EmozioniLe emozioni sono una delle realtà più belle ed importanti della vita, esse determinano il nostro modo di sentire, di percepire e di conoscere a livello empatico le altre persone, l’ambiente esterno, le situazioni, ed è uno dei mezzi di comunicazione e di contatto più antichi, tanti secoli fà infatti la modalità principale di comunicazione tra gli esseri umani avveniva attraverso le emozioni, manifestate ed esternate attraverso l’espressione del viso, i movimenti del corpo, il suono della voce, lo sguardo o il contatto fisico, ma con l’avvento dell’era moderna e delle regole sociali molte emozioni vengono regolate, controllate, evitate soprattutto in determinate situazioni di vita.

EmozioniEsse però non hanno perso la loro importanza perchè attraverso le emozioni noi contattiamo e comunichiamo con la parte più profonda delle persone, con ciò che sentono dentro, le emozioni rappresentano il nostro vissuto interiore ed ogni persona sente e si emoziona in modo uguale e diverso dagli altri, in quanto le emozioni di base sono le stesse per tutte le persone, come ad esempio la passione, l’amore, l’affetto, la rabbia, la serenità ed altro, ma allo stesso tempo ognuno di noi sente queste emozioni in modo unico rispetto agli altri, ed in modo diverso al presentarsi di una determinata situazione.
Ogni emozione, ogni vissuto personale, ogni sensazione, ogni percezione interiore deve trovare un canale di uscita attraverso il quale esprimersi, manifestarsi e rendere partecipe altre persone, altrimenti dentro di noi rimarrà un vuoto, una mancata scarica di energia, una “gestalt aperta” e la  frustrazione di un desiderio non soddisfatto.
Se un’emozione non viene manifestata, se non viene espressa fino in fondo genera un disagio, un blocco, un’insoddisfazione ed a volte un dolore così forte che può trasformarsi in malattia.

Ad esempio quando si vuole rivelare un sentimento ad una persona cara senza riuscirvi, oppure quando una persona sente il bisogno di piangere ma non ci riesce, o quando non si ha il coraggio di ribellarsi a qualcuno attraverso l’espressione del proprio pensiero, quando non si riesce a dire un semplice “si” o un “no” ai genitori, ai propri figli, al datore di lavoro, al proprio insegnante, quando una persona non riesce a dire “ti voglio bene” alla propria mamma o al proprio papà, ai propri figli, se abbiamo dei rimpianti per ciò che non siamo riusciti a fare o a dire in passato a qualcuno in un particolare periodo della nostra vita, ecco in queste ed in altre infinite situazioni di vita, la mancata espressione e scarica delle emozioni diventa  come un peso, o un veleno che ci fà stare male ed a poco a poco ci logora dentro, e se questo sentimento non riesce a trovare un altro canale di espressione, di sfogo, d’uscita, di scarica a livello energetico, questo veleno interiore ci può far ammalare fisicamente o psicologicamente (come accade nelle malattie psicosomatiche),  può farci cadere in depressione, può far vacillare la nostra forza di volontà, può reprimerci se non la si combatte fino in fondo oppure può raggiungere dei livelli di tensione e sofferenza che possono generare azioni incontrollate a volte anche deleterie, violente verso noi stessi o verso gli altri.
   EmozioniMa quali sono le modalità di scarica e di espressione delle emozioni? Quali sono i modi di manifestare e scaricare questa energia vitale?
Intanto ricordiamo che quando un emozione non viene espressa fino in fondo, cercherà un altro canale attraverso il quale uscire, o internamente o esternamente alla persona che la vive.
Facciamo qualche esempio pratico per vedere quali sono i vari canali alternativi di espressione delle emozioni:                                                   
1- Le malattie psicosomatiche. Le malattie psicosomatiche rappresentano vere e proprie patologie le cui cause hanno una importante componente psicogena. Tra le principali, vi sono l’insufficienza coronarica, l’ipertensione arteriosa, l’asma, l’ulcera gastrica, la colopatia funzionale (o colite) e varie forme di eczema. Il trattamento terapeutico di queste patologie è, in primo luogo, sintomatico, cioè finalizzato a limitare le manifestazioni più gravi della malattia. Se i farmaci non risultano efficaci, l’indagine medica prende in esame aspetti più profondi del paziente, che riguardano la sua sfera emotiva e psichica; in tal caso, solitamente la terapia si avvale dell’aiuto di uno psicologo o di uno psichiatra, e può eventualmente prevedere trattamenti di psicoterapia.  

