Cosa ti ha fatto credere che realizzare i tuoi desideri sarebbe stato un gioco da ragazzi?

Perché ti meriti di ottenere ciò che desideri realmente?

Cos’hai fatto finora per concretizzare i tuoi sogni?

Dove sarai tra cinque anni rispetto ai tuoi desideri se continui a fare ciò che stai facendo ora? E tra dieci anni?

Lo so, sono asfissiante, ma lascia che ti spieghi.

L’altro giorno, nell’area riservata di uno dei miei corsi multimediali, una persona mi ha scritto questa frase:

“mi incanta sentir parlare persone come te che hanno sempre la risposta giusta, persone che danno prova di aver accumulato dentro di sé una professionalità e una cultura che permettono loro di parlare di tutto e con tutti, mentre io sono in continua tensione perchè a volte non so cosa rispondere e mi trovo banale in tutto ciò che faccio e che dico, perché dentro di me c’è poco”

la mia risposta è stata molto netta:

“secondo te io sono nato così?”

Dieci anni fa ho scelto cosa volevo fare nella vita: tra tutti i miei desideri, quello principale era proprio diventare un Personal Coach, un facilitatore di risultati.

Ho impiegato quattro lunghi anni per scoprire come diventare Personal Coach e come trasformare la mia passione in professione.

Giochiamo a carte scoperte: ero giovane, giovanissimo direbbe qualcuno, eppure a me sembrava di dover correre perché mi sentivo già in ritardo!

Sentivo dentro di me un’urgenza, un desiderio feroce, di concretizzare il mio scopo e di realizzare ciò che avevo in testa.

Dal momento in cui ho scoperto il come, per almeno due anni tutto è stato messo in secondo piano: musica, sport, interessi vari e molte perdite di tempo…perché tutto era in funzione del mio obiettivo.

Ho tappato le orecchie e non ho dato ascolto ai dubbi e alle paure, non ho creduto a chi mi diceva che non ce la potevo fare, anzi, quelle persone sono state i miei migliori allenatori…perché volevo dimostrare loro che si sbagliavano!

E c’è ancora qualche parente che entrando nel mio studio mi dice: “bello, certo che a quest’ora potevi essere a lavorare con tuo padre” che dire, una volta me la prendevo pure, adesso invece gli dico di venire a leggere i vostri commenti su PiùChePuoi!

La musica e lo sport mi hanno dato un insegnamento fondamentale:

la disciplina non è un’imposizione o una limitazione alla nostra libertà, la disciplina è la nostra più grande alleata, la risorsa più preziosa che abbiamo, altro che autostima (che, tra parentesi, non è una risorsa! Ma questo lo spiego già in altri articoli).

Perché insisto così tanto sulla disciplina?

Perché la disciplina va a braccetto con la costanza, la determinazione, il coraggio, la curiosità e la creatività.

Queste sì che sono risorse, e che risorse!

Puoi avere tutte queste risorse senza disciplina, ma non puoi avere disciplina senza le altre: quando alleni e sviluppi la tua disciplina ti ritrovi per forza di cose ad aumentare anche le altre risorse a tua disposizione.

Un altro aspetto fondamentale è il giudizio.

Quanto tempo passi a giudicare gli altri?

Quanto tempo passi a confrontarti con schemi esterni a te e alla tua vita?

Quanto tempo passi a recriminare?

Queste sono tutte forme di giudizio e il giudizio è sempre deleterio perché ti limita, ti blocca e sposta il tuo focus dalle cose importanti.

Va bene fare delle valutazioni, va bene capire come stanno veramente le cose, ma poi perché rimanere focalizzati sulle questioni da risolvere?

Cosa ti serve per iniziare a trovare le soluzioni necessarie?

Conosci questa persona?

Desideri

è Josephine Baker. Conosci la sua storia?

Josephine nasce nel 1906 a St. Louis (periodo e luogo ideali per avere origini afroamericane) e nel giro di poco più di vent’anni riesce a diventare una star internazionale, una protagonista del controspionaggio francese durante la seconda guerra mondiale, un’attivista contro il razzismo e la segregazione e infine una benefattrice per gli orfani.

Decisamente una che se n’è strafregata del giudizio altrui.

Appena adolescente, Josephine decide che vuole diventare indipendente ed essere padrona della propria vita.

Così se ne va di casa e trova lavoro come domestica (sarebbe meglio dire serva).

I suoi “datori di lavoro” la puniscono in maniera esagerata perché ha rotto un paio di stoviglie e così lei molla baracca e burattini per giocarsi il tutto e per tutto e tentare di diventare ballerina e cantante.

Immaginati la situazione e le fatiche che ha dovuto affrontare, immagina le difficoltà e il numero di sfide che ha dovuto fronteggiare.

Fatto sta che a sedici anni riesce finalmente a debuttare a Broadway e a diciannove è già a Parigi (giusto per inquadrare la situazione, è il 1925).

La sua bellezza e bravura le fanno avere un successo sperticato e così diventa la prima artista a diffondere in Europa i balli e i canti degli afroamericani, anche grazie alle sue collaborazioni con numerosi jazzisti.

Frequenta l’alta società parigina, rimane sulla cresta dell’onda e i giorni da serva sono ormai un ricordo lontano.

