Se un amico o un conoscente ti domanda: “Perché non sei contento?”  puoi rispondere che non lo sai. Nulla di grave, resti nella norma. Sei tra la folla di chi non sa spiegarsi il proprio malcontento. E continua a tenerselo.  Si può fare anche un’altra scelta e provare ad indagare immaginando di essere lo Sherlock Holmes della propria anima e scoprire il colpevole del nostra infelicità.

Senza tragedie e drammi si può, volendo, dare una sbirciatina dentro di sé con un po’ più di attenzione e capire quasi subito che qualche tarlo mangia a ufo le nostre energie. Niente di terribile, ma di sicuro fastidiose sensazioni create da alcune convinzioni che pascolano libere e indisturbate nel nostro giardino, mentre  vogliamo solo un eden pieno di delizie.

Con fiuto e lente d’ingrandimento andiamo a scovare  le bestiole che insozzano inopportunamente la nostra proprietà. Vediamo di capire perché non siamo contenti.

1.  Perché non ci accontentiamo di quel che abbiamo? Non è raro far due chiacchiere con qualcuno ed essere quasi sommersi dalla sua insoddisfazione. Sai, quando ti si racconta di non aver i genitori che si vorrebbero, i figli che si desiderava avere, i parenti giusti , il lavoro dei sogni, il partner ideale, la casa spaziosa, l’auto che fa invidia, gli abiti da boutique. Siamo circondati da persone e cose che non ci… soddisfano.

2. Perché gli altri non ci capiscono? Sì, accidenti è così. Non siamo contenti perché siamo degli incompresi! Chi ci sta attorno non è attento alle nostre esigenze, non ci ascolta. Noi siamo preoccupati che tutto vada bene e invece tutti vogliono fare di testa loro. Come si fa ad essere contenti quando neanche gli amici ti assecondano nella tua commiserazione?

3. Perché non sto fisicamente bene? Oh, indubbiamente questo autorizza ad ogni infelicità. Ci spieghi qualcuno come si può essere contenti quando non digerisci bene e hai bruciore di stomaco? E che dire delle cefalee? E della stanchezza? Ok, ecco il lasciapassare che ci autorizza non solo a lamentarci, ma anche ad avere pienamente ragione di non essere contenti.  I malanni fisici: sono loro la minaccia alla nostra felicità.

4. Perché le cose nel mondo non vanno come vorremmo? Francamente mi pare una giusta causa. Come si fa ad essere contenti dopo tutto quello che senti  e leggi da televisione e giornali? È frustrante avere le ricette per il bene dell’umanità e rendersi conto che invece tutto sembra proprio andare in maniera opposta. Se anche tu sei come me, ti dà fastidio che non si facciano le cose in un certo modo. E non sei contento, naturalmente.

5. Perché non possiamo avere quel che vorremmo? Non so quale punteggio negativo dai a questo tarlo, ma la sua incidenza sul nostro malcontento l’ha di sicuro. Dentro una vocina si fa sentire e sussurra che se magari avessi quell’auto nuova… quel palmare ultimo modello… facessi quella favolosa crociera… Per non dire di quando la vocina non sussurra ma sospira:  ah, se potessi uscire con quell’uomo affascinante o andare a letto con quella bella donna… Perché dovremmo essere di buon umore quando non abbiamo quel che ci darebbe grande piacere avere?

6. Perché non otteniamo i risultati che ci aspettiamo? Anche questa è una buona ragione. Aver l’impressione di aver dato molto e di aver raccolto poco o niente. Ma qui il malcontento può avere due facce.  Da un lato non sono contento perché sono convinto che meritavo di più.  Ma posso pure essere triste perché il mancato risultato mi conferma la mia immagine di fallito. No, mi suona ovvio, in entrambi in casi non si esulta di gioia.

Sono solo alcuni indizi e te li ho esposti per giunta  anche con qualche velo di ironia. Per non annoiarci a intristirci a discorrere di… virus. Ce se sono sicuramente altri.  Questi sono forse i più appariscenti e ognuno di noi potrebbe scovare qualcosa di più pertinente al proprio caso. Ci sono tarli comuni e altri più legati a condizioni particolari. Individuarli è però solo un primo passo. Come l’investigatore Sherlock   Holmes una volta raccolti elementi utili al caso, serve pervenire ad una soluzione. Elementare, no?

La domanda ora diventa:  “Se non sono contento, come posso cominciare ad esserlo”?

