Riprendiamo il discorso sull’attività degli emisferi cerebrali e sulla comprensione del risultato globale.

Per valutare meglio il concetto del funzionamento sincrono e simultaneo dei due emisferi consideriamo gli studi condotti su pazienti con lesioni all’emisfero destro.

Due ricercatori dell’Istituto S. Lucia di Roma, Fabrizio Doricchi e Chiara Incoccia, hanno studiato come si comporta l’emisfero sinistro quando l’emisfero destro è in uno stato di “eclissi” a causa di una lesione indotta da un ictus.

Gli studiosi del S. Lucia hanno mostrato a una persona colpita da una lesione dell’emisfero destro un grande cerchio formato da tanti piccoli cerchietti: l’emisfero di sinistra non è stato in grado di percepire il disegno nella sua globalità e di riferire cosa aveva visto, anche se la persona era in grado di individuare, e a richiesta di cancellare uno a uno tutti i cerchietti.

Non si trattava quindi di un caso di cecità “centrale”, cioè dell’incapacità di concepire il messaggio visivo, ma di incomprensione della sua struttura globale: il grande cerchio veniva “esplorato” nei suoi dettagli con la logica puntigliosa dell’emisfero sinistro ma, in mancanza dell’emisfero destro, questa passione per i dettagli si dimostrava una specie di trappola in quanto mancava la percezione globale del messaggio, cioè la visione d’insieme. La prova ulteriore dei limiti dell’emisfero sinistro è stata quando al paziente veniva mostrata una grande lettera “H” disegnata da tante piccole “S”: la persona colpita dal danno alla metà destra percepiva soltanto le piccole lettere “S”, non il messaggio globale, la lettera “H”.

I risultati del test indicano che il ruolo dell’emisfero destro è tutt’altro che secondario, e non solo nella percezione d’insieme dei messaggi visivi. Numerose forme di comunicazione si basano su una comprensione globale del messaggio e sulle sue valenze emotive: i danni dell’emisfero destro possono riflettersi negativamente sull’espressione linguistica in quanto vengono a mancare l’intonazione e l’enfasi della voce, che diventa piatta e priva di espressione come se fosse sintetizzata dal computer, e si può verificare una riduzione della comprensione globale di un testo scritto o parlato che viene percepito a piccoli blocchi e non nell’insieme.

Quindi ascoltando un discorso l’emisfero sinistro comprende il significato delle frasi mentre l’emisfero destro coglie l’aspetto emotivo e il significato globale.

Insomma, è sempre più evidente che nell’analisi della realtà visiva, nella comprensione ed espressione linguistica, nella composizione e ascolto della musica, nell’interpretazione delle espressioni facciali, nella decifrazione delle emozioni, abbiamo bisogno di competenze sia selettive che globali, della logica passo-passo, tipica dell’emisfero sinistro, e di quella d’insieme del destro.

Per comprendere meglio il ruolo fondamentale assunto dall’emisfero destro nell’analisi visiva occorre osservare questa immagine:

aereo

(Da: “Gli emisferi cerebrali” di Paolo Cogorno)

E’ facilmente intuibile che si tratta di un aereo ma ciò è possibile grazie all’emisfero destro. Se tale immagine fosse inviata esclusivamente all’emisfero sinistro si percepirebbero solo figure staccate (triangoli, cerchi, ecc.) senza riuscire a dare un significato al tutto. L’elaborazione dell’insieme effettuata dall’emisfero destro viene inviata all’emisfero sinistro che quindi può attribuire alla figura risultante il valore “aereo”. Siamo quindi in grado di percepire l’aereo grazie all’emisfero destro e di nominarlo grazie all’emisfero sinistro.

Le differenze funzionali dei due emisferi hanno quindi un’importanza fondamentale. In virtù di questa peculiarità si verifica un arricchimento delle informazioni che provengono dall’esterno. Possediamo quindi due modalità di analisi delle situazioni che agiscono in sincronia e questo rappresenta un potenziamento.

