Il cambiamento da una situazione in direzione di una situazione migliore parte dall’ accettazione rispetto la condizione attuale.
La resistenza nei confronti di una situazione o di uno stato che non viene accettato crea tensione e ne blocca la possibilità di cambiamento continuando a perpetuare lo stato indesiderato.
L’ accettazione si impara attraverso la consapevolezza. Attraverso l’accettazione iniziamo a liberarci dalla resistenza, dalla paura e dallo sconforto e da quelle emozioni depotenzianti che impediscono alla gioia e alla serenità di emergere.
Osserviamo la nostra vita, osserviamo gli effetti della resistenza che poniamo nelle varie aree attraverso l’autocritica, la commiserazione ed il giudizio e quindi la “lotta” anziché partendo da uno stato ottimale di accettazione, bellezza e gratitudine.
Spesso rimaniamo intrappolati in esperienze passate di sofferenza anziché essere liberi e quindi impedendoci di esplorare nuove opportunità per il nostro futuro.
Lo facciamo in modo conscio ed inconscio, la resistenza e quindi la paura ci impedisce di andare avanti ed esplorare nuovi territori.
Resistere a ciò che è, a ciò che siamo, a ciò che abbiamo, a dove ci troviamo ora, non è altro che una perdita di tempo ed energia. Perché dunque trascorriamo la nostra vita nella resistenza anziché nell’accettazione?
L’ identità che ci siamo creati: “pensare di non essere all’altezza di determinate situazioni desiderate” è mantenuta dal nostro dialogo interno che si ripete nel corso degli anni, da voci autoritarie che ci raccontano storie di noi riguardo chi siamo e come siamo ed infine ci giudicano perché non siamo modellati a qualche standard predefinito.
L’ identità è mantenuta dal non verificare “Cosa mi sta dicendo il mio corpo? Cosa mi stanno dicendo le mie emozioni?” Lasciamoci guidare dai sentimenti, dal nostro termostato interiore, quando non lo facciamo, la resistenza crea lo stress, la sofferenza e l’insoddisfazione.
Ed il messaggio che ci da la resistenza è: la vita è una lotta! La resistenza non produce i cambiamenti desiderati e quindi nasce la frustrazione e l’insoddisfazione e ad una maggiore tensione dalla quale sembrano offuscarsi le prospettive di vedere realizzati i propri sogni e la propria vita.
La resistenza non porta al cambiamento!
L’ accettazione porta al cambiamento!
Accogliere anziché giudicare apre la strada alle infinite opportunità.
Lasciarsi andare a ciò che è scioglie ogni tensione e rende fluido il percorso.
L’accettazione diventa la chiave per interrompere il ripetere i soliti, vecchi schemi, pensieri, storie e comportamenti.
Se vogliamo che la nostra vita cambi iniziamo a cambiare il nostro dialogo interiore che ci dice chi siamo, come siamo, chi sono gli altri, come sono gli altri, come sono le cose, com’è il mondo, com’è la vita attraverso la negazione anzichè attraverso l’accettazione.
Perché continui a guardarti di fronte ad uno specchio incrostato dalla sabbia senza darti la possibilità di vedere la tua vera bellezza? Quella sabbia è il tuo dialogo interno che ti dice che non sei adeguato a questo o a quello o che non sei come chicchessia o che non hai qualcos’altro. Chi te lo ha detto che è cosi? Perché lo credi? Ciò che esiste nel mondo è già tuo, basta che tu ne sia consapevole e lo accetti.
Forse pensi che non sia reale? Ma la “realtà” non esiste. Esistono tante realtà quanti esseri umani ci sono su questo pianeta. Ognuno di noi crea e vive la propria realtà. La “realtà” è solo un illusione, è creata dalle nostre esperienze e dalle nostre credenze. Ciò che noi vediamo è qualcosa che è programmato in noi, NON è l’unica realtà. Iniziamo ad accettare totalmente noi stessi e tutto ciò che ci circonda e la realtà si espande. Attraverso la non accettazione e cioè la resistenza si diventa prigionieri degli eventi, del mondo esterno, di se stessi e dei propri pensieri limitanti.
Per interrompere i comportamenti che non portano ai cambiamenti sperati è necessaria l’accettazione totale di se stessi. Non è utile andare contro! Lasciati andare!
Tutto ciò che ti hanno insegnato a credere fino ad oggi potrebbe semplicemente non essere vero! Non possiamo essere come ci hanno detto che “dovremmo” essere. Ed è proprio per quello che ora forse ti senti inadeguato. Ascolta i tuoi sentimenti perché solo tu puoi sapere cosa è giusto per te. Lasciati guidare da ciò che provi. Nessuno può sentire cosa è giusto per un altro. Abbiamo un corpo fisico per questo motivo, per imparare ad ascoltarci dentro, ma nessuno lo può fare al nostro posto.
Iniziamo ad amarci e ad accettarci cosi come siamo, accettando anche quelle cose che al momento sembrerebbe che non ci piacciono. Accettiamole ed amiamole, togliamo la tensione. Sciogliendo la tensione le cose possono finalmente iniziare a cambiare.
Essere arrabbiati con sè stessi o col mondo, sentirsi vittime degli eventi, non accettare se stessi non ci daranno mai la vita che desideriamo.
Vediamo insieme il processo dei 2 diversi atteggiamenti mentali/emozionali:

