Ho scritto questo post in risposta ai commenti del Dott. Pasquale Foglia ai miei due articoli: Discussione su: Tutta la verità sulla mente! e Inconscio e specializzazione emisferica.

Sta sicuramente nascendo una discussione sempre più ricca e coinvolgente soprattutto grazie alla profonda preparazione del Dott. Foglia e ad alla sua sempre eccezionale capacità di analisi e introspezione.

Caro Pasquale,

certamente le tue osservazioni sono assolutamente condivisibili per quanto riguarda il comportamento umano, ma non per quanto riguarda le localizzazioni anatomiche.

Io voglio premettere che tutte le informazioni che cito derivano dai risultati di studiosi. Puoi ben immaginare che è fondamentale per me la conoscenza accurata dell’anatomia e della fisiologia cerebrale. Su queste conoscenze noi possiamo effettuare interventi chirurgici sul cervello. Se tali conoscenze non sono accurate puoi comprendere che si può determinare un grave danno al paziente o la morte. Quindi è chiaro che se parlo di funzioni cerebrali si tratta di conoscenze certe perchè su queste si pianifica un intervento. Se non si hanno conoscenze precise sulle funzioni di una determinata area non si sa se si può intervenire.

Ecco perchè ci dobbiamo basare su ciò che sono i risultati scientifici perchè questi sono la conseguenza di studi accurati. Il continuo studio delle funzioni cerebrali può portare ad una nuova metodica di trattamento.

Quindi i vari studi che si conducono, anche se non subito, possono avere ripercussioni positive sul trattamento di patologie. Estendo il discorso per dire che la comprensione sempre più precisa delle funzioni cerebrali può determinare miglioramenti non solo in ambito chirurgico, ma anche medico e sicuramente anche in ciò che concerne i trattamenti psicoterapeutici e certamente anche tutto ciò che riguarda il vostro lavoro di formatori.

Io considero “terapia” tutto ciò che porta alla risoluzione di un problema della persona. A seconda del tipo di problema l’intervento può essere medico, chirurgico, di metodiche formative, ecc.

Quindi anche i vostri interventi sono terapeutici e poichè, come il mio lavoro, riguardano il cervello, anche se su aspetti diversi, credo che occorre sempre rifersi a studi pienamente confermati e accreditati.

E’ certamente necessario sviluppare nuove ipotesi che però devono partire da elementi validi e verificati. Data la complessità dell’organo che andiamo a trattare, il cervello, occorre non abbandonarsi ad interpretazioni che non siano basate su dati certi altrimenti si rischia di non ottenere risultati. Le implicazioni che concernono tutti i tipi di intervento sul cervello sono enormi considerando che riguardano aspetti anatomici, fisiologici, psicologici, neuropsicologici, affettivi, cognitivi, ecc.

Per tali motivi non penso che il cervello umano si possa prestare a libere interpretazioni. Ogni scoperta che viene effettuata rappresenta il punto di partenza di una nuova scoperta. Quindi è fondamentale tenere conto del lavoro degli studiosi.

Le nuove scoperte partono sempre da ipotesi o intuizioni che originano da risultati precedenti in un continuo miglioramento.

Questa premessa per dirti di quanto siano importanti per me tali risultati per un interesse professionale, personale e per trovare risposte a domande che mi pongo.

L’esempio degli specialisti era solo una metafora per dire che a seconda del compito interviene prima un emisfero e poi l’altro. E’ chiaro che i due specialisti, come tutti gli esseri umani, possono entrare in conflitto. Ma questo non presuppone la lotta tra gli emisferi. Il risultato del lavoro dei due emisferi di un cervello può entrare in conflitto con il risultato del lavoro di due emisferi di un altro cervello.

L’integrazione emisferica è ciò che si verifica nelle funzioni cerebrali. L’apporto di ogni emisfero completa la percezione.

Riguardo allo studio del S. Lucia, io mi riferivo proprio alla percezione visiva. Essa è costituita da visione globale e visione per particolari. Un danno all’emisfero DX elimina la visione globale. Quindi un soggetto normale vede una grande H formata da tante S. Un soggetto con lesione all’emisfero DX vede solo le piccole S.

Quindi il risultato finale è proprio dovuto all’analisi effettuata dai due emisferi e di conseguenza non intendo dire che se c’è un danno emisferico continua l’integrazione.

Le scoperte si basano proprio sull’osservazione di pazienti con lesioni cerebrali. E’ chiaro che chi ha una lesione ha una limitazione. Quindi si fa il ragionamento inverso. Se chi ha una lesione all’emisfero destro non ha la visione globale, sempre nel senso di sistema visivo, significa quindi che nei soggetti normali l’emisfero destro compie questa funzione. E questo discorso vale anche per altri aspetti.

I due emisferi sono già specializzati. L’apporto che ognuno di essi dà in ogni situazione dipende dal buon funzionamento del cervello.  Avviene sempre questo scambio di informazioni e quindi di completamento reciproco. In caso di lesione organica può mancare il completamento effettuato da un emisfero.

Non c’è alcuna evidenza che un trauma, rimozione, blocco, credenza limitante, ecc. sia espressione di mancanza di coordinazione emisferica o che la impedisca.