Passano gli anni e scoppia la seconda guerra mondiale.

E cosa fa Josephine? Torna in America? Si nasconde da qualche parte? Canta e balla per i soldati?

Niente di tutto questo.

Hai idea di come è fatto uno spartito?

Riesci a immaginare di nascondere un codice cifrato al suo interno?

Beh, il controspionaggio francese è riuscito a immaginarlo, e l’ha fatto!

Impossibile fermare Josephine (troppo popolare) e impossibile separarla dai suoi spartiti…riesci a fare due più due?

Tutto il resto è leggenda: dall’onorificenza della Legion D’Onore al suo interesse per gli orfani, dal suo appoggio a Martin Luther King alla sua amicizia con Grace Kelly, per altri vent’anni di successi.

Cosa ci insegna Josephine Baker?

La sua è una storia che parla di responsabilità.

E cos’è la responsabilità se non l’abilità di rispondere?

L’evoluzione umana è costituita da cinque fasi, tre psicologiche e due spirituali.

La psicologia transazionale ha ben delineato le prime tre fasi: bambino, adulto, genitore.

Queste fasi non c’entrano nulla con le caratteristiche biologiche o sociali dell’individuo, perché riguardano esclusivamente il suo approccio mentale all’esistenza.

Riassumendo drasticamente, il bambino è chi vive di bisogni e aspettative, l’adulto è chi gode nel sapere di essere in grado di poter soddisfare i propri bisogni, il genitore è chi possiede talmente tanto amore da poter soddisfare i bisogni altrui.

Soffermiamoci sugli adulti, perché sono la vera razza in via di estinzione.

Cosa significa “essere in grado di soddisfare i propri bisogni“?

Significa essere in grado di rispondere alle avversità, di rispondere alle proprie esigenze, di rispondere alle aspettative di chi dipende da noi, di rispondere alle sfide, di rispondere alle critiche in maniera costruttiva.

Diventare adulti significa diventare responsabili.

La storia di Josephine Baker è la storia di un’evoluzione, è la storia di una persona che diventa indipendente e responsabile, quindi adulta.

Disciplina, indipendenza (dal giudizio altrui) e responsabilità.

Ecco i tre ingredienti segreti per diventare adulti.

Perché è di questo che ho parlato fin dall’inizio:

realizzare i propri desideri significa scegliere di assumersi la responsabilità dei propri sogni e scegliere di impegnarsi per realizzarli.

I bambini aspettano che siano gli altri (o il mondo) a soddisfare i loro desideri e le loro aspettative.

Gli adulti si danno da fare per realizzarli.

I genitori ti aiutano a dare il meglio di te e ti spronano a darti da fare.

Se vuoi davvero realizzare i tuoi desideri devi semplicemente seguire questi tre passi:

  1. allena la tua disciplina
  2. diventa indipendente
  3. sii responsabile

non mi resta che augurarti buon divertimento, perché sono sicuro che anche tu (qualsiasi cosa faccia e qualsiasi direzione intenda seguire) puoi divertirti come ha fatto Josephine Baker, che ha vissuto una vita da sogno proprio perché ha messo i suoi sogni sopra ogni cosa.

35 Commenti

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  • maury

    Solo Grazie!

    Quanto valore condiviso in questo post!!!!

    Rispondi
  • mattia lualdi

    @ Emanuele

    Sono passati 9 mesi da quando hai commentato questo articolo. A me sono successe parecchie cose…in ordine rigorosamente casuale: questioni familiari da risolvere, nuovi clienti, nuovi impegni lavorativi, indirizzi mail disattivati improvvisamente…e in tutto questo ho sempre mantenuto il focus su quello che desidero realizzare.

    I cambiamenti sono stati impressionanti e adesso, guardandomi indietro, mi accorgo di quanto ho imparato e di quanto evoluzione c’è stata.

    Tu adesso dove sei? Il tuo scopo è chiaro? Hai ripreso in mano la tua vita o stai ancora rimandando?

    @ Fabio

    Vorrei essere in grado di parlare abilmente delle fasi spirituali, ma sarebbe un po’ come parlare di musica, che equivale a ballare l’architettura.

    Certe cose si possono solo fare, al massimo insegnare…ma parlarne…va beh, ti dico lo stesso la mia :-)

    La prima fase spirituale è la dipendenza: ti affidi a un credo, a una fede, a una pratica spirituale, a una filosofia.

    Si tratta di una fase essenziale e affascinante.

    Normalmente le persone si dividono tra l’indifferenza spirituale (o la paura o lo scetticismo) e questa dipendenza di cui parlo.

    Nessuno è indipendente dalla spiritualità: se sei ateo sei dipendente dalla tua idea dell’inutilità (o della pericolosità) di credere, per esempio.

    Io per esempio ero così: per me non c’era differenza tra religione e spiritualità e per il mio approccio esperienzale e filosofico ero portato a notare e contestare le contraddizioni e i rischi insiti nei sistemi fideisti.

    Detto questo, è una fase molto bella perché ti riempie di forza, di gioia e spesso di consapevolezza.

    L’unico problema è che ti rende, appunto, anche dipendente!

    Conosco un Lama Buddista bravissimo e acutissimo, che tiene delle lezioni straordinarie. Ho sempre tratto beneficio dalle sue parole e ho visto molte persone gioire grazie al suo lavoro.

