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“Qualità della vita = Equilibrio tra i quattro grandi sistemi del corpo umano:
Psicologico, Neurologico, Endocrino, Immunitario.”

La ricerca del benessere e di una qualità di vita soddisfacenti, sono diritti imprescindibili dell’essere umano. Tuttavia non è sempre facile trovare il giusto equilibrio psicofisico emotivo  individuale, causa molti fattori che influiscono nello stato di benessere di qualsiasi persona. L’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità)  ha definito lo “stato di benessere”, non solo come assenza di malattia, ma come stato di equilibrio fisico, emotivo, psicologico, spirituale, energetico, economico, sociale, che consente alla persona di raggiungere la sua autorealizzazione, mantenendo altresì il suo potenziale umano individuale nella società in cui vive.

Nel momento in cui veniamo al mondo, il primo bisogno che abbiamo è quello di sopravvivenza. Abbiamo necessità di soddisfare le esigenze fisiche per mantenere il nostro corpo efficiente. Ma l’essere umano non è solo fisicità, esso è anche spiritualità, inteso come parte immateriale. Laddove l’istinto di sopravvivenza ci induce a procurarci le sostanze solide, liquide e fluide per alimentarci fisicamente; l’istinto emotivo ci spinge a ricercare quel nutrimento affettivo per soddisfare la nostra parte spirituale (non fisica). Le relazioni che ogni essere umano instaura fin dal suo concepimento, con il mondo a lui esterno, sono gli “alimenti emotivi” che lo formeranno. La qualità di questi “nutrimenti emotivi”, sarà determinante per lo sviluppo della sua personalità. Dato che ognuno di noi, prima ancora di essere persona è un essere umano, se ne deduce che la nostra umanità viene prima della personalità che si concretizza nel rapporto con gli altri, in particolare con le figure significative della nostra esistenza (caregivers).

Non sempre però la qualità delle relazioni che instauriamo, dal momento del nostro  concepimento, con il mondo esterno,  sono conformi alle nostre aspettative di base, per cui, le distonie tra l’esigenza e l’appagamento ordinario di un qualsiasi bisogno, da quelli primari a quelli secondari, diventano motivo di turbamenti emotivi che influiscono negativamente sullo sviluppo della personalità di ognuno di noi. Ricondurre in equilibrio gli stati emotivi  alterati, significa crearci l’opportunità di condurre la nostra vita in modo più appagante e conforme alle nostre  aspettative. Al fine di realizzare questo progetto di vita vantaggioso, abbiamo la necessità di apprendere però la struttura del linguaggio emotivo. Questa struttura è complessa e semplice allo stesso tempo: complessa perché utilizza schemi molto più astratti e a largo raggio (si pensi a quelle attività oniriche, sogni, a cui non riusciamo a dare un senso razionale), rispetto a qualsiasi altro linguaggio logico, strutturato in modo sequenziale e schematico; semplice perché usa una struttura di riferimento universale, simbolica/archetipica.  All’interno del contesto in cui viviamo, comunichiamo  molto di più attraverso il linguaggio emotivo che quello conosciuto come linguaggio verbale letterale. Nel nostro inconscio risiede una individuale rappresentazione  simbolica  del mondo (chiamata impronta, modello) ed una comune a cui  tutti facciamo riferimento per muoverci nei contesti in cui viviamo. A questo “linguaggio emotivo”, C. G. Jung ha dato il nome di inconscio collettivo. Conoscere la struttura del linguaggio emotivo ci permette di decifrarne i messaggi in esso contenuti  traendone valide indicazioni per soddisfare al meglio, nella realtà, i nostri bisogni emotivi, conducendo altresì la nostra vita verso la realizzazione di un benessere psicofisico, emotivo, spirituale, economico sociale, secondo le nostre potenzialità.

Naturalmente come è comprensibile, noi  non siamo solo emotività, spiritualità, (pensiero conscio e inconscio) ma anche fisicità, materialità (corpo) e come tali dobbiamo  considerare il corpo e la mente parti inscindibili l’uno dall’altra. La medicina moderna ha spesso ignorato il concetto di tutt’uno (corpo e mente), tralasciando la visione olistica dell’essere umano per prestare attenzione alle singole parti che lo compongono. Fortunatamente si sta diffondendo sempre di più un modello scientifico di riferimento che consente di apprezzare il reale funzionamento dell’intero organismo umano, sia in malattia che in salute. Questi studi si concentrano sulle attività del sistema nervoso, endocrino, immunitario e psichico. Stiamo parlando di una scienza chiamata:

Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia.

Ecco quindi che la gestione degli stati emotivi, diventa un valido strumento per conservare al meglio il proprio stato fisico e mentale. Sappiamo che dentro di noi, i sistemi su menzionati, s’influenzano reciprocamente attraverso un dialogo continuo, usando molecole che, al tempo stesso, fungono da neurotrasmettitori, ormoni e citochine.

L’applicazione del “Metodo DEEP” (Dialogo con l’Esperienza Emotiva Personale), garantendo  alla persona una visione diversa della realtà oggettiva, sviluppa un modello interiore di riferimento (realtà soggettiva) del mondo più vantaggioso per la persona stessa, la quale si troverà, per effetto di nuove risorse da lei prodotte, ad  usufruire di un ventaglio di scelte maggiori rispetto a quelle su cui, precedentemente, in modo conscio ed inconscio, si basava.

Il “Metodo DEEP” sfrutta le capacità creative, immaginative della persona, permettendole di attivare un processo a catena che, sollecitando il sistema endocrino attraverso il sistema nervoso, favorisce la produzione di sostanze benefiche per tutto il sistema umano, inteso come corpo e mente, ed attiva, quindi, un’azione preventiva in relazione anche a future e possibili patologie che potrebbero sorgere,  legate appunto ad un eccessivo stress  psicofisico a cui la persona potrebbe esporsi troppo a lungo.
In qualità di esseri umani siamo sottoposti giornalmente ad una serie di imput ai quali rispondiamo con un personale adattamento psicologico, fisico ed emotivo. Possiamo quindi  affermare che:

“il termine STRESS  sta ad indicare
il RAPPORTO tra il SOGGETTO e l’AMBIENTE in cui vive.”

Sappiamo ad esempio che nella persona, un livello straordinario di stress costante, crea uno stato psicofisico emotivo detto “distress”, quindi nocivo (dannoso, pericoloso); mentre un livello ordinario di stress costante, crea uno stato psicofisico emotivo detto “eustress”, quindi benefico (utile, proficuo).
Ricondurre la qualità della vita relativamente alle proprie potenzialità, su livelli di stress accettabili, permette di raggiungere più facilmente il proprio progetto di autorealizzazione come già su menzionato.

(L’ARTICOLO CONTINUA NELLA SECONDA PARTE……)

Massimo Catalucci

32 Commenti

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  • giovanni

    Ho notato che questo articolo ha creato molta discussione e ne son contento.

