In un paese lontano, nel libano meridionale, all’interno di un piccolo villaggio viveva un uomo povero, curvo e malaticcio. Quest’uomo era considerato da tutti gli abitanti del villaggio un pazzo, silenzioso, sempre con la testa china verso il suolo, come se stesse cercando qualcosa che avesse perso tanti anni prima. Quando qualcuno gli si avvicinava per chiedergli se avesse bisogno di qualcosa, lui rispondeva sempre con la stessa frase: – sto cercando dei sassolini, solo dei sassolini, posso farcela da solo. Non è poi un granchè. – e si allontanava farfugliando “sassolini, sono solo sassolini”. Tutte le volte che lo si incontrava la storia era la stessa, curvo a scrutare il terreno ed emettere talvolta gridolini di felicità, a volte borbottare che il sassolino non era quello giusto.

Quando arrivava la sera, si ritirava nelle campagne dietro al villaggio, con la sua bisaccia piena piena di sassolini e tutte le mani secche e screpolate a causa della polvere. Nessuno sapeva di preciso dove andasse a dormire, ma dopo tanti anni, nessuno neppure se lo domandava più. Ormai faceva parte della quotidianità.

Un bambino un giorno, mentre gli portava del cibo che la madre impietosita aveva fatto per il vecchio, gli chiese a cosa servissero tutti quei sassolini: – Sono per il volto di Dio, – rispose – il volto di Dio, capisci? – e dietro la folta barba comparve un tenero sorriso sdentato. Il bambino non capì, ma poco importava; d’altronde il vecchio era sempre stato molto molto strano.

Il tempo passava e, in una giornata assolata durante la quale un magnifico venticello primaverile trasportava il profumo dei fiori, il vecchio, accanto al ruscello cominciò a gridare di gioia: – Eccolo finalmente, l’ho trovato, l’ho trovato; ce l’ho fatta. – gridava talmente forte che tutti accorsero per capire cosa stesse succedendo. E tutti facevano domande al vecchio ma non capivano le risposte: – il volto di Dio, finalmente il volto di Dio. – e prese, d’un tratto, a scappare verso le campagne dietro al villaggio.

La piccola folla corse dietro di lui, stupita e curiosa dell’atteggiamento del vecchio che era sempre stato strano, d’accordo, ma così non aveva mai reagito ad un sassolino.

Dopo qualche minuto arrivarono tutti in un angolo di terra sovrastato da alcune rocce alte qualche decina di metri. Nessuno aveva mai coltivato nulla in quell’angolo perché era troppo poco esposto al sole e non si sarebbero raccolti i frutti sperati, pertanto nessuno ci andava mai. Nel terreno il vecchio aveva conficcato migliaia e migliaia di pietre, ordinatamente. Tutto agitato e scosso dalla felicità si precipitò in un punto preciso di quell’angolo di terra e cadde, come stremato. Alcuni pensarono subito che la sua vita fosse giunta alla fine, a causa della pazzia che lo accompagnò per tutta la vita e per quello sforzo veramente troppo grande per un uomo della sua età e così malnutrito.

Da per terra, tremando, il vecchio mise la sua mano ossuta nella bisaccia ed estrasse un bellissimo sasso azzurro come l’oceano.  Con un dito dell’altra mano grattò il terreno, formando un piccolo buco, pressappoco della grandezza del sassolino, e lo incastrò bloccandolo con la terra smossa.

Le persone che erano più vicine a lui gli intimavano: – Adesso fermati e soprattutto cerca di calmarti. Devi riposare, ti porteremo in una delle nostre case e ti daremo da mangiare. – ma in cuor loro sapevano molto bene che il vecchio era ormai giunto alla fine del suo cammino.

L’uomo nervosamente disse:- No, no, vi prego. Portatemi sulla sommità di queste rocce, vi scongiuro, accontentate questo vecchio moribondo.-

Le persone erano sbigottite ma nessuno si sentì la forza di negare al vecchio pazzo questo ultimo desiderio. Dopo tanto averlo ignorato durante l’intera vita, negli istanti finali della travagliata esistenza, reputarono tutti che fosse un peso troppo grande con il quale convivere il non assecondarlo. Così quattro uomini, i più forti del villaggio, presero il vecchio e lo portarono di peso sul sentiero che conduce alla sommità dell’altura. Tutto il villaggio seguiva, come in un corteo funebre, curiosa di conoscere l’epilogo della vicenda. Appena arrivarono in cima, inaspettatamente, i quattro uomini cominciarono a lacrimare e si formò un sorriso sul loro volto, come se fosse stati beatificati da qualcosa. La folla era sbigottita ed il vecchio, commosso anche lui, tra le lacrime di gioia sussurrava: – Il volto di Dio, ecco il volto di Dio. –

Quando tutti si furono affacciati videro la stessa cosa dei quattro uomini, giunti per primi, ed ebbero la stessa reazione. Al fondo della rupe, in quell’angolo di terra inutilizzabile per tutti gli abitanti del villaggio, il vecchio fece un magnifico e gigantesco mosaico. Raffigurava un magnifico volto, con un occhio azzurro come l’oceano. Un volto che donava serenità, commozione e speranza.

–  Finalmente è finito. – disse il vecchio con il filo di voce che gli era rimasto. – finalmente è finito. Ho cercato ogni singolo sasso in questa nostra terra, e gli ho cercato l’unico posto che poteva occupare nel volto di Dio. Pensate, per anni abbiamo avuto il volto di Dio nascosto tra i sassi del nostro villaggio e neppure ce ne siamo accorti. Spesso ci siamo dimenticati di quanto sia misericordioso lo sguardo di Dio, ma adesso non potremo scordarlo più.

Un uomo gli chiese:- ma perché non hai mai chiesto aiuto a nessuno? Hai utilizzato la tua intera esistenza a costruire questo capolavoro; magari se ti fossi fatto aiutare avresti finito molto prima.

Il vecchio disse: – Erano solo sassolini; pochi piccoli sassolini al giorno; non ho mai fatto molta fatica a portarli ed a posizionarli. Pochi, piccoli sassolini. Grazie al mio piccolo sforzo quotidiano è scaturito il significato della mia intera esistenza. – Con le lacrime che ancora sgorgavano dagli occhi emise l’ultimo soffio di vita e le sue membra si rilassarono, scivolando nel sonno eterno.

Il vecchio venne sepolto proprio in cima all’altura e venne posta una pietra che recava l’incisione :- Dal piccolo è scaturito il grande.

Tutte le persone del villaggio, da quel giorno, riuscirono a vivere la loro vita quotidiana con una magnifica e maggiore intensità.

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