Ad esempio se una persona in un particolare periodo della sua vita si trova in grande difficoltà in famiglia (separazioni, divorzi, figli tossicodipendenti) o nel luogo di lavoro (non và d’accordo con i colleghi, non gli piace il lavoro che ha) o vive una travagliata situazione sentimentale, oppure ha subito un trauma da piccolo o di recente come la perdita di una persona cara, il licenziamento dal posto di lavoro, ed altro, tutte queste situazioni ed esperienze negative, se non vengono analizzate ed elaborate, continueranno a generare una insoddisfazione ed un dolore continuo nella persona che la vive, così la frustrazione subìta ed il dolore possono trovare sfogo in una malattia psicosomatica che si può manifestare in una parte specifica del corpo o nel corpo intero.
2- Reprimere sé stessi. Il continuare la propria vita insoddisfacente sempre allo stesso modo senza provare a cambiare qualcosa, senza lottare per riuscire in quello che si vuole, senza cercare di realizzare i propri desideri, i propri sogni, aumenterà le  proprie difficoltà, le insoddisfazioni di vita, il disagio ed il dolore interiore, di solito le persone che hanno queste difficoltà a cambiare la propria vita sono persone con una mentalità ottusa, chiusa, oppure hanno una bassa stima di sé.
3- I comportamenti distruttivi verso sé stessi
Alcune persone possono  trovare un canale di uscita delle proprie emozioni represse in modo negativo attraverso quei comportamenti che possono distruggere la propria esistenza, come il gioco d’azzardo, l’alcol, la tossicodipendenza, le azioni violente verso sé stessi (tendenze suicidiarie)
4-  L’aggressività verso l’esterno.  
Anche l’aggressività, i comportamenti distruttivi verso l’esterno e nei casi gravi le azioni violente possono essere dei modi sostitutivi per scaricare in qualche modo quelle emozioni represse che non si riesce ad esprimere nella vita quotidiana, ad esempio quando una persona “si tiene sempre tutto dentro”, questa energia accumulata e compressa, può diventare una forza devastante che come una bomba tenderà ad esplodere attraverso i comportamenti distruttivi, aggressivi o violenti.
5- La nevrosi e le insoddisfazioni di vita.
In altri casi la mancata manifestazione delle proprie emozioni verso qualcuno, può generare dei conflitti interiori (tra il desiderio di trasmettere qualcosa agli altri, e la difficoltà di riuscire a farlo) oppure un disagio o uno stress che col tempo non si riesce a contenere, questo dolore a livello interiore può tradursi in una insoddisfazione della propria vita, che è uno dei motivi per cui le persone, non riuscendo più a reggere queste difficoltà si rivolgono ad uno psicologo per chiedere finalmente aiuto.

Come possiamo vedere le espressioni di ciò che sentiamo dentro di noi sono molto importanti nella nostra vita, e le persone che non riescono in questo, e sono tante, possono a poco a poco crearsi delle difficoltà nella propria vita, reprimendo sé stessi, ammalandosi, distorcendo le relazioni con i propri cari e con gli altri, questo perché uno degli equilibri importanti nella vita è rappresentato dal riuscire ad esprimere le proprie emozioni agli altri e dal riuscire ad accettare le emozioni ricevute dagli altri, è importante quindi riuscire a dire ciò che si sente dentro di sé, bisogna imparare a superare la paura o il disagio che accompagna questo desiderio di voler dire, di voler fare qualcosa, di esprimere anche quelle emozioni più semplici ma importanti che sono l’amore verso qualcuno, l’affetto,  la passione, la stima e  l’ammirazione, oppure viceversa è importante anche riuscire ad opporsi a qualcuno, cioè imparare a dire un “no” ai propri genitori, ai propri  insegnanti, ai datori di lavoro, ecc.  
Naturalmente è giusto controllare quelle emozioni violente, dannose, che ci spingono a fare del male ad una persona, l’autocontrollo è positivo.
Ma sono le emozioni semplici, positive che non fanno del male a nessuno, ma che sono utili anche per comprendere e farsi comprendere dalle persone a noi care o da altri che devono esprimersi.