* Resistenza ==> Sofferenza ==> Chiusura ==> Perdita di Energia ==> Situazioni che si ripetono senza essere risolte

* Accettazione ==> Libertà ==> Espansione ==> Aumento di Energia ==> Situazioni che cambiano in meglio e si risolvono

 

Quando non accettiamo le cose così come sono e puntiamo in piedi le risolviamo? No!
Ci sentiamo meglio? No!
Invece cosa avviene? Vengono ripetuti i soliti schemi e le solite storie identificate come “problemi”, vengono fomentate le solite emozioni che non fanno sentire bene, si fa ritorno al solito precedente programma.
Lasciando andare le convinzioni programmate, le negazioni e le supposizioni permettiamo che una saggezza più profonda ci guidi verso la soluzione.
Abbiamo dunque un’espansione di noi stessi e della nostra vita.
Nel momento in cui iniziamo ad accettare ogni singolo step del percorso accadono 2 processi di espansione che ne allentano la resistenza portandoci verso la realizzazione:
•          Smettiamo di identificarci con il sé sofferente, con le esperienze e reazioni automatiche ed iniziamo a riconoscere il nostro sé autentico.
•          Ci liberiamo dagli aspetti condizionati reattivi della personalità, permettendo loro di tornare alla propria natura autentica.
 
Qual è il meccanismo che mantiene e perpetua situazioni di scarsità, insoddisfazione, sofferenza, sensazioni di non trovare una via d’uscita ai propri problemi?
LA RESISTENZA
Qual è l’interruttore, la leva da spostare per cambiare le cose e poter vivere al di fuori della trappola degli schemi ripetitivi?
L’ ACCETTAZIONE
Questo non significa che le cose debbano rimanere cosi come sono anche se non ci piacciono, ma significa che innanzitutto dobbiamo accettarle completamente, vederle con occhi nuovi ed amorevoli, amarle e poi la situazione finalmente si apre, si trasforma, cambia e migliora.
E’ indispensabile espandere le proprie credenze e cambiare il proprio stato affinchè avvenga la trasformazione.
Il cambiamento avviene quando abbiamo allentato la tensione e lo abbiamo accolto amorevolmente. Quando iniziamo ad accettare tutto di noi, di come siamo, del nostro passato e della nostra vita attuale.

29 Commenti

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  • g.

    Una domanda:come facciamo a capire se il cambiamento è veramente “cambiamento” e non uno stato d’animo passeggero?