Sull’osservazione che queste situazioni siano causa di problemi sono d’accordo. Ma non concordo sulla conclusione netta ed unica per ogni problematica: alla base di tutto c’è la mancanza di integrazione emisferica.

Se l’emisfero SN è poco sviluppato il paziente potrebbe avere dei deficit. Io vedo pazienti con lesioni all’emisfero SN e ti posso assicurare che non sono solo reazioni istintive perchè l’emisfero DX prende il sopravvento.

Perchè l’emisfero SN deve contenere il Sè Cosciente forte? E perchè l’emisfero DX deve contenere il Sè istintivo? Da dove derivano queste affermazioni così nette?

Io non mi sto confrontando con gli studi. Tali studi confermano ciò che io dico. Gli emisferi cerebrali svolgono funzioni simili e diverse e siamo il risultato finale di tali funzioni.

Vedo che su diversi aspetti sei d’accordo anche se dici in “situazioni ordinarie”. Comunque questo si verifica anche in situazioni straordinarie.

Comunque a quanto pare, anche se solo in condizioni normali, accetti che le funzioni dei due emisferi si completano a vicenda. Quindi almeno vedo che non consideri che tutte queste funzioni sono svolte solo dall’emisfero SN.

Il punto è che tu dai per scontato che quando non c’è ottima salute e lucidità mentale il problema è la mancanza di integrazione emisferica. Questo è possibile se alla base c’è una lesione. In caso contrario il problema è da ricercare altrove.

Non è l’emisfero SN che si sviluppa poco e non controlla l’emisfero DX. Da dove deriva questa visione? Mi sembra che così si nega tutta la psichiatria, la neuropsicologia, la neurologia, la neurochirurgia, la neuroradiologia.

Ma qual’è la fonte da cui risulta che l’emisfero DX è irrazionale, sede degli istinti bestiali e sede dell’amore? Se manca l’emisfero SN l’uomo sarebbe simile alle bestie? Già ho scritto che vedo persone con lesioni anche gravi all’emisfero SN ma non hanno comportamenti simili agli animali.

Per essere più precisi se non ci fossero i lobi frontali (DX e SN) potremmo dire che gli uomini sarebbero solo istinti. In realtà la situazione sarebbe molto più complessa.

Le funzioni che tu attribuisci all’emisfero SN sono funzioni dei lobi frontali. E’ questa parte del cervello che esercita il controllo non l’emisfero SN. Infatti io non ho mai detto che l’emisfero SN si sviluppa intorno ai 20-30 anni ma sono i lobi frontali a svilupparsi completamente dopo tanto tempo poichè le loro funzioni sono estremamente complesse.

Quindi quali sono gli studi che invece confermano questa visione di emisfero SN razionale ed emisfero DX istintivo in perenne lotta tra loro?

Non è questione di scandalizzarsi solo però che queste definizioni non hanno alcun supporto scientifico. E qualsiasi affermazione non supportata da basi scientifiche è filosofia.

Tu puoi certamente parlare di Sè Cosciente, Sè Istintivo o altro ma non puoi attribuire una sede anatomica sicura. Lo stesso Freud parlava di ES, Io e Super IO e non ha mai parlato di regioni cerebrali.

Per tal motivo non puoi dire che il Prof. Perrella è eccessivamente razionale. E come deve essere? Irrazionale? Si tratta di uno studioso e del Presidente della Società Nazionale di Neuroscienze BrainMind&Life-Italia. Non credo che si può tacciare di razionalità. Credo che abbia tutte le carte in regola per sostenere ciò che dice. La sua analisi,  con la quale sono pienamente d’accordo, è così chiara e semplice . Infatti già ne parlavo in articoli precedenti.

I risultati sui pazienti callosotomizzati sono stati travisati e si è iniziato a dare le interpretazioni più filosofiche mischiando diverse teorie. Quando si è iniziato a dire che nell’emisfero DX avvengono processi non coscienti si è iniziato a parlare di inconscio, di affermare che l’inconscio di Freud aveva trovato la sua sede: l’emisfero DX. E sono nati fior fiori di libri ricchi delle più grandi interpretazioni libere, fantasiose e speculative. E come si fa a trovare un trattamento per qualcosa che non ha una base fisiologica?

In aggiunta a quanto afferma il Prof. Perrella ti posso segnalare le dichiarazioni del Prof. Sergio Della Sala, neurologo ed esperto di psicobiologia. Ha lavorato presso l’Università di Milano e collaborato con l’Università di Berkely, California, l’Unità di Psicologia Applicata di Cambridge e la Scuola di Psicologia dell’Università di Perth, Western Australia. Ora insegna all’Università di Endimburgo. Si tratta di un importante studioso che ha coniato un termine molto simpatico: neuropanzane.

Ti riporto uno stralcio dell’intervista: “False credenze sul cervello che si riproducono e radicano non solo per il sensazionalismo dei media ma anche per gli interessi imprenditoriali che stanno dietro alla comunicazione scientifica, diventando appunto neuromiti. Qualche esempio: è proprio vero che ascoltare i Requiem di Mozart rende più intelligenti? No, solo che la notizia è servita a vendere molta più musica classica. E risponde a verità scientifica che l’emisfero DX sovrintende alla creatività e lavora come un artista hippie mentre il sinistro è simile ad un grigio ragioniere contabile? Niente affatto, spiega il professore, ma la notizia è servita a vendere software per imparare le lingue di notte e sollecitare la nostra parte destra piuttosto che quella sinistra. Ma la più bella panzana è che noi usiamo solo il 10% del cervello. Miti sulla mente duri a morire“.