Secondo uno studio giapponese sui ratti, le specializzazioni dell’emisfero sinistro per le attivita’ razionali e di quello destro per quelle intuitive e di orientamento spaziale si svilupperebbero, durante la crescita embrionale, a causa della diversa distribuzione delle varie parti che costituiscono uno specifico recettore. Secondo i dati pubblicati sulla rivista ‘Science’, infatti, nella parte destra e in quella sinistra dell’ippocampo (un’area cerebrale importante per la memorizzazione) di animali adulti, sono presenti concentrazioni diverse dei due tipi di unità che compongono questo recettore. I ricercatori che hanno coordinato le ricerche, hanno anche scoperto che le due subunita’ vengono utilizzate diversamente all’interno di un neurone. I ricercatori suggeriscono, quindi, che le due subunita’ rispondano in maniera diversa al legame con uno specifico neurotrasmettitore  e inneschino cosi’ processi diversi all’interno dei neuroni. I neurotrasmettitori sono sostanze che vengono rilasciate da un neurone ed attivano il neurone adiacente.

Durante lo sviluppo embrionale, questo porterebbe a delle differenze funzionali tra la parte destra e sinistra che, gradualmente, condizionerebbero la specializzazione anche di altre aree cerebrali esterne all’ippocampo.

I due emisferi quindi si specializzano  in funzioni differenti, però non credo che possiamo utilizzare a piacimento l’uno o l’altro. Siamo il risultato dell’attività globale del cervello e il modo di funzionare è il risultato di ciò abbiamo appreso.

Proviamo ad applicare questo concetto al bisogno di miglioramento. Quando prendiamo coscienza che il nostro modo di vivere non va bene forse è proprio il risultato dell’analisi effettuata dall’emisfero destro che ha la capacità di avere una visione d’insieme. L’emisfero sinistro segue un ragionamento lineare tipo causa-effetto. Probabilmente la nostra situazione analizzata da tale emisfero potrebbe addirittura sembrare normale poiché segue ciò che ci è stato insegnato e ciò che è socialmente accettato. Famiglia, figli, lavoro, guadagnare per vivere, creare un avvenire ai figli, vacanze, ecc. Questo è certamente il tipo di vita che conduciamo quasi tutti noi. Di per sé tutto ciò non è buono o cattivo. Il tutto dipende sempre dal valore che attribuiamo. Quindi se siamo felici possiamo dire che esiste una perfetta concordanza nell’analisi effettuata dai due emisferi. Se non siamo felici è perché la visione d’insieme effettuata dall’emisfero destro non è soddisfacente. Ricordo che l’emisfero destro è connesso con le emozioni negative.

Quindi avvertiamo l’emozione negativa che con il tempo diventa uno stato d’animo persistente. Il risultato viene inviato all’emisfero sinistro, raggiunge quindi il livello di coscienza ed inizia l’analisi. Ma chiaramente la ricerca di soluzioni risulta difficile poiché non abbiamo esperienze precedenti. Inoltre la parte inferiore del lobo frontale (la corteccia orbito-frontale) controlla l’adeguamento alle regole sociali e le eventuali conseguenze delle nostre azioni. Quindi ad esempio se pensiamo di cambiare lavoro nasce la valutazione delle conseguenze: che lavoro posso fare? Se lascio ciò che sto facendo dove prendo i soldi per vivere? ecc.

Dobbiamo notare che tali valutazioni hanno comunque il fine di proteggerci proprio per evitare dei risultati negativi che possono mettere in pericolo la nostra sopravvivenza. Se abbiamo inserito nel nostro “programma” l’informazione che qualsiasi cambiamento è un pericolo e quindi occorre seguire una strada ben definita, nel momento in cui ci troviamo a considerare questo aspetto il nostro inconscio interviene e ci avverte che questo può essere pericoloso.

Ogni tanto abbiamo delle idee che possono sembrare folli. Ad esempio “lascio tutto e me ne vado”. Sono le soluzioni create dall’emisfero destro che è sganciato da ogni ragionamento logico. Tale informazione passa all’emisfero sinistro che valuta che non è possibile. In genere siamo portati ad eliminare a priori tali “intuizioni” che provengono dall’emisfero destro.