EmozioniI modi di comportarsi dovrebbero essere naturali, liberi, spontanei, ad iniziare dalla famiglia, per proseguire poi nell’ambiente scolastico e nella società, invece spesso possiamo vedere quanti genitori hanno difficoltà a dire “ti voglio bene” ai propri figli, o viceversa i figli ai genitori, quanti genitori viziano i figli ed hanno difficoltà a dire “no” cioè a negare loro  qualcosa, oppure quanti figli si trovano in soggezione verso il proprio papà e/o la propria mamma e non riescono a trasmettergli un’emozione che vorrebbero manifestare loro, oppure quando non riescono ad opporsi alla loro severità o alla loro durezza.
Se non si educano i propri figli in questo modo sin da piccoli, cioè stimolandoli al dialogo, alla comunicazione, alla libera espressione del loro pensiero e delle loro emozioni, i ragazzi in futuro avranno sempre più difficoltà a riuscire in questo, e potranno sfogare le loro difficoltà in modi sbagliati e distruttivi.
I genitori dunque dovrebbero stimolare i figli al dialogo, a guardarsi negli occhi, a dirsi la verità, a dirsi semplicemente: “Ti Voglio Bene” ma nello stesso tempo dovrebbero imparare ad ascoltare i propri figli, a capire i loro problemi, le loro esigenze, senza dare un giudizio a priori, attraverso l’ascolto dei propri figli, un genitore:
dà importanza ai propri figli aumentando la loro stima di sé
– impara a comprendere le loro esigenze e i loro desideri
– impara a rispettare le loro idee anche quando sono diverse dalle
  proprie
– può capire bene il loro vissuto personale e quindi aiutarli meglio
   Facciamo ora degli esempi pratici di cosa può succedere se non si riesce ad esprimere una sensazione o un’emozione sincera e sana agli altri.
– Se un ragazzo viene bloccato dal comportamento troppo severo dei genitori ed ha paura di loro, vorrebbe spesso rispondere loro, dirgli delle cose, ribellarsi, ma non ce la fà, in questo modo potrà covare in lui una rabbia che aumenterà col passare del tempo e potrà trasformarsi negli anni in aggressività continua verso quelle persone che inconsciamente, col proprio comportamento, gli ricordano il proprio genitore frustrante, ad esempio amici più grandi, insegnanti, colleghi o datori di lavoro, ecc.
– La timidezza spesso blocca tanti ragazzi e ragazze che di conseguenza si trovano in difficoltà a rivelare i propri sentimenti l’uno verso l’altra. Questo è perfettamente normale e comprensibile da ragazzi, da adolescenti, ma diventa problematico se col tempo non si riesce a superare questa difficoltà ad esprimere i propri sentimenti in quanto potrà pregiudicare i rapporti sentimentali futuri.
– Un atteggiamento iperprotettivo verso i figli può bloccare le loro scelte, i loro desideri e la loro libera espressione in ogni campo, può far nascere dei sensi di inferiorità al bambino, oppure potrà aumentare in loro la rabbia, ed il senso di oppressione generato dai comportamenti iperprotettivi, potrà esprimersi negli anni a venire in malattie psicosomatiche, oppure nella difficoltà di contatto con gli altri.
– Una ragazza che ha represso la propria libertà sessuale, a causa di un’educazione rigida e bigotta, vissuta in famiglia o in un istituto, da grande potrà negare e reprimere la propria sessualità a sé stessa ed agli altri, con grandi ripercussioni fisiche, psicologiche e difficoltà relazionali verso le persone dalle quali si sentirà attratta. Oppure ribellandosi a questa sua situazione potrà al contrario esprimere la propria sessualità in modo sfrenato ed eccessivo, potrà sentire il bisogno di fare sesso con più persone, potrà desiderare di avere esperienze con più partner, e questo suo modo alternativo di comportamento sarà una forma di compensazione rispetto alla repressione sessuale che aveva subìto da ragazza.

