Questa è una delle domande alle quali non dare una risposta sarebbe deleterio.
Nella mia vita ho visto persone con le migliori intenzioni, che inesorabilmente fallivano, senza un motivo apparente.
Ho avvicinato queste persone, per riuscire a capire meglio i loro blocchi e mi sono accorto che erano persone fortemente spirituali, alcuni addirittura dei timorati di Dio.
All’inizio non comprendevo, poi un giorno parlai con una ragazza che aveva un’attività avviatissima di estetista e nell’arco di un anno è fallita. Parlando con lei, ho capito quale fosse il problema di fondo, lei si sentiva in colpa per essere divenuta ricca.
Partiamo da un presupposto, quando si tratta di affari io non credo alla fortuna o alla sfortuna, quindi il fallimento di un’azienda o di un negozio, non dipendono MAI dalla mancanza di lavoro, di passaggi o di commesse, ma dipendono in primis dalla mentalità del suo titolare, se il titolare è un vincente emergerà, se il titolare alla prima difficoltà entrerà nel turbinio di pensieri e paure, la sua azienda non si solleverà mai più.
Tornando al discorso del fallimento dell’ attività di estetista, mi resi conto che la ragazza aveva un blocco, dovuto alla sua spiritualità, in pratica lei era stata convinta, dopo anni di indottrinamenti continui, che chi professa la spirituaità non può essere ricco e non può anelare al denaro.
Io non credo assolutamente ad una cosa del genere, per tante buone ragioni, per esempio se io ho molti più soldi di quelli che mi servono per vivere, posso aiutare altre persone, al contrario se rimango povero anche io, come faccio ad aiutare altri? Un altro ottimo motivo per me, è il fatto che il denaro, altro non è che energia, noi non siamo altro che energia, Dio non è altro che energia, come possiamo essere opposti?
Ed ecco perché ho deciso di entrare in internet, volevo riuscire a conciliare queste 2 cose, io sono una persona molto spirituale, ma contemporaneamente sono molto ambizioso, perché dovrei rinunciare ad una delle 2 parti fondamentali del mio essere?
Se rinunciassi ad una di esse mi sentirei perso.
La mia più grande fortuna nella vita, è stata quella di occuparmi di me stesso su vari fronti, ma in periodi diversi.
Fin da piccolo, essendo cresciuto in una famiglia di operai, legata allo stipendio, avevo nella mia mente ben chiara una cosa, se volevo cambiare il mio status, per evitare di vivere di stenti, avrei dovuto studiare tanto, amavo leggere, alle elementari leggevo già di tutto, dai fumetti a Siddharta di Herman Hesse.
Mia zia racconta spesso una storia, eravamo in vacanza, io non avevo dei libri dietro, lei ne aveva portato uno solo per sè, non sapendo cosa leggere, trovai un vocabolario e quello fu il mio compagno tutte le sere prima di dormire.
Comincia così il mio percorso di studente, non delle materie classiche, ma della mente.
Io sono sempre stato pigro, quindi volevo il mio riscatto sociale, ma non volevo rinunciare a tutti i piaceri della vita,
non mi bastava avere buoni voti, li volevo con il minimo sforzo, fortunatamente ero un ragazzino intelligente e con ottima memoria, quindi decisi di potenziare ciò che già avevo.
All’inizio stavo molto attento in classe, cercando di memorizzare la lezione, il giorno prima di un’interrogazione o di un compito in classe, bastava dare una lettura e tutto sarebbe tornato alla mente.
Ovviamente questo non poteva bastare, quindi decisi di cominciare ad essere disattento durante le spiegazioni, cercando di ricordare ugualmente la lezione, stavo provando ad usare contemporaneamente i 2 emisferi cerebrali, ovviamente all’epoca non lo sapevo, per me era un gioco, mi mettevo alla prova.
Dopo qualche tempo, decisi che dovevo fare qualcosa per il fisico, era bello essere intelligente e con molta memoria, ma ci voleva qualcosa in più. Quindi in un’estate cambiai il mio look, tagliai i capelli, li tenevo sempre con il gel e a settembre feci un’iscrizione in una scuola da indossatore, che mi pagavo facendo il fabbro con mio cugino, per imparare a camminare.
Feci dei servizi fotografici e delle sfilate ma ben presto mi stufai, ormai l’obiettivo era raggiunto.
Ero soddisfatto dei risultati ottenuti, ma ero diventato una persona vuota, ci volle un po’ di tempo per arrivare a capirlo.
Nel 1997 cominciai ad avere dell crisi d’ansia che ben presto divennero attacchi di panico, qualcosa non funzionava.
Lì cominciai a capire che razza di persona ero diventato, ero un ragazzo cinico, disincantato, in una parola: vuoto.

Dal 1997 al 2000 vissi l’esperienza della depressione, ma posso assicurare che è stata l’esperienza migliore che mi potesse capitare. Cominciai ad avvicinarmi alla spiritualità, cominciai a capire che c’era altro, mi sentivo affascinato e contemporaneamente spaventato da tutto questo. Come ogni volta che entro in un mondo sconosciuto, comincio a cercare ovunque delle informazioni, passo al setaccio libri su libri, comincio ad unirmi a vari gruppi spisrituali, stavo cercando Dio. Alla fine di questo viaggio arrivo ad una convinzione, per nessun essere umano esiste un Dio al di fuori di sè stesso.
Vuoi davvero trovare Dio?
Allora cercalo dentro di te!
A questo punto del viaggio, potevo usare 3 cose contemporaneamente: Corpo, Anima e Cervello, per ogni persona sul mio cammino, potevo decidere di utilizzare il linguaggio più adatto.
…continua

2 Commenti

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  • jose scafarelli

    Splendido.
    Condivido assolutamente il messaggio di fondo ed ho provato una grande empatia quando hai parlato dei 3 anni di depressione: ne ebbi 2, ma li ricordo tuttora come la svolta nella mia vita!

    Complimenti
    Josè

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  • Cleonice Parisi

    Molto bella questa testimonianza, che rende realtà e profondità alla sua persona, a mio parere reputo attendibili solo le persone che come lei, abbiano toccato l’oscuro essere che ci abita, coniando solo dopo una “cura”.

    Chi invece si veste dell’altrui veste senza esser di se stesso teste, confonder potrà solo le teste.

    Saluti

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