Occorre però imparare a tenerle in considerazione e a consentire che l’emisfero sinistro le analizzi. Può essere che alla fine rappresentino la soluzione ad un nostro problema. Quando siamo concentrati su come risolvere una situazione tutto il nostro essere è orientato in tale direzione ed entrambi gli emisferi lavorano per questo fine. Spesso però ci concentriamo troppo sul problema e questo impedisce la ricerca di risultati poiché spingiamo i nostri emisferi a cercare il perchè abbiamo quel problema. Ma non serve a nulla.

Quindi abbiamo costantemente un’interazione tra i due emisferi. Di conseguenza la risposta alla domanda “Due Cervelli?” è chiaramente no. Non siamo provvisti di due cervelli in lotta tra loro o addirittura intenti a tirare uno in una direzione a l’altro in un’altra. Il risultato delle funzioni dei due emisferi e delle aree che li costituiscono è unico: il nostro sè, il nostro modo di percepire e il nostro modo di interagire con il mondo. Tutto ciò è a sua volta il risultato delle esperienze, conoscenze e regole che abbiamo accumulato e tutto ciò è suscettibile di cambiamento grazie alla splendida risorsa del nostro cervello: la neuroplasticità.

In seguito illustrerò gli studi neuropsicofisiologici sulla lateralizzazione emisferica e la teoria del Prof. Michele Trimarchi dell’International Society of Neuropsychophysiology per descrivervi in seguito la nuova teoria sulle funzioni emisferiche del neuroscienziato Elkhonon Goldberg della New York University School of Medecine.

4 Commenti

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  • Pasquale Foglia

    Caro Luigi,
    meriti tutta la mia stima e il mio sincero apprezzamento come esperto e come uomo.

    Come autori di piuchepuoi.it, il nostro compito è quello di trasmettere le nostre conoscenze, ma anche di elevarci al di sopra delle nostre passioni e identificazioni perché nessun esperto detiene la verità assoluta.

    Continuerò a leggere i tuoi articoli ancora con più attenzione e partecipazione di prima perché avverto una ricchezza spirituale dentro di te che ti fa veramente onore.

    E ti ringrazio per gli apprezzamenti, forse immeritati, ricordandoti che io mi chiamo Pasquale.
    Ti abbraccio
    Pasquale

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    • luigi sardo

      Caro Pasquale,
      veramente non riesco a trovare le parole per ringraziarti per le stupende frasi. Ti dico in modo semplice che sono molto emozionato. Ricevere tali apprezzamenti da una persona di cui ho grandissima stima non può che riempirmi di onore e di immensa gioia. Inoltre costituiscono un’importantissima spinta ad andare avanti.
      Continuo sempre a seguire i tuoi articoli perchè come tanti ho molto da imparare.
      Grazie di cuore
      Luigi

  • Pasquale Foglia

    Gentilissimo Dottor Sardo,
    la seguo sempre con molto interesse e leggo sempre con attenzione tutti i suoi articoli, come del resto seguo quasi tutti i colleghi che scrivono su questo meraviglioso Network, e non nascondo che se sono cresciuto così tanto in tre anni lo devo anche a ciò che leggo su piuchepuoi.it!

    Le sue competenze tecniche sono indiscutibili e perciò cerco di appropriarmi della sua proprietà di linguaggio che ovviamente non può essere il mio forte: io sono nato come “medico” delle piante e non delle persone, anche se gli hobby spesso finiscono per assorbirci totalmente e diventare più importanti del proprio mestiere abituale.

    Leggendola ho trovato qualcosa di assolutamente inesatto. Lei scrive che l’emisfero dx è connesso alle emozioni negative, come per esempio la paura e la rabbia, e quindi è come se avesse detto che la gioia è appannaggio dell’emisfero sinistro. Dunque le domando: lei può sentirsi felice a comando? Può scacciare il malumore con un semplice atto di volontà? Non credo proprio, perché tutte le emozioni, sia quelle negative che quelle positive, sono inconsce ed involontarie, ossia sono appannaggio dell’emisfero destro. Anzi le dico di più: l’emisfero destro comanda ben il 90-95% della nostra vita per il semplice fatto che quasi tutto il nostro corpo è inconscio: soltanto l’emisfero sinistro è logico e razionale e non sempre riesce a correggere le irrazionalità dell’emisfero destro.