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Gent.mo Giovanni, intanto grazie per aver speso un po’ del tuo tempo per seguire questo articolo e i commenti correlati. Mi fa piacere che apprezzi la dinamicità che ha provocato tale articolo e sarebbe interessante un tuo commento.
      Cordialmente
      Massimo Catalucci

    • Cieli

      Mi sento in totale sintonia con ciò che e scritto. Ma ci sono corsi o libri o qualcuno che parla di questo? Per approfondire?

  • alfonso

    Ciao Massimo,
    mi sento di scriverti che io non ti ho chiesto di ripeterti e ti ripeto ciò che ho scritto precedentemente nella speranza che possano essere chiare le nostre posizioni dato che mi sta a cuore non diffondere un messaggio che io ritengo sbagliato.
    In particolare, entrambi convergiamo nella libertà di scelta individuale, verso il proprio credo, ciò che è Sacro, Spirituale, Divino, Umano così come hai scritto tu ma divergiamo sul mezzo che io ritengo fondamentale per un cristiano. In particolare io credo in quanto cristiano, in particolare cattolico, che sia Gesù l’UNICO mezzo per arrivare a DIO Padre Onnipotente così come da Lui rivelatoci, mentre tu ritieni che possano essere vari i mezzi a seconda della Spiritualità specifica, il che mi lascia perplesso essendoti dichiarato cattolico.
    Pertanto, in veste di tuo fratello, ti esorterei nel rispetto della piena libertà concessaci da DIO Padre Onnipotente a professare in modo fermo e determinato quella che anche per te è la Verità e cioè che è Gesù l’UNICO mezzo per arrivare al Padre nostro.
    In attesa di una tua conferma o meno, ti lascio ad una serena e felice giornata.
    Sia lodato sempre il nome di Gesù Cristo.
    alfonso

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Ciao Alfonso. Ok, accetto la tua esortazione nella mia piena libertà di scelta come da te indicato, in modo fermo, determinato e che porta verso l’unica Verità che conosciamo.
      Serena Vita.
      Massimo

  • alfonso

    Ciao Massimo,
    non mi è sembrato che questo è quello che hai cercato di dire, evidentemente non ci siamo capiti.
    Concludo dicendo che, a mi parere, in questo periodo così delicato in vista di futuri cambiamenti per l’intera umanità(per maggiori informazioni puoi leggere i messaggi della Madonna di Medjugorie e visitare il sito: http://www.paologiannetti.com/lafinedeitempi/padrepio.htm)io metto da parte ogni tipo di relativismo per invitare in modo chiaro e diretto tutti alla conversioni in Gesù Cristo sulla base di ciò che Lui ci ha rivelato:
    “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv. 14:6)

    Per cui, ti ripeto ciò che ho detto all’inizio: io e te non diciamo la stessa cosa, perchè soltanto quando tu, in ogni tuo testo, dirai ogni cosa riferita esplicitamente a Gesù Cristo e non a qualsivoglia Spiritualità specifica allora diremo la stessa cosa.
    Ti auguro una buona splendida e felice giornata.
    Sia lodato il nome di Gesù Cristo.
    alfonso

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Ciao Alfonso, purtroppo mi chiedi di ripetermi e non voglio assolutamente che tu sia d’accordo con me, ma permettimi, se ti è possibile e se lo desideri, di sostenere che possiamo avere gli stessi riferimenti ma mezzi diversi per comunicare con essi. Ora se tu vuoi, VALUTA e GIUDICA (anche se mi dirai che non sei tu a valutare né giudicare) se puoi condividere con me e rispettarle, come ho fatto io con te e come faccio con tutti gli altri esseri umani, le altrui opinioni e di conseguenza, SENITI LIBERO di agire come preferisci ovunque e verso chiunque.
      Una caro abbraccio ed una serena Vita.
      Massimo

  • alfonso

    Ciao Massimo,
    prima con un pizzico di ironia ho cercato di dire che c’è un copyright sul concetto di “LIBERTA’ di SCELTA individuale” e lo possiamo usare solo se facciamo esplicito riferimento all’Autore che è DIO.
    Credo che tra l’interpretare e l’adattare al fine di comprendere un concetto nel Suo significato ci sia una marcata differenza così come ho cercato di esprimere precedentemente.
    Sia lodato il nome di Gesù Cristo.
    Alfonso

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Appunto Alfonso, questo è tutto quello che ho cercato di dire fin dal nostro primo scambio di opinioni, seppur in maniera diversa dalla Tua.
      Cordialmente
      Massimo
      .

  • alfonso

    Ciao Massimo,
    scusami se ti metto un attimino in secondo piano ma ciò che sostieni tu lo sostiene DIO prima di tutti i Tempi avendoci donato il libero arbitrio e purtroppo molto spesso ce ne dimentichiamo facendoci noi stessi, con grande arroganza e presunzione, dio.
    Detto questo vorrei esprimere esplicitamente che dissentisco totalmente, così come tu invece mi sembra di aver capito che non faccia, da qualsiasi Spiritualità specifica per arrivare a DIO se non quella che vede in Gesù Cristo la nostra Unica Salvezza per arrivare a DIO Padre Onnipotente, ma nello stesso tempo le rispetto così come ci insegna Gesù Cristo.
    Ti lascio ad una felice giornata salutandoti con una frase che a me piace molto:

    Sia lodato sempre il nome di Gesù Cristo.

    Alfonso

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Ciao Alfonso, puoi liberamente mettermi in primo piano, secondo, terzo, quarto, ultimo, non ha importanza, è importante invece una riflessione. Quella per cui eri partito sostenendo che tu dici esclusivamente quello che dice Dio! Ora mi spieghi una cosa, chi è innanzitutto che dice il contrario? In secondo luogo, perchè se qualcun altro dovesse fare la stessa cosa che fai tu, ribadendo un concetto fondamentale della Cristianità questo atteggiamento lo consideri presuntuoso ed arrogante?
      Sbaglio o proprio tu hai detto quanto segue: io non interpreto (ma poi lo hai fatto quando hai adattato esempi antichi a quelli di oggi. Contestualizzazione, interpretazione); “io dico quello che Dio dice” (ma poi se è qualcun altro a fare quello che fai tu non va bene).
      Continuo a dire che è leggittima la tua posizione e quella di tanti altri fratelli ed in particolare la TUA LIBERTA’ di dissentire totalmente con chiunque, proprio come ti dissi anche precedentemente e relativamente alla TUA legittima LIBERTA’ UMANA di ricordare la tua FEDE al Fratello Musulmano (aggiungendo che in questo modo difendi la Tua Identità Spirituale).
      Ti ringrazio come sempre di avermi concesso la possibilità di relazionarmi con te su argomenti di spiccato interesse umano e anticipatamente ti ringrazio se desidererai continuare a farlo nella serenità più profonda che puoi essere in grado di conoscere.

      Unendomi alla Tua Lode nel rispetto del Cristo e del fratello Alfonso, ti invio un sentito abbraccio.

      Cordialmente
      Massimo

  • alfonso

    Ciao Massimo,
    al termine di ogni “battuta-risposta nostra” ho scritto due parole per approfondire meglio ciò che intendevo dire.