Credo che il suo punto di vista sia simile a quello del Prof. Perrella.

Ritornando al discorso dei lobi frontali come dicevo le loro funzioni sono molto complesse.  I lobi frontali sono costituiti dalla corteccia prefrontale anteriore e dalla corteccia motoria posteriore (area premotoria, motoria supplementare e motoria primaria). Al di sotto della corteccia c’è la sostanza bianca dei lobi frontali costituita da milioni e milioni di fibre che si portano a quasi tutte le aree cerebrali e all’emisfero controlaterale. I lobi frontali sono la sede delle valutazioni cognitive, delle valutazioni emozionali, dalla loro attività si possono anche generare emozioni. Sono sede della pianificazione e delle regole apprese. Sono la sede della trasformazione del pensiero in atti. Ciò avviene dopo che l’azione è stata valutata dal punto di vista del socialmente accettabile. La parte anteriore di quello che si chiama giro del cingolo (una circonvoluzione cerebrale che si trova al di sopra del corpo calloso e che si estende dal lobo frontale al lobo occipitale) si attiva  in conseguenza di un nostro errore. La parte orbitofrontale valuta se una nostra azione è socialmente accettabile altrimenti viene inibita.

A livello dei lobi frontali vi sono poi tutte le aree motorie che comprendono l’area premotoria, la corteccia motoria supplementare e l’area motoria primaria. In queste sedi avviene tutta la pianificazione del movimento. L’esecuzione dei movimenti è molto complessa. Infatti richiede l’intervento anche di strutture sottocorticali e del cervelletto.

Gli emisferi sono costituiti dalla corteccia cerebrale, dai fasci di fibre che costituiscono la sostanza bianca e dalle strutture sottocorticali.

Nel bambino lo sviluppo più importante riguarda proprio la corteccia cerebrale. Le strutture sottocorticali sono già funzionali. Quindi più che dire che il bambino è tutto inconscio possiamo più dire istinti e reazioni emozionali.

Le aree corticali (sia  a destra che a sinistra) si sviluppano in seguito agli stimoli. La maturazione ad esempio della corteccia visiva si ottiene proprio grazie agli stimoli luminosi in virtù dei quali i neuroni creano collegamenti specifici. In assenza di stimoli luminosi il bambino può avere cecità corticale. Lo stesso vale per le altre aree con tempi di maturazione diversi. I centri corticali della parola si sviluppano intorno ad un anno. Le aree motorie già funzionano ma devono comunque maturare. Infatti i bambini cominciano a deambulare intorno ai 12-18 mesi. E la maturazione continua ancora. Infine le aree prefrontali (destra e sinistra) che impiegano dai 20 ai 30 anni per maturare completamente poichè svolgono le funzioni più complesse.

Man mano che i lobi frontali maturano aumenta il controllo delle strutture sottocorticali. Perchè è lì che originano i processi istintivi ed emozionali sia a destra che a sinistra. Quindi ecco perchè man mano che si cresce si acquista maggiore consapevolezza di sè e migliora la valutazione cognitiva dei processi emozionali. Quindi i problemi di immaturità, incapacità o altro sono dovute ad un’incompleta o non efficace maturazione dei lobi frontali e non perchè non si sviluppa l’emisfero SN.

Le strutture sottocorticali che intervengono nei processi emozionali entrano a far parte di quello che era definito sistema limbico. Il sistema limbico comprende varie strutture a diverso livello.

Componenti corticali: lobo olfattivo, ippocampo, area entorinale, giro cingolato.

Componenti sottocorticali: amigdala, nuclei anteriori del talamo, nuclei mammillari, nuclei del setto pellucido, abenula, ipotalamo.

Strutture di collegamento: fascio mammillo-talamico, stria midollare, strie mediale e laterale, fornice, commessura anteriore.

Ha quindi un’organizzazione funzionale molto complessa. Oggi però non si parla più di sistema limbico ma di circuiti specifici per ogni emozione. Il circuito della paura è quello che è stato studiato in tutte le sue caratteristiche anatomo-funzionali dal neurobiologo Joseph LeDoux. Tale circuito è costituito dalle vie sensoriali, dai due talami, le amigdale, i lobi frontali. Questi ultimi svolgono un ruolo di controllo nel senso che possono inibire l’attività di tale circuito o elaborare una risposta.

Joseph LeDoux ha studiato in particolare l’attività dell’amigdala. Tali studi li ha condotti sui topi analizzando indifferentemente l’amigdala di destra o di sinistra. I risultati si possono tranquillamente estendere all’uomo poichè una reazione come la paura è comune a tutte le specie e le strutture responsabili sono uguali in tutte le specie. Ciò che infatti distingue l’uomo è lo spessore della corteccia cerebrale e l’estensione dei lobi frontali. E’ a questo livello la grande differenza con le altre specie.

Si può quindi vedere che le cosiddette reazioni istintive, emozionali originano a livello delle strutture sottocorticali. Strutture presenti ripeto sia all’interno dell’emisfero SN che dell’emisfero DX.