Hai la risposta? No? Beh, neppure io. Però mi par di capire che alcune scelte potrebbero portarci su una buona strada.  La mia idea è che prendere delle decisioni sia un buon punto di partenza. Perché dimostra la nostra intenzione di voler cambiare qualcosa nella nostra vita. E cambiarlo a partire da un primo bisogno di pulizia. Vedo tre scelte igieniche utili a renderci contenti. Scelte tue. Decisioni prese da te.

Igiene relazionale. È il caso di fare un po’ di pulizia tra le proprie compagnie. Chi frequenti abitualmente? Gente che si lamenta di tutto e di tutti? Persone pessimiste con aria da funerale anche ad un matrimonio perché pensano già che poi gli sposi divorzieranno? Le  frequentazioni incidono molto sui nostri umori: scegliamo a pelle le buone compagnie. Senza giudizio alcuno, ovviamente: la vita è fatta di scelte e ognuno fa le sue. A me pare salutare scegliere buone compagnie, fatte da persone piene di energia, che frequentano locali allegri, che ridono di gusto. Persone, per intenderci, che quando ti incontrano ti dicono: “Ciao, sono contento di vederti”!

Ah, amici così sono boccate di ossigeno! Non sono rarità: però li trovi solo se li cerchi. Se li vuoi. Se davvero tu hai voglia di essere contento. Introduci nella tua vita presenze pulite! Lascia entrare la ventata di novità  che le persone contente di sé ti possono  portare.

Dall’attuare una decisa igiene relazionale avrai tre vantaggi:

  1. Ci sono modi di vedere le cose diversi da quelli che hai sempre pensato. Amici sorridenti testimoniano che il mondo non è brutto e cattivo come ti hanno raccontato. Ti puoi rilassare.
  2. Capirai presto che per essere contenti basta volerlo: le buone compagnie aiutano a vedere che i motivi per essere grati sono infiniti. Starai meglio senza la pedanteria della continue lagne quotidiane.
  3. Ti accorgerai che le persone hanno voglia di stare con te. Ti pare poco?

E già così ti assicuro che essere contento è esperienza quotidiana, immagina cosa può accadere nel momento in cui ti applichi anche nell’Igiene razionale e nell’Igiene emozionale! Fuochi d’artificio di felicità. Quelli che ti fanno cantare altro che l’inno alla gioia della 9a sinfonia di Beethoven.

Ti vien sì desiderio di gridare: O amici, non questi suoni! Ma intoniamone altri più piacevoli e più gioiosi. La senti la magia della gioia e lì sotto la sua ala tutti gli uomini diventano fratelli? Davvero scopri che gioia bevono tutti i viventi ai seni della natura. Come sono lontani i giorni della nostra ignoranza, quando inconsapevoli precedevamo nel maleodorante malcontento di compagnie di sfigati.

Adesso ti vien proprio voglia delle parole del poeta: Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero, fratelli, sopra il cielo stellato deve abitare un padre affettuoso.

Alla nostra gioia!

Un abbraccio grande.

Mauro

4 Commenti

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  • stefano bresciani

    Complimenti Mauro,
    stai sfornando un articolo dietro l’altro su argomenti che mi piacciono molto e condivido il tuo pensiero.

    Interrogarci quando qualcosa non va è il primo passo importante verso la soddisfazione personale e quindi verso la felicità, contentezza e tutte le altre sensazioni positive e piacevoli che la vita ci può riservare.

    Basta crederci e provare… Complimenti ancora!!!
    uno stimato saluto

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    • mauro turrini

      Ciao, Stefano. Grazie. Gentilissimo. Anch’io trovo sempre interessante quello che scrivi.
      Sì, crederci e provare!
      Un saluto caro anche a te.

  • marisa

    Che dire? A parte il rischio di rimanere soli (a pensare al perchè nessuno sia davvero felice) potrebbe essere utile diventar felici da sè, cioè “a prescindere” da chi ti tocca frequentare. Se riusciamo a influenzare gli altri con il nostro buon umore, magari possiamo pure tenerci i parenti, i morosi, gli amici e i colleghi che ci son toccati. Certo, ci influenzano, ma anche noi lo facciamo con loro, quindi …. vinca il più tenace!

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    • mauro turrini

      Ciao, Marisa. Grazie per le tue considerazioni.
      La felicità “a prescindere” è il risultato ultimo a cui mirare. Il paradiso del benessere. Qualche passo intermedio ben fatto ci
      può portare però proprio lì. Il nostro buon umore sono certo che vincerà. Saremo tenaci e faremo un sacco di bene a chi ci circonda.
      Auguri per tutto.

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