Ho scritto questo post come commento agli interessantissimi articoli del Dott. Pasquale Foglia (Una scoperta importante: Tutta la verità sulla mente. Parte I, II e III) per discutere con l’Autore di alcuni aspetti per i quali descrivo il mio punto di vista sempre nell’ottica di un arricchimento reciproco e di chi vorrà seguire tale discussione.

Come avrete avuto già modo di constatare io non condivido l’idea della lotta tra i due emisferi. Noi siamo il risultato dell’attività di tutto il cervello e in particolare delle connessioni neurali che si sono create e continuano a crearsi. Connessioni che costituiscono quello che LeDoux definisce il Sè sinaptico, cioè il risultato delle connessioni sinaptiche.

L’evoluzione ci ha portati alla costituzione di due emisferi i quali svolgono funzioni simili e funzioni specifiche per ciascuno di essi. E siamo il risultato dell’attività di entrambi grazie al continuo scambio di informazioni tra loro che si attua attraverso i sistemi di connessione. Il principale è certamente costituito dal corpo calloso formato da milioni di fibre. Ma sono presenti altri collegamenti come la commessura anteriore, la commessura posteriore, la commessura abenulare, la commessura ippocampale.

Abbiamo quindi un gran numero di collegamenti e non penso che l’unica funzione sia solo quella di un controllo e di una inibizione da parte dell’emisfero SN sul DX.

Le fibre che attraversano tali sistemi hanno un decorso bidirezionale. Fibre che dall’emisfero SN si portano al DX e viceversa. Già la struttura anatomica da un’idea dello scambio.

Il ruolo dell’emisfero DX comincia ad essere sempre più chiaro anche se siamo ancora lontani da una comprensione veramente perfetta del funzionamento del cervello.

Vi sono diverse pubblicazioni su riviste internazionali accreditate che chiariscono sempre più il ruolo dell’emisfero DX.

Hecht D: Schizophrenia, the sense of “self” and the right cerebral hemisphere. Med Hypotheses. 2010 Jan; 74(1)

Blanke O, Ionta S, Fornari E, Mohr C, Maeder P: Mental Imagery for Full and Upper Human Bodies: Common Right Hemisphere Activations and Distinct Extrastriate Activations. Brain Topograf. 2010 Mar 24

Fournier R, Gussenhoven C, jensen O, Hagoort P: Lateralization of tonal and intonational pitch processing: An MEG study. Brain Res. 2010 Feb 27

Shulman GL, Pope DL, Astafiev SV, McAvoy MP, Snyder AZ, Corbetta M: Right hemisphere dominance during spatial selective attention and target detection occurs outside the dorsal frontoparietal network. J Neurosci. 2010 Mar 10

von Kriegstaein K, Smith DR, Patterson RD, Kiebel SJ, Griffiths TD: How the human brain recognizes speech in the context of changing speakers. J Neurosci. 2010 Jan 13

Demirtas-Tatlidede A, Yalcin AD, Uysal E, Forta H: Right cerebral hemiatrophy: Neurocognitive and electroclinical features. Epilespy Behav. 2010 Mar 15

Bosnar-Puretic M, Roje-Bedekovic M, Demarin V: The art: neuroscientifc approach. Acta Clin Croat. 2009 Sep

Tamietto M, latini Corazzini L, de Gelder B, Geminiani G: Functional asimmetry and interhemispheric cooperation in the perception of emotions from fracial expressions. Exp brain Res. 2006 May

Schirmer A, Kotz SA: Beyond the right hemisphere: brain mechanisms mediating vocal emotional processing. Trends Cogn Sci. 2006 Jan

Questi sono alcuni esempi di lavori anche molto recenti.

L’emisfero DX ha un ruolo importante nell’apprendimento di nuove capacità fino a costituire un modello che viene depositato nell’emisfero SN a cui si ricorre quando ci si trova in una situazione simile.

Un articolo molto recente pubblicato su Science (Sylvain Charron and Etienne Koechlin: . Science 16 April 2010 328: 360-363 [DOI:0.1126/science.1183614]) mostra l’attività degli emisferi quando siamo impegnati in uno o due compiti. Nell’esecuzione di un compito entrambi gli emisferi sono impegnati ed ognuno esamina il problema secondo la sua specializzazione. Quando si è impegnati in due compiti diversi ogni emisfero si assume un incarico e l’attenzione passa da un emisfero all’altro.

La possibilità di compiere due compiti contemporaneamente non si trova nelle altre specie ma solo negli umani grazie al maggior sviluppo dei lobi frontali e quindi alla cooperazione che si stabilisce tra queste aree a DX e a SN.

Concordo che nei bambini c’è una maggiore attività dell’emisfero DX proprio perchè sono fortissimi i processi di apprendimento. Man mano che il bambino apprende aumenta l’attività dell’emisfero SN che conserva i modelli che progressivamente si formano in seguito all’attività dell’emisfero DX.

Vengono incamerate anche quelle che sono le regole sociali, gli stili culturali, ecc. Questi in particolare a livello della parte inferiore dei lobi frontali (corteccia orbitofrontale). Tale zona infatti valuta se un nostro comportamento è socialmente valido.

La maturazione dei lobi frontali è molto lenta e si completa solo intorno ai 20-30 anni. Questo è il motivo per cui gli adolescenti sono più impulsivi. I lobi frontali infatti esercitano un controllo sulle strutture sottocorticali sede di reazioni istintive ed emozionali.

Infatti a livello della corteccia cerebrale c’è una valutazione cognitiva delle emozioni che sono reazioni rapide ed immediate che originano dalle regioni sottocorticali presenti bilateralmente. Quindi non sono dovute ad una maggiore attività dell’emisfero DX. Le reazioni emotive sono legate all’insieme di circuiti cortico-sottocorticali presenti in entrambi gli emisferi.

Non sono d’accordo sull’estensione dell’inconscio a livello del corpo. I processi inconsci che riguardano la nostra personalità sono localizzati a livello del cervello ed inoltre il sistema nervoso autonomo (SNA) non ha alcun ruolo nei processi inconsci. Il SNA regola le funzioni vitali dell’organismo (omeostasi, equilibrio idro-elettrolitico, funzioni digestive, pressione sanguigna, respirazione, battito cardiaco, ecc.) grazie ai suoi due grandi settori in cui è suddiviso: il parasimpatico e l’ortosimpatico. In linee generali il primo interviene nei processi di produzione e conservazione dell’energia. Il secondo invece nei processi di consumo dell’energia. Il SNA ha un ruolo inoltre di effettore degli stati emotivi poichè è responsabile delle variazioni viscerali che si verificano nelle emozioni ma sempre in conseguenza di comandi che partono dall’alto e non per un suo ruolo primario.