L’attività della corteccia cerebrale e soprattutto dei lobi frontali determina una modulazione della funzione di queste strutture. Modulazione che è massima nell’uomo proprio perchè sono più sviluppati i lobi frontali.

Cominciamo a vedere che non è più un problema DX-SN ma possiamo dire di sopra e sotto e viceversa. Dobbiamo considerare lo sviluppo del cervello come un processo in senso verticale. Si parte dalle strutture più profonde in comune a tutti gli animali compresi i rettili e man mano che si procede verso l’alto aumentano la complessità e le funzioni fino ad arrivare, nell’uomo, al massimo sviluppo della corteccia cerebrale e dei lobi frontali. Quindi ripeto uno sviluppo verticale (cortico-sottocorticale) e non orizzontale (emisfero SN-emisfero DX). Lo stesso si può osservare, in forma accelerata, in un bambino. Infatti le strutture sottocorticali sono già presenti e man mano si sviluppa la corteccia cerebrale e in particolare i lobi frontali.

L’organizzazione funzionale per quanto riguarda l’elaborazione di reazioni istintive, emozionali, pulsionali è legata  proprio ai collegamenti cortico-sottocorticali in entrambi gli emisferi.

Funzioni sottocorticali = origine e mantenimento, meccanismi motivazionali (aree del setto, amigdala, ippocampo, sistemi noradrenergici, serotoninergici, dopaminergici)

Funzioni corticali = elaborazione cognitiva, espressione e riconoscimento (strutture lateralizzate negli emisferi)

Controllo = lobi frontali

Anche un’elaborazione cognitiva cosciente può generare reazioni emozionali ma sempre tramite le connessioni con le strutture sottocorticali.

Si evidenzia quindi il ruolo fondamentale dei lobi frontali e in particolare della corteccia orbitofrontale che ha un ruolo inibitorio. Infatti lesioni dei lobi frontali e in particolare della regione orbito-frontale provocano incontinenza emotiva (esempio riso e pianto spastico) e comportamentale (disinibizione cognitiva e sociale).

Si è osservato in particolare che lesioni del lobo frontale SN possono provocare una sintomatologia depressiva mentre invece lesioni del lobo frontale DX euforia immotivata.

Io osservo pazienti con lesioni frontali che possono essere trascurati, logorroici oppure depressi. In alcuni casi non c’è una sintomatologia evidente. Ulteriore dimostrazione della complessità del cervello e di quanto ancora c’è da conoscere.

Quindi un’espressione emozionale incontrollata si viene a verificare quando viene a mancare il controllo dei lobi frontali non dell’emisfero SN.

Nelle reazioni emozionali ha un ruolo importante l’amigdala. Oltre ad essere il centro del meccanismo della paura ha un ruolo anche nella regolazione di altre emozioni.

Un danno bilaterale dell’amigdala causa infatti la sindrome di Kluver-Bucy che provoca appiattimento delle emozioni, iperoralità, comportamento sessuale inappropriato, assenza di paura.

E’ più che evidente il ruolo nei meccanismi emozionali delle strutture sottocorticali.

Per quanto riguarda ciò che indichi come raptus omicida, raptus di gelosia, collere tremende il Prof. Perrella le conosce benissimo poichè sa che alla base vi è alterazione delle interazioni tra i lobi frontali e le strutture sottocorticali e no una prevalenza dell’emisfero DX sul SN.

Occorre considerare che le connessioni che dall’amigdala si portano al lobo frontale possono essere superiori a quelle che dal lobo frontale vanno all’amigdala.

Quindi in una reazione emozionale fortissima gli impulsi che raggiungono i lobi frontali sono di tale intensità che essi non riescono a pianificare una reazione adeguata e quindi “si perde il controllo”.

Quindi anche in queste situazioni straordinarie non si perdono le interazioni  tra i due emisferi ma si può perdere l’appropriatezza della risposta. In una situazione di pericolo l’attivazione di entrambi i lobi frontali è massima poichè bisogna elaborare una strategia per la sopravvivenza. Però può essere che il comportamento  possa essere alterato nel caso in cui le strutture sottocorticali prendono il sopravvento.

Consideriamo un altro aspetto. Se le reazioni emotive fossero localizzate solo a destra non noi potremmo asportare chirurgicamente l’amigdala poichè il paziente potrebbe non avere più reazioni emotive. Nel trattamento di alcune forme di epilessia che non rispondono ai farmaci si può asportare l’amigdala e l’ippocampo con regressione delle crisi.

Quindi dicevo che se funzionasse solo l’amigdala di destra quest’ultima non potrebbe essere asportata. Invece si può tranquillamente praticare la rimozione perchè continua a funzionare l’amigdala di SN che assume tutte le funzioni. Lo stesso vale nel caso di asportazione dell’amigdala SN.

Le informazioni arrivano attraverso le vie sensoriali. Una reazione emozionale può essere determinata da qualcosa che vediamo, sentiamo, tocchiamo, ecc. Tali informazioni arrivano al talamo. Da qui si portano all’amigdala che si attiva, in particolare in reazioni di rabbia, paura. Se tali informazioni arrivano solo ad un’amigdala essa coinvolge l’amigdala controlaterale attraverso la commessura anteriore.