L’educazione verso i propri figli dunque dovrebbe avere in sé un equilibrio, in cui da una parte si dovrebbe stimolare la libertà di espressione dei pensieri e delle emozioni dei propri figli, mentre  dall’altra si dovrebbe aiutarli a controllare e veicolare bene le emozioni forti come la rabbia, la passione, l’aggressività.
I modi per esprimere le emozioni agli altri sono molteplici, ogni persona ha una modalità preferita per esprimere quello che sente dentro di sè: gioia, tristezza, calore, affetto, rabbia, insoddisfazione.
Ogni forma di espressione è anche un modo personale, individuale, unico di comunicare qualcosa agli altri.
Ma qual è il nostro canale di espressione preferito?
Intanto esaminiamo quali sono questi canali di manifestazione ed espressione.
continua………

dott. Rolando Tavolieri

20 Commenti

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  • Catherine

    Ciao Rolando mi chiamo catherine,
    È molto bello l’articolo che hai scritto!
    E concordo pienamente .
    Mi trovo in una situazione sentimentale dove dall altra parte vi è un blocco ad esprimere le emozioni, lui fatica a dormire anche con il gatto , a differenza mia che esprimo sempre tutto e se non lo faccio mi si legge in viso. questa situazione stà incominciando a far male , e non trovo che ció sia un rapporto sano ed equilibrato amenochè non si sblocchi qualcosa . D’altra parte ha anche molte qualità, ma per ció che riguarda l’essere ed arrivare in profondità siamo assai lontani e si sà che in un rapporto se ció non arriva, prima o poi ,ognuno per la sua strada! Almeno per quel che mi riguarda.
    Come posso riuscire a trovare uno spiraglio per farlo aprire? Só che ognuno ha i suoi tempi ma cone dici tu le cose sono così belle se spontanee! ☺️ Ti auguro una serena giornata
    Catherine

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  • Antonella

    Salve ho trovato molto interessante questo articolo sulle emozioni… Ed è proprio quello che accade a me da moltissimi anni… Un blocco molto forte che mi sta invalidando la vita!!!! La mia visione delle cose e delle situazioni è filtrato da questo blocco interiore che mi impedisci anche il fluire di un pensiero spontaneo, un sorriso e si aggrava nei rapporti interpersonali…. Come si può uscire da questa situazione?

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  • Rolando

    Ciao Elisa,
    la prima cosa che ti consiglio di fare è di esaminare e specificare cosa può essere, come può identificarsi questo tuo blocco, riflettici su e scrivilo su un quaderno, scrivi “Cos’è il blocco che senti”, ad esempio può essere una paura di manifestare il dolore agli altri per non sentirsi inferiori, può essere una tua voglia di fare la vittima per farti compatire e farti coccolare dagli altri, può essere causato dalla suscettibilità, in questo caso se sei suscettibile, Vinci al più presto questo difetto, esso deriva dall’attaccamento che noi abbiamo al nostro “ego”, e l’ego è la radice di ogni male: egoismo, distacco dagli altri, mancanza di empatia, pensare solo a sé stessi, mancanza di aiuto verso gli altri, non sentire il dolore altrui, ed altro ancora.
    Quindi se sei suscettibile, cioè se basta una parola per offenderti, se basta una battuta per sentirti ferita, Supera subito questa suscettibilità, basta rifletterci su, basta comprendere che non serve a nulla, pensa a questa domanda: “E’ possibile che io sia preda di una parola, di una battutina, di una frase dettami da chiunque?” Impara ad essere Forte e Sicura di te, non esiste il “non ce la faccio”, non esiste il “è più forte di me”.
    Ricordati che tutti noi siamo in grado, TUTTI, di Gestire la nostra vita e le nostre Risorse Interiori Come e Quando Vogliamo, attraverso l’uso della nostra Volontà, Fermezza, Decisione, e non c’è nessuno e niente che possa influenzarci negativamente se noi non vogliamo, se noi non gli lasciamo questo potere.
    E’ questo che vuoi? Essere schiava delle affermazioni altrui? Non credo proprio vero?
    Allora ciò che puoi fare è quello di allenarti giorno dopo giorno, intanto tenendo presente ciò che dicono le altre persone ed analizzando il loro pensiero, ma fregandotene se vogliono ferirti o colpirti con le loro parole, non dargli questo potere, appena senti che ti stai offendendo parla, chiedi loro perché vogliono ferirti, se non l’hanno fatto apposta, tutto si risolve subito, in caso contrario parlane più che puoi col diretto interessato chiarisciti, Subito, non aspettare nemmeno un secondo, la suscettibilità è una brutta cosa, Vincila al più presto, anche con l’allenamento, giorno dopo giorno, ok?
    Un cordiale saluto
    Dott. Rolando Tavolieri