    ALFONSO: io non adatto il concetto ma l’esempio a cui Gesù fa riferimento per esprimere e far comprendere il concetto alle persone semplici ed umili a cui si riferiva in quel periodo storico
    MASSIMO: Infatti è proprio quello che volevo intendere e che mi sembra di capire che tu condivida con me: l’esempio pratico, ciò che faccio e non ciò che dico o che qualcuno ha detto, è quello che sia persone semplici che “complicate”, capiscono.

    L’uso dell’esempio è per esprimere il concetto di Gesù Cristo e non una Spiritualità specifica.

    ALFONSO: la buona novella è sempre la stessa in ogni luogo e in ogni dove
    MASSIMO: L’essere umano non può raccontare nulla di diverso da quello che è nella sua essenza e nella sua esperienza nei secoli, quindi anche qui la buona novella è sempre attuale, proprio come il fatto che il primo uomo apparso sulla terra, respira come qualsiasi altro uomo lo fa oggi.

    L’essenza di ogni essere umano è DIO Padre Onnipotente attraverso Gesù Cristo e lo Spirito Santo.

    ALFONSO: dobbiamo essere umili e modesti così come è Gesù
    MASSIMO: Sono infatti umile e modesto come Gesù quando mi comporto verso il mio prossimo rispettando le sue decisioni e il suo modo di amare ogni cosa nel rispetto della propria e altrui libertà. D’altra parte questo rispetto per gli altri ha portato Gesù alla croce e pur sapendolo non lo ha evitato.

    DIO ha tanto amato l’uomo da darci il libero arbitrio e il Suo figlio prediletto. Pertanto, rispettare le decisioni e il modo di amare ogni cosa di ogni uomo perché frutto del libero arbitrio e ricordare, con umiltà e modestia, il dono che DIO Padre ha fatto per noi tutti.

    ALFONSO: fermi e determinati nel farlo
    MASSIMO: Proprio come la determinazione del tuo Fratello Musulmano che ugualmente ti rispetta rispettando i suoi strumenti che gli permettono il contatto con Dio, la sua Spiritualità.

    Fratello Musulmano che, a volte per il contesto in cui vive, non gli è permesso di conoscere la Verità e che, altre volte invece, non La sceglie per mezzo del suo libero arbitrio. In entrambi i casi, l’unica cosa che posso fare io è pregare DIO affinché possa avere pietà di noi tutti nel momento del suo giudizio.

    ALFONSO: distaccarci dalla nostra Spiritualità specifica per accostarci a quella rivelata da Gesù Cristo
    MASSIMO: Gesù disse allo storpio: “la tua fede ti ha guarito” senza chiedergli quale fede (Spiritualità).

    E poi lo storpio, saltellando, andrò gridando a tutti che è stato Gesù Cristo a guarirlo e non la sua Spiritualità.

    …..lo Spirito Santo……è una “forza interiore” che ci guida verso Gesù, verso la Verità
    MASSIMO: Lo Spirito Santo come indichi anche tu è una forza interiore (Soffio Divino) che ci guida verso la Verità. Infatti laddove ci sono delle distonie interiori che ci allontanano dall’ordinarietà di un disegno Divino Universale, avvengono “turbamenti” che possono minare la nostra esistenza psichica, fisica, emotiva e spirituale (patologie).

    Patologie che possono dissolversi come neve al sole riconoscendo in Gesù Cristo la nostra unica salvezza.

    ALFONSO: ……l’uomo ha la possibilità di interpretare , comprendere le Sacre Scritture………estraendo…………..”insegnamento”. ………è una risposta ad una personale richiesta fatta in un particolare momento della nostra vita.
    MASSIMO: Da queste ultime tue parole, mi giunge conferma che tu sia d’accordo con me sulla possibilità dell’interpretazione personale, atta ad estrarre insegnamenti che possiamo riproporre al nostro prossimo, nel rispetto della libertà di ognuno, amando gli altri come noi stessi.

    E’ una possibilità vana senza l’intervento dello Spirito Santo, che ci guida sempre verso la nostra sorgente, Gesù Cristo.

    MASSIMO: In conclusione, credo, anzi CREDO, che il Tuo Esempio attraverso il fare, quindi il Tuo Comportamento che include la Tua Energia, la Tua Spiritualità, i Tuoi riferimenti Sacri, sia un Buon Modello che, Liberamente, altre persone possono seguire per trovare il loro personale contatto con DIO.

    La libertà è di tutti così come la Buona Novella.

    Ti auguro una felice e serena domenica a te e a tutti i tuoi cari.

    Alfonso

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Ciao Alfonso,
      mi fa piacere leggere che concludi questi nostri interventi concordando con me quello che sostengo in ogni mio testo, il riconoscimento della propria LIBERTA’ di SCELTA individuale, verso il proprio CREDO, ciò che è Sacro, Spirituale, Divino, Umano.
      Ricambio con convinzione e riconoscimento gli AUGURI di una Serena Vita insieme ai tuoi Cari e a molti altri tuoi simili, nella Tua più Totale Libertà di Scelta e Carità Umana.
      Cordialmente
      Massimo

  • alfonso

    Ciao Massimo,
    cercando di entrare subito nel merito della questione, vorrei puntualizzare che io non adatto il concetto ma l’esempio a cui Gesù fa riferimento per esprimere e far comprendere il concetto alle persone semplici ed umili a cui si riferiva in quel periodo storico. Mi spiego meglio ricordando che ad ogni cristiano è affidata una missione, cioè quella di diffondere la buona novella che si potrebbe sintetizzare, con grande presunzione, dicendo che il regno dei cieli è in mezzo a noi che ci permette di vivere in uno stato di beatitudine, in terra e in cielo, con il DIO Padre Onnipotente attraverso Gesù Cristo. Pertanto, la buona novella è sempre la stessa in ogni luogo e in ogni dove. Inoltre, in merito alla “ flessibilità necessaria per accostarla ad ogni realtà umana, aiutando l´uomo ad autorealizzarsi nel suo progetto di vita e nella sua Spiritualità specifica, nel rispetto della sua cultura e del conteso in cui vive”, credo che da una parte, nel diffonderla, dobbiamo essere umili e modesti così come è Gesù, il che oggi potrebbe essere “tradotto” dicendo di rispettare la cultura e il contesto nuovo in cui la si diffonde, dall’altra fermi e determinati nel farlo, così come hanno fatto molti martiri in passato e continuano a farlo ancora oggi, perché è da più di 2000 anni che tutti noi siamo chiamati a distaccarci dalla nostra Spiritualità specifica per accostarci a quella rivelata da Gesù Cristo a tutti i popoli della terra per Grazia di DIO. Inoltre, vorrei riportare due passi del Vangelo. Il primo è quello in cui , alla domanda di Gesù:”E voi chi dite che io sia?” e Pietro rispose:”Tu sei il Cristo”, Gesù dice che è stato lo Spirito Santo ad ispirarlo. A volte ci sfugge la portata dell’invio da parte di DIO Padre dello Spirito Santo che riceviamo come dono in Battesimo. Per quel po’ che io so, lo Spirito Santo, oltre ad essere Egli stesso DIO che procede dal Padre e dal Figlio, è una “forza interiore” che ci guida verso Gesù, verso la Verità per chi si accosta con umiltà e modestia e fede, ovviamente. Pertanto, l’uomo ha la possibilità di interpretare , comprendere le Sacre Scritture per il dono ricevuto estraendo dalla lettura un particolare “insegnamento” che , in virtù dell’opera dello Spirito Santo, è una risposta ad una personale richiesta fatta in un particolare momento della nostra vita. Il secondo è quello in cui Gesù dice: “ Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?”. Qui Gesù, per esprimere un concetto ben preciso, cioè quello dell’Amore di DIO Padre verso qualsiasi uomo prezioso a DIO, fa riferimento alla pecora perché in quel periodo storico era considerata come un qualcosa di prezioso. Pertanto, senza alcuna presunzione di onniscienza, credo che se Gesù venisse adesso non farebbe riferimento alla pecora ma forse a qualcosa altro ritenuto oggi prezioso.
    Concludo dicendo che Dio è un DIO geloso, pertanto non vuole che noi adoriamo altri idoli o immagini se non quella che LUI ci ha rivelato per mezzo di SUO Figlio Gesù e che ci fa percepire per mezzo delle capacità donateci all’atto della nostra creazione.
    Ringraziandoti della tua attenzione, ti auguro un buon proseguimento di giornata.
    Alfonso