Dal talamo gli stessi messaggi si portano ai lobi frontali che esaminano la situazione e pianificano una risposta.

Ora in caso di pericolo i lobi frontali possono decidere una risposta del tipo “attacca o fuggi”. Se in realtà non c’è pericolo i lobi frontali disattivano l’amigdala e cessa la reazione di allarme. E’ possibile però, come dicevo, che l’attivazione dell’amigdala può essere tale da impedire al lobo frontale di reagire (perdita di controllo).

Caro Pasquale puoi vedere che tutte le argomentazioni che tu porti trovano una spiegazione più lineare e certamente fisiologica spostando la visuale di 90°.

Cioè considerare che non è un problema DX-SN ma di interazioni sopra-sotto (cortico-sottocorticali).

Quindi se provi a riconsiderare tutto alla luce di queste strutturazioni il quadro diventa più lineare e fisiologico. Quindi a riscrivere tutto ciò che hai menzionato nei commenti considerando questo schema:

interazione

strutture corticali <——> sottocorticali

interazione-integrazione

emisfero SN<——> emisfero DX

In questo modo c’è una precisa coincidenza tra ciò che sono le basi neurofisiologiche e le osservazioni del Prof. Perrella e del Prof. Della Sala.

Una piccola parentesi. Non comprendo il ruolo dell’energia cinetica. Quest’ultima è l’energia posseduta da un corpo in movimento ed è proporzionale alla massa del corpo stesso e alla sua velocità. Le cellule che si muovono nell’organismo sono i globuli rossi, i globuli bianchi, le piastrine, i macrofagi, ecc. Ora considerando le dimensioni microscopiche di tali cellule e certamente una velocità che non può essere elevata, i valori di energia cinetica penso che siano infinitesimali.

In conclusione io non voglio certamente spostare il discorso della lotta da orizzontale a verticale.

E’ proprio il concetto di lotta che non capisco. Quali sarebbero questi istinti bestiali? Gli animali sono guidati dall’istinto di sopravvivenza, dal soddisfacimento di bisogni (fame, sete), dalla perpetuazione della specie. Attaccano se minacciati, per procurarsi il cibo, per difendere il territorio.

Quindi quali sono questi istinti emotivi che vanno aasolutamente controllati?

Inoltre consideriamo un altro aspetto. Le reazioni emotive sono comuni sia agli animali che agli uomini. Ma il meccanismo si avvia in presenza di stimoli. Considerando l’uomo, un qualsiasi tipo di emozione si genera in risposta ad uno stimolo. Non mi sembra che si genera un’emozione in assenza di stimoli. Anche nel caso di pensieri l’emozione che deriva  origine dal pensiero stesso che funge da stimolo. Quindi cosa bisogna controllare? Gli stimoli? I pensieri?

In più occorre considerare che lo stesso stimolo può provocare risposte diverse in diverse individui. Quindi il ruolo importante della valutazione cognitiva che è diversa da persona a persona.

Quindi conta il valore che si attribuisce ad uno stimolo. Reazioni emotive in assenza di stimoli sono legate a patologie che coinvolgono soprattutto i lobi frontali. Come è dimostrato negli animali con lesioni della corteccia cerebrale che presentano reazioni immotivate come la falsa rabbia.

Quindi il punto importante non è reprimere o lottare ma comprendere le emozioni. Cercare di capire perchè in determinate situazioni si verficano specifiche reazioni. Sviluppare quella che Daniel Goleman chiama intelligenza emotiva.

Quindi caro Pasquale puoi vedere che uscendo dallo schema dell’eterna lotta DX-SN, seguendo quali sono i normali processi fisiologici e considerando il ruolo fondamentale della valutazione cognitiva alla base del valore che attribuiamo ai diversi stimoli, i nostri discorsi diventano perfettamente coincidenti.

Io illustro le basi fisiologiche e tu partendo da queste, considerando le peculiarità emisferiche e le loro integrazioni, puoi facilmente trovare la strada per espletare al massimo il tuo intervento terapeutico: la modifica permanente dei circuiti neurali responsabili di valutazioni cognitive che possono essere alla base di reazioni emotive o stati d’animo persistenti a carattere deleterio che si possono generare in risposta a determinati stimoli.

Sono convinto che nasce un lavoro fantastico!

1 Commento

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  • Pasquale Foglia

    Prima parte
    (Ho tagliato la parte precedente del tuo articolo su cui concordo pienamente)