Inoltre non si verificano modificazioni dei circuiti neurali del SNA. Esso è costituito da nuclei localizzati nel tronco encefalico, dall’ipotalamo, dal nervo vago, dal parasimpatico sacrale, dai gangli viscerali e dai gangli dell’ortosimpatico localizzati ai lati della colonna vertebrale. Quindi non si verificano modificazioni poichè esso rappresenta la parte filogeneticamente più antica del sistema nervoso. Come ho detto esso controlla funzioni vitali che sono comuni a tutte le specie. Quindi come si fa a variare un circuito neurale che lo costituisce? Varierebbe anche la funzione. Ma esso controlla funzioni che ci mantengono in vita.

Gli studi di Lipton come della Dott.ssa Candace Pert (che è stata la prima ad identificare i recettori per gli oppiacei nel cervello) hanno dimostrato il ruolo importante dei neuropeptidi nella comunicazione tra cervello e corpo e viceversa, potendo parlare di un’estensione della mente al corpo. Quest’ipotesi si collega a quella di Antonio Damasio che parla appunto di unità cervello-corpo nella creazione della mente non dell’inconscio.

Certo il ruolo dei neuropeptidi è estremamente importante poichè si stanno scoprendo le basi biologiche della psiconeuroendocrinoimmunologia e quindi di come la mente può influenzare il corpo e viceversa. Inoltre il ruolo che può avere nelle malattie. Si sa ad esempio che gli ormoni prodotti durante una reazione di stress, il cortisolo in particolare, hanno effetto immunosoppressivo e quindi ciò può spiegare la maggiore predisposizione alle malattie che si verifica in situazioni stressanti.

I processi di apprendimento richiedono una fase iniziale di applicazione cosciente. Successivamente il processo diventa automatico. Per andare in bicicletta bisogna impegnarsi coscientemente. Quando il procedimento è appreso non dobbiamo più pensarci e siamo in grado di eseguire il movimento automaticamente.

Le abilità motorie vengono conservate nella memoria procedurale localizzata a livello di cervelletto e gangli della base.

La memoria procedurale è una forma di memoria a lungo termine. Tutte le forme di questa memoria sono depositate in diverse aree della corteccia cerebrale e non del corpo. La memoria è una funzione del cervello non del corpo. Nel caso di movimenti il corpo esegue i comandi che il cervello ha appreso.

I pensieri limitanti, distruttivi certamente determinano un impedimento. Possono sicuramente essere il risultato di un tipo di educazione, di esperienze che risalgono ai primi anni di vita e conservati nella memoria implicita, non accessibile, localizzata nelle aree posteriori del cervello. Ma certamente non sono legati ad una diversa produzione dei due emisferi che competono tra loro. Assumiamo che l’emisfero DX svolge in linee generali funzioni non coscienti. Quindi com’è possibile che il risultato di un’attività cerebrale come il pensiero diventi cosciente se origina a DX? Ci sarebbe da pensare che diventa cosciente perchè passa all’emisfero SN. Quindi questo emisfero deve rendere coscienti i pensieri dell’emisfero DX, deve rendere coscienti i propri pensieri e deve poi effettuare una selezione tra i due. Credo però che una tale attività sia un pò farraginosa e che certamente non rispecchia quelle che sono le funzioni cerebrali. Non è possibile che un solo emisfero si faccia carico di tutto il lavoro.  In quali aree dell’emisfero SN vengono resi coscienti i pensieri dell’emisfero DX? Non nelle stesse aree in cui originano i pensieri dell’emisfero SN. Sarebbe funzionalmente impossibile. Una stessa area può compiere una sola funzione. L’emisfero SN può rendere coscienti le valutazioni dell’emisfero DX che sono valutazioni globali e quindi effettua poi un esame più accurato, a tappe.

Se consideriamo quanto descritto nell’articolo di Science abbiamo che i due emisferi possono effettuare ciascuno un compito e l’attenzione si sposta alternativamente da uno all’altro. Quindi lo stesso può valere anche per i pensieri. Quindi dobbiamo ritenere che ogni emisfero elabora un pensiero e spostiamo l’attenzione ora su uno ora sull’altro. In questo caso va anche rivisto il concetto di emisfero DX non cosciente. Come si può notare non abbiamo ancora una comprensione globale. Ogni nuovo studio apre una piccola porta. Allo stato delle conoscenze è molto più lineare ragionare in termini di cooperazione emisferica e considerare che ogni processo cosciente è il risultato di tutta l’attività del cervello.

Concordo con il Dott. Foglia che non avere le idee chiare su ciò che si desidera costituisce un problema perchè non orienta il nostro cervello verso una direzione specifica alla ricerca della soluzione. Si genera solo quello che Jerome Liss definisce “il flusso di coscienza” con pensieri negativi (“sono rovinato”, “sono un fallito”, ecc.) che portano a un blocco. Orientarsi in maniera precisa comporta l’attivazione dei lobi frontali che bloccano il flusso di coscienza.

Concordo inoltre sul fatto che la scarsità di informazioni può contribuire a questo stato. Infatti sostengo sempre l’importanza della conoscenza. Apprendere determina infatti attivazione dell’emisfero DX, creazione di un nuovo modello a cui fare riferimento che viene depositato nell’emisfero SN. Quindi la creazione di un nuovo circuito neurale che può aiutare ad avere una visione diversa e quindi ad intraprendere azioni nuove.

A tal proposito mi collego all’analisi del dubbio. Giustamente come sostiene il Dott. Foglia il dubbio può essere paralizzante se consiste solo nel bivio ” fare o non fare”. Credo però che dubitare di ciò che ci viene offerto può essere utile. Di ogni situazione, di ogni notizia, anche di questo articolo. Avere dei dubbi spinge alla ricerca, alla conoscenza, all’arricchimento. Può consentire di scoprire di non avere modelli e quindi stimola l’emisfero DX alla ricerca di soluzioni che potranno poi andare a formare nuovi modelli.

Inoltre mi sembra di aver capito che nell’emisfero DX originano pensieri positivi e nell’emisfero SN pensieri negativi. Mi aspetto di essere corretto se mi sono sbagliato.

Occorre considerare che sotto questo punto di vista la situazione è opposta.

Davidson ha studiato soggetti con stili cognitivi diversi valutando il flusso sanguigno in diverse aree cerebrali. Il flusso sanguigno aumenta in una zona del cervello in attività poichè c’è una maggior richiesta di ossigeno e glucosio. Ha quindi scoperto che persone con disposizione d’animo positiva e allegra hanno un’attivazione maggiore nelle aree frontali SN mentre soggetti con atteggiamento opposto hanno una maggiore attivazione delle aree frontali DX. (Davidson R: Cerebral asimmetry, Emotion and Affective Style. Brain Asimmetry, Cambridge, MA: The MIT Press).

E’ stato anche riscontrato che un’ipoattivazione delle aree frontali sn è associata con tristezza e depressione

(Henriques JB, Davidson RJ: Left frontal hypoactivation in depression. J Abnorm Psycol)

(Wheeler RE, Davidson RJ, Tomarken AJ: Frontal brain asimmetry and emotional reactivity: a biological substrate of affective style. Psychophysiology).

