Il nostro cervello è costituito da due emisferi collegati fra loro mediante un grosso fascio denominato corpo calloso, composto da milioni di fibre nervose.

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Alcune funzioni sono comuni ai due emisferi, altre sono specifiche per ogni emisfero.

Il principale compito consiste nel controllo della metà opposta del corpo. Quindi l’emisfero sinistro controlla la metà destra e il destro quella sinistra. L’area motoria invia i comandi per il movimento ai muscoli localizzati nella metà somatica opposta. Anche le aree della sensibilità sono così strutturate. Tutte le sensazioni che provengono dalla metà destra del corpo raggiungono l’area somatosensitiva sinistra e viceversa. Questo vale anche per la vista. Le vie visive sono strutturate in maniera tale che l’emicampo visivo di destra viene proiettato all’area visiva primaria del lobo occipitale sinistro mentre tutto l’emicampo visivo sinistro è proiettato all’area visiva destra. Chiaramente tale distribuzione vale anche per gli stimoli acustici.

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Nello sviluppo evolutivo degli animali fino ad arrivare all’uomo si è arrivati ad una maggiore estensione dei lobi frontali, sede dei processi cognitivi, e ad una specializzazione emisferica. Infatti nell’uomo si sono create le aree del linguaggio che sono localizzate nell’emisfero sinistro.

Per molto tempo però non sono state chiare quali erano le facoltà specifiche dei due emisferi.

Le prime scoperte
Nell’ormai lontano 1864 il neurologo francese Paul Broca si rese conto, per la prima volta, che parliamo e comprendiamo il significato delle parole grazie all’emisfero sinistro: nelle maggior parte delle persone i centri del linguaggio sono infatti localizzati a sinistra cosicché i danni che colpiscono questo emisfero comportano la perdita della capacità di articolare o comprendere la parola, parlata o scritta che sia.

In seguito agli studi di Broca e del suo collega tedesco Carl Wernicke l’emisfero sinistro è stato quindi definito “dominante” in quanto esso sarebbe al centro di una delle più importanti attività della mente umana, il linguaggio appunto.

E l’emisfero di destra? Per lunghi anni la metà destra del nostro cervello è stata, se non disprezzata, considerata come un’entità di second’ordine, meno nobile, evoluta e importante di quella sinistra che non è soltanto responsabile delle attività linguistiche ma anche di ogni forma di logica consequenziale, basata sull’analisi passo-passo della realtà, sul ragionamento di tipo matematico e via dicendo.

Cervello diviso

Importanti informazioni sono state ottenute dallo studio di persone a cui era stata effettuata la sezione del corpo calloso, il ponte di fibre che unisce i due emisferi, per forme di epilessia intrattabile allo scopo di impedire la diffusione delle crisi da una parte all’altra e quindi l’intensità.

Ad una persona che era stata sottoposta a questo tipo di intervento, fu mostrata, con una particolare tecnica in modo che fosse analizzata solo dall’emisfero destro, l’immagine di un nudo. La persona disse di non aver visto nulla in quanto il centro del linguaggio, situato a sinistra, non aveva ricevuto nessuna informazione sull’immagine erotica “vista” dall’emisfero destro, eppure, malgrado l’impossibilità di definire linguisticamente e di essere conscio dell’immagine osservata, arrossì visibilmente, segno che l’emisfero destro aveva analizzato l’immagine e comunicato l’emozione ai centri vegetativi che dilatano i capillari sanguigni della faccia facendoci arrossire.

(In ragione dei problemi che questi pazienti possono presentare, oggi non si pratica più la sezione completa del corpo calloso (callosotomia) ma, se è necessario, ci si limita a sezionare solo i 2/3 anteriori al massimo. Si è visto che in questo modo non si verificano gli effetti della disconnessione completa).

Da tali studi si è giunti alla conclusione che l’emisfero sinistro è specializzato nelle funzioni linguistiche, nell’astrazione e nella percezione e rappresentazione del mondo circostante. È la mente cosciente sede dell’Io, quindi possiede la conoscenza del (percezioni di noi e degli altri) e il concetto di spazio-tempo. Si sente un Io separato, analizza le informazioni in modo razionale, si esprime mediante la scrittura, le parole e l’uso di un linguaggio logico matematico.