    Luigi Le nuove scoperte partono sempre da ipotesi o intuizioni che originano da risultati precedenti in un continuo miglioramento.
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    Pasquale Le mie deduzioni sono sempre logiche e sensate perché dettate dall’esperienza pratica.
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    Luigi Questa premessa per dirti di quanto siano importanti per me tali risultati per un interesse professionale, personale e per trovare risposte a domande che mi pongo.
    L’esempio degli specialisti era solo una metafora per dire che a seconda del compito interviene prima un emisfero e poi l’altro. E’ chiaro che i due specialisti, come tutti gli esseri umani, possono entrare in conflitto. Ma questo non presuppone la lotta tra gli emisferi. Il risultato del lavoro dei due emisferi di un cervello può entrare in conflitto con il risultato del lavoro di due emisferi di un altro cervello.
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    Pasquale Una persona può essere in conflitto anche con se stessa, ossia avere impulsi opposti, esigenze e tendenze contrapposte.
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    Luigi L’integrazione emisferica è ciò che si verifica nelle funzioni cerebrali. L’apporto di ogni emisfero completa la percezione.
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    Pasquale Per integrazione emisferica, dal punto di vista psicologico, s’intende il superamento di tutti i conflitti interiori, non solo, e quindi il controllo della propria parte istintuale o emotiva che è quella più problematica.
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    Luigi Riguardo allo studio del S. Lucia, io mi riferivo proprio alla percezione visiva. Essa è costituita da visione globale e visione per particolari. Un danno all’emisfero DX elimina la visione globale. Quindi un soggetto normale vede una grande H formata da tante S. Un soggetto con lesione all’emisfero DX vede solo le piccole S.
    Quindi il risultato finale è proprio dovuto all’analisi effettuata dai due emisferi e di conseguenza non intendo dire che se c’è un danno emisferico continua l’integrazione
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    Pasquale Molto bene.
    ***

    Luigi Le scoperte si basano proprio sull’osservazione di pazienti con lesioni cerebrali. E’ chiaro che chi ha una lesione ha una limitazione. Quindi si fa il ragionamento inverso. Se chi ha una lesione all’emisfero destro non ha la visione globale, sempre nel senso di sistema visivo, significa quindi che nei soggetti normali l’emisfero destro compie questa funzione. E questo discorso vale anche per altri aspetti.
    I due emisferi sono già specializzati. L’apporto che ognuno di essi dà in ogni situazione dipende dal buon funzionamento del cervello. Avviene sempre questo scambio di informazioni e quindi di completamento reciproco. In caso di lesione organica può mancare il completamento effettuato da un emisfero.
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    Pasquale Il completamento di cui parli può venir meno non solo in caso di lesioni organiche, che in genere sono ben visibili (almeno credo), ma anche quando ci sono conflitti interiori o comunque problemi psichici che non sono visibili.
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    Luigi Non c’è alcuna evidenza che un trauma, rimozione, blocco, credenza limitante, ecc. sia espressione di mancanza di coordinazione emisferica o che la impedisca.
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    Pasquale In realtà è l’inverso. Il problema psichico può impedire la coordinazione tra creatività e razionalità, tra intuizioni e logica, tra visione globale e visione analitica.
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    Luigi Sull’osservazione che queste situazioni siano causa di problemi sono d’accordo. Ma non concordo sulla conclusione netta ed unica per ogni problematica: alla base di tutto c’è la mancanza di integrazione emisferica.
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    Pasquale Ancora una volta è l’inverso. I problemi impediscono la coordinazione perfetta tra i due emisferi, nel senso che si può avere la prevalenza della parte irrazionale su quella razionale o viceversa. Spiego meglio dopo cosa intendo per irrazionale.
    *****

    Luigi Se l’emisfero SN è poco sviluppato il paziente potrebbe avere dei deficit. Io vedo pazienti con lesioni all’emisfero SN e ti posso assicurare che non sono solo reazioni istintive perchè l’emisfero DX prende il sopravvento.
    Pasquale Le lesioni organiche penso che siano molto più gravi dei disordini di natura psicologica.
    Luigi Perché l’emisfero SN deve contenere il Sè Cosciente forte? E perché l’emisfero DX deve contenere il Sé istintivo? Da dove derivano queste affermazioni così nette?
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    Pasquale L’emisfero DX non contiene il Sé Istintivo o Inconscio, ma ne è l’espressione. E l’emisfero SN non contiene l’Io Cosciente, ma ne è l’espressione. Quando il bambino nasce è tutto istinti o tutto inconscio. Solo successivamente si sviluppa la parte cosciente e razionale.
    *****

    Luigi Io non mi sto confrontando con gli studi. Tali studi confermano ciò che io dico. Gli emisferi cerebrali svolgono funzioni simili e diverse e siamo il risultato finale di tali funzioni.
    Vedo che su diversi aspetti sei d’accordo anche se dici in “situazioni ordinarie”. Comunque questo si verifica anche in situazioni straordinarie.
    Comunque a quanto pare, anche se solo in condizioni normali, accetti che le funzioni dei due emisferi si completano a vicenda. Quindi almeno vedo che non consideri che tutte queste funzioni sono svolte solo dall’emisfero SN.
    ******

    Pasquale Se ti riferisci al controllo della parte inconscia o istintiva, mi sembra ovvio che questa funzione deve essere svolta dalla parte cosciente e razionale!
    ****

    Luigi Il punto è che tu dai per scontato che quando non c’è ottima salute e lucidità mentale il problema è la mancanza di integrazione emisferica. Questo è possibile se alla base c’è una lesione. In caso contrario il problema è da ricercare altrove.
    *****

    Pasquale Forse mi sono espresso male o non mi hai compreso. L’integrazione emisferica riguarda le problematiche psichiche.
    *****