Quindi non è vero che l’emisfero DX è allegro e gioioso. Il suo compito è quello di completare le informazioni (contenuto emotivo di un discorso, senso globale di uno scritto o parlato, analisi globale di una situazione, ecc.) E’ certamente anche connesso con la creatività.

Infatti è stato osservato che nei soggetti poco creativi quando affrontano una situazione conosciuta c’è solo un’attivazione delle aree SN (presenza di modelli già formati). Nei soggetti creativi, sempre in situazioni conosciute, c’è anche un’attivazione DX. Questo sta a significare che un creativo pur in presenza di una stessa situazione cerca comunque anche nuove soluzioni.

Come dicevo l’emisfero DX non è nè allegro nè triste. E’ l’emisfero delle novità (E. Goldberg). E’ quello che ci spinge a cercare nuove vie d’uscita nel momento in cui non sono presenti modelli a livello dell’emisfero SN.

E’ quindi l’emisfero dell’insoddisfazione. E’ l’emisfero che analizza la nostra situazione e ci dice che il risultato è negativo spingendoci verso il nuovo.

Il risultato dell’analisi è un pensiero cosciente: “Qualcosa non va nella mia vita”. E comincia quindi l’esame dei diversi aspetti.

Avevo già accennato a questo discorso nel mio articolo “Emisfero SN, Emisfero DX: Due Cervelli? (II parte)”

Ho trovato poi conferma negli studi di Elkhonon Goldberg che afferma proprio quanto ho detto.

Tutti gli aspetti fin qui considerati sono funzioni cerebrali. La mente è il cervello in azione (Joe Dispenza), la memoria ha sede nel cervello, le emozioni sono funzioni cerebrali (Joseph LeDoux).

Tutto è espressione della funzione globale del cervello. Noi siamo espressione della funzione globale del cervello. E’ lui che attraverso gli scambi di informazioni che si verificano tra le diverse zone che lo costituiscono ha portato alle grandi scoperte che hanno caratterizzato il genere umano e che ci porteranno in futuro a conoscerlo in maniera più approfondita.

E’ certo che l’attività cerebrale non è il risultato di una lotta o di una guerra. E’ il risultato di un meccanismo perfetto e più complesso dell’universo stesso che ha come scopo la progressiva crescita di noi stessi, la sopravvivenza e il miglioramento della nostra specie.

13 Commenti

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  • Pasquale Foglia

    Carissimo Luigi,
    rispondo al tuo messaggio delle 18.07 del 18 maggio.

    Gli studi sulla contrapposizione emisferica li hai trovati e come, tant’è che ti stai confrontando… ripetutamente con essi!
    Quanto allo scritto del Dr Perrella mi sembra peccare come minimo di… eccessiva razionalità….

    Eppure la dualità è un concetto così noto e così coinvolgente che non ci lascia tregua né di giorno, né di notte!

    Ogni cosa in natura è doppia, ogni cosa ha sempre due facce opposte! C’è persino il giorno e la notte…, c’è persino l’afelio e il perielio, c’è persino l’estate e l’inverno e c’è persino il polo nord e il polo sud! Perché scandalizzarsi se il giorno è luminoso e la notte è oscura? Perché scandalizzarsi se l’estate è calda e l’inverno è freddo?

    E perché scandalizzarsi se l’emisfero destro del cervello è istintivo e quindi irrazionale? Anzi, meno male che è irrazionale e automatico perché altrimenti non ci sarebbe stato l’amore e la specie umana si sarebbe estinta da un pezzo!

    Meno male che è irrazionale e analogico altrimenti non sarebbe neanche intuitivo e creativo e la vita diventerebbe un obbrobrio!

    Meno male che irrazionale e intuitivo altrimenti non avrebbe la visione globale o d’insieme.

    Parlare di emisfero DX e di Sé Istintivo o Inconscio è praticamente la stessa cosa perché appunto l’inconscio si esprime attraverso l’emisfero DX! Quando il bambino nasce è tutto inconscio: non c’è né razionalità né discernimento nel comportamento del neonato perché l’emisfero sinistro non si è ancora formato. Tu stesso dicevi che si completa intorno ai 20-30. Io sostengo invece che non smette mai di completarsi…. per il semplice fatto che…. la consapevolezza non basta mai!

    L’emisfero sinistro nasce fin dall’inizio come contrapposizione netta all’emisfero DX perché introietta tutte le regole e i divieti che servono a tenere a bada gli istinti bestiali dell’uomo delle caverne!

    Non credo che il Dr Perrella non abbia mai sentito parlare di raptus omicida, di raptus di gelosia, di collere tremende, di odio sanguinario, di avidità insaziabile; e non credo che non abbia sentito parlare del famoso romanzo di Stevenson: Mister Hyde e Dr Jekill!

    Le due facce della stessa medaglia esistono sia in campo fisico astronomico, ma anche e soprattutto in campo psicologico e quindi come si potrebbe escludere il cervello?

    Quando l’emisfero SX è poco sviluppato o poco maturo l’individuo non è in grado di opporsi alle sue istanze interiori tipiche dell’uomo delle caverne e al suo bisogno di piacere immediato! Ed ecco manifestarsi tutti i vizi degli esseri umani, compreso quelli di abbuffarsi, di drogarsi, di distruggere e di autodistruggersi!

    Se mancasse l’emisfero sinistro l’uomo sarebbe simile alle bestie e perderebbe il sopravvento sulle altre specie animali! Se un bambino non venisse accudito ed educato, il suo emisfero SX si svilupperebbe senza il supporto delle regole della convivenza civile….

    E anche se le funzioni della razionalità, della logica e della capacità di analisi non fossero specifiche dell’emisfero sinistro, ma fossero distribuite per assurdo senza un ordine preciso nella corteccia cerebrale, frammischiate alla capacità di sintesi, all’intuizione e alla creatività che sono attribuite all’emisfero DX, insomma anche se il cervello non fosse specializzato e suddiviso in due emisferi come due facce “opposte” della stessa medaglia, la contrapposizione tra funzioni opposte ci sarebbe lo stesso.

    E lo sai perché? Perché l’energia cinetica, compresa quella che mantiene in vita le nostre cellule, per manifestarsi ha bisogno di un gradiente, della tensione tra due punti opposti, di una differenza di potenziale come nella corrente elettrica, altrimenti non c’è vita!

    Se l’emisfero SX è debole e immaturo, e quindi non integrato nel proprio ambiente, gli istinti e l’ignoranza creano dei falliti depressi senza forza di volontà, oppure dei mostri!

    Il libro te l’ho spedito. Fammi sapere quando arriva a Firenze.