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  • monica giovine

    Caro Luca,
    prima ancora di accettare la situazione devi iniziare ad accettare te stesso al 100% e ad amarti.
    Se tu fossi qui con me ti farei tante domande per capire da dove arrivano questi malesseri.
    Il tremore è una perdita di energia, tu non vorresti essere li in quel momento, non accetti la tua vita e la tua situazione e allora stai male.
    Scusami se te lo chiedo ma mi serve capire un po’ di più di te. Quanti anni hai? Vivi con i genitori o sei sposato?
    sicuramente non stai bene dove stai e nella tua situazione. C’è qualcosa nella tua vita che va sicuramente cambiato.
    Stai meglio alla sera piuttosto che alla mattina? I tremori da quali parti del corpo arrivano? E iniziano dal basso o dall’alto?
    Inizia ad ACCETTARE TE STESSO COSI COME SEI e ad amarti, e a tranquillizzarti attraverso la meditazione, la respirazione, bevi tanta acqua fresca, muoviti di più, poi vediamo di fare anche qualcosa di più personale ed efficace per te!
    Un abbraccio.

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  • luca

    io sto malissimo da 9 anni..
    quindi vorrei una risposta pratica allesempio che riporto.
    in quanto mi sembra tutto astratto tra accettazzione e resistenza.
    io soffro terribilmente fisicamente, da 9 anni.
    da a gosto sono chiuso in casa.
    causa? TENSIONE CONTINUA, ansia , panico.
    da 9 anni va avanti così e io scarico il 99 per cent sul fisico.
    il mio terapeuta nuovo dice che devo accettare per eliminare la resilienza(resistenze)
    quindi dico lesempio, mi alzo l mattina, con ansia folle, mi vesto tremando,(ho paura dei sintomi fisici che generano a loro volta un circolo vizioso) , e come è normale che sia inizio a far nulla perchè ho perso la voglia , in quanto ogni volta che provo a uscire mi sento male.
    nonostante questo ogni mattina faccio 100 mt e vado a prendere il giornale, e puntalmente, alcune volte no a dir la verità, il malessere che avevo a casa, mentre cammino si amplifica e sfocia i panico e sintomi invalidanti.
    ADESSO vorrei un esempio pratico, da mettere in atto, x quando mi alzo la mattina, o per quando devo uscire che inizia a aumentare il male, per accettare questa situazione.
    cordiali saluti.
    un abbraccio

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  • monica giovine

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  • monica giovine

    Gentilissimo Samuele,
    se il perseguimento degli obbiettivi ti sei posto ti sta portando all’autodistruzione c’è qualcosa che non va. Il perseguimento degli obbiettivi personali dovrebbe portare gioia, non sconforto. Sei sicuro che gli obbiettivi sono qualcosa di realmente tuo e non uno status simbol che desideri perseguire per sentirti forte e migliore?
    E’ probabile che a questi obbiettivi sia necessario dare una messa a punto. Io ho avuto ed ho tuttora degli obbiettivi grossi ai quali sto lavorando da moltissimo tempo. Li vedo crescere piano piano, vedo che faccio spesso passi avanti per raggiungerli e tutto questo mi da una gioia immensa non stress.
    Sicuramente vivere il “QUI ed ORA” è assolutamente importante. Indipendentemente dai tuoi obbiettivi tu devi amarti qui ed ora cosi come sei. Indipendentemente da dove vuoi andare tu devi amare dove sei ora.
    Se hai deciso di separarti c’è stata sicuramente una buona ragione da parte tua, sicuramente nella situazione in cui eri prima non eri felice. Ora devi evitare di lasciarti condizionare da qualcuno che ti potrebbe fare sentire in colpa (situazione frequente purtroppo) magari, l’ex moglie, o la sua famiglia o forse la tua famiglia. Non lo so ma tu lo sai. ama le tue scelte senza sensi di colpa.
    Al momento so poco di te per poterti dire qualcosa di preciso e devo stare sul generico.
    Quello che posso dirti è amati cosi come sei, apprezza e ama quello che hai ora senza l’ansia di raggiungere questi obbiettivi, ama i piccoli passi avanti che hai fatto. Non sentirti in colpa MAI se gli altri la pensano diversamente da te. la TUA vita è solo TUA :-))
    E sicuramente vivi il presente minuto per minuto senza rimpianti per il passato o ansie per il futuro!
    Facile a dirsi? Inizia a provarci :-))
    un caro saluto!