    Luigi Non è l’emisfero SN che si sviluppa poco e non controlla l’emisfero DX. Da dove deriva questa visione? Mi sembra che così si nega tutta la psichiatria, la neuropsicologia, la neurologia, la neurochirurgia, la neuroradiologia. Ma qual è la fonte da cui risulta che l’emisfero DX è irrazionale, sede degli istinti bestiali e sede dell’amore? Se manca l’emisfero SN l’uomo sarebbe simile alle bestie? Già ho scritto che vedo persone con lesioni anche gravi all’emisfero SN ma non hanno comportamenti simili agli animali. Per essere più precisi se non ci fossero i lobi frontali (DX e SN) potremmo dire che gli uomini sarebbero solo istinti. In realtà la situazione sarebbe molto più complessa. Le funzioni che tu attribuisci all’emisfero SN sono funzioni dei lobi frontali. E’ questa parte del cervello che esercita il controllo non l’emisfero SN. Infatti io non ho mai detto che l’emisfero SN si sviluppa intorno ai 20-30 anni ma sono i lobi frontali a svilupparsi completamente dopo tanto tempo poiché le loro funzioni sono estremamente complesse. Quindi quali sono gli studi che invece confermano questa visione di emisfero SN razionale ed emisfero DX istintivo in perenne lotta tra loro?
    Non è questione di scandalizzarsi solo però che queste definizioni non hanno alcun supporto scientifico. E qualsiasi affermazione non supportata da basi scientifiche è filosofia.
    Tu puoi certamente parlare di Sè Cosciente, Sè Istintivo o altro ma non puoi attribuire una sede anatomica sicura. Lo stesso Freud parlava di ES, Io e Super IO e non ha mai parlato di regioni cerebrali.
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    Pasquale Caro Luigi, tu stesso hai confermato l’esistenza della specializzazione emisferica. Hai scritto: “La specializzazione emisferica è un vantaggio evolutivo perché accresce la funzionalità del cervello aumentando le potenzialità cerebrali nella specie umana”. Ora quali sono queste specializzazioni? Sempre tu stesso hai confermato che l’emisfero DX è creativo, intuitivo e dotato di visione globale, mentre quello SN è razionale, logico e dotato di visione analitica. Le confermi ancora queste funzioni opposte dei due emisferi, oppure no?
    Io le do ancora per scontate per il semplice fatto che il bambino quando nasce è tutto istinti. Soltanto gradualmente avviene lo sviluppo della parte razionale che serve al controllo degli istinti. La creatività se non è supportata dalla razionalità può essere scambiata per follia, mentre se c’è perfetta integrazione tra creatività e razionalità si può avere la genialità. Ugualmente le intuizioni se non vengono trasformate in un pensiero logico restano tali, ossia sono poco utili. E ancora la visione globale deve integrarsi con quella analitica per una visione perfetta.
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    Luigi Per tal motivo non puoi dire che il Prof. Perrella è eccessivamente razionale. E come deve essere? Irrazionale? Si tratta di uno studioso e del Presidente della Società Nazionale di Neuroscienze BrainMind&Life-Italia. Non credo che si può tacciare di razionalità. Credo che abbia tutte le carte in regola per sostenere ciò che dice. La sua analisi, con la quale sono pienamente d’accordo, è così chiara e semplice . Infatti già ne parlavo in articoli precedenti. I risultati sui pazienti callosotomizzati sono stati travisati e si è iniziato a dare le interpretazioni più filosofiche mischiando diverse teorie. Quando si è iniziato a dire che nell’emisfero DX avvengono processi non coscienti si è iniziato a parlare di inconscio, di affermare che l’inconscio di Freud aveva trovato la sua sede: l’emisfero DX. E sono nati fior fiori di libri ricchi delle più grandi interpretazioni libere, fantasiose e speculative. E come si fa a trovare un trattamento per qualcosa che non ha una base fisiologica? In aggiunta a quanto afferma il Prof. Perrella ti posso segnalare le dichiarazioni del Prof. Sergio Della Sala, neurologo ed esperto di psicobiologia. Ha lavorato presso l’Università di Milano e collaborato con l’Università di Berkely, California, l’Unità di Psicologia Applicata di Cambridge e la Scuola di Psicologia dell’Università di Perth, Western Australia. Ora insegna all’Università di Endimburgo. Si tratta di un importante studioso che ha coniato un termine molto simpatico: neuropanzane.
    Ti riporto uno stralcio dell’intervista: “False credenze sul cervello che si riproducono e radicano non solo per il sensazionalismo dei media ma anche per gli interessi imprenditoriali che stanno dietro alla comunicazione scientifica, diventando appunto neuromiti. Qualche esempio: è proprio vero che ascoltare i Requiem di Mozart rende più intelligenti? No, solo che la notizia è servita a vendere molta più musica classica. E risponde a verità scientifica che l’emisfero DX sovrintende alla creatività e lavora come un artista hippie mentre il sinistro è simile ad un grigio ragioniere contabile? Niente affatto, spiega il professore, ma la notizia è servita a vendere software per imparare le lingue di notte e sollecitare la nostra parte destra piuttosto che quella sinistra. Ma la più bella panzana è che noi usiamo solo il 10% del cervello. Miti sulla mente duri a morire“. Credo che il suo punto di vista sia simile a quello del Prof. Perrella.