    Purtroppo ho visto anche tante persone schiave della sua personalità.

    Non è assolutamente colpa sua: sono queste persone che sono passate da certi dogmi ad altri dogmi e che hanno bisogno di dipendere per sentirsi forti, perché altrimenti cadono nello sconforto e nella delusione.

    Ecco quindi la seconda fase: l’interdipendenza.

    Ti piace e pratichi un credo, una pratica, un particolare approccio filosofico e ne trai beneficio senza esserne dipendente.

    Questo significa che vai a cercare sempre la verità, i collegamenti, i risvolti importanti e le implicazioni sottese a ogni principio.

    Si tratta di un lavoro impegnativo e complesso, che richiede tempo e dedizione.

    Questo non significa assolutamente saltare di palo in frasca: significa adottare un approccio consapevole, attento, libero e sperimentale e ti garantisco che non è facile!

    So che le mie parole possono aprire solo uno spiraglio su quello che sento, ma mi auguro che possano in qualche modo fare chiarezza.

    Rispondi
  • Fabio

    Ciao Mattia,
    stupendo articolo e generosi feedback, utili anche a chi solo legge.
    Veramente interessante: “L’evoluzione umana è costituita da cinque fasi, tre psicologiche e due spirituali.”, potresti parlarci anche delle ultime due?
    Grazie
    Fabio

    Rispondi
  • Rita Coco

    Si hai detto bene, è vero condivido il tuo pensiero. Certo non è facile anche io ad un certo momento i sono svegliata e mi sono detta, io esisto! Ci sono,anche io se ci penso ho dei desideri,ma se non sono io la prima a pensare a me come posso credere che lo facciano gli altri? Ho ricominciato a studiare adesso sto finendo la laurea Magistrale in psicologia dello sviluppo dinamico relazionale,ma in questi anni ho affrontato tante difficoltà per arrivare a questo e ancora non è finita.Dimenticavo di dire che ho 58 anni e prima della laurea mi sono diplomata. Dico questo perchè da la dimensione di cosa significhi rimettersi in gioco…..

    Rispondi
  • Emanuele

    ciao Mattia, io sono un ragazzo di 25 anni pieno di desideri, anzi pienissimo. Il primo fra tutti era quello di realizzare un’azienda agricola, ma se all’inizio ero partito bene studiando agraria e prendendo tutti 30 , ora sono 4 anni che non studio + e non mi credo per niente all’altezza di poter fare l’imprenditore agricolo, ma proprio per niente. Poi avevo il sogno di realizzare una relazione stabile con la ragazza che amavo e anche lì sono caduto…questo desiderio è totalmente impossibile, per questo cerco di non pensarci. Insomma qui sento parlare di realizzazione dei propri desideri, a me sembra magia. Puoi darmi qualche consiglio? grazie mille

    Rispondi
  • Jacques

    Salve! volevo sapere se e dove posso leggere la risposta di Mattia all’ultimo post di Tina, o nel caso volevo incoraggiare una risposta, nonstante ormai siano passati alcuni mesi…
    grazie mille!

    Rispondi
  • fede

    gentilissimissimo matteo,
    approfitto della sua disponibilità per chiederle se mi può spiegare il concetto di “subliazione”…se ho ben capito trattasi dello spostamento di pulsioni sessuali su attività socialmente accettabili?quindi la pulsione sessuale e/o l’aggressività fornirebbero energia tale da incanalarla in altre attività?
    grazie

    Rispondi
  • tina

    cosa voglio davvero? vincere concorsi pianistici, ma son tutti pilotati, e non mi classifico mai ai primi posti, vincere la toga d’onore all’esame di avvocato, ma non dipende solo dallo studio e dalle capacità. A volte mi consolo pensando che c’è gente che dà l’esame 6 , 7 , 8 volte, io son solo alla prima e se ho questa età è perchè prima mi son dedicata alla musica, i miei maestri di piano posticipavano sempre il diploma anche quando ce l’avevo pronto, io a 20 anni mi svegliavo alle 6 di mattina per studiare e suonare, credevo in quel che facevo , programmavo ogni minuto della giornata, ero piena di grinta,poi i continui maltrattamenti dei miei insegnanti di piano, il fatto che vedevo che i miei sogni (orchestra, concorsi, concerti) non si realizzavano, la competizione e il passare del tempo senza concretizzare cosa volevo mi hanno fatto perdere fiducia in me, e ora penso solo che son stata una stupida a illudermi di fare qualcsoa che solo i geni possono fare,se non sei pollini meglio lasciar perdere! mi sono fatta solo castelli in aria perchè son sempre stata una sognatrice e perchè è anche normale da adolescente farseli….ma ora mi affliggo di sensi di colpa evivo nella frustrazione!non so come credere in me ma voglio farlo… io ho fatto già due cose nella vita e non son poche , ho praticamente 2 lauree, ora il problema è come usarle!!!!

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Beh, in effetti hai ragione e fai bene a vivere questa situazione come un fallimento!

    Chi vuole diventare avvocato a 29 anni lo è già.
    Chi vuole diventare musicista professionista o concertista di solito a 29 anni lo fa già da tempo.
    E, inoltre, 29 anni è un’età giusta per non dover più chiedere soldi a mamma e papà.

