Mancano 10 giorni al Natale e da circa un mese la gente è come di consueto avvolta dalla magica atmosfera che precede questo evento.

A Natale bisogna essere più buoni, comportarsi bene, sentirsi più felici, dare di più del solito… ma perché? Perché aspettare questo periodo per voler migliorare qualcosa, in se stessi o nelle relazioni con gli altri?

Sarà forse il periodo di vacanza, sarà la spiritualità cristiana legata alla nascita di Gesù, sarà il fare o ricevere regali, sarà tutto questo… e invece per me non è altro che aria fritta in confronto a quello che possiamo scegliere di VIVERE ogni singolo giorno dell’anno, in assoluta pace e armonia.

Muovere critiche, giudizi affrettati su chi o cosa non si conosce, disprezzare persone che si comportano male (parlo non solo di casi estremi quali violenze e omicidi) e poi a Natale, come per magia, stiamo attenti a tutto quello che diciamo, cerchiamo di volerci bene l’un l’altro e passata l’epifania… puff, svanisce tutto! Tutte le feste porta via dice il proverbio, ma perché dobbiamo permetterle di portar via anche la felicità e l’allegria?

Che senso ha… ci hai mai riflettuto? Io sì, spesso e malvolentieri, a volte mi sembra di essere una meteora nel paradiso terreno in cui alberi addobbati, presepi, dolcetti e regali si intrecciano tra persone che magari non si vedono o si sentono da mesi o che, fino all’altro giorno, magari si insultavano in ufficio o sparlavano del collega di turno. Arriva la vigilia e tutti che si scambiano baci, abbracci, auguri… ma auguri di che?

Perdona il tono provocatorio – non rientra nei miei standard e nella filosofia di questo portale – ma quello che voglio trasmettere in questo articolo non è un semplice sfogo di un (quasi) trentaquattrenne, quanto un modo per acquisire consapevolezza nella delicata arte del contribuire.

Strettamente legata all’etimologia della parola con-tribuire (dare un tributo) è l’arte di donare, particolarmente sentita in questo periodo e troppo spesso messa in disparte nel resto dell’anno!!!

In questo ultimo articolo che chiude il ciclo di 7 post estrapolati dal mio corso multimediale “Il Siero della Felicità”, voglio proprio parlarti del bisogno di contributo.

Secondo me questo bisogno dell’uomo moderno è un qualcosa che abbiamo insito sin da piccoli, come Gesù o qualsiasi altro grande Maestro di Saggezza – da Papa Wojityla a Madre Teresa di Calcutta, da Gandhi a Siddharta Gautama – poiché sappiamo che ognuno di noi ha dentro di sé qualcosa di divino da offrire agli altri e che sente il bisogno impellente di far emergere, prima o poi, nell’arco della vita.

C’è chi fa volontariato, chi rispetta l’ambiente, chi aiuta i meno fortunati, chi dona denaro mi auguro non solo per togliersi un peso dalla coscenza inviando sms all’associazione di turno promossa in TV…

Io, nonostante sia sospinto da tempo da questo desiderio irrefrenabile di aiutare il prossimo, sono sincero, attualmente non faccio nulla di tutto questo. Preferisco riversare il mio contributo (energie, tempo e denaro) alla felicità della mia famiglia.

Ho bei ricordi dei piccoli grandi contributi dati in certi periodi della mia vita: dall’associazione Apeiron in favore di donne e bambini nepalesi all’AISM di Brescia, dall’insegnare Karate a portatori di handicap al fare piccole donazioni per enti no-profit. Non ho mai lavorato direttamente sul campo, ma sono sempre partito dal presupposto che ognuno deve fare non solo ciò che può (a livello economico, di tempo ed energie) ma soprattutto ciò che sente di fare.

Prima di aiutare gli altri ritengo sia importante aiutare se stessi e chi ci sta strettamente vicino.

Dopo aver aiutato me stesso a raggiungere quello stato di serenità e felicità a lungo cercato, sono passato all’aiutare la mia famiglia allo scopo di farla crescere in uno stato di assoluta pace e armonia, non solo nel periodo di Natale…

Per carità, è bello creare qualcosa di speciale tutti insieme (nel mio caso ho fatto solo l’albero perché temo mia figlia Anna possa mangiarsi le statuine del presepio :-) ma resto sulle mie per quanto riguarda i regali… li faccio quando sento il bisogno di farli, punto.

Trovano ampio spazio in questo puro piacere di dare agli altri, i miei allievi di arti marziali e le studentesse di difesa femminile, nonché i lettori dei miei ebook, del mio blog Coaching-benessere.it e di Piuchepuoi.it… altrimenti non sarei qui a dire quello che sto dicendo ora.

Voglio salutarti in questo 2010 ormai agli sgoccioli attraverso un piccolo dono, sono certo che con-tribuirà alla tua felicità! Condividilo con altre persone, in qualsiasi modo, sarà un dono davvero speciale.

Ecco gli 8 modi “hit” che accompagnano la mia serenità quotidiana:

  1. Prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto
  2. Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte
  3. Scopri una sorgente, fai bagnare chi vive nel fango
  4. Prendi il coraggio, mettilo nell’animo di chi non sa lottare
  5. Scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla
  6. Prendi la speranza e vivi nella sua luce
  7. Prendi la bontà e donala a chi non sa donare
  8. Scopri l’amore e fallo conoscere al mondo

(Mahatma Gandhi)

Buon Natale e felice OGNI GIORNO dell’anno nuovo!

2 Commenti

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  • stefano bresciani

    Grazie Jessica del commento, sempre mooooolto apprezzato e sincero, lo si legge tra le righe!

    Gandhi è per me un maestro di saggezza dei tempi moderni, come Madre Teresa e pochissimi altri.

    a stasera per “festeggiare” il mio compleanno senza regali mi raccomando :-)

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  • Jessica

    Che dire, Stefano… non posso far altro che darti ragione!
    Sono anch’io favorevole al “dare il meglio di sè ogni giorno”, e non solo quando ci si sente in dovere di farlo (eh beh, lo fanno tutti, lo faccio anch’io!).
    Meravigliose le parole di Gandhi. E meraviglioso l’articolo, come sempre :)
    A presto, un bacio.

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