    Rispondi
  • Samuele

    Salve Monica,
    ho appena letto quello che ha scritto e i vari commenti e mi nato il desiderio di chederle cortesemente un consiglio. Vengo da un lungo cammino di cambiamenti e stravolgimenti lavorativi sentimentali e sociali. Separato da 3 anni, per mia volontà, ho un figlio di 5, pochi amici e un conto corrente in banca che continua a scendere..!! le racconto ciò perchè dopo tutte queste cose che ho scelto io con forte volontà ora mi trovo destabilizzato e ho paura di non riuscire ad essere più una valida persona o meglio qualcuno di GRANDE E DI SUCCESSO. I sogni e gli obiettivi che mi sono posto mi stanno portando alla distruzione. Vorrei essere qualcuno ma mi sento sempre di più un m….. Credo che l’argomento che ha trattato si sposi bene con il mio stato d’animo e penso che l’accettazione e il vivere il qui e ora sia l’unica soluzione per fermare i mille pesieri e dubbi che sto vivendo. Come posso vivere il presente e smettere di fare mille paragoni e analisi di me stesso…? grazie mille Samuele

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  • monica giovine

    Ciao Pino,
    non confondere: “ACCETTARSI con SUBIRE”.
    Se vivi una situazione negativa nella tua vita che ti crea sofferenza è giusto cercare di migliorare quella situazione o cambiarla, subìre non è una cosa giusta.
    Però è anche necessario cambiare il focus, spesso ci si focalizza su ciò che non va bene piuttosto che focalizzarsi su ciò che va bene, Oppure ci si focalizza su ciò che non ci piace piuttosto che su ciò che ci piace, oppure ci si focalizza sui difetti di una persona o di una situazione piuttosto che sui pregi. In questo modo si perpetua una sofferenza senza fine :-((
    Inizia a vedere i pregi in quella persona accettandola cosi com’è, tanto non possiamo cambiare gli altri se loro non vogliono. Inizia a vedere l’insegnamento in quella situazione per accettarla e per comprenderla. Solo attraverso l’accettazione puoi cambiare le cose. Quando non accetti crei tensione. Per esempio, 2 persone discutono in modo acceso con la speranza di far cambiare idea all’altro e non ci riusciranno mai. Solo quando accetti l’altro cosi com’è puoi vederlo sotto un’altra luce, migliore, più positiva e lui/lei sarà migliore con te. Se sottolinei i suoi difetti la persona non li modifica e la situazione sarà sempre più insopportabile. Se ti dimentichi dei suoi difetti e sottolinei i suoi pregi la persona sarà sempre più gradevole con te.
    Anche le situazioni del passato vanno accettate e comprese per evitare di riportare la sofferenza sul presente. Questo non significa affatto diventare persone che subiscono qualcosa che non va o qualcuno di negativo, per carità, è tutto il contrario!
    Accettare serenamente, quindi imparare, lasciare andare e poi superare e andare oltre significa diventare persone che possono! :-))