    MA

    tu cosa vuoi?!?!?
    Come fai a vedere un fallimento qualcosa che in realtà non ti interessa?
    Come fai a considerare un fallimento qualcosa per cui non ti sei impegnata totalmente?

    I tuoi coetanei sono già sistemati: ben per loro!
    Ti sei dedicata al pianoforte per fare cosa? Qual è il tuo obiettivo?

    Evita sia di consolarti sia di giustificarti e scegli cosa vuoi realizzare nella tua vita!

    Ci credo che ti manca la motivazione: non fai nulla di ciò che desideri realmente.

    Dove vuoi andare invece?

    Rispondi
  • tina

    Io invece non riesco a liberarmi dal confronto e dal giudizio altrui, sto preparando lesame di avvocato, i miei coetanei sono già sistemati io invece mi sono dedicata al pianoforte e oggi all’età di 29 anni non sono ancora economicamente indipendente, ero una delle migliori al liceo classico, mentre oggi ancora non sono sistemata…lo vivo come un fallimento per quanto cerchi di consolarmi e giustificarmi, sono frustrata mi manca spesso la motivazione , faccio un tipo di vita che non mi piace, sempre a studiare in isolamento per questo esame per cui non so bene neanche io quello che serve davvero. In più penso di saper solo suonare s tudiare e per questo non ho autostima, lo studio non mi è servito a niente per ora ed è l’unica cosa che so fare
    Tina

    Rispondi
  • mattia lualdi

    I bisogni umani…che argomento affascinante!

    Qualcuno sostiene che siano infiniti, qualcuno sostiene che sia semplicissimo schematizzarli, qualcun altro sostiene addirittura che siano un’illusione della mente e che in realtà non esistano!

    La verità è che possiamo adottare una semplificazione molto utile, ideata da Anthony Robbins e a mio modesto parere ancora molto valida perché estremamente pratica e intuitiva.

    Possiamo dire che l’uomo ha essenzialmente 6 bisogni umani, suddivisi in 3 coppie di bisogni complementari:

    – amore / importanza
    – certezza / varietà
    – crescita personale / contributo al mondo

    le prime due coppie costituiscono i bisogni essenziali, la crescita personale e il contributo al mondo invece arrivano solo dopo aver soddisfatto i primi 4 bisogni.

    Notare che le coppie mettono insieme l’unione con gli altri e l’individualità, l’unicità con la pluralità.

    Quello che fa la differenza (e che ci fa credere che i bisogni siano infiniti) è invece il veicolo che scegliamo per soddisfare questi bisogni.

    Ciascun essere umano potrà scegliere mezzi, comportamenti e atteggiamenti differenti per risolvere questi bisogni, che sono comuni a tutti e non esiterei a definirli universali.

    La verità è che non esistono bisogni negativi: esistono veicoli produttivi e altri dannosi, esistono veicoli utili e altri stupidi.

    La differenza, come sempre, la fanno le nostre scelte!

    L’ideale è arrivare a un buon equilibrio fra tutti questi bisogni e soprattutto capire che la flessibilità ci rende tutto più semplice: essere in grado di soddisfare questi bisogni con comportamenti semplici, utili, produttivi e positivi ci renderà più soddisfatti e più felici, fino al punto che li annulleremo e non ne saremo più schiavi.

    Rispondi
  • mario

    gentile signore,
    ho letto con entusiasmo i suoi articoli e dato il suo impegno e competenza volevo porle un quesito.
    …ho spesso letto di associazioni fra pensiero ed emozioni….e azione/comportamento…ma le nostre emozioni e i comportamenti inconsapevoli o consapevoli che siano sono volti a soddisfare dei bisogni..potrebbe spiegarmi meglio il concetto di bisogno dell’uomo?se ad esempio un bambino è stato sempre rimproverato da grande assocerà le occasioni di rimprovero agli eventi e alle emozioni(rabbia ecc) vissute da bambino,mettendo in atto il comportamento assunto in tenera età,tipo di chiudersi in se stesso o rimurginarci su o altro..ma circa i bisogni…come si individuano?potrebbe farmi un esempio?
    saluti

    Rispondi
  • MORENO

    Mattia dove posso frequentare in italia corsi di PSYCH K ho visto dei video di bruce lipton e volevo saperne di piu’ grazie

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Grazie Moreno!!!

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Ciao Neo, innanzitutto ti suggerisco un paio di articoli:

    http://www.piuchepuoi.it/obiettivi-metti-il-turbo-grazie-alla-ricetta-segreta-di-bb-king.html

    http://www.piuchepuoi.it/lo-sciamanesimo-di-velentino-rossi-e-di-mike-bongiorno.html

    se non li hai già letti, sono sicuro che ti daranno alcuni spunti davvero interessanti.

    Poi, so che non è elegantissimo farsi pubblicità, ma ti consiglio vivamente di dare un’occhiata qui:

    http://www.piuchepuoi.it/s/obiettivi.php

    perché ti posso garantire che qui troverai tutte le tecniche, le strategie e le risorse per rimetterti in gioco e mantenerti vivo.

    Ti ricordo una splendida frase di Doyle Brunson, famosissimo e fortissimo giocatore di poker: “non si smette di giocare perché si invecchia…si invecchia perché si smette di giocare!”