    Rispondi
  • Elisa

    Salve sono una ragazza di 32 anni e trovo difficoltà nell’esprimere i miei sentimenti/emozioni. O meglio ho migliorato esternardo i sentimenti positivi emozioni d’affetto ma il mio problema è che quando c’è qualcosa ke mi ferisce interiorizzo il mio dolore e mi rinchiudo nel mio silenzio nel senso che non mi riesce proprio di far uscire nemmeno una parola. E questo comportamento ha fatto soffrire chi mi è accanto.vorrei un consiglio su come superare il problema e far capire a chi mi sta vicino che non lo faccio per cattiveria ma ho proprio un blocco. Grazie mille.

    Rispondi
  • Rolando

    Gentile signora,
    cosa intende quando dice che sua figlia ” non riesce a tirare fuori tutte le sue capacita’ e le sue emozioni al top”?
    Quali capacità?
    Quali emozioni?
    Bisogna essere precisi per dare una soluzione ad ogni difficoltà, se di difficoltà si tratta.
    Tutti noi possiamo cambiare e Migliorare col tempo, basta trovare la chiave giusta e la leva giusta da dove partire.
    Non conosco bene la vostra situazione ed il tipo di relazione che avete, ed ho pochi elementi per valutare il comportamento della piccola.
    Qualche consiglio che vi posso dare è:
    – imparate ad ascoltare vostra figlia, sentite le sue problematiche, le sue esigenze, cosa vuole e cosa non vuole.
    – controllate i vostri figli senza opprimerli, lasciate loro un margine di libertà affinchè possano affermare sè stessi ed imparare ad essere autonomi ogni giorno sempre di più
    – fategli sentire il vostro Amore e affetto, con abbracci, con le parole, con lo sguardo, siate sempre pronti ad aiutarli
    – notate le doti naturali dei vostri figli, le tendenze innate che hanno, e Aiutateli ad Esprimerle, ad esempio alcuni sono dotati per la musica, fate loro imparare uno strumento, altri sono attratti dal disegno, dall’arte, stimolateli in quella direzione, altri per lo sport.
    Se imparate ad ascoltare le loro esigenze senza essere opprimenti ed aiutandoli a diventare Responsabili, Autonomi ed Indipendenti, siete sulla buona strada.
    Ci vuole buon senso ed Equilibrio anche nell’Educazione.
    Ricordiamoci che noi genitori dobbiamo insegnare ai figli, ma possiamo imparare tanto da loro.
    Un cordiale saluto per te
    dott. Rolando Tavolieri

    Rispondi
  • catia

    salve.sn una madre un po’ preoccupata.mia figlia di 9 anni sta seguendo una serie di sedute cn una psicologa della scuola perke’ nn riesce a tirare fuori tutte le sue capacita’ e le sue emozioni al top.e’ una bambina molto intelligente affettuosa e dolce ma allo stesso tempo insofferente e spesso affronta le situazioni nuove con nervosismo,soprattutto se si rivolge a noi genitori o ai nonni materni o al fratellino piu’ piccolo.e’ possibile ke cn la terapia adeguata possa cambiare?ci sn inoltre dei consigli da dare a noi genitori per migliorare la situazione?grazie sin da ora per il tempo ke mi dedichera’.

    Rispondi
  • Informer

    bell’articolo tant’è che lo hanno copiato su un altro sito:)