    Rispondi
  • Pino

    Cara Monica a proposito del fatto che bisogna accettarsi , a volte però il cambiamento e l’accettazione totale di tutta la propia vita non è facile, anche perchè il solo fatto di pensarlo non basta, ce qualcosa nell ‘incoscio che ci fa tornare la mente sui soliti percorsi. Per esempio un lavoro che non ci piace, e nonostante il ragionamento che ci dice che va bene cosi, l’incoscio immagazzina senzazioni negative, oppure un rapporto sentimentale che ragionado con il coscio, ci diciamo che tuttosommato ci gratifica, ma magari c’è qualcosa nell’altra persona che l’incoscio non manda giù. Questo è quello che capita a me, vorrei chiederti qual’è il modo per compiere l’accettazione anche in maniera incoscia, in modo che l’accettazione sia cosi TOTALE.
    Grazie Ciao
    Pino

    Rispondi
  • monica giovine

    Ciao Pino,
    come ho scritto nella risposta precedente, se è difficile il motivo è che forse nella tua vita ti hanno mostrato quello che non va, oppure ti hanno rimproverato per quello che “sbagliavi” (sempre secondo la persona o le persone che facevano questo tipo di affermazione), oppure ti hanno etichettato con degli aggettivi magari poco incoraggianti.
    A questo punto tu hai iniziato a pensare che tutte quelle cose che ti sono state dette sono vere, in fondo te le hanno dette persone nelle quali avevi fiducia e sai che a modo loro cercavano di essere sincere. Ci hai creduto, è normale! Hai iniziato a fare tue quelle credenze limitanti su te stesso. Quindi ora è difficile debellare ed iniziare a pensare al contrario. Inizia a pensare che nessuno ha colpa e nella mente di tutti gli esseri umani esistono miliardi di credenze che non sono reali ma diventano reali nel momento in cui ci crediamo. Queste credenze si sono formate con la cultura e la società e noi le abbiamo rese vere.
    Inizia a mettere in discussione qualsiasi credenza limitante che hai su di te e perdona chi te l’ha inculcata. Prova a pensare che può non essere cosi, il passo successivo è pensare che in effetti non è proprio cosi!
    Sono certa che ce la fai! :-))
    Un caro saluto!

    Rispondi
  • monica giovine

    Caro Stefano,
    mi fa molto piacere leggere la tua bella esperienza ed il tuo bellissimo percorso. Le persone hanno TUTTE bisogno di essere incoraggiate, di essere accettate, di essere amate e quindi si accettano. Invece quando cresciamo ci mettono a fuoco tutti i nostri difetti (in realtà NON esistono) e tutto quello che non va minando cosi la nostra autostima. Questo non ci aiuta a migliorare, per stare bene e per dare il meglio di noi stessi abbiamo tutti bisogno di amarci ed accettarci, a quel punto TUTTO DIVENTA POSSIBILE! Qualsiasi cambiamento positivo parte dall’accettazione per se stessi e dal totale amore per se stessi!
    Grazie a te Stefano, e a presto!

    Rispondi
  • Pino

    Cara Monica, Mi è piaciuto molto il suo articolo , devo dire che attuare in pieno il fatto di accettarsi come si è non è facile. O meglio è facile dirlo, pensarlo, ma non altrettanto realizzarlo veramente. Sapresti consigliarmi quale è il passo giusto , quale tasto bisogna toccare per fare in modo che ci sia un’accettazione COMPLETA di se al 100%. Sono convinto che è la strada giusta, ma non riesco ancora a vedere quei risultati aspettati. Grazie Pino

    Rispondi
  • Stefano

    Salve! Sono Stefano, ho 25 anni e scrivo da L’Aquila.
    Ho letto solo ora questo post, ma sicuramente è meglio cosi, perchè nel 2009 non avrei avuto l’esperienza necessaria per comprendere davvero il senso di ciò che hai voluto comunicare.
    Tu scrivevi questo post, io abbracciavo da poco la vita del viaggiatore, chissà, magari il vento stasera mi ha portato a leggerti.
    Voglio dirti grazie, questa è un’ulteriore conferma del fatto che sto seguendo la giusta strada, anch’io sono arrivato a questa conclusione. Dopo tante ricerche sono arrivato a capire che l’unico modo per essere totalmente me stesso è accettarmi.
    L’ho fatto, finalmente, ci sono riuscito.
    E sto bene, devo dire, veramente bene! :)
    Qualunque cosa mi porterà il futuro, sarà qualcosa di emozionante, di unico, perchè sicuramente sarà diversa.
    Una buona serata e buon lavoro!!