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    Pasquale Luigi, non stai facendo il processo a me, ma alla psicologia. Le funzioni dei due emisferi cerebrali non me le sono inventate io di sana pianta, né tanto meno mi sono inventato l’integrazione emisferica. Quanto al dottor Perrella, e a chi per esso, non ho mai inteso offendere la sua professionalità parlando di eccesso di razionalità. E a questo punto dobbiamo chiarire bene i termini in questione. Cos’è l’irrazionalità se non la mancanza della ragione? L’irrazionalità ci consente di vivere, mentre la razionalità ci consente di vivere in modo civile. L’irrazionalità consente alle cellule di funzionare in modo automatico e perfetto, mentre la razionalità cerca di comprenderne i meccanismi del loro funzionamento senza mai riuscirci in modo sicuro e definitivo. Sfugge sempre qualcosa, ossia resta sempre “qualcosa” di inconscio, ovvero non conscio, e quindi sconosciuto.
    L’irrazionalità è la caratteristica fondamentale della forza vitale o istintiva, mentre la razionalità cerca di educarla e civilizzarla. L’irrazionalità è la scarica di adrenalina nel momento del pericolo che ti costringe a fuggire o a lottare. La terza possibilità, l’arrendersi, è una scelta razionale. L’irrazionalità è la rabbia che ti prende quando subisci un torto e reagisci sproporzionatamente e sconsideratamente; è la gelosia che ti fa soffrire per amore; è l’more stesso perché non riesci a capire perché ti innamori della donna che non ti vuole e magari non ti piace quella che ti ama tanto; l’irrazionalità è il raptus omicida che esclude momentaneamente la ragione…. E ancora l’irrazionalità ci procura le malattie, mentre la razionalità cerca di guarirle.
    Ora la creatività e l’intuizione, come pure la visione d’insieme sono funzioni istintive e quindi sono irrazionali, ancorché utilissime, mentre la razionalità e la logica, assieme alla visione analitica sono funzioni acquisite attraverso l’educazione e la cultura che fanno crescere la consapevolezza. E più aumenta la consapevolezza, più siamo in grado di capire (razionalmente) tutte le cose che avvengono intorno a noi. Certo, cresce anche la creatività e l’intuizione, ma questo è possibile perché è proprio l’aumento della consapevolezza che consente una integrazione emisferica sempre più appropriata.
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    Luigi Ritornando al discorso dei lobi frontali come dicevo le loro funzioni sono molto complesse. I lobi frontali sono costituiti dalla corteccia prefrontale anteriore e dalla corteccia motoria posteriore (area premotoria, motoria supplementare e motoria primaria). Al di sotto della corteccia c’è la sostanza bianca dei lobi frontali costituita da milioni e milioni di fibre che si portano a quasi tutte le aree cerebrali e all’emisfero controlaterale. I lobi frontali sono la sede delle valutazioni cognitive, delle valutazioni emozionali, dalla loro attività si possono anche generare emozioni. Sono sede della pianificazione e delle regole apprese. Sono la sede della trasformazione del pensiero in atti. Ciò avviene dopo che l’azione è stata valutata dal punto di vista del socialmente accettabile. La parte anteriore di quello che si chiama giro del cingolo (una circonvoluzione cerebrale che si trova al di sopra del corpo calloso e che si estende dal lobo frontale al lobo occipitale) si attiva in conseguenza di un nostro errore. La parte orbitofrontale valuta se una nostra azione è socialmente accettabile altrimenti viene inibita.
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    Pasquale Perfetto! Un’azione può essere socialmente accettabile, oppure no! Allora c’è una struttura che “inibisce” un’altra struttura! E se una azione non è accettabile, non avviene un contrasto, una contrapposizione, una lotta tra i due “contendenti”? Non potrebbe essere diversamente perché ogni cosa ha sempre due facce opposte e il suo funzionamento avviene soltanto quando si stabilisce un gradiente tra i due opposti, quando esiste una differenza di potenziale, quando c’è… la montagna e la pianura.
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    Luigi A livello dei lobi frontali vi sono poi tutte le aree motorie che comprendono l’area premotoria, la corteccia motoria supplementare e l’area motoria primaria. In queste sedi avviene tutta la pianificazione del movimento. L’esecuzione dei movimenti è molto complessa. Infatti richiede l’intervento anche di strutture sottocorticali e del cervelletto. Gli emisferi sono costituiti dalla corteccia cerebrale, dai fasci di fibre che costituiscono la sostanza bianca e dalle strutture sottocorticali. Nel bambino lo sviluppo più importante riguarda proprio la corteccia cerebrale. Le strutture sottocorticali sono già funzionali. Quindi più che dire che il bambino è tutto inconscio possiamo più dire istinti e reazioni emozionali.
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    Pasquale Mi sembra tutto chiaro. Le strutture sottocorticali sono già funzionali nel bambino perché corrispondono agli istinti necessari alla sopravvivenza della specie. Tali istinti sono controllati dai lobi frontali che però non sono ancora funzionali. E siccome i lobi frontali si completano soltanto intorno ai 20-30 anni, come tu ci insegni, i ragazzi crescono tra mille problemi che poi si portano anche nell’età adulta! Soltanto quando i lobi frontali sono bene sviluppati siamo in grado di tenere a bada gli istinti e le emozioni, abilità che gli adolescenti – e non solo- non potranno mai ottenere!

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