    La funzione dell’emisfero sinistro è quella di aumentare la consapevolezza, ossia di rendere conosciuto lo sconosciuto, e detto volgarmente, di appropriarsi delle conoscenze infinite dell’emisfero destro. Perché, come lei sa meglio di me, il cuore, il fegato e tutti gli organi e organelli, anzi tutte le cellule del nostro corpo non chiedono il permesso all’emisfero sinistro per funzionare! E meno male che è così!

    E pertanto, non è affatto vero che c’è sempre un’interazione tra i due emisferi: non c’è quando lei guida la macchina perché fa tutto in automatico, non c’è quando scrive e legge perché fa tutto in automatico e non c’è quando si lascia guidare dalle sue abitudini.

    Se ci fosse sempre l’interazione che lei dice, se come lei ribadisce “Il risultato delle funzioni dei due emisferi e delle aree che li costituiscono è unico”, non ci sarebbero tanti psicologi e psichiatri ad occuparsi dei nostri problemi e non ci sarebbero neanche tante religioni perché tutti saremmo felici e contenti e verrebbe meno anche la missione di Italo Pentimalli e di questo Network.

    Come dicevo, purtroppo o per fortuna, il 95% delle nostre funzioni è regolato dal nostro inconscio, dal nostro sé istintivo e solo il 5% dal nostro io, dalla nostra volontà, dal nostro sé logico e razionale! Il povero io deve combattere con forze impari – la nostre conoscenze sono sempre limitate, approssimate, a volte sbagliate e sempre mutevoli!- contro un gigante spesso incomprensibile ma onnisciente, e a volte è proprio la presunzione di quel minuscolo io a fare i guai peggiori.

    E per concludere, purtroppo le nostre “due modalità di analisi delle situazioni” nella stragrande maggioranza dei casi, contrariamente a quanto lei sostiene, NON AGISCONO IN SINTONIA! E la funzione degli psicologi e di chi se ne intende di psicologia è quella di aiuatre le persone ad equilibrare e sincronizzare i due emisferi cerebrali che agiscono per lo più ciascuno per conto proprio, al punto da rendere le persone stressate, insoddisfatte, depresse e infelici!

    Se agissero sempre in sintonia, anziché in lotta tra di loro, i bambini non piangerebbero e non farebbero i capricci quando devono smettere di giocare e costretti ad imparare le regole e i divieti! E se agissero sempre in sintonia noi non ci troveremmo qui a confrontarci. Con viva cordialità
    Pasquale Foglia

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    • luigi sardo

      Egr. Dott. Foglia,

      Le esprimo tutta la mia gratitudine per il suo commento.

      Premesso che può chiamarmi semplicemente Luigi, Le dico che anch’io seguo con interesse i suoi articoli.

      Lei è certamente tra gli esperti più conosciuti e seguiti di questo sito. Apprezzo molto il suo stile, la sua chiarezza e la sua capacità di essere sempre molto stimolante. Si percepisce la sua grande esperienza.

      Quindi aggiungo che oltre ad essere contento del suo intervento mi sento anche molto onorato. Inoltre mi piace molto la sua definizione di medico delle piante. E’ bellissima. Considerato che sono forme di vita mi sembra più che appropriata.

      A causa della complessità dell’argomento e della conseguente lunghezza ho deciso di pubblicare la risposta al suo commento sotto forma di articolo che ho intitolato:

      Discussione su: Emisferi cerebrali.

      Spero tanto che avrà la pazienza di leggerlo tutto.

      E soprattutto mi auguro di riuscire ad essere chiaro e di rendere bene la mia idea.

      Confido di poter trovare sempre i suoi interventi e soprattutto le sue critiche poichè costituiscono un importante stimolo di riflessione e di analisi.

      Cari saluti

      Luigi

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