crisi lavoroCrisi di lavoro? Periodo nero? Sfortuna economica?

Chiamala come ti pare ma ricordati che stiamo parlando di una cosa sola: una parte della tua vita.

Il titolo di questo articolo è un po’ provocante, inusuale, ma l’ho scritto apposta, perché ancora una volta, questa mattina, ho avuto la prova che la maggior parte delle persone, da circa due anni,  non vede l’ora che la crisi finisca, si aspettano qualcosa di meglio dal governo, sperano che migliori il mercato del lavoro, che l’economia mondiale si riprenda.

Io invece la penso esattamente all’opposto e ne sono felice. Mi aspetto, anzi mi sto dando da fare, per ottenere qualcosa in più dalle persone, nelle relazioni personali a livello professionale e i risultati non tardano ad arrivare.

Sono un sostenitore di questo periodo, spero duri ancora a lungo  (e qui qualcuno mi manderà a quel paese! ma leggi prima il resto dell’articolo e se sarai ancora dell’idea puoi scriverlo nei commenti) perché é giunto il momento di fermarsi, l’universo ci ha mandato un forte segnale.

L’uomo ha corso troppo, si è concentrato troppo sul senso materiale della vita e ha perso un po’ di vista il vero senso della vita, quello di viverla con serenità.

Poco fa ho riletto la bozza del mio nuovo ebook, per focalizzarmi sulla brevità della vita e riporto qui un estratto per farti riflettere, insieme a me, su ciò che spiegava il filosofo, politico e drammaturgo Seneca circa 2000 anni fa, nel suo “De Brevitate Vitae“:

[…] a certuni non piace nulla a cui drizzar la rotta, ma vengono sorpresi dal destino intorpiditi e neghittosi, sicché non ho alcun dubbio che sia vero ciò che vien detto, sotto forma di oracolo, nel più grande dei poeti:

Piccola è la porzione di vita che viviamo“.

Infatti tutto lo spazio rimanente non è vita, ma tempo. […]

E a te piace drizzar la rotta o preferisci subire il destino e cercare di sopravvivere? Fai passare il tempo in attesa che le cose migliorino o fai qualcosa per migliorarle?

Non ti sto interrogando sull’ambito lavorativo o finanziario, ti sto solo chiedendo se la maggior quantità di tempo che hai ora a disposizione, se ti trovi come nella mia situazione o in quella di altri milioni di italiani, la utilizzi per VIVERE MEGLIO, con te stesso ma soprattutto nelle relazioni con gli altri.

Proprio così, spesso sento le persone lamentarsi, che hanno pochi soldi perché non fanno più ore straordinarie o peggio ancora sono in cassa integrazione, poi si comprano l’automobile a rate o una casa più grande perché in questo periodo costano meno. Lungi da me criticare, sto dicendo che una fase come questa  è assai più utile investirla nelle relazioni umane, in famiglia e al lavoro.

Meno soldi, più tempo da vivere tra le mura domestiche, più tempo per comunicare, ma ne riparlerò tra poco nella lista dei vantaggi che ho ottenuto negli ultimi due anni di “crisi lavorativa”.

So benissimo che in molte ditte, come quella in cui lavoro io, è tutt’altro che roseo questo periodo, è inutile nasconderlo ma è altrettanto inutile piangerci sopra, arrabbiarsi, deprimersi o, peggio ancora, calpestare la propria vita con il suicidio.

Stamattina ho sentito che altri due imprenditori, nel bresciano, si sono tolti la vita, la lista si allunga mese con mese ma di questo passo dove andremo a finire? Sono casi estremi, certo, ma converrai con me che fanno MOOOOLTO riflettere!

Sempre stamattina ho avuto l’ennesima discussione con il mio capufficio, un dirigente a stretto contatto con i proprietari, incomprensioni dovute al suo forte attaccamento al lavoro, oserei dire “passione” e in questo particolare periodo si sente frustrato, arrabbiato, confuso, demoralizzato.

Posso di certo capirlo, nella sua posizione, ma ciò non toglie che tutte queste emozioni “negative” nuociono nei rapporti con le persone oltre che a se stessi.

Il mio obiettivo è di trasmettergli, a lui come a molte altre persone (che magari stanno leggendo ques’articolo), quella serenità che mi accompagna ancor di più negli ultimi anni, una crescita maturata forse dalla nascita della mia primogenita, forse dalla mia nuova casa (che ho comprato prima della crisi quando facevo un sacco di ore straordinarie…), forse dall’associazione che ho fondato (BSGT), forse da mille altre cose.

Ma di una cosa sola sono certo, che il mio rapporto con le persone é fortemente migliorato, che periodi di frustrazione o minima depressione sono solo una vago ricordo e non tornerei mai più indietro.

Questa crisi mi ha dato una GRANDE opportunità, quella di guardare dentro me stesso (come ho fatto con la meditazione per 10 anni ma con più consapevolezza) e avere il giusto tempo per guardare la vita attraverso gli occhi degli altri.

Per tutte quelle persone che ogni giorno passano il tempo con le emozioni negative, come il mio capo, e aspettano che la crisi finisca, dedico questa sorta di vademecum dei vantaggi che la crisi di lavoro ha portato nella mia vita:

  • più elasticità lavorativa e quindi mentale
  • più tempo per me stesso e i miei hobbies
  • più ore preziose da passare in famiglia
  • più energie mentali (scrivere, studiare)
  • più energie fisiche (arti marziali, sport)
  • più momenti di crescita spirituale (meditare)
  • più consapevolezza nella gestione economica
  • più comprensione per le persone con cui lavoro.

E tu, quali vantaggi hai ricevuto sinora? Li aspetto nei commenti, grazie.

1 Commento

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  • paola

    sicuramente non tutto il male viene per nuocere….io da questo momento ho sicuramente preso più consapevolezza nella gestione economica, ho più tempo per i miei hobbies e più forza per l’attività fisica….da meditatore pluriennale quale sei , ti chiedo, da dove iniziare la meditazione? Puoi consigliarmi manuali (poco costosi) o riviste a questa sfera dedicati? Potendo evitare di rivolgersi a esperti o psicologi.??..Grazie

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