    Pensa a quanta esperienza hai accumulato in questi anni, pensa a tutta la consapevolezza e a tutte le capacità che hai ora.

    Pensa a come sei adesso grazie a tutto ciò che hai fatto.

    E ora pensa a come tutto questo possa esserti utile per realizzare ciò che desideri e che ti appassiona!

    Rispondi
  • MORENO

    BRAVO….cazzo…..BRAV0!

    Rispondi
  • Neo

    Grazie delle risposte, Mattia!
    Ci sono delle tecniche che potresti consigliarmi per far chiarezza rispetto agli obiettivi? Per mettere un po’ di “ordine”( soprattutto dal punto di vista pratico).
    Perchè se è chiaro lo scopo, non è ancora chiaro il mezzo. Soprattutto “scremare” gli interessi( anche se è difficile rinunciare a qualcosa). Riconoscere quelli che realmente “sono parte di noi”.
    Per esempio: io lavoro nel sociale e mi piacerebbe cambiare lavoro( o farlo evolvere). Ogni tanto penso a campi anche differenti( che mi incuriosiscono e per cui sono disposto a continuare la mia formazione) ma non riesco comprendere( sentire) se sono sogni( desideri) “concreti” o “fughe” nella fantasia inattuabili. Soprattutto in considerazione della mia età e del mio percorso. Io ho 34 anni e ho studiato Lettere e negli ultimi 6/7 anni anche teatro/recitazione. Per “sogno” ma anche come “percorso formativo” per la mia vita( soprattutto nel modo in cui l’ho fatto negli ultimi anni). Un modo per fare un passo sempre un po’ più in là.
    Non mi sento “vecchio” ma per certi treni, ogni tanto, ho l’impressione di essere “fuoritempo”…ma( soprattutto da un po’ di tempo a questa parte) ho voglia di mantenermi vivo( nel senso più ampio del termine).
    Grazie ancora delle risposte che mi hai dato e di quelle che mi vorrai dare.
    Buone Vacanze
    Neo

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Queste risposte sono straordinarie!

    In realtà hai già le idee molto ben chiare…le risposte che hai dato costituiscono infatti una delle cose più preziose per te: il tuo SCOPO.

    Ora che ce l’hai ti serve solo un piano preciso per concretizzarlo!

    Quello che devi fare è capire in che modo trasformare in realtà ciò che hai appena scritto, perché il tuo scopo è ciò che dà senso e motivazione ai tuoi obiettivi, mentre i tuoi obiettivi sono ciò che ti permette di realizzare e concretizzare il tuo scopo.

    Chiaro?

    Adesso che sai DOVE vuoi andare, devi semplicemente decidere COME rendere tutto questo reale.

    Da oggi hai una meta precisa: complimenti :-)

    Adesso ti serve solo il piano d’azione!

    Rispondi
  • Neo

    Sarò sincero. Le tue domande mi mettono in difficoltà.
    Faccio fatica a ricordare quando ero piccolo. In passato mi è capitato di fare domande anche a mia madre rispetto alla mia infanzia. Mi diceva che ero un bambino sereno, curioso e sempre felice( come tutti, no?)
    Come sognavo?
    Avevo la sensazione che tutto fosse realizzabile…che si potesse essere qualsiasi cosa. Inseguivo la pienezza, volevo “arrivare” agli altri( trasmettergli qualcosa di mio).

    Cosa mi emoziona di più?
    Mi emozionano le storie; la passione; il coraggio

    “Cosa desideri e come vorresti che fossero le tue giornate d’ora in avanti?”
    Desidero essere indipendente e felice; e vorrei che le mie giornate siano piene di cose da fare, di persone stimolanti e di passione( a 360 gradi)

    “Potendo scegliere, come progetteresti la tua vita ideale?”
    In viaggio e sempre a contatto con persone nuove( senza dimenticare quelle che ho già conosciuto) e con un porto( la casa) in cui tornare fra un viaggio e l’altro

    “Se fosse l’ultimo giorno della tua vita, cosa faresti?”
    Vorrei vedere la mia famiglia e gli amici; stare in intimità con la persona che amo; parlare con le persone con cui ho sempre avuto paura di farlo

    “Se questo fosse il primo giorno su questa terra, come vorresti viverlo?”
    Con leggerezza, curiosità e passione

    “se sapessi di poter riuscire in ogni impresa, da dove inizieresti?”
    Prenderei finalmente la laurea( manca la tesi, ma è stata un esperienza “tragicomica”) ma soprattutto diventerei lo “strumento” per raccontare le storie, piene di emozioni, che vivono “fra di noi”

    Forse non sono stato molto concreto, ma è il mio sforzo per essere onesto( ma sono sicuro che ci ritornerò su quello domande)
    Se puoi aiutarmi a fare un po’ di luce te ne sarai riconoscente.
    In ogni caso…..Grazie
    Neo

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Ciao Neo, ti faccio una domanda: cosa ti appassiona veramente?

    Cosa ti emoziona più di tutto?
    Cosa desideri e come vorresti che fossero le tue giornate d’ora in avanti?

    Potendo scegliere, come progetteresti la tua vita ideale?

    Se fosse l’ultimo giorno della tua vita, cosa faresti?
    Se questo fosse il primo giorno su questa terra, come vorresti viverlo?