    A presto Pasquale

    Rispondi
    • luigi sardo

      Carissimo Pasquale,
      ho scritto una risposta ai tuoi commenti.
      Anche stavolta, data la lunghezza, l’ho pubblicata come articolo
      Discussione su: Tutta la Verità sulla Mente! II Parte
      A presto
      Luigi

  • Pasquale Foglia

    Caro Luigi, rispondo al messaggio delle 18.06

    Luigi
    Faccio un esempio medico banale. Se c’è un problema di stomaco interviene il gastroenterologo. Se un problema cardiaco interviene il cardiologo. Quindi la risoluzione del problema è affidata a chi è esperto di quel settore. Vi sono casi in cui è necessario l’intervento di due o più specialisti i quali integrano le loro conoscenze per la risoluzione del problema.
    ********

    Pasquale
    Sono perfettamente d’accordo, caro Luigi, che ogni male vuole il suo specialista, ma il problema sta nel fatto che tu dai per scontata la collaborazione tra i due specialisti, come se non conoscessi i mille problemi che affliggono gli esseri umani, dai più semplici ai più gravi!

    Come due persone si scontrano a volte per un nonnulla – e non voglio chiamare in causa i problemi coniugali quotidiani di cui tutti più o meno ne sanno qualcosa…- così possono scontrarsi gli specialisti e i due emisferi cerebrali!
    ********

    Luigi
    Allo stesso modo a seconda di quale compito c’è da effettuare interviene l’emisfero specialista. E vi sono casi in cui intervengono entrambi. E non mi sembra che questa significa una lotta anzi una perfetta integrazione.
    ******

    Pasquale
    L’integrazione emisferica che tu dai per scontata in realtà è un lusso che soltanto pochi possono concedersi, ossia soltanto quelle persone che hanno raggiunto una grande maturazione e che hanno una barba lunga fino a terra (sto esagerando).

    L’integrazione emisferica, ossia la cooperazione perfetta tra i due emisferi, è l’ideale da raggiungere, non la regola. Magari fosse sempre così e comunque!
    *****

    Luigi
    Trovo molto interessante lo studio condotto al S. Lucia. In assenza di funzionalità dell’emisfero destro il soggetto non ha una visione globale. Quindi è necessario l’intervento di questo emisfero.
    ******

    Pasquale
    Sono d’accordo: è necessario l’intervento dell’emisfero destro per avere una visione globale. E se la visione globale manca – quanti soggetti ne sono privi! – ti sei chiesto cosa succede? Prevale la visione analitica tipica dell’emisfero SN e il soggetto non ha capacità di sintesi e non ha capacità progettuali e non sa neanche lui steso cosa vuole!
    *********

    Luigi
    Ritornando agli esempi che avevo fatto, se deve eseguire un calcolo matematico interviene l’emisfero sn perché è specializzato in questo. Quindi non c’è lotta.
    *******

    Pasquale
    E quanta gente non sa fare calcoli matematici? Dai sempre per automatica l’integrazione tra i due emisferi come se tutto filasse liscio come l’olio e come se tutte le persone godessero di ottima salute e di grande lucidità mentale.
    *******

    Luigi
    Se ascolto una persona devono intervenire entrambi gli emisferi. Il sinistro esamina le parole e il significato. Il destro il contenuto globale ed emotivo. Quindi così abbiamo la comprensione completa di ciò che ci viene detto. E non c’è nessuna lotta.
    ********

    Pasquale
    Sono d’accordo. Quello che dici tu accade in tutte le situazioni normali. Ma mi sai dire cosa succede quando una persona è fortemente in collera?

    Te lo dico io. L’emisfero SN è come se non esistesse! E sai perché ci sono i raptus omicida, i raptus di gelosia e così via? Perché l’emisfero SN viene bypassato e non può fare assolutamente nulla, è totalmente impotente di fronte alla furia omicida degli istinti scatenati!

    Sai perchè le carceri sono strapiene di detenuti? Perché costoro hanno un emisfero SN impotente e infantile!
    *****

    Luigi
    Ripeto un esempio già fatto. Se una persona mi dice “Sono felice” con enfasi posso ritenere che è vero poiché il contenuto emotivo del tono di voce è congruo con il significato delle parole. Se invece la stessa persona mi dice “Sono felice” con tono sommesso e flebile posso ritenere che non è vero. Quindi il contenuto emotivo esaminato dall’emisfero destro non è congruo con il significato delle parole. Le parole sono le stesse in entrambi i casi. Però traggo conclusioni diverse. Puoi vedere che è fondamentale l’intervento dei due emisferi.
    *******

    Pasquale
    Sono perfettamente d’accordo, in condizioni ordinarie intervengono entrambi gli emisferi e avviene anche l’integrazione emisferica, ma solo in condizioni ordinarie!
    *******

    Luigi
    Un danno all’emisfero sinistro non mi farebbe comprendere le parole. Un danno all’emisfero destro non mi farebbe comprendere la tonalità emotiva. Quindi anche in questo caso non c’è lotta ma integrazione. Infatti più di cooperazione mi piace parlare di integrazione.
    ******

    Pasquale
    Quindi per te c’è sempre integrazione, anche quando c’è un danno a uno dei due emisferi? Sei sicuro di quello che hai scritto?
    *******

    Luigi
    Quindi ribadisco che il concetto di specializzazione non è sinonimo di lotta ma di integrazione poiché grazie a due modalità diverse di analisi otteniamo maggiori informazioni rispetto ad una determinata situazione.
    ********

    Pasquale
    La specializzazione dei due emisferi richiede appunto, come sintesi obbligatoria per il buon funzionamento del cervello e dell’intera persona, l’integrazione emisferica.

    Ma se c’è un danno a uno dei due emisferi – e il danno deve intendersi non solo di natura fisico-anatomica, di tua specifica pertinenza, ma anche come trauma, rimozione, blocco interiore, credenza limitante, e mettiamoci anche la grettezza mentale, una avidità perversa, un egoismo sfrenato, un odio feroce, che non sono più di pertinenza dei neurologi o degli psichiatri!-, l’integrazione avviene in maniera incompleta ed imperfetta!
    ********

    Luigi
    Quindi secondo me non siamo il frutto di una lotta interemisferica ma di un’integrazione. La specializzazione emisferica è un vantaggio evolutivo perché accresce la funzionalità del cervello aumentando le potenzialità cerebrali nella specie umana.
    *******

    Pasquale
    Sono perfettamente d’accordo con te che la specializzazione emisferica è un enorme vantaggio evolutivo, ma il guaio è che non è una cosa scontata e automatica come appare a te, per i motivi appena detti e che ora ribadisco: spesso l’emisfero sinistro è pochissimo sviluppato e la persona è totalmente succube dei suoi istinti e della sua scarsa consapevolezza!
    ********

    Luigi
    Io continuo a ritenere questo della lotta tra gli emisferi un mito. Quali sono i lavori da cui è partita questa concezione? Non riesco a trovare nessuna documentazione a riguardo. Ipotesi se ne possono esprimere però occorre almeno partire da un elemento dimostrato. Partendo da una scoperta, da uno studio si può proporre un’ipotesi che può anche diventare teoria se viene confermata.
    ********

    Pasquale
    Caro Luigi, mi stai dicendo che sono stato il primo a parlare di lotta tra i due emisferi? Grazie per il riconoscimento.

