimo post!

  • mark

    gentile monica..
    il suo articolo mi fa venire in mente una domanda…quando si verica un evento che suscita un emozione”negativa”..questa potrebbe generare un conflitto..fare o non fare,andare o non andare,attaccamento/distacco…l’emozione negativa rappresenta o comunque indica la lazione che dobbiamo imparare?se ad esempio l’ennesimo rimprovero di mio fratello mi fa sentire rabbia..la lezione che ho da imparare è imparare a difendermi in maniera adulta e responsabile?se ad esempio le continue attenzioni di mia mamma generano in me fastidio la lezione da imparare è tagliare il cordone ombelicale e andare a vivere solo?in effetti i poli di un conflitto recano un messaggio..ma come capire o meglio sentire cdi aver appreso nella maniera esatta quel messaggio?insomma ogni scelta comporta una rinuncia..quindi è come se si lasciasse qualcosa per prenderne un’altra?le faccio un esempio personale..se ad esempio mia cugina mi fa carico dei suoi problemi personali,e di dì svolgere alcune sue commissioni..e a me questo reca disagio…qual’è il messaggio?l’unico che al momento sento è quello di imparare a pendere le distanze dai problemi di mia cugina e non farmi fagocitare dalle sue nevrosi..e imparare a dire no,e assumere maggiore indipendenza e distacco emotivo..mi scusi se sono andato sull’ovvio ma a volte credo che la parte spicciola della vita sia da ascoltare
    saluti

    Rispondi
  • monica giovine

    Gentile Pasquale,
    capisco che la tua sia stata un esperienza dolorosa. Il dolore è provocato dall’attaccamento al passato, all’evento, a ciò che avresti voluto che fosse e che non è stato, a ciò che pensi ti sia stato tolto. Lascialo andare perchè questo è ciò che anche lui, tuo figlio vuole, vuole vedere te e tua moglie felici e liberi, lo so che è difficile e può sembrare duro. Da quanto leggo nella tua risposta vedo che sai già che un giorno lo ritroverai e che quindi comprenderai che la lezione era imparare a lasciarlo andare.
    Molte persone vengono attraversate da esperienze forti nella loro vita anche se spesso sono diverse dalla tua esperienza. Questo insegnamento “forte” non arriva per lasciarsi travolgere dall’esperienza e dal dolore che porta con se ma per essere più forti e per imparare ad essere liberi nella nostra vita.
    In questo momento tu sei qui e devi vivere la tua vita serenamente e gioiosamente, questo è il messaggio.
    Un abbraccio ed un caro saluto.

    Rispondi
  • pasquale

    grazie monica della rapida risposta. non ho mai pensato di avere un particolare attaccamento nè alle cose nè alle persone. non sono in grado di capire il valore del distacco rispetto alla necessità di doverlo apprendere attraverso un fatto così doloroso. al contrario, trovo quasi una necessità il provare dolore per quello che è successo ben sapendo che non modificherà la situazione. vivo nella speranza di rivederlo quando sarà il mio turno di andare di là. ti ringrazio comunque delle tue parole che mi sono invece molto chiare, sono quelle che altre persone che io frequento e che hanno le tue stesse credenze e caratteristiche di vita, mi hanno anche già detto.
    un caro saluto,
    pasquale

    Rispondi
  • monica giovine

    Carissimo Pasquale,
    nessuno di noi razionalmente vorrebbe avere le esperienza dolorose.
    Avviene che molto spesso ci dimentichiamo che noi non siamo solo il nostro corpo fisico ma siamo anche spirito, quindi energia. Questo evento ha coinvolto sia te che tua moglie che l’altro figlio e la dura esperienza che avete vissuto è una palestra di crescita per tutti i componenti della tua famiglia.
    Quando avvengono questi eventi “forti” per noi, in genere la “lezione” da apprendere è il “distacco!”
    Noi tutti siamo attaccati alle nostre cose e alle persone. Evolversi significa soprattutto imparare a prendere le distanze. Questo non è affatto egoismo, non significa essere insensibili. Significa liberarsi dalle “catene dell’attaccamento” alle cose, alle persone, agli eventi passati. Quando ci liberiamo dalle catene dell’attaccamento siamo liberi e felici e cresciamo sia a livello personale che a livello spirituale.
    Nel mondo avvengono tante cose che ai nostri occhi appaiono come terribili, e questi eventi continuano a succedere perchè l’umanità ha ancora tanto da imparare su se stessa e sugli altri.
    Nel nostro piccolo tutti noi riceviamo nella nostra vita lezioni talvolta più piccole talvolta più grandi e proprio queste esperienze ci portano ad essere persone migliori, più sagge e più forti. Non è sempre semplice. Qualcuno vorrebbe dire: “perchè a me?” “cosa ho fatto?” “non era necessario” ecc… evitiamo di dirci frasi che ci riportano verso il dolore e la disperazione e non ci aiutano a capire ed ad uscirne. Comprendiamo l’ ACCETTAZIONE ed il DISTACCO e quando lo proviamo come stato vitale dentro di noi che scorre nel nostro corpo, ecco che siamo felici e ci sentiamo liberi da tutto, compreso l’evento che ci ha dato la dura lezione. Lo ZEN insegna il distacco da ogni cosa, il distacco dal passato. I genitori dovrebbero imparare il distacco dai figli ma purtroppo spesso non lo fanno col risultato di rallentare la loro crescita e maturazione.
    Il “Distacco Sereno” è la lezione caro Pasquale. Quando ci arrivano queste lezioni forti siamo pronti ad affrontare qualsiasi situazione analoga anche se di entità minore che rappresenta il distacco, ed allora ci rendiamo conto che questa lezione ci ha reso migliori di prima, se lo permettiamo, più saggi e più forti.
    Un caro saluto!
    Monica

    Rispondi
  • pasquale

    ciao monica, ho letto con interesse questo articolo (come trasformare il dolore…) e volevo chiederti quale è il messaggio che va compreso quando perdi un figlio di appena un anno? In che modo posso aver attratto questa cosa nella mia vita? E cosa centra mia moglie o l’altro mio figlio con tutto ciò? sono passati più di sette anni ma il dolore mi sembra che aumenti. oggi sono più sereno di solo qualche tempo fa, professionalmente sicuro, vivo dello stipendio con normale difficoltà come tutti, ma più sereno di prima. però quel dolore è ancora con me. grazie dell’ascolto

    Rispondi
  • monica giovine

    Cara Daniela,
    “salire in alto nella scala emotiva” significa provare emozioni e sensazioni sempre più positive, alzare le nostre vibrazioni.
    Esempio, la paura, la rabbia, la rassegnazione hanno una posizione molto bassa nella scala emotiva.
    L’accettazione alza le nostre vibrazioni, la gioia alza ulteriormente le nostre vibrazioni, la felicità ancora di più.
    I piani più alti della scala emotiva sono rappresentati dall’amore incondizionato e dalla gratutudine.
    Più siamo sereni e più le nostre vibrazioni sono alte e questo non dipende dai fatti esterni come si tende spesso a pensare ma parte sempre dal nostro interno, da come ci sentiamo. E siamo noi a scegliere come vogliamo sentirci, all’inizio può non sembrare facile ma stiamo proprio cercando di imparare a farlo: sentirci sempre bene indipendentemente da tutto.

    Rispondi
  • daniela

    Cara Monica
    articolo eccellente. Vorrei farti una domanda : cosa intendi per salire in alto nella scala emotiva…?

    Rispondi

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