    Hai detto bene quando hai sottolineato il fatto che hai iniziato ad assecondare le tue paure…perché questo è il modo migliore per perdersi e per dimenticarsi il proprio vero io, quella parte più profonda e più saggia di te che già conosce la strada migliore per te.

    Quando eri piccolo, come sognavi?
    Non tanto “cosa” sognavi, quanto piuttosto “come”: quali emozioni vivevi? Quali sensazioni inseguivi?

    Nessuno può vivere al posto tuo ovviamente, quindi ti chiedo: se sapessi di poter riuscire in ogni impresa, da dove inizieresti?

    Rispondi
  • Neo

    Ciao Mattia.
    Arrivo subito al dunque: come ricontattare i propri sogni? come riconoscerli? come distinguere i desideri indotti( da società, famiglia, amici, mezzi di comunicazione, libri, musica ecc.ecc.) dai nostri sogni più veri? come scoprirli?
    Forse è una domanda banale la mia, ma è un “dubbio” che ritorna spesso nelle mie riflessioni.
    Molto spesso mi dico che l’unico modo per provare a sbrogliare la matassa sia testarsi, mettersi alla prova. Eppure mi piacerebbe avvertire un’esigenza forte, per indirizzare là il mio timone.
    Mi piace molto l’imput che dai verso l’azione, la disciplina e la responsabilità.
    Nel mio “percorso umano” mi sono reso conto che da un certo punto della mia vita ho cominciato ad assecondare le mie paure, ho cominciato a fare dei passi indietro( perlomeno a stare fermo o muovermi molto lentamente, in modo pavido e pigro), ho smesso piano piano di essere generoso con me stesso e con la vita, con la sensazione di spegnermi a poco a poco. Da qualche anno mi sto dando da fare per “risalire la china”, ho ricominciato a prendermi dei rischi, ma ci sono settori della mia vita che ancora restano estranei a questi cambiamenti. Questo è il mio obiettivo: riprendere positivamente il potere su ogni aspetto della mia vita. Allora…..come riscoprire i nostri sogni? :)
    Ti auguro il meglio…..Grazie
    Neo

    Rispondi
  • Kosta "Happy Coach"

    Grazie Mattia, leggendo questo tuo articolo ho capito che, anche se a volte mi sento stanco e afflitto, perchè la strada è dura devo comunque RINGRAZIARE perchè sto costrundo il mio successo!

    GRAZIE e MERAVIGLIOSA VITA

    Rispondi
  • mattia lualdi

    “mi dai qualche suggerimento per poter raggiungere l’obbiettivo?”

    certo! Acquista il mio percorso “Il Pilota Automatico degli Obiettivi”
    :-)

    “cosa c’è che non va? dove sbaglio?”

    non ne ho idea, questo devi dirmelo tu!
    Ti giro la domanda: conosci qualcuno che fa il tuo stesso mestiere e ottiene risultati importanti? C’è qualcuno da cui vorresti imparare e di cui vorresti replicare i successi?
    Cosa fa di diverso?

    In particolare, cosa devi fare per dover raggiungere il tuo obiettivo?
    Devi rinunciare a qualcosa di importante?
    Devi acquisire nuove abitudini e stai rimandando qualcosa?

    Rispondi
  • GIANNA

    ciao mattia prima di tutto voglio ringraziarti per la tua disponibilita’non voglio annoiarti raccontandoti della mia vita che come penso la maggioranza è stata piena di problemi rinuncie ecc ecc…ora pero’ ho trovato un lavoro che mi piace tantissimo sono relatrice eppure non ottengo i risultati desiderati e questo mi abbatte, ho degli obbiettivi dei sogni che voglio raggiungere nei prossimi 5 anni il primo piu’ importante è quello di diventare la migliore relatrice della mia azienda quella che fa’ piu’ fatturato per sentirmi realizzata e anche per raggiungere l’indipendenza economica sono stanca di dovermi accontentare e poi questo lavoro è un mezzo per poter realizzare i miei sogni mi dai qualche suggerimento per poter raggiungere l’obbiettivo?credo di fare abbastanza bene le serate ogni sera vado carica ma puntualmente a parte qualche volta faccio 0 cosa c’è che non va? dove sbaglio? grazie anticipatamente gianna

    Rispondi
  • Roberto

    Grazie Mattia

    Farò l’esercizio di cui mi hai parlato, e spero che mi permetta di risolvere davvero questo problema. Ti farò sapere.

    Complimenti per il tuo lavoro. Ti faccio tanti auguri, per i tuoi prossimi successi.

    Cordiali saluti.

    Rispondi
  • mattia lualdi

    “sento di non essere all’altezza del compito che mi sono prefissato”

    come fai a saperlo?
    Ti ripeti questa frase in un tono e con una voce a cui presti attenzione e fiducia?
    Vedi immagini di fallimento?

    “come se ci fosse dentro di me un meccanismo che mi butta giù”

    come funziona questo meccanismo?
    Quale ordine segue per raggiungere il suo scopo?

    “rimango vittima di dubbi ed incertezze”

    questi dubbi e incertezze come nascono?
    Frasi depotenzianti che ti ripeti o immagini negative che vedi?