    cpt. Stefano

    Rispondi
  • Stellina80

    Cara Monica,
    Mi è piaciuto molto il suo articolo.
    In questo momento sono confusa perché non riesco più ad accettare certe scelte che ho fatto in passato, e su alcune cose ormai sono passati anni.
    Ho fatto degli errori di cui me ne sono pentita, ho vissuto il senso di colpa, ho vissuto rimpianti, non accetto che la mia compagnia di amici si sia sciolta (non per causa mia) ma io mi trovavo bene con tutti.
    Il passato è passato e non si può cambiare: a queste cose non c’è rimedio, è tardi. E io solo ora mi sono resa conto di ciò che ho fatto.
    Come si fa ad accettare che non tutto va come voglio io? Che non tutto va bene? Ho bisogno di uno spunto di riflessione, perché mi sto perdendo e comincio ad avere paura del futuro e non ho idea di come sarò nemmeno fra un mese!
    Grazie.
    Saluti.

    Rispondi
  • monica giovine

    Gentile Gianni,
    comprendo cosa intendi dire.
    Ci hanno insegnato da sempre che se accontentiamo gli altri siamo bravi e se non li accontentiamo siamo cattivi. Ma chi può dire chi sono realmente i bravi o i cattivi? Talvolta si accontentano gli altri, magari i famigliari per evitare il dissenso e guadagnarsi cosi l’approvazione ma a spese di noi stessi e questo atteggiamento col tempo indebolisce a livello energetico, disorienta ed abbassa l’autostima.
    Come può una persona dire ad un altra “se sei buono mi acconenti e fai (o non fai) questa cosa” con quale diritto si entra nelle scelte di un’altra persona? Chi è nel giusto e chi sbaglia?
    Comprendo anche la tua reazione, è umana!
    Rimani fedele alla tua scelta ma rimani comunque scosso dalle parole di scoraggiamento. Le imposizioni altrui possono anche disorientare. Non sarebbe meglio se tu stessi potessi decidere da solo cosa è giusto per te senza temere reazioni altrui e al tempo stesso senza fare il contrario per reazione di difesa o per ribellione? Non è colpa tua, per carità se tu reagisci facendo comunque ciò che avevi deciso di fare. Anzi, è certamente molto meglio piuttosto che rinunciare alle proprie scelte. Il fatto che poi diventi un “dispetto” verso una potenziale invadenza altrui nei tuoi confronti potrebbe diventare per te una perdita di diritto alla scelta vera, sentita e naturale.
    Il modo migliore per superare questo conflitto è rimanere distaccati emotivamente dall’interferenza esterna e decidere per se cosa è giusto per se, obbiettivamente ed indipendentemente da tutto. E’ importante cercare la pace interiore, quando sei tu a decidere per la tua vita e a fare le tue scelte senza reazioni, hai trovato la tua pace interiore.
    Un caro saluto!

    Rispondi
  • gianni

    sempre in ordine alla sua risposta….la mia esperienza in merito all’argomento è tale da farmi spesso incorrere nella trappola del consenso…tenga conto del fatto che essendo il più piccolo di casa..è stato sempre tutto parametrato con i fratelli più grandi….mi è capitato più di qualche volta(ora che mi osservo di più e ho un minimo di consapevolezza),e se ho un desiderio ad esempio un acquisto e qualcuno mi invita a desistere da quell’acquisto….il precedente desiderio e il potenziale acquisto lo vivo come una reazione a chi mi ha invitato a desistere dall’acquisto…insomma perdo l’entusiasmo iniziale e lo vivo come un acquisto fatto per “dispetto”…sò che è legato ad un proramma di comportamento infntile reattivo agli adulti che mi circondavano…ovviamene questo è solo un esempio
    saluti