L’emisfero destro è specializzato nella percezione di figure, strutture e contesti nella loro globalità. È la sede dell’inconscio, usa un linguaggio fatto di immagini e per questo evocativo. In altri termini è il linguaggio dei sogni, immaginativo e persuasivo, fa uso di aforismi, aneddoti, metafore, prescrizioni comportamentali, ecc. E’ quindi sognatore, simbolico, affettivo e si sente parte di un tutto. Elabora le informazioni in modo intuitivo e immediato, possiede un linguaggio assai povero. Non possiede il concetto di spazio-tempo. E’ capace di giudizi percettivi rapidi, del tipo scappa o attacca.

Da tali concetti sembra quasi che in noi coesistono due cervelli o addirittura due personalità. Il “freddo” emisfero sinistro e il “caldo” emisfero destro. Rigido, logico, razionale il primo. Fantasioso, creativo e intuitivo il secondo.

Si ritiene che gli aspetti “positivi” dell’emisfero sinistro però sono quelli di aver pianificato la società umana con modelli collettivi, ripetitivi in tutti gli ambiti della vita sociale. Ciò ha favorito la distribuzione planetaria delle conoscenze raggiunte dall’evoluzione umana, dando vita, inoltre, alla tecnologia che produce strumenti in grado di potenziare le possibilità operative e percettive dell’emisfero sinistro.

Io non sono molto d’accordo su queste rigide schematizzazioni. Io sostengo che bisogna considerare il cervello nella sua interezza.  Affermo sempre che noi siamo il nostro cervello. Noi siamo il risultato di tutta l’attività cerebrale. Come dicevo nel precedente articolo (Cervello: Come funziona) le suddivisioni in aree cerebrali sono tutte distinzioni che ci aiutano a descrivere il cervello. La realtà è però che tutte funzionano all’unisono in un concerto quasi sempre eseguito alla perfezione.

Le nostre percezioni, sensazioni, elaborazioni sono il risultato dell’attività di entrambi gli emisferi. Ciascuno ha il suo ruolo nel conferire specifiche caratteristiche ed alla fine noi abbiamo coscienza del risultato finale del lavoro di entrambi.

Si ritiene che l’emisfero destro sia maggiormente connesso con le emozioni. Però è dimostrato che l’emisfero cerebrale destro è dominante per le emozioni negative, mentre l’emisfero di sinistra per quelle positive. Quando l’emisfero destro è danneggiato i pazienti hanno accesso solo alle emozioni positive, all’opposto i pazienti con lesioni all’emisfero sinistro sarebbero più inclini a soffrire di depressione.

Può sembrare un controsenso che l’emisfero sinistro logico e razionale elabori le emozioni positive mentre l’emisfero destro creativo intervenga nelle emozioni negative. E allora? Questo sta a significare che non possiamo limitarci a considerare le singole aree. Il funzionamento del cervello è globale non a settori. E’ il cervello nel suo insieme che contribuisce a creare il nostro sè. Il cervello è molto più che la somma delle sue parti.

Continua nel prossimo articolo…

4 Commenti

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  • massimo sardo

    caro luigi,come sempre interessato ai tuoi bei articoli che ci fanno capire che spesso le nostre apparenti contraddizioni fanno parte di noi ,della nostra natura umana.Saper che incertezze d,ubbi,non saper decidere è parte della nostra fisiologia di uomini può darci serenità e accettazzione di noi stessi.
    Sto diventando grazie a te un cultore della materia e mi auguro di parlare con te da vicino di questi temi ed avere uno scambio sicuramente interessante per entrambi
    ti abbraccio con affetto e stima
    massimo

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    • luigi sardo

      Caro Massimo,
      è sempre un grande piacere trovare un tuo commento. Le tue parole mi colmano di gratificazione e spero tanto anch’io di poterti incontrare al più presto per discutere da vicino. Riguardo le informazioni che mi chiedevi puoi trovare la risposta al tuo commento nel mio blog.
      A presto
      Luigi

  • giuseppe arena

    La mente degli esseri umani ha delle proprietà meravigliose da cui dipendono tutte le realizzazioni interiori ed esteriori.
    Grazie
    Giuseppe ARena

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    • luigi sardo

      Ciao Giuseppe
      e grazie per il tuo commento.
      In poche parole hai centrato in pieno l’essenza di tutti
      gli articoli che scrivo: le grandi potenzialità del cervello umano.
      La conoscenza e la consapevolezza di tali potenzialità
      può portare relamente, come tu dici, alla piena realizzazione di sè.
      Complimenti per il tuo pensiero breve ma molto incisivo
      A presto

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