    “Io non riuscirò mai a raggiungere il mio obiettivo, perchè non sono all’altezza”

    come fai a saperlo?
    Chi lo dice? E sulla base di cosa?
    Non sei all’altezza di che cosa?
    Di impegnarti per realizzare ciò che desideri?

    “non sono sufficientemente esperto e non ho le qualità giuste”

    rispetto a chi?
    Rispetto a cosa?
    Quali risorse ti servono?

    “Pur essendo un tipo principalmente visivo non vedo delle immagini, ma mi sento come se avessi già perso la battaglia”

    impossibile, perché OGNI sensazione umana nasce da un’immagine o da una frase.
    Può anche essere l’immagine o la frase più sfuggente e veloce del mondo, ma il cervello ha bisogno di qualcosa con cui generare le sensazioni, che non possono nascere dal nulla.

    Nel tuo caso è un’immagine, e lo dici tu stesso:

    “mi vedo come una persona inconcludente, che non riesce a portare a termine le cose.”

    Mi hai anche spiegato come dovrei fare per sentirmi come te:

    – vedermi come una persona inconcludente
    – ripetermi che non posso farcela
    – diffondere la sensazione di incapacità.

    Tutto parte dall’immagine e quindi noi useremo un’altra immagine per sostituirla.

    Prima devi rispondere a queste domande:

    – come vuoi stare invece di come sei stato finora?
    – cosa vuoi raggiungere e realizzare?
    – come ti devi comportare per ottenere questo risultato?

    Una volta che hai queste risposte devi crearti un’immagine con queste caratteristiche, quindi dev’essere un’immagine con:

    – te stesso che stai esattamente come vuoi
    – te stesso che ti comporti esattamente come vuoi e come ti serve
    – te stesso che raggiungi e ottieni ciò che desideri.

    Per risolvere la tua questione devi fare questo esercizio, rispettandone ogni passaggio:

    – prendi la vecchia immagine e allontanala
    – rimpiccioliscila
    – mettile una cornice
    – sfocala e mettila in bianco e nero
    – continua ad allontanarla e a rimpicciolirla
    – quando è un puntino lontano immagina che esploda in una bolla di luce
    – dalla bolla di luce arriva invece la nuova immagine, con tutte le caratteristiche che hai scelto
    – falla avvicinare
    – ingrandiscila
    – osservala e assicurati che sia un film in movimento e non una fotografia statica
    – rendila nitida, a colori e luminosa
    – aggiusta tutti i dettagli fino a quando non senti che è davvero emozionante e desiderabile
    – osservati in questa immagine e aggiusta ogni cosa fino a quando non senti che è davvero come tu la desideri
    – ripeti tutti questi passaggi 25 volte sempre più velocemente (alla fine tutto il processo non deve portarti via più di 2 secondi).

    Buon divertimento

    Rispondi
  • Roberto

    Ciao Mattia

    Come da tua richiesta, ieri ho risposto alle tue domande, ma, probabilmente sei stato molto impegnato, e non hai avuto tempo di leggere il mio post.

    Posso sperare di avere un tuo parere su quello che ho scritto ?

    Grazie per la tua attenzione.

    Rispondi
  • Roberto

    Ciao Mattia

    Prima di rispondere alle tue domande, volevo fare una piccola premessa, che magari può aiutarti a capirmi meglio.

    Purtroppo, ho avuto una infanzia ed una adolescenza, non tranquilli (mio padre è stato rinchiuso in manicomio per molti anni).

    Il fatto di essere stato privato, in questo delicato periodo della mia vita, della necessaria tranquillità, a cui avevo diritto, mi ha provocato molti complessi, da cui non sono ancora riuscito a liberarmi completamente.

    Adesso posso rispondere alle tue domande:

    Ciao Roberto, fammi capire una cosa: sono le difficoltà a bloccarti o la mancanza di motivazione?

    La motivazione è molto chiara in me, ma, procedendo nello sviluppare il mio progetto, appena mi capita un primo momento di difficoltà, automaticamente, sento di non essere all’altezza del compito che mi sono prefissato, come se ci fosse dentro di me, un meccanismo che “mi butta giù”. Non sò in quale modo spiegarlo meglio.

    Tu rimani determinato a raggiungere i tuoi risultati e diventi anche vittima dei dubbi e delle paure?

    Si, mi capita sempre così. Dopo un’iniziale periodo di entusiasmo e motivazione massima, arriva inevitabilmente, dopo 1 settimana o poco più, un momento in cui metto tutto in discussione, e rimango vittima di dubbi ed incertezze.

    E come agiscono questi pensieri negativi?
    In che modo ti bloccano?

    Questi pensieri negativi, mi indicano che: Io non riuscirò mai a raggiungere il mio obiettivo, perchè non sono all’altezza, non sono sufficientemente esperto e non ho le qualità giuste. In quell’attimo, mi vedo come una persona inconcludente, che non riesce a portare a termine le cose. Ho come l’impressione, che alla base ci sia una fortissima credenza limitante.

    Vedi delle immagini?
    Ti ripeti qualcosa di preciso?

    Pur essendo un tipo principalmente “visivo”, non vedo delle immagini, ma mi “sento” come se avessi già perso la battaglia.
    Conosco il meccanismo che sta alla base delle credenze limitanti, ma, non riesco ad identificare una frase rappresentativa, che possa utilizzare, per trasformare la credena limitante in credenza potenziante. La frase che ci si avvicina di più è “Non posso riuscirci”.

