Quel che trovo incredibilmente bello della vita è la possibilità di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Semplicemente osservando quel che si fa.

Mi piace camminare in montagna e avevo deciso per una passeggiata, rilassante, nel verde. Percorrevo un sentiero che non conoscevo e mi stavo innalzando. La meta era la vetta di una montagna solitaria di 1600 metri.

Tutto molto facile e forte motivazione in me  per giungere ad un punto dove la vista permette di spaziare sui monti e sulle valli parecchio distanti. Curiosità, interesse e voglia di vedere qualcosa di nuovo. Da un punto di vista diverso. Dall’alto.

In cima, panorama affascinante e inatteso. Mi sono riempito gli occhi, ma è stato scendendo che ho arricchito il cuore. Mentre camminiamo infatti lo sguardo può prendere direzioni diverse. Prova pensarci: possiamo guardare a terra, davanti a noi, in alto o attorno a noi. In genere guardiamo dietro raramente e capita per caso o solo quando un tornante ci porta in bella vista la strada percorsa. A quel punto però è più un guardare sotto che dietro.

Osservavo che percorrendo un sentiero possiamo guardare a terra: questo ci permette di fare attenzione a dove appoggiamo i piedi. Atteggiamento prudente che evita non solo di scivolare, ma anche di prevenire incontri spiacevoli. Non penso solo agli escrementi di mucche o capre: bisce e vipere possono ben essere sul sentiero pietroso a scaldarsi al sole. Non c’è da temere, perché il rumore solitamente le fa allontanare per tempo. Sai, pestarle tuttavia inavvertitamente non è una bella esperienza. Dunque, se guardi per terra vai sul sicuro. Della serie, le precauzioni non sono mai troppo.

Avere invece lo sguardo dritto avanti ti permette di dominare il sentiero: è come se tu lo aggredissi con la disinvoltura di chi sa dove sta andando. E passo dopo passo ci va risoluto. Andatura da homo erectus che fissa quel che ha davanti ed è spedito verso la meta che già si disegna nella sua mente.

Camminare a testa alta non è in questo caso sinonimo di fierezza, bensì di contemplazione. Guardi in alto, interessato più al colore del cielo, alle forme delle nubi, agli uccelli che al percorso e alla meta. Guardi all’ in su non tanto a scrutare, ma ad ammirare qualcosa che sul soffitto di casa normalmente non vedi. Ampiezza e luce, altezza e volo. Splendida emozione.

Ci si inframmezzano anche parecchi sguardi a desta e a sinistra, attirati ora da un insetto, da un cespuglio di  fiori, ora da un sasso che rotola, da un albero sradicato, dalla semplice voglia di vedere dove stiamo passando.

Ogni tipo e ogni direzione dello sguardo ha i suoi vantaggi e sarebbe limitante dire quale sia da preferire. Prudenza, determinazione, contemplazione sono qualità di certo in sé positive anche se talvolta non hanno una convivenza semplice proprio per le loro diverse inclinazioni.

Mi sono osservato e ho guardato coloro che incontravo. Mi sono fatto questa idea: qualunque tipo di sguardo tu prediliga, sceglilo consapevolmente. Se anche hai una preferenza, non limitarti però a quella e arricchiscila di nuove prospettive. Soprattutto non lasciarti condizionare da paure e preoccupazioni: mentre cammini divertiti a farlo  e guarda liberamente ovunque. La visione periferica ti mantiene centrato e signore della tua strada.

Pensa alla meta, ma gustati ogni momento del percorso per raggiungerla: gioisci per la terra che hai sotto i piedi, sii felice per quel che vedi davanti a te, esulta per la luce infinita che ti viene dall’altro. Ringrazia per ogni cosa che si fa incontro intorno a te.

Guarda con fiducia sotto, davanti e sopra. Osserva attorno.

Qualche volta però fermati un attimo e guarda… dentro.

Namaste.

1 Commento

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  • Stefano

    Ciao Mauro,
    ottimo modo di vedere le cose (tanto per stare in tema!). Condivido pienamente quello che scrivi, anche perchè personalmente mi ritrovo a puntare obiettivi forse un pò troppo ambiziosi e quindi se non mi fermassi a “guardare anche la terra che ho sotto i piedi” non mi accorgerei dei grandi passi già fatti e dei risultati parziali raggiunti e mi sentirei demotivato a raggiungere la meta prefissata poiché all’apparenza troppo lontana.
    Ciao, Stefano

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