    Rispondi
  • gianni

    soddisfatto della sua risposta….grazie

    Rispondi
  • monica giovine

    Ciao carissimo Gianni.
    Quanto le opinioni degli altri devono (o possono) “influenzarci”? La parola “influenzarci” non mi piace perchè mi fa pensare a qualcuno che cerca di distoglierci dal nostro sapere interiore e fare in modo che noi ci convinciamo che lui o lei abbia ragione, mollando cosi la presa del nostro desiderio iniziale.
    Proveniamo da una cultura nella quale abbiamo imparato che è giusto ascoltare chi ha più esperienza, chi ne sa di più (ma sarà poi vero che ne sa di più?) ed in questo modo invece spesso una persona viene disorientata da quello che è il suo ascolto interiore. Trasmettere la propria esperienza ad un altra persona non sempre significa aiutarla, purtroppo spesso significa bloccarla. L’esperienza non la possiamo trasmettere ma la possiamo solo vivere per crescere ed imparare.
    Aiutare realmente un’altra persona significa fare emergere da lui o lei il meglio di se, incoraggiarla, motivarla, lodarla e non fermarla.
    E’ anche vero che tutti noi siamo condizionati dal nostro ambiente, dalla nostra cultura.
    E’ normale sentirsi parti integranti di un contesto ideologico che ci piace piuttosto che di un altro che poco ci assomiglia, ma siamo sempre noi a scegliere. Nella nostra vita filtriamo le informazioni e facciamo nostre quelle cose che maggiormente ci assomigliano.
    Se qualcuno cerca di convincerti che la sua idea è quella giusta ed è “migliore” della tua, per ciò che riguarda te e la “tua” vita, forse sta cercando di plagiarti, magari inconsapevolmente.
    Il concetto cambia se sei tu che decidi di rivolgerti ad un professionista che ne sa di più di te in un certo settore o è specializzato, come facciamo tutti del resto, per esempio, un commercialista per compilare il 740, un avvocato per consigli di tipo legale, un dentista se sopraggiunge un mal di denti, un coach per motivarti, è ovvio che ascoltiamo l’esperto che in quel momento ci sta dando una mano.
    Questo è giusto ci mancherebbe.
    Siamo sempre noi che scegliamo a chi affidarci, che filtriamo e decidiamo.
    Se però qualcuno pensa di saperne di più di noi per ciò che riguarda la nostra vita “privata e personale”, per esempio, sulle relazioni, sul nostra lavoro, sul tempo libero, sulle vacanze, sulle nostre scelte ecc… imponendoci le sue idee o uno stile di vita diverso da quello che noi desideriamo di fare e noi lo assecondiamo stiamo mancando di rispetto a noi stessi.
    Non è lui a mancarci di rispetto ma siamo noi a farlo quando permettiamo ad altri di prendere delle decisioni al nostro posto.
    Per esempio, spesso genitori e parenti, con la scusa di darti un consiglio per il tuo bene possono disorientarti da quello che tu senti essere cosa sia per te realmente il tuo bene. Non lo fanno certamente apposta, fa parte della loro cultura. Non c’è cattiveria, semplicemente hanno imparato cosi a sua volta e pensano che sia giusto.
    Questo è il momento nel quale è necessario spezzare la catena dei condizionamenti, per essere se stessi, per evolverci e per dare il meglio di noi stessi.
    Un carissimo saluto!