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Caro Alfonso (permettimi il vezzeggiativo), ho risposto alle tue riflessioni evidenziando ogni paragrafo che mi è parso essere la spina dorsale del tuo testo.

      ALFONSO: io non adatto il concetto ma l’esempio a cui Gesù fa riferimento per esprimere e far comprendere il concetto alle persone semplici ed umili a cui si riferiva in quel periodo storico

      MASSIMO: Infatti è proprio quello che volevo intendere e che mi sembra di capire che tu condivida con me: l’esempio pratico, ciò che faccio e non ciò che dico o che qualcuno ha detto, è quello che sia persone semplici che “complicate”, capiscono.

      ALFONSO: la buona novella è sempre la stessa in ogni luogo e in ogni dove

      MASSIMO: L’essere umano non può raccontare nulla di diverso da quello che è nella sua essenza e nella sua esperienza nei secoli, quindi anche qui la buona novella è sempre attuale, proprio come il fatto che il primo uomo apparso sulla terra, respira come qualsiasi altro uomo lo fa oggi.

      ALFONSO: dobbiamo essere umili e modesti così come è Gesù

      MASSIMO: Sono infatti umile e modesto come Gesù quando mi comporto verso il mio prossimo rispettando le sue decisioni e il suo modo di amare ogni cosa nel rispetto della propria e altrui libertà. D’altra parte questo rispetto per gli altri ha portato Gesù alla croce e pur sapendolo non lo ha evitato.

      ALFONSO: fermi e determinati nel farlo

      MASSIMO: Proprio come la determinazione del tuo Fratello Musulmano che ugualmente ti rispetta rispettando i suoi strumenti che gli permettono il contatto con Dio, la sua Spiritualità.

      ALFONSO: distaccarci dalla nostra Spiritualità specifica per accostarci a quella rivelata da Gesù Cristo

      MASSIMO: Gesù disse allo storpio: “la tua fede ti ha guarito” senza chiedergli quale fede (Spiritualità).

      ALFONSO: …..lo Spirito Santo……è una “forza interiore” che ci guida verso Gesù, verso la Verità

      MASSIMO: Lo Spirito Santo come indichi anche tu è una forza interiore (Soffio Divino) che ci guida verso la Verità. Infatti laddove ci sono delle distonie interiori che ci allontanano dall’ordinarietà di un disegno Divino Universale, avvengono “turbamenti” che possono minare la nostra esistenza psichica, fisica, emotiva e spirituale (patologie).


      ALFONSO: ……l’uomo ha la possibilità di interpretare , comprendere le Sacre Scritture………estraendo…………..”insegnamento”. ………è una risposta ad una personale richiesta fatta in un particolare momento della nostra vita.

      MASSIMO: Da queste ultime tue parole, mi giunge conferma che tu sia d’accordo con me sulla possibilità dell’interpretazione personale, atta ad estrarre insegnamenti che possiamo riproporre al nostro prossimo, nel rispetto della libertà di ognuno, amando gli altri come noi stessi.

      MASSIMO: In conclusione, credo, anzi CREDO, che il Tuo Esempio attraverso il fare, quindi il Tuo Comportamento che include la Tua Energia, la Tua Spiritualità, i Tuoi riferimenti Sacri, sia un Buon Modello che, Liberamente, altre persone possono seguire per trovare il loro personale contatto con DIO.
      Come sempre, cordialmente.

      Massimo Catalucci

  • alfonso

    Massimo,
    io non ho una mia visione della vita perchè cerco di avere la visione che ci ha insegnato Gesù con tutte le difficoltà che ne derivano a cui l’uomo è sottoposto e che DIO Padre ben sa. Detto questo vorrei ricordare, in primo luogo, che Gesù dice che il più grande e il primo dei comandamenti è “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” e il secondo, simile al primo, è “Amerai il tuo prossimo come te stesso”, per cui dovremmo amare il nostro prossimo senza però mai disubbidire a DIO. In secondo luogo, facendo riferimento al comandamento “Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra” e cercando di contestualizzarlo a quel periodo storico, potremmo dire che i popoli erano soliti farsi come idoli gli animali del cielo, della terra e del mare, per cui riportando questo comandamento ad oggi è possibile interpetrarlo, secondo me, dicendo che nè cantanti, nè politici, ne giocatori nè soldi nè qualsivoglia filosofia spirituale nè altro e/o altri dovremmo adorare così come invece, purtroppo, oggi accade.
    Per cui, secondo me, è ben diverso inginocchiarsi davanti ad una statua di Gesù per ricordare ed adorare ciò che ha fatto per noi e gli insegnamenti che ci ha dato in nome di DIO Padre piuttosto che venerare maometto che non ha alcun riferimento a Cristo, con tutto l’amore che posso provare per un fratello musulmano subordinato, comunque, all’amore per DIO in nome del quale ricorderò al fratello musulmano che Cristo è la VIA.
    Augurandoti una buonanotte, spero che tale confronto possa avere un prosieguo.
    Alfonso

