Marco è un grande imprenditore, uno di quelli che si è fatto da solo partendo da una piccola realtà e trasformandola in un “giocattolo” da svariati milioni di euro.  Ma anche lui, come altri grandi imprenditori di grandi aziende, era incappato nel tranello della crescita.

All’inizio dell’attività sei preso dal farla decollare e ti concentri sullo sviluppo; le persone da gestire sono poche e dedichi loro molta attenzione e soprattutto avendo tempo a disposizione lo investi a comunicare le tue idee ed ascoltare i loro suggerimenti. Man mano che l’azienda cresce, la tua attenzione si sposta sull’organizzare al meglio le varie attività. Crei dei responsabili, inizi a delegare alcune funzioni. L’azienda continua a crescere, tu ti dedichi sempre di più alle strategie di espansione e deleghi anche le funzioni di direzione generale per poterti concentrare sul creare business e smetti di comunicare con il resto dell’azienda.

Questo processo di crescita è corretto, ma il rischio è che nei vari passaggi ti dimentichi di trasferire i valori e le idee di base che ti hanno consentito di crescere, e forse, te li dimentichi anche tu.

Quando ho conosciuto Marco, gli ho chiesto di raccontarmi la sua storia e cosa in particolare l’aveva stimolato nel superare le difficoltà incontrate strada facendo.

Di tutto il suo racconto le cose che mi hanno colpito di più sono state:

  • l’umiltà con cui era partito
  • il pensare già in grande anche quando era ancora piccolo
  • la convinzione di riuscire
  • l’idea di portare al successo le persone che lo avrebbero aiutato
  • la comunicazione intensa che aveva all’inizio con i suoi uomini.

La forte crescita aveva fatto dimenticare al management che erano state le persone a farli espandere e proprio di loro ci si era dimenticati.

Crescendo si corre il rischio di dimenticare ciò che ci ha fatto crescere!

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