    Ho calcato la mano? Sono stato un po’ pittoresco? Non importa. L’importante è che ho reso bene l’idea dell’importanza della consapevolezza, dello sviluppo personale, della maturazione psicologica, di piuchepuoi…., ovvero dell’equilibrio tra tutti gli opposti compresi i due emisferi cerebrali.

    Senza un Io Cosciente forte, e quindi un emisfero sinistro bene sviluppato, l’integrazione emisferica non può avvenire perché gli istinti non possono essere tenuti a bada e l’inconscio o Sé Istintivo -che si esprime attraverso l’emisfero DX-schiaccia e annienta quello SN perché viene a mancare il bene più prezioso: la forza di volontà!

    E’ il caso di tantissimi adulti e genitori immaturi, infantili e depressi, che sono l’ombra di se stessi e che hanno una tremenda paura di vivere!

    Tantissimi saluti
    Pasquale

    Rispondi
  • Pasquale Foglia

    Caro Luigi,

    sono io a ringraziarti per la tua obiettività e onestà e la tua pazienza.

    Leggendo questo tuo ultimo commento credo che le mie argomentazioni sulla dialettica tra i due emisferi cerebrali trovino ampie conferme. E mi convinco sempre più di aver visto giusto nel parlare di lotta tra i due emisferi.

    Tu infatti parli di specializzazione emisferica e di prevalenza alternata, il che in fondo esprime con parole diverse lo stesso concetto.

    Certo le mie argomentazioni spesso originali e innovative sono soltanto ipotesi che sono il frutto di intuizioni e/o deduzioni logiche più o meno bene argomentate, e forse è per questo che i miei articoli piacciono a tanti lettori.

    Noi non dobbiamo attenerci “letteralmente” a ciò che dicono gli altri studiosi, ma anche cercare di metterci del nostro.

    Un abbraccio
    Pasquale

    Rispondi
    • luigi sardo

      Caro Pasquale,
      ti ringrazio per le tue parole.
      Credo che non mi sono espreesso bene.
      Ciò che ho illustrato dimostra invece proprio il contrario. Cioè che non c’è lotta emisferica. Anche perché non avrebbe alcun senso.
      Il concetto di specializzazione sta ad indicare che vi sono funzioni specifiche per ogni emisfero e questo è un potenziamento. L’alternanza di prevalenza indica solo che in una situazione può intervenire un emisfero e in un’altra l’altro emisfero.
      E questo non sta ad indicare un lotta ma un’integrazione. Ognuno svolge il compito per cui è specializzato oppure entrambi intervengono nello stesso compito secondo le loro qualità.
      Faccio un esempio medico banale. Se c’è un problema di stomaco interviene il gastroenterologo. Se un problema cardiaco interviene il cardiologo. Quindi la risoluzione del problema è affidata a chi è esperto di quel settore. Vi sono casi in cui è necessario l’intervento di due o più specialisti i quali integrano le loro conoscenze per la risoluzione del problema.
      Allo stesso modo a seconda di quale compito c’è da effettuare interviene l’emisfero specialista. E vi sono casi in cui intervengono entrambi. E non mi sembra che questa significa una lotta anzi una perfetta integrazione.
      Trovo molto interessante lo studio condotto al S. Lucia. In assenza di funzionalità dell’emisfero destro il soggetto non ha una visione globale. Quindi è necessario l’intervento di questo emisfero. Come dicevo il risultato finale è un’analisi effettuata da entrambi gli emisferi secondo le loro specializzazioni.
      Ritornando agli esempi che avevo fatto se deve eseguire un calcolo matematico interviene l’emisfero sn perché è specilizzato in questo. Quindi non c’è lotta. Se ascolto la musica interviene l’emisfero destro. Anche in questo caso non c’è nessuna lotta. Anzi ti dicevo che il musicista esperto ascolta anche con l’emisfero sinistro poiché analizza la musica. Quindi c’è un’integrazione di informazioni.
      Se ascolto una persona devono intervenire entrambi gli emisferi. Il sinistro esamina le parole e il significato. Il destro il contenuto globale ed emotivo. Quindi così abbiamo la comprensione completa di ciò che ci viene detto. E non c’è nessuna lotta.
      Ripeto un esempio già fatto. Se una persona mi dice “Sono felice” con enfasi posso ritenere che è vero poiché il contenuto emotivo del tono di voce è congruo con il significato delle parole. Se invece la stessa persona mi dice “Sono felice” con tono sommesso e flebile posso ritenere che non è vero. Quindi il contenuto emotivo esaminato dall’emisfero destro non è congruo con il significato delle parole. Le parole sono le stesse in entrambi i casi. Però traggo conclusioni diverse. Puoi vedere che è fondamentale l’intervento dei due emisferi. Un danno all’emisfero sinistro non mi farebbe comprendere le parole. Un danno all’emisfero destro non mi farebbe comprendere la tonalità emostiva. Quindi anche in questo caso non c’è lotta ma integrazione. Infatti più di cooperazione mi piace parlare di integrazione. Quindi ribadisco che il concetto di specializzazione non è sinonimo di lotta ma di integrazione poiché grazie a due modalità diverse di analisi otteniamo maggiori informazioni rispetto ad una determinata situazione.
      Quindi secondo me non siamo il frutto di una lotta interemisferica ma di un’integrazione. La specializzazione emisferica è un vantaggio evolutivo perché accresce la funzionalità del cervello aumentando le potenzialità cerebrali nella specie umana.
      Anche se poi il concetto di specializzazione non è solo esclusivo dell’uomo. Molti animali presentano come noi una diversità morfologica e funzionale degli emisferi. Studi su mammiferi e uccelli hanno mostrato che l’emisfero destro è deputato per l’elaborazione di mappe spaziali. Anche in noi l’emisfero sinistro ha un maggior ruolo nell’orientamento spaziale. Quindi la specializzazione rispecchia una caratteristica filogenetica ancestrale con massimo sviluppo nell’uomo.

      Ho trovato interessante la tesi della sottoressa Nadia Deromedi in cui effettua una disamina delle principali teorie a riguardo. Il titolo della tesi è: Dalle neuroscienze alla psicoanalisi: specializzazione emisferica e psicoanalisi bioniana a confronto.

      “Il discorso (la specializzazione emisferica) pur essendo complesso e ricco di sfumature, si è prestato a facili dicotomie che da sempre attraggono il pensiero occidentale. Il fascino di questo argomento infatti non ha colpito solo gli studiosi del campo, ma anche i “non addetti ai lavori”, tanto che facili descrizioni di “stile di vita da cervello destro o sinistro” e modi di dire, non sempre veritieri, ma molto intriganti sono stati proposti da giornalisti e divulgatori e hanno fatto sì che questo argomento entrasse a far parte della cultura comune, soprattutto in America…
      Gazzaniga, a questo proposito scrive come, nonostante i fraintendimenti popolari possano toccare gli scienziati, è bene lasciare che le cattive idee muoiano da sole e poi aggiunge, tra l’ironico e il pragmatico, il vantaggio che si può trarre dalla divulgazione…
      “nella scienza americana simili interferenze possono avere un effetto ben preciso sui finanziamenti per la ricerca” (Gazzaniga).
      E’ apparso fondamentale comunque, l’aspetto di cooperazione e integrazione tra emisferi, che sottende un’interazione necessaria e profonda tra le funzioni da questi processate. Di questo ne è un esempio la funzione del linguaggio, che sottende il buon funzionamento di entrambe le componenti nel dar luogo ad una comunicazione adeguata ed emozionante”.