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Ciao Alfonso,mi aiuti a capire una cosa, come è possibile avere la visione che ci ha insegnato Gesù e allo stesso tempo “contestualizzare” (cioè riportare al contesto in cui viene introdotto un determinato concetto) quindi avere una visone propria rielaborata e personale di un concetto espresso migliaia di anni prima, sulla base di attuali contesti sociali e culturali?
      E’ naturalmente logico ad esempio pensare che, se intendo “contestualizzare” il concetto di solidarietà e carità umana all’interno delle “favelas” (zona del Brasile depressa e molto povera) e voglio fare la stessa cosa all’interno di un contesto sociale e culturale diverso come ad esempio una grande metropoli, magari socioeconomicamente alta, dovrò certamente adattare, “contestualizzare” i messaggi, all’ambiente in cui mi trovo. E dovrò anche considerare le reazioni e le percezioni individuali che avranno effetti diversi da parte delle persone che ricevono tale messaggio. Esattamente come tu hai detto quando ti sei riferito alla necessità di “interpretare” il primo comandamento ed adattarlo all’attualità. Hai ripreso un concetto e lo hai adattato alla tua quotidianità.
      Secondo quanto da te espresso mi sembra di capire che stai “interpretando” ed “adattando”, “contestualizzando” sulla base di una tua personale visione del mondo, il primo comandamento. Ma ora immagino che mi risponderai che non lo stai facendo sulla base di una tua visone del mondo, ma della visione indotta da Dio. Ma se non devi interpretare, bensì eseguire, cioè essere fedele a quanto di Sacro scritto, dovresti anche applicare quanto Dio ci insegna senza interpretazione alcuna: “Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra”; altrimenti rischi di essere contraddittorio tra quello che dici e quello che fai.
      Se la Legge Divina ci dice che non dobbiamo crearci nessuna immagine, la stessa Legge non ci dice che tipo di immagine non devo adorare, perché è intrinseco nel messaggio: una statua (di pietra, legno, bronzo od altro) o un essere umano (politico, filosofo spirituale o altro). Quindi laddove liberamente utilizzi una qualsiasi immagine per rappresentare il Tuo contatto diretto con Dio, vuol dire che accetti che ci possano essere diversi mezzi per comunicare con Dio, che non dovrebbero essere solo quelli che una parte di credenti applica, ma forse possono essere di diverso tipo.
      Se utilizziamo la visione, come tu dici di Dio, non possiamo interpretare ne contestualizzare nulla, dobbiamo applicarla e basta.
      Laddove invece la contestualizziamo e la interpretiamo, dobbiamo allora (questa è la mia visione Spirituale), assumere anche la flessibilità necessaria per accostarla ad ogni realtà umana, aiutando l’uomo ad autorealizzarsi nel suo progetto di vita e nella sua Spiritualità specifica, nel rispetto della sua cultura e del conteso in cui vive.
      In sintesi, questo mi pone nella condizione di prendere il messaggio di Dio che voglio trasferire ad altri, adattandomi alla loro cultura, evidenziando non “chi ha detto” ma “cosa ha detto”. In questo modo eseguo in primis il primo comandamento che tu hai citato e in secondo luogo lascio la libertà al mio prossimo, come ha fatto Dio anche con Te e me, di adattare tale insegnamento alla propria vita per trarne i benefici massimi che l’essere umano si merita in quanto tale.
      Mi sembra inoltre di capire che sei d’accordo con me, affermando il primo comandamento: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”; e il secondo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso” .
      Infatti non so se puoi renderti conto che diciamo la stessa cosa, “c’è un unico Dio” ed io questo non l’ho mai messo in dubbio, solo che dico che ognuno trova il suo contatto con Lui in modo personale, pur basandosi sulle proprie esperienze di vita, culturali e sociali; “Amerai il prossimo tuo come te stesso”, ed anche qui mi sembra di aver sempre parlato di libertà di scelta del mio simile e del rispetto verso lo stesso. Infatti voglio libertà e contestualmente riconosco agli altri la loro libertà.
      Trovo molto UMANO e lo condivido anche, il tuo atteggiamento nel ricordare la tua FEDE al Fratello Musulmano (in questo modo difendi la Tua Identità Spirituale), mi meraviglierei se non lo facessi.
      Confermandoti il piacere di conversare con Te, ti saluto cordialmente.
      Massimo Catalucci

  • alfonso

    Ciao Massimo,
    premesso che Gesù è DIO e chi ama DIO non può non amare Gesù insieme al Padre e allo Spirito Santo e chi professa altro professa il falso poiché DIO si è rivelato, risponderei a quella persona che presenta tutto quello che ho presentato io ma con un riferimento diverso chiedendogli se è in pace con se stesso. Cercherò di spiegare meglio questo concetto “forte” attraverso un esempio: se io fossi un figlio adottivo e non lo sapessi vivrei in pace ma se lo venissi a sapere andrei alla ricerca di mio Padre finchè non Lo troverei per “ricongiungermi” a Lui, cioè ciò che noi siamo non lo possiamo negare e chi lo fa, pur sapendolo, vive in perenne conflitto che lo porta da altri “padri”.
    Concludo dicendo che Gesù ha detto che Lui è la Verità e quindi l’integrazione può avvenire solo in Lui.
    Ti ringrazio Massimo per aver dato vita a questo confronto e inviterei gli altri a parteciparvi grazie a “più che puoi” che permette lo scambio di idee su diversi temi.
    Ciao a tutti!

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Bene Alfonso, innanzitutto non ho nessun problema a dire che Dio e Gesù sono un’unica Divinità. Mi sembra di capire poi che consideri che ci sia la possibilità di incontrare una persona che presenti tutto quello che presenti tu anche se con un riferimetno diverso dal tuo? Ed anche qui siamo d’accordo, credo! Se così è, vuole dire che in primo luogo rispetti l’insegnamento di Cristo : “ama il prossimo tuo come te stesso”; e di conseguenza non ti domandi chi, cosa e come lo fa, ma lo AMI come te stesso, punto e basta!!!
      Ma analizziamo ora anche l’altro aspetto!
      Se io non mi amo abbastanza per poter considerare che ci possa essere qualcuno che la pensa come me ma che usa un mezzo diverso per arrivare a Dio, non sto infrangendo proprio una delle regole che Dio stesso mi ha dato e che è quella di rispettare la libertà di preghiera dell’uomo?
      Ci ha forse insegnato Cristo (Dio) di adorare statute, collanine, dipinti, o altri riferimenti che l’uomo ha creato per rappresentarsi in ogni parte del mondo la sua Spiritualità e la necessità di comunicare ad un livello trascendentale con un’Entità Divina che gli permette di considerare la sua vita eterna, se pur in dimensioni diverse da quelle che oggi possiamo percepire?
      Eppure nelle diverse religioni che si riferiscono a Cristo (Dio), tutti i credenti, se non quasi, si inchinano davanti ad una statuta, un’immagine, per adorarla. Ma se le scritture ci insegnano questo: “Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra”; perchè allora adoriamo delle immagini che tra l’altro non sono neanche tutte uguali (cioè create da artisti diversi, quindi da uomini e donne con una loro libera interpretazione della Spiritualità a cui si riferiscono)? In questo caso, non pensiamo di paragonare “quello che facciamo” con “quello che ci è stato detto di fare” e che è scritto nelle Sacre scritture, forse perchè non ci sentiamo di giudicare (e non lo sto facendo neanche io) chi si prostra davanti un dipinto o statua, perchè in qualche modo, rappresentano per la persona il riferimento Sacro e sono un mezzo per arrivare a comunicare con la parte SPIRITUALE, con il CREDO, la FEDE della persona stessa, in un contesto di Materialità ed Immaterialità (elementi che costituiscono l’uomo e il suo universo)?
      E aggiungo inoltre per chiudere, che: c’è una sola ed unica SPIRITUALITA’ a cui l’uomo fa riferimento, ma utilizza mezzi diversi per comunicare con essa e, se lo fa rispettandosi, credo anche che sia in pace con se stesso.. Ma questa è una mia modesta visione del mondo e penso, anzi sono convinto, che ce ne possono essere anche di gran lunga migliori, come la Tua ad esempio.
      Cordialmente come sempre.
      Massimo Catalucci

