Amico/a di piuchepuoi ciao.

Sto dedicando da tempo le mie risorse fisiche, emotive, mentali e spirituali a comunicare le crisi che stiamo attraversando in una maniera differente.

Lo scrivo, pubblico video, tra qualche tempo audio etc..sempre strenuamente ad affrontare la questione delle crisi, della crisi. Non ci nascondiamo oggi questo è il tema dei temi.

Se ne parla sempre e se ne parla molte volte male.

Subiamo passivamente l’assalto dei media, le lamentele dei negozianti, dei nostri vicini etc.

Come ti fa sentire tutto questo mare di lacrime?

Io trovo questo paesaggio desolante ed ho sentito fortissimo l’impulso di far vedere le cose in maniera differente. So che va di moda lamentarsi, autoaffliggersi, rassegnarsi o deprimersi.

 

I commenti che sento più diffusamente? “Tanto non c’è niente da fare..” ,”Sta andando tutto allo sfascio..”, “Cosa posso fare c’è la crisi?”, “Tra un pò rimarremo in mutande”. E molti altri terribili, desolanti ed autolesionitici commenti.

La gran parte delle persone non si rende conto che così facendo crea povertà, miseria interiore, desolazione. Non contribuisce a migliorare le sue cose e quelle degli altri. Non si danno soluzioni ma si creano ulteriori problemi.

E’ una visione delle cose vittimistica. E’ una visione delle cose che piace a moltissimi perchè deresponsabilizza. In fondo è quello che ci chiede il sistema: divenire delle povere vittime in balia degli eventi che continuano ad affidarsi a qualcun altro per risolvere i popri problemi. Si cerca il nuovo leader politico, chi ci dia lavoro, chi ci faccia un prestito. Conosco persone che elemosinano continuamente avendo gettato la spugna.

Il Vangelo secondo Matteo dice:

A chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza, e a chi non ha sarà tolto anche quello..

Sembra un principio iniquo, non cristiano, crudele. E’ quello che sta accadendo oggi intorno a noi: pensaci. E non è null’altro che l’applicazione di una legge Universale.
 E’ una metafora che ci parla dell’abbondanza. Potrà mai uscire da una situazione complicata economicamente chi si lamenta in continuazione della propria stessa situazione? L’abbondanza inizia dalla condizione interiore. Quello che voglio invitarti a fare è un capovolgimento di prospettiva.

Sopra ho spiegato il ruolo della vittima che porta a conseguenze di desolazione per la propria esistenza. Chi invece è padrone, è leader, è mago chiamalo come ti pare ma ci siamo intesi ha un atteggiamento differente:

 1)Non ha paura, non teme la crisi, in alcuni casi la sfida o la cerca. Perchè sa che può essere una opportunità. Come ci spieghiamo coloro che proprio in questa situazione raddoppiano, prosperano e vivono una vita di autenticità?

2)Il padrone sa come funziona la crisi e riesce a gestirla. Si ifnorma, studia, non segue i media tradizionali. E’ morbosamente curioso.

3)Ha una fede persistente e duratuta di fronte a qualsiasi esperienza esterna.E’ resiliente.

4) Il padrone ha le idee chiare sul suo scopo, sulla sua missione

5) Questo punto è forse il più importante: è responsabile di se stesso e di ciò che accade nella propria vita. Non delega agl altri e conta su sè stesso per ripartire qualsiasi siano le condizioni di partenza.

Tu da che parte sei o vuoi essere quella delle vittime o dei padroni/leader/maghi?

 Con il cuore Luigi

1 Commento

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  • Paola

    Ciao. Credo che oggi non ci siano più le mezze misure: frase fatta!!!! O si e disposti a crearsi le proprie opinioni delle cose, a decidere cosa fare della propria vita e rendersene responsabile, sapendo che siamo il frutto di ciò che pensiamo ed agiamo, oppure gli altri decideranno per noi e saremo i nessuno che contribiuscono ad annullare il mondo, a consegnarlo nelle mani di qualche padrone che non conosciamo neppure bene (solo perchè non vogliamo guardarci intorno).
    Oggi se non fai qualcosa di responsabile per il futuro del pianeta, compreso aprire gli occhi, finisci prima del tempo che avresti a disposizione.
    Forse sembro un pò drastica però in questo momento sono esasperata dall’ignavia che sento usare come una scusa da troppe persone, anche vicino a me.

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