In questo primo post del 2011 voglio affrontare il tema legato al CAMBIAMENTO e alle competenze principali che bisogna saper gestire e governare affinché questo avvenga con successo.

Lo scopo di questo post è quello di farti comprendere i passaggi strategici che ti regaleranno la competenza e l’efficacia attraverso approcci presi in prestito dalle gestioni aziendali.

Prima di cominciare diamo uno sguardo al glossario e leggiamo la definizione di CAMBIAMENTO: mutamento, trasformazione. Passaggio di una sostanza, di un organismo o di una situazione da uno stato a un altro.

Oggi, più di ieri, ci confrontiamo con un livello di complessità superiore. Più di ogni altro elemento, la difficoltà di prevedere il futuro ostacola la nostra serenità. Il cambiamento non è un evento isolato. E’ un’evoluzione a cui dobbiamo far fronte senza che esso si sia annunciato nella sua portata. La nostra abilità sta nel sapervi fare fronte.

Spesso il cambiamento è un fenomeno imprevisto dettato il più delle volte da fattori esterni. Per questo è difficile prevedere il futuro. Molti di questi fattori sono giunti nella nostra vita imprevedibilmente. E’ comune a ogni essere umano immaginare i probabili scenari del futuro eppure nessuno è padrone del proprio tempo. Questo mistero condiziona le nostre emozioni. Vivere il presente con lo sguardo rivolto al futuro è pericoloso perché CONDIZIONATO dal presente. Le sensazioni che la mente percepisce rappresentano il nostro livello emotivo e l’immagine che il cervello proietta al subconscio altro non è che la tensione con cui affrontiamo il presente.

Fino a pochi anni fa gli uomini vivevano il cambiamento come uno “shock a cui far fronte” adoperando energie fuori dall’ordinario e accettando il più delle volte un certo livello a rischio. Negli ultimi anni il cambiamento è diventato un elemento strutturale del sistema. Questa situazione condiziona gli individui costringendoli a ripensare e gestire costantemente le strategie, le azioni e non per ultimo le emozioni.

Nelle aziende i leader sono chiamati a gestire questi processi, in modo particolare si conta su chi è in grado di fare la differenza:

Su chi identifica (prima degli altri) opportunità dove gli altri vedono rischi;

Su chi è capace di attrarre e attivare energie straordinarie;

Su chi innova quando gli altri si affidano alla routine.

Al singolo individuo è richiesta la stessa capacità. Non tutti, purtroppo, accettano queste condizioni. Un’ampia percentuale di individui preferisce abbandonarsi alla routine puntando sulla provvidenza e sulle speranze.

Non tutti si adeguano al cambiamento perché questo è vincolato da una forte attività di energie generate esclusivamente da un’azione costante e duratura nel tempo.

Infine sempre più spesso l’individuo fa difficoltà a individuare un’opportunità davanti a un ostacolo. Se da un lato il cambiamento è inevitabile, dall’altro dobbiamo imparare ad accettarlo, sarà sempre presente.

La miglior risposta da mettere in campo è l’affronto. Oggi la competizione non vede più protagoniste solo le aziende, ma sempre più gli individui aumentano drasticamente il senso di concorrenza nei confronti del prossimo.

Chi si allontana da questa dimensione è destinato a rimanere indietro e successivamente ad estinguersi. Saper gestire il “mistero del futuro” è importante per ammettere che non sempre si hanno le risposte giuste per affrontare le situazioni che ci chiedono di cambiare.

L’ossessione degli individui è quello di cercare di ottenere certezze laddove non è possibile. Per guidare la propria organizzazione, un leader si deve concentrare su quattro fasi fondamentali:

1)   Vedere oltre il cambiamento;

2)   Innescare e diffondere il cambiamento;

3)   Sostenere il cambiamento;

4)   Impersonare il cambiamento.

Per l’individuo queste quattro fasi sono altrettanto importanti.

Riuscire ad avere una visione generale della propria esistenza, saper identificare gli obiettivi delineandone le strategie fanno sì che il cambiamento diventi naturale e non straordinario.

Motivarsi è la genesi del coinvolgimento. Quando siamo motivati sappiamo anche far apprezzare le nostre idee in modo da farle sentire e diventare protagoniste del cambiamento. Vedere i propri sogni è solo l’inizio, la differenza la fa chi sa farli vedere agli altri: creare l’immagine collettiva della meta motivando in questo modo le persone ad attivare energia.

Avallare decisioni e scelte che contano e adottare comportamenti coerenti questo significa “sostenere il cambiamento”.

Diventare un esempio vivente del cambiamento incarnandone i valori e mettendone in pratica i comportamenti è la quarta e ultima fase.

Di fronte al cambiamento, sono diverse le trappole mentali in cui possiamo cadere. Vediamone alcune:

  • Fidarsi degli altri è pericoloso.
  • Non possiamo influenzare l’ambiente che ci circonda.
  • Non è possibile risolvere situazioni complesse.
  • Ciò che è sconosciuto è negativo.
  • Di fronte a cose difficili si può solo fallire.

L’uomo è portato a seguire e ricercare conferme e certezze. Il cambiamento va vissuto in prima persona: bisogna comprendere le implicazioni e mettere in discussione se stessi e le nostre certezze. Dobbiamo imparare ad affrontare i nostri timori, i dubbi e le contraddizioni.

Attenzione, il cambiamento non è una condizione che una volta riconosciuto si mantiene permanente nel tempo, al contrario va sempre rinnovato e ricercato. La soluzione quindi non è capire il cambiamento, ma continuare ad evolversi.

Nel mio nuovo libro parlo proprio dell’evoluzione della crescita personale imperniando il tutto su un processo che ho denominato R.E.A. (Ragione, Emozione e Azione). La caratteristica peculiare di un buon leader è saper raggiungere i risultati in maniera ripetuta. Questo vale anche per l’individuo: darsi degli obiettivi e raggiungerli valorizza la propria stima, accresce il coraggio e rende felici.

Come si fa a raggiungere i risultati?

Grazie a un percorso fatto di ascolto, di verifica, di autodiagnosi, di messa in discussione, di ricostruzione e di apertura al nuovo.

Tanto più saprai tollerare e accettare il dubbio, più saprai governare il cambiamento. Più ti affiderai alle diverse trappole mentali, più ti sembrerà difficile trovare le risposte alle tue domande.

Ti saluto, augurandoti un 2011 strepitoso, con i cinque passi da compiere per realizzare un cambiamento.

1)   Mobilitare l’energia e l’impegno attraverso l’identificazione dei problemi e la loro soluzione;

2)   Sviluppare una visione condivisa di come organizzare e gestire la competitività;

3)   Concentrarsi sui risultati, non sulle attività;

4)   Iniziare il cambiamento dalla periferia, e poi lasciarlo diffondere verso altre unità senza spingerlo dall’alto;

5)   Monitorare e adattare le strategie in risposta ai problemi nel processo di cambiamento.

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