    Rispondi
  • Rolando

    Ciao Marco,
    mi dici che “il sentimento che spesso non riconosco e’ la rabbia”, e allora come fai a saperlo? :-) Ecco uno dei paradossi che le persone fanno, se c’è un’emozione di cui si è consapevoli, l’abbiamo già riconosciuta, perchè? Perchè in qualce modo l’energia dell’emozione preme dentro di noi, si manifesta in mille modi se non viene digerita o espressa, per esempio attraverso: il nostro nervosismo, un tic, dei movimenti incontrollati, l’agitazione, disegnare su un foglio, fumare, camminare avanti e indietro, rispondere ad alta voce, ecc.
    Nel tuo caso hai difficoltà a riconoscrla, ma già il fatto che ne parli vuol dire che ne hai preso coscienza abbastanza. La rabbia può essere Utile quando sentiamo di dire, di esprimere qualcosa che reputiamo importante a qualcuno, o quando vediamo un’ingiustizia, o se non voglimo essere presi in giro, ecc. La rabbia è distruttiva quando per ogni piccola cosa ci arrabbiamo, danneggiando il nostro Equilibrio Mentale e la salute fisica, perchè come sicuramente sai, la Mente ed il Corpo sono legati e si influenzano a vicenda, se la mente stà bene anche il corpo stà bene e viceversa.
    Il fatto che mi dici che: “si ha un senso di rabbia o frustrazione interiore” già questo ti fà sentire che dentro di te c’è qualcosa che non và, nel senso che c’è un energia che vul venire fuori, allora risolvi la questione facendoti delle domenade utili:
    – Cose c’è che non và oggi in me?
    – Come posso riacquistare la tranquillità?
    – Chi mi crea questo disagio?
    Un consiglio che ti posso dare è quello di dire sempre ciò che ti senti di dire al momento giusto, senza aspettare troppo tempo, e non c’è Bisogno di arrabbiarsi per le piccole cose, basta chiarirsi, dialogare, se invece la rabbia riguarda piccole cose di tutti i giorni come fare la fila, aspettare in mezzo al traffico, ecc, ti consiglio di praticare yoga, o fare uno sport per sfogare le tensioni provate in giornata e Dedicare una parte della giornata a tè stesso, rilassandoti nel modo per te più congeniale come vedere un film, leggere un libro, abbracciare la tua ragazza, ecc.
    Un cordiale saluto
    Rolando

    Rispondi
  • Marco

    Salve, ho letto l’articolo e l’ho trovato molto interessante e con parecchi esempi e consigli pratici che mi verranno sicuramente utili.

    Pero’ ho una domanda che mi riguarda personalmente,e cioe’ che il mio problema non e’ tanto riuscire a dar sfogo ai propri sentimenti, ma ancora prima e cioe’ saperli riconoscere, nel senso che magari si ha un senso di rabbia o frustrazione interiore che non ci si accorge di avere o molto piu’ probabilmente non lo si ascolta, per cui come si fa a dare sfogo a sentimenti che non si sa di avere ?
    Nel mio caso personale il sentimento che spesso non riconosco e’ la rabbia,per cui quasi sempre lascio che le cose mi “passino addosso” come si suol dire e rimango del tutto assertivo, quando invece ho dentro di me un sentimento soppresso,ma non me ne accorgo. Questo lo posso dire solo ora dopo che ho analizzato la mia situazione con l’aiuto di uno psicologo che mi seguiva. C’e’ un qualche sistema per riconoscere i propri sentimenti cosi’ che uno poi possa dargli anche modo di esprimerli ?? Perche’ il problema non e’ solo riuscire ad esprimerli, ma prima ancora essere consapevoli dei propri sentimenti. Grazie in anticipo per un suo commento in merito. Saluti / Marco

    Rispondi
  • giuseppe

    grazie; e’ quello che sto’ cercando di far capire a mia moglie per quel che riguarda l’educazione di nostro figlio che si trova alle soglie della puberta’:la risposta di mia moglie,basta con questo atteggiamento da psicologo saccente.

    Rispondi
  • valeria

    Luca, grazie per l’indicazione delle letture, sto leggendo libri che riguardano il mio problema e questo mi renderà più facile e mirata la scelta. Riguardo al consiglio del “come se” concordo con te, a volte prendere le situazioni con più leggerezza e positività può realmente evitarci tante emozioni negative.