    Rispondi
  • gianni

    una domanda….quanto le opinioni degli latri debbono influenzarci?
    mi spiego meglio…sò che la trappola del consenso è una trappola eccellente per far si che mini la sicurezza personale e la propria autostima…quindi se ad esempio durante una conversazione il nostro interlocuore ci faccia venire dubbi,spece quando è una persona colta e “attendibile”,ma che sicuramente ha un bagaglio di esperienze diverse da quelle personali….in che proporzione bisogna tener presente l’opinione altrui,al fine di restare centrati su se stessi ma non escludere a priori le paroli altrui?o per caso è una ma trappola mentale…insomma bisogna sempre far di testa propria?specie quando queste idee generino positività,forza e benessere…?ancora..ognuno è im grado di comprendere i fatti e lecose in virtù della propria evoluzione attuale e quindi non è il caso di lasciarsi turbare da impressioni,pareri ed espeerienze altrui?tanto quando sarà il momento le cose si modificheranno?quindi ognuno di noi è un esperienza assestante che prescinde da quelle altrui?come far e capire se un consiglio datoci da una persona sia migliore o peggiore del nostro modo di agire?o bisogna cancellare i termini migliori o peggiori e ragionare in termini di diversità?
    saluti

    Rispondi
  • monica giovine

    Carissima Annalisa,
    é una splendida sorpresa anche per me.
    E’ sempre un piacere ritrovare le persone con le quali abbiamo condiviso esperienze fantastiche di crescita nella nostra vita.
    Mi ricordo benissimo di te, mi sembra di averti davanti anche se saranno passati più di 20 anni sicuramente mi sembra ieri, grazie anche al periodo che stavamo vivendo e alle nostre grandi trasformazioni attraverso le quali i primi semi iniziavano a germogliare :-))
    Certamente mi fa molto piacere rivederti e parlare delle nostre esperienze successive.
    Grazie a te cara Annalisa.
    Un grande abbraccio!
    Monica

    Rispondi
  • annalisa

    Grazie di cuore,veramente profondo e incoraggiante e illuminante il tuo articolo!
    Io sono Annalisa de Tommasi,ci siamo conosciute attraverso il Buddismo..ricordi?abitavo in zona Fiera a Milano..ero amica anche di tua sorella..abbiamo praticato insieme…Poi ci siamo perse di vista….
    Ritrovarti cosi'”casualmente” è stata per me una piacevolissima e incredibile SORPRESA!!!!
    Sarei molto felice di rivederti e
    mi piacerebbe seguire un tuo corso presso IL SOLE NASCENTE a Milano..ne parliamo?
    Un grande abbraccio e ancora GRAZIE!
    Annalisa

    Rispondi
  • monica giovine

    Gentilissimo Giorgio,
    ti ringrazio per le belle parole.
    La parola “accettazione” spesso non è facile da comprendere nella nostra cultura occidentale basata sul “voglio tutto e subito”.
    Non significa rassegnazione ma al contrario, accettazione è vedere la nostra vita attuale con un’altra luce anzichè attraverso l’insoddisfazione ed il lamento e solo con un’atteggiamento nuovo e positivo siamo in grado di migliorare ulteriormente ed avanzare sempre di più verso la vita che desideriamo.
    Anch’io ho incontrato il Buddhismo moltissimi anni fa e penso che da quel momento mi si sia spalancata una porta davanti a me fatta di infinite risorse. E’ stato illuminante, tutto il resto era arrivato dopo questa grande scoperta.
    Grazie a te caro Giorgio e a presto!

    Rispondi
  • Giorgio

    Carissima Monica,
    sono davvero contento di averti scoperto (grazie ad un’amica che mi ha parlato di te!). Il concetto di accettazione era uno dei concetti più difficili da accettare e comprendere per me, visto che, essendo buddista, ci prodighiamo molto spesso, sbagliando s’intende, a voler a tutti i costi non vivere quella particolare situazione che si sta vivendo e voler cambiare repentinamente una situazione stagnante. Avrei voglia di restare in contatto con te perché sei veramente l’unica fino adesso che è molto sintetica e illumintante… e soprattutto comprensibile all’uomo! GRAZIE DI VERO CUORE!

    Rispondi

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