      Quindi non riesco a vedere in ciò che ho scritto la lotta emisferica. La specializzazione emisferica significa che ogni emisfero svolge compiti specifici. E’ come l’esempio dello specialista. I problemi ci sarebbero se il gastroenterologo vuole occuparsi di cerdiologia. Riprendendo gli esempi che ho fatto se eseguo un calcolo matematico interviene l’emisfero destro che vuole effettuarlo? Se ascolto la musica interviene l’emisfero sinistro? E come si manifesta questa lotta? Sento un caos, non percepisco bene la musica? Se ascolto una persona dov’è la lotta se l’emisfero sinistro interpreta le parole e il destro il contenuto emotivo?

      Io continuo a ritenere questo della lotta tra gli emisferi un mito. Quali sono i lavori da cui è partita questa concezione? Non riesco a trovare nessuna documentazione a riguardo. Ipotesi se ne possono esprimere però occorre almeno partire da un elemento dimostrato. Partendo da una scoprta, da uno studio si può proporre un’ipotesi che può anche diventare teoria se viene confermata.

      Come ho già accennato nel precedente commento credo che seguire questa strada è molto più utile. Se nei percorsi di formazione che proponete l’obiettivo è l’equilibrio emisferico ma in realtà ciò non esiste si rischia di non avere risultati. Se invece, come dicevo, lo scopo è una modificazione stabile di circuiti neurali utilizzando proprio la specializzazione emisferica aumenta la possibilità di avere risultati poiché si basa su qualcosa di dimostrato.

      Tengo a precisare che il concetto di specializzazione non esula del considerare il funzionamento di ogni area cerebrale come il risultato di un’interazione costante con le altre aree. Tutto il cervello funziona grazie ad un costante flusso di migliaia di informazioni a livello intraemisferico ed interemisferico.
      Ecco perché non posso accettare l’idea di una netta separazione tra i due emisferi.
      Quindi ribadisco ancora che il funzionamento cerebrale è unico ed è il frutto delle interazioni che si stabiliscono tra le diverse aree. Lavorare partendo da questi presupposti penso che può essere più utile del preconcetto non dimostrato della lotta tra gli emisferi.
      Ancora grazie per la tua capacità di rendere le discussioni sempre più ricche e interessanti.

      Luigi

    • luigi sardo

      Caro Pasquale
      In riferimento alla mio incredulità rispetto alla lotta interemisferica ritenendola un mito voglio proporti un brano tratto da un’interessante relazione del Dr. Giuseppe Perrella Presidente di BrainMind&Life-Italia.

      “Da ipotesi formulate dal gruppo di ricerca di Roger Sperry -e poi dallo stesso superate- sono nati alla fine degli anni Sessanta dei “miti moderni” quali l’emisfero della creatività (destro) contrapposto a quello della razionalità (sinistro). Si è trattato di libere interpretazioni dei risultati del lavoro di questi studiosi -spesso opera di pedagogisti e di operatori dell’informazione- ma che ebbero un tale impatto culturale da indurre il cambiamento delle leggi del sistema scolastico della California per favorire lo sviluppo del “cervello destro” degli allievi della scuola primaria.
      La moda dei “due cervelli” si diffuse nei decenni successivi in tutto il mondo, trovando terreno fertile in un dualismo culturale ovunque presente, che sembrava non vedere l’ora di potersi giustificare sulla base di una dicotomia cerebrale e, dunque, naturale. Come accade per tutte le mode, la diffusione avvenne per una emulazione acritica ed istintiva, e così schiere di replicanti dell’interpretazione “libera” di alcuni dei risultati, hanno distorto e stravolto l’operato di questi studiosi in una ridicola caricatura in grado di fare presa sulle persone semplici o superficiali.
      Fiorirono centinaia di pubblicazioni più o meno tecniche sull’argomento, e alcune di esse, come quella dal titolo “Disegnare con la parte destra del cervello”, in Italia hanno ancora un buon mercato, nonostante che per oltre vent’anni i ricercatori abbiano smentito l’esistenza di un cervello destro, abile disegnatore, represso dal sinistro, freddo calcolatore.
      Le cose sono molto più complesse, e i documenti scritti e filmati degli esperimenti con i pazienti dal cervello diviso non cessano di affascinare e porre interrogativi. Oggi si dispone di metodiche di indagine molto più sensibili e specifiche di quelle dei decenni passati, ma molti ricercatori lamentano la mancanza fra loro di qualcuno che abbia la capacità di leggere costantemente la realtà naturale in termini di problema e di concepirne la soluzione mediante la stringente semplicità di una prova che obblighi la natura a dare una risposta netta ed inequivocabile, quella capacità che certo non mancava a Roger Sperry e che noi, comuni mortali, chiamiamo genio”.

      Mi sembra che in poche parole sia descritta l’essenza di ciò che da tempo cerco di descrivere. Inoltre ciò conferma anche il fatto che non trovo studi sulla contrapposizione emisferica a livello di riviste scientifiche accreditate. Sono pienamente d’accordo con queste parole e penso proprio che tale visione di netta separazione sia il risultato di studi non proprio scientifici. Infatti già in qualche articolo precedente avevo scritto che probabilmente questa netta dicotomia era il risultato di una cattiva interpretazione degli studi condotti su pazienti sottoposti a callosotomia.
      Devo dire che questa discussione diventa sempre più interessante e questo sempre grazie alla tua abilità di saper stimolare in maniera egregia.
      Carissimi saluti

      Luigi

  • Pasquale Foglia

    Caro Luigi,
    mi ha impressionato in modo particolare questo passaggio nel tuo messaggio:

    “E’ invece ampiamente dimostrata la specializzazione emisferica e anche l’alternanza di prevalenza”.

    Vorrei chiederti se, in base ai tuoi studi di medicina psichiatrica, ti risulti quanto riportato in tutti i testi di psicologia e cioè il fatto che l’emisfero DX è analogico, irrazionale, creativo, intuitivo e sintetico, mentre quello SN è logico, razionale, analitico, cognitivo, ecc.

