Quando si parla di comunicazione tra gli esseri umani, non si può fare a meno di considerare anche gli aspetti relazionali che la caratterizzano.
Inoltre, si devono sempre tener conto gli strumenti comunicativi e i linguaggi che l’essere umano adotta per trasferire un messaggio da un individuo ad un altro o, per comunicare interiormente con se stesso.

Nelle nostre azioni quotidiane comunicative e relazionali interpersonali e intrapersonali, usiamo sia i codici verbali, che conosciamo molto bene e che sono attribuibili alla nostra capacità di razionalizzare, che quelli non verbali, di cui non ne conosciamo il linguaggio, né la struttura e che sono attribuibili al nostro sistema inconscio. Questi ultimi, spesso, trasferiscono messaggi difformi da quelli che vorremmo inviare, sia verso noi stessi (dialogo intrapersonale) che verso gli altri (dialogo interpersonale), minando altresì, la qualità del rapporto con noi stessi che, con i nostri simili. Conoscere il linguaggio dell’inconscio, ci permette di migliorare, sia la qualità della comunicazione interiore che esteriore e la qualità delle nostre relazioni interpersonali: familiari, di coppia, nel lavoro, nelle amicizie, ecc..

Lo scambio comunicativo e relazionale tra umani, è, inoltre, il modo attraverso il quale nutriamo emotivamente il nostro inconscio.

Sembrerebbe che questo processo inizi già dal momento del nostro concepimento e i primi contatti comunicativi di rilevante significatività, per lo sviluppo della nostra personalità, sono con le figure importanti della nostra esistenza: Caregiver. La qualità di questi nutrimenti, ossia, dei “bisogni emotivi” di cui ci alimentiamo fin dal nostro concepimento, determinano le caratteristiche della nostra personalità, dando vita ad un nostro personale modello del mondo interiore, che sarà la nostra bussola con la quale ci muoveremo ed orienteremo nel mondo rispondendo positivamente o negativamente a specifiche situazioni e per le quali, sentiremo attrazione o repulsione: contesti, ambienti, persone, cose, animali, ecc..

È bene prendere coscienza, quindi, delle dinamiche comunicative e relazionali inconsce che siamo in grado di mettere in atto, per sviluppare una qualità comunicativa “intra” e “interpersonale”, che più si confà alle nostre esigenze personali di autodeterminazione e autorealizzazione.

Cordialmente

Massimo Catalucci

5 Commenti

Lascia un commento
  • Emanuele

    Riflessione interessante. Sono d’accordo: per conoscere noi stessi e soprattutto il modo in cui reagiamo alle varie situazioni è fondamentale conoscere il linguaggio dell’inconscio.

    Può essere utile, per esempio, notare che ad una determinata situazione reagiamo in modo impacciato e/o magari ci vergogniamo. In questo modo possiamo superare le nostre barriere

    Rispondi
  • giovanni

    Stupendo l’articolo e credo sia importante ricordare anche la voce, come strumento primario.

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Grazie Giovanni per il Suo contributo.
      Sono d’accordo con Lei, la voce è sicuramente uno strumento importante nella comunicazione tra esseri umani e l’utilizzo che ne facciamo determina appunto la qualità della comunicazione stessa.
      Nell’aspetto “Paraverbale”, infatti, sono contemplati: tono, colore, volume, sonorità, profondità, altezza, corposità, ecc. ecc. della voce.
      Cordialmente
      Massimo Catalucci

  • Munir

    Salve
    Mi aspettavo ” un seguito ” del discorso introduttivo, come gli altri articoli che ho letto.
    Quindi …!?

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Gent.mo Munir,
      intanto grazie per aver letto l’articolo che voleva proprio essere da stimolo per creare un dialogo con i lettori. Il seguito potrebbe partire proprio dal Suo “Quindi …!?”. Mi spiego: se dovesse trasformare il Suo “quindi” con una domanda più specifica che prenda spunto da ciò che ha letto, come sarebbe la Sua nuova domanda? Mentre pensa a cosa potrebbe specificamente chiedere, mi preme precisare inoltre che, considero i blog ed altri spazi in cui tutti possiamo scrivere e commentare, come grandi contenitori nei quali poterci confrontare e condividere le nostre conoscenze. Pertanto, se è d’accordo, proviamo a riflettere sull’articolo, proponendo altri stimoli che possano portarci a scoprire ciò che vogliamo conoscere in più di quello che già conosciamo in un dialogo di crescita personale e collettiva. Che ne pensa? Cordialmente. Massimo Catalucci

Lascia il tuo commento

Lascia un commento