    Rispondi
  • Luca Pilolli

    Rolando gran bella risposta, batti 5! :-D.
    Valeria, a me relativamente al rapporto con gli altri hanno aiutato molto letture di comunicazione assertiva, prima ancora un grande classico di Dale Carnagie: “Come trattare gli altri e farseli amici.” Credo che infine una delle tecniche migliori sia il “come se” indicata sia nei libri di PNL, psicologia o semplicemente di miglioramento personale. Cioè, immagina di rispondere agli altri come se gli fossi simpatica, solare, allegra e ironica. Prova questo piccolo esercizio e vedrai che grandi risultati con una semplice ma efficacissima tecnica. Alle critiche più dure un po’ di autoironia smorza i toni. Il ridere di se abbassa il livello emozionale e aiuta scansare reazioni eccessivamente emotive e ad accedere alle risorse della propria razionalità, della propria parte più produttiva e riflessiva.
    Questo perchè la parte del cervello destinata alle emozioni è più veloce di quella destinata al ragionamento, pertanto cercare di controllare una reazione emotiva attraverso il ragionamento, risulterebbe sempre una tecnica troppo lenta, l’emozione partirebbe comunque partita prima. Quindi invece di correre ai ripari dopo una emozione negativa, risulta più efficace visualizzarsi “come se” si fosse allegri, ironici, autoironici, piacevoli, simpatici agli altri. Questa visualizzazione ci mette in quegli stessi stati d’animo, più rilassati che ci permettono di accedere alla parte più razionale.
    Sono certo che i PiùChePuoiErs sapranno indicarti meglio di me, conoscenze che potranno aiutare in modo efficace a relazionarti con gli altri nel modo che desideri.
    Salute e prosperità.
    Luca

    Rispondi
  • Rolando

    Ciao Luca,
    penso che siamo daccordo sull’affermare che quando la causa di una malattia fisica non è riscontrabile a livello organico, la sua causa può rintracciarsi a livello psicologico e quindi viene considerata una malattia psicosomatica, il cui trattamento e guarigione è possibile attraverso dei metodi e delle tecniche di psicoterapia.
    E’ Utile certo distinguere gli psicologi di vecchia scuola da quelli appartenenti alle scuole più moderne (vedi pnl, psicologia breve di Nardone, ecc.), l’importante per me è che quello Psicologo o quello Psicoterapeuta sia veramente bravo e riesca ad ottenere Risultati con i propri clienti. Pensa che Richard Bandler è un Matematico, eppure avendo acquisito una conoscenza incredibile tramite le sue Ricerche sulle persone d’eccellenza come lo psicoterapeuta Fritz Pearls, Virginia Satir e Milton Erickson, riesce ad ottenere dei Risultati su migliaia di persone in tutto il mondo ed in un tempo breve che diversi psicologi non riescono a fare.
    Con questo voglio dire che è Utile avere una qualifica ed un riconoscimento per dare professionalità e fiducia alle persone, ma è più importante il “Saperci Fare”, il Riuscire a dare Risultati, il Riuscire a Guarire, ad Aiutare, a Ridare Fiducia, a Far Cambiare e Trasformare in Meglio le persone, ad Aumentare il livello di Consapevolezza, se una persona riesce in questo, Riesce a Cambiare in Meglio gli altri e la società, e secondo me Richard Bandler stà facendo questo nel mondo e per questo lo considero una persona speciale.
    Le Tecniche di pnl come le Visualizzazioni, l’ancoraggio, il lavoro sugli Stati di Coscienza sono stati Praticati nei secoli e nei millenni in Oriente dai Guru, dai Santoni Indiani e dai Saggi, e questo Conferisce loro una Maggiore Importanza e Conferma della loro Efficacia e Serietà.
    Un cordiale saluto
    Rolando

    Rispondi
  • valeria

    Salve, ho letto l’articolo e l’ho trovato interessante, mirato e l’ho condiviso. Sono una ragazza di 18 anni e ho fatto esperienza di come le emozioni represse siano anutodistruttive. La mia timidezza mi ha sempre posto dei ponti tra me e gli altri, lasciandomi sempre bloccata nei loro confronti. Per esempio nella mia classe ho sempre avuto problemi di relazione, avendo paura degli altri, tanto che avevo sempre paura ad espormi e ad essere giuducata male, e questo mi ha portato a chiudermi a riccio e a tenere dentro di me le emozioni non esternate. A lungo andare sono incappata in una forma di anoressia, che solo una volta superata ho capito essere stata uno sfogo sul mio corpo della mia repressione emotiva. Ora non riesco a fare a meno esprimere tutto quello che penso, e mi accorgo che a volte non riesco a controllarmi, rispondendo anche male, questo perchè per troppo tempo in precedenza non le ho esternate. Sento che se le tenessi dentro mi farei solo del male. Ho capito di essere avviata su una buona strada, che mi sta portando man mano ad esprimermi ma mi chiedo se riuscirò a superare la fase di poco autocontrollo nell’esternare le mie emozioni, ancora troppo spesso mi capita di usare toni alti o sgarbati.
    ancora complimenti per l’articolo.

