Le persone che riescono a vivere con soddisfazione, che hanno successo, che stanno bene con se stesse, che si sentono importanti, felici, serene, lo sono per un unico e semplice motivo: hanno uno scopo.

Hai presente quelle persone di spicco, che si notano subito, che quando le conosci pensi “Wow, questa sì che è una persona tosta!” perché ti dà un senso di prestigio, di successo, ti è mai capitato? Non ti piacerebbe alimentare anche la tua vita, farla notare agli altri, caricandola di significato?

Spesso ci diciamo o sentiamo dire dalle persone “dovrei fare questo”, “potrei fare quest’altro”, “mi piacerebbe fare…” giusto?

Spesso però manca la motivazione, l’entusiasmo di fare, di perseguire degli obiettivi perché non si conosce il grande obiettivo finale, il significato che vogliamo dare alla nostra vita. Compiere una determinata azione con convinzione e consapevolezza e cercare invece di farla senza valide fondamenta é ciò che fa la differenza tra chi ottiene successo e chi invece no.

Un uomo che ha un valido motivo per andare in vacanza, ad esempio, ci va e basta oppure se ha bisogno di una nuova attrezzatura per lavorare, la compra perché serve a uno scopo ben preciso.

Per lasciare una traccia indelebile, un segno del tuo passaggio sul Pianeta Terra, hai bisogno di trovare uno scopo, di fare luce sula “mission” della tua vita.

In questo quarto, fondamentale passo alla ricerca della felicità, estrapolato per il lettori di PiuChePuoi dal corso multimediale “il Siero della Felicità – Guida Pratica in 8 Passi” ti voglio parlare proprio di questo.

Sbirciando qua e là nel web ho capito che secondo molte persone non può essere stato un caso che l’uomo sia arrivato sulla Terra, quindi pensano che il senso è fare qualcosa che piace, che ci soddisfi perché il resto sono tutti doveri imposti da altri esseri umani e noi possiamo solo scegliere se ubbidire o trasgredire. Ci sono troppi eventi che non si possono né controllare né evitare, quindi l’unico senso è prendersi e godersi quel poco di libertà che ci rimane, decidendo in quali passioni farlo emergere.

Molta altra gente invece crede che la vita non abbia alcun significato e che siamo noi a volerlo vedere a tutti i costi; in fondo potremmo morire in qualunque momento e dopo un po’ si saranno dimenticati di noi, come se non fossimo mai vissuti.

Infine c’è chi sostiene che aiutando le persone un giorno saremo ripagati, che rispettando il prossimo troveremo il significato alla vita.

Ma ciò che mi colpisce veramente, al centro di questo bisogno dell’uomo moderno, è il “diventare una persona importante” in modo da essere ricordato in eterno, cioè fare qualcosa che possa giovare a qualcuno, vivere per rendere felice qualcuno (non per forza moglie o figli) e non solo per se stessi, solo così potrai dire di aver dato un senso alla tua vita.

Trovare un grande obiettivo, uno scopo nella vita e poi raggiungerlo è il senso che diventa realtà, concretezza.

Quindi, qual è il tuo disegno di vita su questo pianeta? Sei nato solo per fare ciò che fai tutti i giorni, magari spesso controvoglia, o ci sono cose più grandi che vorresti fare ma non riesci a capire quali siano?

Per molta gente trovare un lavoro sicuro e ben retribuito è già un buon traguardo (soddisfano il bisogno di sicurezza che abbiamo visto nel secondo passo); per altre è invece vivere alla giornata divertendosi a più non posso, spendendo soldi, facendo mille esperienze, visitare il mondo e godersi la “bella vita” (bisogno di varietà che hai letto nel terzo passo).

Ma fino a che punto?

Io molto semplicemente seguo il motto dei celebri samurai giapponesi: “un attimo può valere una vita e in una vita può non esserci nulla che valga quell’attimo

Ammiro molto quanto di veritiero scrisse il filosofo, politico e drammaturgo Seneca circa 2000 anni fa:  “La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata” (da “De Brevitate Vitae”)

La parola vita per me è “oggi”, questo momento, è tutto l’amore che do e che ricevo quotidianamente.

Io non sopravvivo, io gioco.

Il gioco della mia vita, il film in cui io sono il protagonista, è un misto d’incontri, di emozioni, di esperienze, di ricordi, di obiettivi. Conosco bene le regole, conosco lo scopo del gioco e ogni mattina mi sveglio di buonumore perché ogni giorno lo affronto a viso aperto, sempre col sorriso.

E il senso della tua vita, il tuo ruolo… sai già qual è? Hai voglia di lasciare un segno del tuo passaggio? Allora scrivilo nei commenti, grazie e… felice vita!

3 Commenti

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  • Cristina Caldarola

    Io penso che il senso della vita sia cercare di fare quello che amiamo come meglio possiamo e io non mi arrendo, nonostante la crisi e il periodo storico che viviamo, penso che questo sia sempre vincente perché ci ricarica, mentre facendo ciò che non amiamo ci svuotiamo e, prima o poi, dovremo necessariamente tornare da noi stessi, meglio subito, perché la vita è breve…

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  • francesca

    Mamma mia è una domanda complicatissima. E’così difficile avere uno scopo ben definito e perseguirlo, che alla fine… lo perdo di vista. In effetti, a forza di fare ciò che non mi piace…non so più qual è il mio scopo *_*
    Mi ritrovo incastrata in un “lavoro sicuro” che mi soffoca. Così soffocata a volte, che perdo ogni positività che porta ad avere le idee chiare sullo scopo. Eppure, davvero sconvolgerei tutto.

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    • stefano bresciani

      Eh già Francesca, è complicata ma tentare non nuoce… Prova a scrivere un elenco delle cose che ti piacciono fare e poi passa all’esercizio sui valori che propongo nell’articolo “successo: quale stai cercando?”
      Sono certo che ti daranno un po’ di respiro prima di rispondere, con calma e assoluta serenità, all’annosa domanda su come avere uno scopo.

      Buon lavoro e grazie del commento,
      Stefano

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