    Cari saluti
    Pasquale

    Rispondi
    • luigi sardo

      Carissimo Pasquale,
      certo che nei testi scientifici si parla delle funzioni emisferiche come tu dici. Le ho anche descritte in diversi articoli. Io aggiungerei che l’emisfero destro è anche globale nel senso che dà una visione globale.
      Ed è proprio per queste funzioni che si parla di specializzazione emisferica.
      La novità è proprio questa. Si sta abbandonando il concetto di dominanza emisferica e questo rappresenta un passo avanti. Un arricchimento delle capacità del nostro cervello.
      A conferma di ciò ho già descritto gli studi effettuati presso il S. Lucia di Roma. Mostrando a soggetti con lesioni all’emisfero destro un grande cerchio formato da tanti piccoli cerchi si è notato che tali persone non sono in grado di vedere il cerchio grande mentre descrivono i piccoli cerchi. Quando veniva mostrata una grande lettera H formata da tante piccole S i soggetti vedevano le S ma non la H grande. Questo studio conferma che l’emisfero dx dà una percezione globale mentre il sinistro analizza i singoli aspetti. Quindi in presenza di un danno all’emisfero destro viene a mancare la percezione globale.
      Quindi è uno studio che conferma ciò che ho sempre pensato. Che il risultato finale è un’analisi effettuata da entrambi gli emisferi secondo le loro specializzazioni.
      Certo che l’emisfero destro è creativo. Ti riporto un altro studio in cui, grazie alla Risonanza Magnetica Funzionale, si è visto che nei soggetti poco creativi in presenza di un compito già appreso si verifica solo un’attivazione del lobo frontale sinistro. Nei soggetti creativi c’è contemporaneamente un’attivazione del lobo frontale destro. Questo significa che un soggetto creativo, pur in presenza di un compito conosciuto, cerca anche nuove soluzioni.
      Nell’ultimo articolo che ho scritto” Inconscio e specializzazione emisferica” ho inserito un’immagine che evidenzia l’attivazione degli emisferi nel corso di apprendimento di un compito in cui si vede chiaramente un’iniziale attivazione destra seguita da un’attivazione di entrambi gli emisferi ed alla fine solo a sinistra. Si vede chiaramente il passaggio di informazioni tra i due emisferi.
      Ecco quindi l’alternanza di prevalenza. A tale scopo ti riporto la descrizione che si può trovare nel Trattato Italiano di Psichiatria: <>
      Puoi vedere che proprio il Trattato di Psichiatria introduce il concetto di alternanza di prevalenza.
      È descritto anche il ruolo dei due emisferi (viene mantenuta la distinzione dominante-non dominate per ragioni storiche): <>.
      In questo ottica quindi non si parla di contrasti ma semplicemente di funzioni specifiche di ogni emisfero che si integrano tra di loro.
      Se eseguo un calcolo matematico c’è un’attivazione sinistra in particolare del lobo parietale sn. Un danno in questa sede provoca infatti acalculia. La musica la ascolto con l’emisfero destro. Un musicista è in grado di ascoltarla anche con l’emisfero sinistro poiché analizza gli aspetti del brano musicale come ritmo, accordi, tempi, ecc.
      Se ascolto una persona mentre parla l’emisfero sinistro analizza le singole parole e il significato mentre l’emisfero destro analizza il tono di voce e il contenuto emotivo. Infatti l’emisfero destro è responsabile della prosodia di un discorso cioè della tonalità e contenuto emotivo. Un danno all’emisfero destro può provocare assenza di prosodia e quindi una voce monotona senza inflessioni ed inoltre incapacità a comprendere il contenuto emotivo di un discorso ed il significato globale. Man mano che ascolto una persona io non solo percepisco le singole parole ma do un significato globale a tutto il discorso. Tale significato globale è fornito dall’emisfero destro.
      Se guardo un quadro lo vedo con l’emisfero destro poiché in un attimo ho la visione globale di ciò che rappresenta. Se poi voglio esaminarlo più attentamente interviene l’emisfero sn e valuta colori, tonalità, chiaroscuri ecc. cioè le singole caratteristiche.
      Ecco quindi il concetto di alternanza di prevalenza a seconda delle situazioni.
      Come puoi vedere non c’è nessun contrasto con quello che sostengo anche perché ciò che dico si collega sempre agli studi effettuati ed inoltre le nuove scoperte mi chiariscono sempre più ciò che osserva nella pratica clinica.
      Ho riportato anche un ultimo studio pubblicato su Science in cui si vede che nella risoluzione di un compito si attivano entrambi gli emisferi mentre nella risoluzione di due compiti ogni emisferi si assume l’impegno.
      Quindi il fatto che l’emisfero sinistro sia logico, razionale mentre il destro sia olistico, creativo, ecc. non è una limitazione ma è un arricchimento. Una stessa cosa viene analizzata con due modalità diverse e quindi un’analisi più approfondita ed inoltre a seconda della situazione interviene ora l’uno ora l’altro. Quindi un ulteriore dimostrazione della grandezza del nostro cervello.
      Puoi verificare che tutto ciò che descrivo nei miei articoli si basa sempre su studi effettuati e in alcuni casi ho riportato la fonte. Questa nuova visione non più di dominanza ma di specializzazione emisferica è proprio il risultato di tali studi.
      Tutto ciò mette sempre più in luce le grandi capacità del cervello umano. Il concetto di specializzazione accresce quindi le potenzialità cerebrali e fornisce una visione molto più dinamica del cervello e delle sue capacità, mentre trovo estremamente riduttiva la visione di un emisfero irrazionale e incontrollabile e di un altro emisfero che deve controllare l’amico. Quindi abbiamo ora una visione molto più dinamica basata su interazioni verticali (cortico-sottocorticali) ed orizzontali (destro-sinistro).
      I concetti di specializzazione emisferica, di alternanza di prevalenza uniti alla grande scoperta della neuroplasticità accrescono le possibilità di intervento nel settore della crescita personale. Le informazioni, gli stimoli, le indicazione fornite da voi formatori se sono capaci di coinvolgere entrambi gli emisferi hanno certamente un efficacia maggiore e possono avere un ruolo più incisivo nella modificazione in senso migliorativo di circuiti neuronali e nel loro rafforzamento.
      Penso proprio che in virtù di tali scoperte voi formatori avete a disposizione un’arma in più. Proprio in virtù della specializzazione emisferica e dell’alternanza di prevalenza il vostro messaggio può quindi agire, a seconda delle caratteristiche, inizialmente su un emisfero con successivo coinvolgimento dell’altro e su entrambi poiché in grado di stimolare la capacità immediata e globale dell’emisfero destro e la capacità analitica dell’emisfero sinistro.
      Quindi partendo dalla visione di un cervello dinamico, con interazioni continue tra le varie parti, di un cervello che può modificare continuamente se stesso si accrescono le vostre possibilità di intervento.
      Ti ringrazio sempre tanto per questi scambi così coinvolgenti.

  • Pasquale Foglia

    Caro Luigi,
    i nostri studi divergono a 180°! La mia risposta la puoi trovare nel seguente articolo:

    http://www.quasifacile.com/istinto/pasquale-foglia-1/.