  • alfonso

    Ciao Massimo,
    ringraziando “più che puoi” per la possibilità che mi dà di esprimere la mia opinione, credo che, leggendo il tuo articolo e il tuo curriculum, sei una persona che nella vita ha fatto un bel percorso professionale e che, insieme a molte altre, si impegna ad aiutare le persone a raggiungere un equilibrio psico-fisico proponendo metodi che, purtroppo, a volte falliscono. Ed è per questo che sento l’esigenza di ricordare un metodo che, applicato quotidianamente, dà una forza interiore e fa raggiungere una pace, una serenità e una tranquillità tale da sentirsi pronti ad affrontare le maggiori difficoltà con la certezza di superarle. Tale metodo consiste nella volonta di conoscere DIO nella natura e nella Parola Rivelata, di cercarLO nella preghiera per “ricongiungerci” a CIO’ che siamo, di ringraziarLO per ciò che ha fatto per noi rinunciando a parte delle nostre esigenze, a volte superflue, per darle a chi ne ha più bisogno. Tale metodo non ha spese perchè l’Unico che ci ha fatto le spese per noi è stato Gesù Cristo, è facile da applicare, funziona per tutti ed è infallibile, però richiede solo un requisito: credere in Gesù Cristo, cioè abbandonarsi al suo Amore che ha guarito, guarisce e guarirà ancora anche laddove gli scienziati non sanno dare ancora una risposta!
    Ringraziandoti tutti per aver letto queste righe, vi auguro una buona giornata
    Ciao

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Ciao Alfonso,
      grazie per il tuo intervento e per aver espresso la tua opinione. Non posso che concordare con te in merito a tutto quanto hai detto. In particolare è bello anche ricordare della grande considerazione che Dio ha dell’uomo, tanto da riversare in noi grandi potenzialità. Infatti attraverso il Suo Figlio Gesù Cristo, ha fatto in modo che l’uomo stesso, comune mortale, potesse comprendere che solo attivando la fede in se stesso e nelle grandi potenzialità che Dio ha rilegato in lui, potrà alleviare e guarire da molti mali, fisici e spirituali, raggiungendo la sua autorealizzazione umana.
      La dimostrazione che quanto appena espresso è vero, ci viene dagli atti di Cristo nel corso della sua evangelizzazione, quando ad esempio disse a Lazzaro: alzati e cammina. Oppure quando disse allo storpio: la tua fede di ha guarito. Se riflettiamo bene non ha detto: “io ti guarisco”. Il Cristo ha sempre rilegato all’uomo la sua responsabilità, rendendolo libero. D’altra parte sia nella Bibbia che nel Vangelo Dio (attraverso Profeti e Suo Figlio) indica nell’uomo la responsabilità e la possibilità di scelta (libero arbitrio) ammonendolo del fatto che, solo rimanendo nell’ordinarietà della sua natura può trovare la strada verso la felicità e serenità esistenziale inq uesat vita e per l’eternità.
      Io in questo vedo qualcosa di veramente forte, di cui Dio ci ha dotati. Mi riferisco al “Credere” prima di vedere, ma questa è la cosa che noi uomini facciamo con molta difficoltà. Quando però siamo in grado di attuare questo processo, spesso avvengono cose miracolose, anche guarigioni alle quali la scienza non sa dare risposte razionali se non quelle di dire che il male per qualche causa sconosciuta è regredito.
      Ora tutta questa riflessione, mi stimola una domanda. Saresti in grado di immaginare Alfonso con un’altra fede rispetto a quella Cristiana e di conseguenza ad un Alfonso che crede ad un altro dio (lo scrivo in piccolo perchè rispetto il comandamento dei cristiani: non avrai altro Dio al di fuori di Me), con la stessa intensità con la quale lo fa l’Alfonso Cristiano?
      O meglio. Cosa risponderesti ad una persona che presenta tutto quello che hai presentato tu, nell’aspetto intrinseco della tua riflessione ma con un riferimento diverso da quello che è il Dio a cui tu fai riferimento?
      Personalmente, a scanso di equivoci, ti comunico che sono cattolico (anche se con delle riserve, non tanto per gli scritti sacri, ma per come ci vengono presentati e motivati).
      Concludendo aggiungo che il mio articolo sul metodo DEEP non prevarica comunque la possibilità di affidarsi all’esperienza personale emotiva e spirituale per trovare le risorse adeguate a far si che si possano superare situazioni conflittuali interirori. Certamente quello che hai evidenziato tu è qualcosa di molto più grande e che si chiama “miracolo” e, la forza che ci permette di realizzarlo non è facile da trovare ed attuare.
      Tuttavia, molto modestamente, amo credere che Dio sia solo uno per tutti gli uomini, ma non mi sento di dire che quello in cui credo io sia giusto anche per altri. La spiritualità, intesa come l’elevazione della nostra parte immateriale, è uno degli archetipi che fanno parte della struttura umana (materiale ed immateriale). Poi, realtivamente al proprio vissuto, al contesto dove ognuno è nato e cresciuto, formato, potrà fare riferimento a “X” o “Y”, ma ciò non toglie che sia nel primo che nel secondo o altri casi ancora, la fede ci possa salvare ed attivare processi miracolosi davanti ai quali la scienza, come già detto, rimane impotente e senza una valida risposta.
      Come avrai capito sono per l’integrazione di tutto quanto l’uomo sia a conoscenza, perchè sono convinto, e questa è un’altra mia personale visione, che solo integrando si ottengono i risultati migliori. Le divisoni, non sviluppano coscienza critica costruttiva, ma spesso sviluppano una coscienza critica distruttiva. D’altra parte anche il Cristo ci ha dato prova di integrazione, volendo considerare sulla croce anche coloro che lo hanno tradito e crocifisso, chedendo al Padre di perdonarli tutti.
      E’ stato un piacere leggerti e spero che continuerai a leggere e commentare i miei articoli.
      Cordialmente
      Massimo Catalucci

  • Tiziana Galante

    Grazie Massimo, sei stato più che esaustivo, hai completato la mia visione dello stato di benessere psico-fisico, nei minimi particolari. Il Tuo metodo è interessante, valido e come dici Tu si integra con gli altri metodi che portano al benessere e quindi felicità e SALUTE PERFETTA dell’essere umano.
    Un saluto, questa è ua gradita conoscenza
    Tiziana Galante

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Grazie a te Tiziana, per l’opportunità che mi hai dato di approfondire l’argomento. Penso di pubblicare la risposta che ti ho dato come articolo.
      A presto risentirci.
      Cordialmente
      Massimo Catalucci