    Rispondi
  • Luca Pilolli

    Salve, ho letto l’articolo, aritocoli di questo genere sono sempre utili. Ho una sola perplessità quando indichi che

    “Il trattamento terapeutico di queste patologie è, in primo luogo, sintomatico, cioè finalizzato a limitare le manifestazioni più gravi della malattia. Se i farmaci non risultano efficaci, l’indagine medica prende in esame aspetti più profondi del paziente, che riguardano la sua sfera emotiva e psichica;”

    La Terapia Breve, Veloce, o Strategica ha negli ultimi 15/20 anni ampiamente dimostrato che i farmaci, dopo un primo paliativo intervento sui sintomi, non risolvono il problema, nel momento in cui il problema sia psisomatico. Ovvero cercare fuori un aiuto esterno (richiesta di aiuto), ha la stessa dinamica nel assunzione del farmaco (aiuto esterno). Inoltre quando citi la soluzione “psicologo” personalmente ritengo utile una distinzione netta tra psicologo “di formazione classica” o “psicologia breve e strategica”.
    Per le soluzioni efficaci, veloci, richiamo i brevi saggi di Nardone onde evitare di aprire una parentesi troppo ampia per un commento.
    Salute e prosperità.
    Luca

    Rispondi
  • Rolando

    Ciao Marco,
    il fatto di ripetersi un motivo dentro di sè, pensandolo e cantandolo mentalmente o a voce, è un fenomeno ricorrente che prende spesso anche me, perchè sono un appassionato di musica.
    Il sistema nervoso è come una spugna che assorbe ogni esperienza esterna attraverso i nostri sensi, nel tuo caso attraverso l’udito, più volte l’esperienza viene percepita (nel tuo caso più volte la musica o la canzone viene suonata ed ascoltata), e più profonda sarà la traccia che l’esperienza sensoria lascerà nel nostro cervello e sistema nervoso, e con la “legge della ripetizione” noi saremo portati in modo automatico a ricordare e ripetere dentro di noi l’esperienza sensoria stessa.
    La ripetizione continua si può notare anche nella pubblicità che attraverso la ripetizione del nome del prodotto associato spesso ad una canzonetta viene recepita e ripetuta dagli ascoltatori.
    Il fatto che la canzone ripetuta possa essere un modo inconscio di sfogare le emozioni può anche essere valido quando la canzone in questione viene associata ad un bel momento o una bella esperienza personale, perchè no.
    Un cordiale saluto
    Rolando

    Rispondi
  • avv. pasquale de rosa

    davvero una lezione completa

    Rispondi
  • Marco

    Ho 18 anni e le faccio i miei complimenti per la grande professionalità: conferma molte cose che già pensavo, la repressione emotiva non è mai una buona cosa. Credo anzi che questo sia uno dei motivi per cui la durata media della vita delle donne sia più alta di quella maschile, in tutti i paesi del mondo!

    Le donne infatti sono naturalmente portate a esprimere più liberamente i propri pensieri, col pianto, che credo sia il più primitivo dei nostri sfoghi.

    Il fatto che l’uomo provi difficoltà a piangere è un fattore culturale a mio avviso pesantissimo per la nostra condizione, io non credo affatto che l’uomo sia meno emotivo, ma solo che sfoghi le sue passioni in maniera differente, a volte in modo deleterio per sè e per gli altri.

    Avevo una domanda da porle: secondo lei cosa significa ripetersi sempre lo stesso motivo in testa-faccio parte di una banda musicale-per diversi giorni?? E’ un modo per sfogare inconsciamente le mie emozioni? Non riesco a liberarmene, è un’ossessione!

    Rispondi
  • Rolando

    Ciao Pasquale,
    ti ringrazio per aver dato un tuo parere positivo, spero che da questo articolo e da quello dei miei colleghi si possa trarre oltre che informazioni Utili, anche un Modo Positivo e Potenziante per Metterli in Pratica nella nostra vita.
    Un cordiale saluto
    Rolando

    Rispondi
  • pasqualefoglia

    Ciao Rolando,
    questo tuo articolo sulle emozioni mi è piaciuto veramente tanto! E’ completo e ricco di esempi significativi presi dalla vita reale, anzi mi pare che non ti sia sfuggito nulla. Condivido ogni cosa e perciò ho votato cinque stelle. I miei complimenti più sinceri.

    Pasquale

    Rispondi

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