    Buona domenica.
    Pasquale

    Rispondi
  • Pasquale Foglia

    Caro Luigi,
    la mia risposta la trovi sotto forma di articolo al link seguente. http://www.quasifacile.com/istinto/pasquale-foglia-1/.
    Cordiali saluti
    Pasquale

    Rispondi
  • pasquale

    Caro Luigi,
    ti sono grato per il tempo e lo studio che mi stai dedicando, che mi dà la possibilità di illustrare meglio le mie intuizioni, alcune delle quali tu hai interpretato alla lettera e senza molta ponderazione.

    Per esempio, è ovvio che i due emisferi cooperano in larga massima tra di loro attraverso il corpo calloso, ma la sintonia perfetta tra di loro è per lo più una chimera che soltanto i saggi trasformano in realtà.

    Se i due emisferi cooperassero alla perfezione il mondo sarebbe molto più armonioso e splendido e scomparirebbero i vizi e il male che le persone immature si fanno. Non sei d’accordo anche tu?

    A proposito, cosa si intende per persona immatura?

    Mi fermo qui, ma per le ragioni che sai, il dibattito pubblico che tu mi hai correttamente proposto può avvenire soltanto su FB. Pertanto, se sei d’accordo, ti consiglio di inviare questo tuo articolo su Facebook!
    Carissimi saluti.
    P. Foglia

    Rispondi
    • luigi sardo

      Caro Pasquale
      io ho compreso le tue parole e le ho anche ponderate. Però se parliamo di funzioni cerebrali dobbiamo necessariamente attenerci a quelle che sono le conoscenze scientifiche allo stato attuale.
      Noi dobbiamo partire dal presupposto che il cervello è unico. La suddivisione in emisferi, lobi, aree ha solo un ruolo descrittivo e localizzatorio. In questo discorso rientra anche la suddivisione in due emisferi che è una suddivisione anatomica ma non funzionale ed inoltre non risultano funzioni cerebrali discordanti.
      Il concetto di saggezza può essere molto relativo e può essere valutato da diversi punti di vista (filosofico, psicologico, neurofisiologico, ecc.) ma certamente non c’è alcuna evidenza che sia connessa alla sintonia emisferica.
      Per quanto riguarda le funzioni cerebrali occorre sempre collegarsi agli studi effettuati da specialisti i cui risultati sono pubblicati su riviste scientifiche internazionali.
      Con questo voglio dire che allo stato attuale non esiste alcuna evidenza sperimentale della cosiddetta sintonia emisferica.
      Cosa si intende per sintonia emisferica prima di tutto? Non possiamo considerare il cervello come due entità separate che devono mettersi d’accordo.
      In cosa consiste questa sintonia emisferica? Ho cercato su tante riviste scientifiche, tramite motori di ricerca quali PubMed in cui sono indicizzati tutti i lavori internazionali ma non ho trovato nessuna pubblicazione a riguardo.
      Quindi quali sono gli studi che evidenziano il ruolo della sintonia emisferica? Ridurre tutto a questo aspetto significa negare tutta la psichiatria, la psicologia, gli studi che sono sempre in corso.

      Per immaturità possiamo dare qualsiasi definizione. Immatura può essere una persona che non si assume responsabilità, incapace di riconoscere gli errori, una persona che si ritiene infallibile. Una persona che non è capace di valutare le conseguenze delle sue azioni. Immatura è una persona che si lancia in qualsiasi cosa senza prima aver effettuato un’analisi accurata e quindi potendo rischiare di trovarsi rovinata (acquisti non ponderati, investimenti senza esperienza e senza una guida valida, ecc.).

      Possiamo trovare quante definizioni vogliamo ma certamente la causa non è la mancanza di sintonia tra i due emisferi.
      Anzi tutto il cervello è orientato verso tali comportamenti.
      Inoltre è da considerare il ruolo del piacere. I vizi sono comportamenti appresi e non innati. Il vizio del fumo non è innato. Si inizia a fumare osservando gli altri, per imitazione, per curiosità e tale comportamento dà piacere poichè è legato all’effetto della nicotina.
      Già in psichiatria si riconosce il fatto che non esiste una vera dominanza emisferica ma un emisfero prevale sull’altro a seconda della situazione.
      E’ possibile che molti problemi siano connessi all’immaturità e ai vizi ma questi non sono certamente l’espressione di una mancanza di sintonia tra gli emisferi.
      Tornando al discorso della sintonia emisferica in che modo si può valutare? Quale sono i segni di una sintonia interemisferica?
      Una persona felice e soddisfatta? E’ qual’è la prova che alla base c’è la sintonia emisferica? Qual’è lo studio condotto che ha mostrato che in una tale persona c’è un sincronismo emisferico? Oggi con le tecniche di neuroradiologia è possibile vedere direttamente il cervello mentre compie delle attività. E quali sono quindi le ricerche condotte eventualmente con tali metodiche? E se non ce ne sono, ripeto, qual’è la prova che il senso di soddisfazione, di gratificazione, l’autostima, la maturità ecc., siano legati alla sintonia emisferica?
      Io personalmente allo stato delle cose vedo il discorso della sintonia emisferica un pò come un mito. Il tutto non è supportato da prove scientifiche valide.
      Credo che parlando di funzionamento del cervello sia d’obbligo attenersi a quelle che sono le conoscenze scientifiche. Riportare risultati di lavori pubblicati e caratterizzati da dati verificabili e ripetibili.
      E’ possibile esprimere una propria ipotesi o quella di uno studioso ma bisogna specificare che si tratta di un’ipotesi non ancora dimostrata.
      E la sincronia emisferica non è stata ancora dimostrata. E’ invece ampiamente dimostrata la specializzazione emisferica e anche l’alternanza di prevalenza.
      Quindi che la causa dei problemi sia la mancanza di cooperazione emisferica ad oggi non ha alcun substrato scientifico dimostrabile.
      Quindi al momento non abbiamo dati in merito. Ripeto che non ho trovato lavori accreditati a riguardo. Se esistono studi pubblicati su riviste scientifiche su questo tema sarò ben felice di studiarle.
      Quindi in conclusione voglio dire che le problematiche di un individuo non sono legate alla mancanza di sintonia emisferica ma a fattori connessi a una strutturazione che può essere dovuta a pensieri limitanti, a paure, ad esperienze negative o anche a fattori esterni che non hanno alcun legame con la personalità.
      Quindi ogni persona rappresenta sempre una storia a sè. Vi sono dei meccanismi legati al vissuto di un soggetto. E’ certo però che, allo stato delle conoscenze scientifiche, la causa non è la mancanza di coordinazione emisferica.

      Ti ringrazio tanto dei tuoi interventi che stimolano sempre discussioni interessanti.

      Alla prossima

      Luigi

  • Pasquale Foglia

    Caro Luigi,
    su questo sito al massimo posso rispondere ai messaggi, ma non posso pubblicare nuovi articoli perché sono stato sospeso da novembre 2009, tant’è che la terza parte dell’articolo al quale ti riferisci l’ho dovuta pubblicare, mio malgrado, sulla vecchia rubrica. Pertanto lo scambio di idee può avvenire soltanto in privato.
    Cari saluti
    Pasquale

    Rispondi

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