  • Tiziana

    Salve! sono Tiziana un medico fisiatra di Trieste, mi occupo di benessere e sono danzaterapeuta. Ritrovo nei concetti da Te spiegati, le valenze terapeutiche della danza e dell’arte in genere, che basano la propria azione proprio sulla creatività e l’immaginario, le parti sane dell’essere umano.
    Ho una domanda: quali sono le sostanze ormonali e i neurotrasmettitori, quelle sostanze benefiche attivate attraverso il Metodo Deep? Saluti e grazie dott. Tiziana Galante

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Ciao Tiziana.
      Grazie della Tua attenzione e della sintetica ma complessa domanda.
      Provo a risponderti anche se posso immaginare che, per gli studi da Te fatti, molte dellle informazioni di cui sotto dovresti già conoscerle.
      Comunque, diciamo innanzitutto, anche per essere fedele alla visione olistica a cui faccio riferimento, che il benessere psicofisico emotivo dell’essere umano passa attraverso il sano equilibrio di tutte le forze e risorse materiali ed immateriali che lo compongono.
      Detto questo, è facilmente intuibile che tutte le categorie di ormoni e neurotrasmettitori vanno visti anch’essi come una contrapposizione di pesi diversi che hanno necessità di trovare il loro equilibrio naturale ed essere riportati in valori che gli competono per entrare in funzione quando è necessario e contestuale in modo “ordinario” (utile). Spesso però avviene il contrario e queste sostanze vengono prodotte dal nostro corpo in modo “straordinario” (nocivo).
      Passiamo ora alla tua domanda: “quali sono quelle sostanze benefiche attivate attraverso il Metodo Deep?”
      Permettimi prima un piccolo passo indietro, riprendendo dagli accenni che ho fatto sullo “stress” e la sua utilità nell’uomo come elemento vitale. Posso dire che una costante esposizione a fattori psicofisici emotivi considerati nocivi come ad esempio, solo per citare due casi:
      Psicoemotivi – costante insoddisfazione della posizione professionale o scarsa considerazione da parte dei propri colleghi e superiori (bassa autostima, esclusione, insoddisfazione economica, mancanza di autorealizzazione personale);
      Fisici – costante insoddisfazione delle funzioni corporee a causa di traumi (menomazioni accidentali, patologie varie);
      provocano comunque una risposta negativa di adattamento al contesto in cui l’essere umano vive.
      Le ghiandole surrenali (organi posti sopra ai due reni) sollecitate attraverso il sistema nervoso dall’ipofisi (organo a sua volta regolato dall’ipotalamo) cominciano a produrre, in questo stato, ormoni steroidi (cortisone, conosciuto anche come ormone dello stress) e, contemporaneamente, producono adrenalina in eccesso (che viene identificata come ormone e neurotrasmettitore).
      Ora, mi chiedi di evidenziare quali sono gli ormoni e neurotrasmettitori benefici.
      La risposta non sta nell’identificare quali sostanze sono benefiche, ma in che modo alcune sostanze possono diventare nocive o benefiche.
      Ribadisco che l’essere umano è un insieme di apparati e sistemi che sono in stretto collegamento tra loro in un continuo scambio di informazioni che viaggiano attraverso corsie preferenziali, nervose, cardiovascolari e linfatiche. Da un punto di vista biologico, credo che tutte le parti che compongono il corpo umano, comprese quelle sostanze che sono spesso erroneamente considerate nocive, se si trovano all’interno del nostro intero organismo, avranno evidentemente una funzione positiva. Occorrerebbe quindi parlare di equilibri di forze ed entro quali “range” questi elementi devono trovarsi per attivare uno stato complessivo di benessere psicofisico emotivo.
      Sostanze quindi, come la noradrenalina, la dopamina e serotonina, in fase di “stress” (distress) psicofisico emotivo eccessivo e costante, se iniziano a funzionare male, l’intero organismo umano ne risente negativamente.
      Potremmo paragonare l’equilibrio di queste sostanze all’analisi dei processi produttivi in un’azienda, dove per effetto di qualche “comportamento e/o scelte errate” rispetto al programma prestabilito (business plan), avviene la trasformazione dei punti di forza aziendali in punti di debolezza.
      Anche nel nostro intero organismo avviene una cosa simile, laddove non rispettiamo ciò che è nel nostro sistema integrale “ordinario” (psicobiologico), quelli che dovrebbero essere punti di forza, possono diventare punti di debolezza e dare seguito, laddove non si intervanga, in primo luogo a disagi di lieve entità e successivamente a patologie più o meno gravi.
      Nello specifico, il metodo DEEP, tra l’altro come già evidenziato nelle mieprecedenti uscite, attraverso l’attuazione di un dialogo emotivo personale che si basa sull’esperienza esistenziale diretta della persona, ed in un contesto di rilassamento psicofisico (raggiungimento delle onde alfa fino anche in alcuni casi a quelle theta e delta), favorisce l’abbassamento della soglia critica e della frequenza delle onde beta, facendo emergere la “coscienza” emotiva ed attivando un processo di sviluppo di un modello interiore di riferimento del mondo conforme alle aspettative psicoemotive ed alle potenzialità della persona stessa. Inoltre, agendo anche a livello endocrino (abbiamo visto che dal cervello partono impulsi che sollecitano i processi endocrini) si possono riequilibrare le funzioni ormonali della serotonina (ormone addetto alla regolazione dei ritmi del sonno, è il nostro orologio biologico), della noradrenalina (è un mediatore chimico nella trasmissione nervosa degli impulsi agli organi efferenti) e della dopamina (importante per la produzione di endorfine, sostanze che determinano il senso del dolore e la regolazione del piacere).
      Recuperare quindi il proprio equilibrio psicoemotivo, anche partendo da semplici ma costanti tecniche di rilassamento psicofisico, permette al sistema integrale umano, di liberare nel corpo sostanze atte a produrre uno stato di benessere che può protrarsi nel tempo, scongiurando, da una parte, l’insorgere di condizioni stressanti a cui mal si adatta l’essere umano e dall’altra, lo sviluppo di uno stato di benessere costante, attraverso il quale la persona avrà l’opportunità di affrontare le situazioni difficili alle quali la vita può comunque esporla, con risposte di adattamento più adeguate per effetto di una maggiore resistenza allo stress.

      Naturalmente sono dell’avviso che la sola serenità e tranquillità psicoemotiva, non siano sufficienti per ottenere un completo ed equilibrato stato psicofisico nell’essere umano, ma da qui si può partire per attuare un cambiamento anche nel comportamento e quindi nello stile di vita individuale, per cui concludendo, possiamo dire che il nsotro benessere totale, passa attarverso l’allienamento di diversi fattori, per cui anche la sana gestione di un’attività fisica (attività alla quale mi sembra Tu sia particolarmente interessata e preparata); di una equilibrata alimentazione e la regolarità del sonno/veglia; oltre che un equilibrio nella sfera sessuale/affettiva; giocano un ruolo determinante nel mantenimento di uno stato efficiente della perfetta macchina biologica umana.
      Spero di aver soddisfatto le Tue richieste.
      Attendo un Tuo gradito riscontro.
      Cordialmente
      Massimo Catalucci

  • anna rosa

    come mai non hai pensato di laurearti in psicologia?