    Cosa dovrei fare io per sentirmi esattamente come te?

    Al di là del fatto, che tu non puoi sentirti come me, perchè, fortunatamente, ognuno di noi è diverso, ma, la parola che si avvicina di più a come mi sento in quel momento, è “inconcludente” o “incapace”.

    Grazie per la tua attenzione.

    Spero che tu mi possa dare qualche consiglio utile.

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Ciao Roberto, fammi capire una cosa: sono le difficoltà a bloccarti o la mancanza di motivazione?

    Tu rimani determinato a raggiungere i tuoi risultati e diventi anche vittima dei dubbi e delle paure?

    E come agiscono questi pensieri negativi?
    In che modo ti bloccano?

    Vedi delle immagini?
    Ti ripeti qualcosa di preciso?

    Cosa dovrei fare io per sentirmi esattamente come te?

    So di aver fatto solo domande e di non averti ancora dato nessuna risposta, ma ho bisogno di qualche informazione in più per poterti fornire una soluzione precisa ed efficace.

    Rispondi
  • Roberto

    Ciao Mattia

    Le tue parole sono illuminanti.

    Quello che dici sulla disciplina e l’impegno da affrontare, per raggiungere l’obiettivo prefissato, è giustissimo.

    A questo proposito, volevo chiederti un parere, su un problema che, ahimè ormai per me, è diventato ricorrente: Quando inizio un nuovo progetto, ho un grande entusiasmo, ma, dopo poco tempo, l’entusiasmo cala, e rimango vittima di dubbi e pensieri negativi, sulla reale riuscita del mio progetto, con le inevitabili conseguenze, di desistere e rinunciare a proseguire nel percorso che avevo intrapreso.

    Come posso superare questo periodo critico, e continuare a concentrarmi assiduamente sul mio obiettivo, senza rinunciare alle prime difficoltà ?

    Grazie anticipatamente, per ogni eventuale tuo prezioso suggerimento.

    Saluti

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Effettivamente la fortuna è un parametro che io tendo a ignorare del tutto.

    Una delle frasi più belle che abbia mai letto l’ha scritta Georg Solti, uno straordinario direttore d’orchestra, il quale diceva “la mia vita è la chiara dimostrazione del fatto che se hai talento, determinazione e fortuna alla fine ce la farai: quindi non arrenderti mai”.

    Come vedi parla di fortuna in termini importanti, ma non credo che lui intendesse la fortuna come viene immaginata da molti, e cioè un bizzarro, improvviso e ingestibile mutamento di condizioni.

    Sono convinto che si riferisse alla fortuna come a un percorso, un processo.

    Infatti la fortuna si costruisce: ascoltando le proprie intuizione, pianificando con cura le proprie mosse, gestendo al meglio le sfide e gli imprevisti, scegliendo con precisione cosa vogliamo realizzare.

    Invece troppo spesso le persone si lasciano trasportare dagli eventi e quando arrivano a destinazione dicono “eh ma qui non mi piace mica…” e ma allora sei tonto!!!

    Dico io, ti lasci vivere per tutta la vita invece di assumerti la responsabilità delle tue scelte e alla fine ti lamenti pure?

    Eh, no!

    La fede invece è un fattore determinante.
    Soprattutto la fede nelle proprie potenzialità.

    Non puoi realizzare nulla se non hai la certezza di potercela fare.

    Questo non significa che ci riuscirai per forza, ma significa che puoi dare il meglio di te per andare con determinazione nella direzione che hai scelto.

    Rispondi
  • mattia lualdi

    Hai ragione Graziella, Josephine Baker si era scelta un corpo proprio niente male!

    E noi dovremo accontentarci di imparare dal suo atteggiamento!

    E grazie infinite perché mi ha fatto il più bel complimento che abbia mai ricevuto.

    Rispondi
  • barbara

    CIAO MATTIA, VOLEVO CHIEDERTI: IN TUTTO IL PERCORSO CHE TU DESCRIVI E NEL QUALE CREDO, DOVE COLLOCHI LA COMPONENTE FORTUNA? O MEGLIO, SECONDO TE ESISTE E QUINDI IN QUANTO TALE E’ PER POCHI ELETTI OPPURE LA IGNORI DEL TUTTO? E’ FORSE UNA DI QUELLE ILLUSIONI CHE L’UOMO HA COSTRUITO NEL CORSO DEL TEMPO?
    INOLTRE VOLEVO CHIEDERTI QUALE IMPORTANZA ABBIA LA FEDE IN TUTTO CIO’ CHE TU DESCRIVI… NON VORREI PRETENDERE TROPPO, MA TI SAREI GRATA SE VOLESSI DARMI DELLE RISPOSTE.
    BUONA GIORNATA E GRAZIE ANCORA

    Rispondi
  • barbara

    ciao MATTIA

    Rispondi
  • graziella

    Caro Mattia ma il fisico dove lo mettiamo?
    Il mio non assomiglia di certo a quello di Josephine!
    Concedimi caro Mattia questa battuta dal momento che tu sei una persona cosi simpatica e spiritosa che sa trasmettere il “buon umore” e la gioia di vivere.Un affettuoso abbraccio Graziella

    Rispondi

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