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Forse perchè sono sempre troppo impeganto nella ricerca e nel lavoro….. forse perchè non mi va di fare percorsi troppo lunghi e troppo teorici…….forse solo perchè ancora non ho trovato il momento giusto per farlo……………
      Ma……..chissa che prima o poi non lo faccia………..forse!!!

  • Carmelo Celauro

    Nel condividere il contenuto espresso mi permetto evidenziare che la natura dell’essere umano è psicomateriale/spirituale e che la “scienza” per i suoi limiti non può andare oltre la componente psicomateriale. Premesso che ogni “sostanza” ha una sua specifica “forma” la condizione di “benessere” di ogni Persona dipende dalla cura con cui la stessa ha trattato dette due “forme”.
    L’attuale cura maniacale della forma “psicomateriale” (corpo) senza una corrispondente cura della forma “spirituale” (pensiero) è causa prima di tutti i “disagi” psichici di massa di questo periodo storico. La realizzazione del “se” è possibile solo attraverso una “formazione” equilibrata di dette due “forme”. La “violenza” quotidiana esplosa in tutte le sue forme che caratterizza questo periodo storico ed il dilagare della “depressione” di massa affondano le loro radici nella cura “ossessiva” della componente “corpo” alimentata dall’attuale potere doninante in tutto il mondo occidentale di tipo “economico liberista” e nel decadimento “completo” della componente “spirito” per nulla curata a causa della sua natura “immateriale” non apparente.

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Grazie del tuo gradito intervento Carmelo, con il quale mi dai l’opportunità di pensare ad un buon argomento per il mio prossimo articolo. SPIRITUALITA’ e MATERIA sono stati e sono tutt’ora argomenti che fanno molto discutere. La scienza, quella che necessita della “prova in laboratorio” per affermare formule e teorie, spesso viaggia su un binario che non prevede altre visioni se non quelle che si possono osservare mettendosi su quell’unico treno, guardando solo avanti o indietro.
      Credo che l’essere umano non possa essere considerato in una visione così ristretta, pur se non si possono negare i tanti traguardi ottenuti dalla scienza occidentale in ogni ambito. Sono convinto che l’unione tra la visione di una cultuta millenaria, come quella orientale, laddove venga affiancata alla cultura occidentale, in una “forma” di scambio continuo di informazioni, conoscenze e competenze, non può che garantire all’essere umano un valore aggiunto alla conoscenza della sua esistenza.
      Cordialmente
      Massimo Catalucci

  • Danila

    Ciao Massimo,
    io mi occupo di terapie olistiche e ritengo che sempre più la medicina si stia avvicinando alla visione dell’uomo di cui tu parli. E’ un grande passo avanti perchè finalmente l’uomo si ricompone come unità è può più facilmente comprendere la sua storia e la sua vita. Il Metodo DEEP oltre a prevenire disagi che potrebbero portare a disturbi e malattie può anche aiutare a guarire quelli già esistenti. Nelle mie ricerche sul potere di autoguarigione del nostro corpo e della nostra mente ho constatato che la ricerca delle cause emotive che hanno portato alla malattia è il procedimento senza il quale non si ottengono risultati. Diverse sono le tecniche che portano a capire il punto di origine, ma tutte hanno lo stesso presupposto.
    Ti ringrazio per la chiarezza e mi auguro farai altri approfondimenti.
    Un abbraccio,
    Danila

    Rispondi
    • massimo catalucci

      Ciao Danila e grazie anche a te per il gradito commento. Il potere dell’immaginazione può smuovere molto di più di quello che pensiamo e ciò che immaginiamo, inconsciamente o consciamente, può fare una notevole differenza nell’esistenza di una persona.
      Mi ricordo che poco tempo fa parlavo con una donna alla quale era stato diagnosticato, diverso tempo prima, un tumore e dal quale, con mio piacere, ne era uscita indenne.
      Mi sorprese molto il suo atteggiamento mentale. Mi confidò che quando seppe la notizia dal medico del suo problema, dopo naturalmente un primo periodo di sconforto, reagì prendendo coscienza di ciò che aveva e iniziò a identificare il tumore come fosse un entità alla quale poteva parlava con decisione dicendogli che “lui” doveva stare alla larga da lei perchè lei aveva tutta l’intenzione di stare presto bene.
      Questo aneddoto che ti ho riportato in sintesi, vuole solo intendere che laddove esistono farmaci che possono migliorarci la vita e salvarcela, anche le nostre risorse interiori possono contribuire al progetto di mantenimento del nostro intero organismo, materiale ed immateriale. Esistono poi discipline che poggiano le loro conoscenze sul potere dell’immaginazione come strumento di guarigione. Non ho nessun dato per negare questa teoria, ma credo che gli occidentali e forse oggi anche gli orientali (visto che il consumismo e i simboli dell’occidente=materialità, sono arrivati anche da loro) , riescano difficilmente a sviluppare un modello spirituale (inteso come approccio psicoemotivo) abbastanza potente per creare un “modello replicativo” di facile applicazione. Ma credo anche che siamo sulla buona strada per ottenere un risultato in tal senso.
      Cordialmente
      Massimo Catalucci

  • massimo catalucci

    Ciao Alfonso, la mia precedente sintetica lettera ha voluto essere tale perché altrimenti diventerei ripetivo e in questo caso non voglio assolutamente esserlo. Ma se può esserti utile, riconfermo tutto quanto da me già detto e non quanto tu vorresti che io dicessi (anche se mi dirai che non sei tu a chiedermelo). Per cui, rispondo ai passi da te citati nel tuo testo:

    Alfonso riporta: “io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv. 14, 6)
    Massimo evidenzia: Sei tu Alfonso la via? – Sei tu Alfonso il mezzo per arrivare al Padre?

    Alfonso dice:  …..avendo tu speso tante parole per il tuo metodo DEEP e per il tuo curriculum.
    Massimo evidenzia: ……continuerò a spendere molte parole per il mio metodo DEEP  e per il mio curriculum, esattamente come fai tu per le tue convinzioni e per tutto quello in cui credi nella Tua vita, ma sempre nel rispetto del mio prossimo e delle sue LIBERE SCELTE, rispettando quindi anche con molta serenità chi come te non condivide quello che ho fatto, quello che faccio e quello che farò. 

    Alfonso riporta: “chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde” (Mt. 12, 30)
    Massimo evidenzia: Quindi Alfonso giudichi il mio comportamento contro Dio? – Consideri Alfonso il modo altrui, quindi anche il mio, di raccogliere i messaggi Divini, errati e dispersivi?

    Alfonso riporta: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete” (mt. 7,15-16)
    Massimo evidenzia: Chi sono i falsi profeti? Ti riferisci a qualcuno in particolare? Chi è la pecora e chi i lupi rapaci? Quali frutti hai riconosciuto ed in particolare, in quale albero li hai visti?

    Serena Vita a Te come sempre.
    Massimo

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